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Digifast Multimedia Station

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 10 Maggio 2019 nel canale 4K

“Un HTPC, ovvero un computer, potrà mai essere migliore di un lettore da tavolo? Il Digifast promette proprio questo e molto altro ancora, con funzioni e caratteristiche che di solito si trovano in prodotti che costano fino a 10 volte tanto...”

madVR e considerazioni legali


Il "dietro le quinte" del Digifast per le fasi di calibrazione e nascosto all'utente finale
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Il Digifast è il frutto di un mix di competenza, anni di sperimentazione e utilizza in gran parte software open-source come MediaPortal e madVR (madshi's Video Render), con il primo che rappresenta il "front-end" con cui l'utilizzatore finale interagisce con le varie funzioni della macchina; madVR è invece il render video che sovrintende a tutte le operazioni che coinvolgono il DirectShow di Microsoft e che permette di utilizzare al meglio tutti i "filtri" video per l'elaborazione dei vari file video riprodotti. All'integrazione tra MediaPortal e madVR ha partecipato anche Microfast, prima ancora che fosse disponibile la versione 1.16.

Sia ben chiaro: all'interno del Digifast non c'è quasi nulla che non sia replicabile da un appassionato in grado di assemblare un HTPC, che non abbia timore di star dietro agli aggiornamenti del sistema operativo, dei programi e dei driver e che abbia soprattutto il tempo di star dietro a tutti quei piccoli "inconvenienti" che sono sempre dietro l'angolo in un HTPC del genere, come il corretto funzionamento dell'uscita video HDR, la corretta frequenza di scansione per evitare i famigerati "scatti asimmetrici" nella riproduzione video o le giuste impostazioni del render madVR per sfruttare al massimo i componenti a disposizione, per non parlare dell'integrazione della parte dedicata alla correzione audio e alla calibrazione video...


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Insomma, i 35 anni di storia della Microfast nell'integrazione, programmazione e assistenza nel settore PC si vedono anche nelle piccole cose, come nella possibilità - ad esempio - di modificare l'uscita audio in "bitstream" direttamente da telecomando, come se fossimo davanti ad un classico lettore Blu-ray Disc. In più, il valore aggiunto del Digifast è nella qualità dell'integrazione di tutto il sistema, nella semplicità dell'utilizzo, nel costante supporto che permette di tenere le macchine aggiornate e nella possibilità che la macchina venga installata da personale altamente preparato, che si occuperà anche della calibrazione audio e di quella video. 

L'unica zona d'ombra, che non possiamo evitare di considerare, è legata a doppio filo con una (una soltanto) delle caratteristiche più interessanti del Digifast e che riguarda la qualità della riproduzione con madVR, l'analisi dei contenuti HDR e la gestione dei metadati dinamici creati direttamente da madVR. Tutte le altre caratteristiche (es.  DRC e calibrazione video che invece non c'entrano con questa piccola "zona d'ombra) sono sempre disponibili, anche se solo attraverso un software di riproduzione video meno performante come PowerDVD. Con i contenuti HDR da UHD Blu-ray 4K la questione è ancora più estrema. La premessa fondamentale è che un numero sempre crescente di film su UHD Blu-ray 4K ha una gamma dinamica che va ben oltre il limite dei 1.000 NIT, come l'ultimo "Animali Fantastici - I Crimini di Grindewald" che si spinge addirittura oltre i 4.000 NIT. Non solo. Anche quando un film è "formattato" all'interno dei 1.000 NIT, bisogna sempre fare i conti con la dinamica e con la massima luminanza del TV o del proiettore che abbiamo a disposizione. Con queste premesse, la modulazione della gamma dinamica e dei colori all'interno delle possibilità offerte dal nostro sistema di riproduzione, è un aspetto chiave per la qualità della riproduzione di contenuti HDR.


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Ebbene, dallo scorso gennaio di quest'anno, a corollario di madVR è disponibile un "modulo" che permette l'analisi della gamma dinamica e di altri parametri molto importanti, direttamente dai fotogrammi di tutto il film in HDR. Questo passaggio permette di creare un file con una tabella che contiene tutte le informazioni che consentiranno a madVR di effettuare il tone mapping in maniera dinamica, sfruttando in più i limiti reali del nostro sistema di riproduzione (massima luminanza e dinamica del TV o dello schermo di proiezione), misurati in fase in installazione. Per essere più chiari, il sistema permette a madVR - e in questo caso al Digifast - di riprodurre i contenuti in HDR sfruttando al massimo quello che abbiamo a disposizione. L'unico "problema" è che per analizzare il film, questo deve essere presente in formato digitale sul disco rigido, In alternativa è possibile l'analisi anche direttamente dal disco ottico ma senza che il film sia "protetto". La situazione chiama direttamente in causa una serie di considerazioni che conivolgono la sfera legale. 

Il problema è molto semplice. Da un lato, il diritto italiano e quello comunitario prevedono la possibilità di effettuare una "copia privata" dei contenuti audiovisivi protetti da copyright, senza che il titolare di diritti possa esercitare il proprio diritto esclusivo di autorizzare o vietare questa operazione (es. Corte giustizia Unione Europea Sez. III, 29/11/2017, n. 265/16). Nel diritto italiano e in quello comunitario è previsto anche il cosiddetto "equo compenso" (articolo 71-sexies della legge del 22 aprile 1941, n. 633), pagato dai consumatori in forma di "tassa" sui supporti di registrazione e "affini" (anche sugli smartphone) redistribuito poi ai titolari dei diritti dei contenuti audiovisivi per compensarli in proporzione dell'utilizzo di questi supporti per la memorizzazione delle proprie opere... D'altra parte un altro articolo della legge autorizza i detentori dei diritti ad impedire di fatto la copia privata con sistemi di protezione, senza che ne sia possibile la rimozione, neanche in modalità analogica. Anche perché non esistono lettori UHD Blu-ray 4K con uscita analogica utilizzabile per poter registrare una copia personale, anche a bassa risoluzione...


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Su questo tema il produttore del Digifast è molto chiaro e segnala che il Digifast è un prodotto che rispetta la legge e viene fornito senza programmi terzi che eliminano la protezione e che rendono possibile la copia personale sul disco rigido. Mi riferisco ad esempio ad AnyDVD HD oppure makeMKV, giusto per essere chiari. Aggiungo che, da una ricerca abbastanza approfondita sul diritto europeo e quello italiano, non siamo riusciti a trovare sentenze che riguardano condanne di consumatori che hanno violato i sistemi di protezione per effettuare una copia personale di un disco acquistato regolarmente. Con questo non intendo che non ci siano conseguenze legali nell'effettuare una copia personale di materiale "bloccato" da sistemi di protezione. Resta il fatto che per rispettare la legge si finisce per non sfruttare al massimo il Digifast e madVR nella riproduzione di contenuti HDR. 

Qualcuno potrebbe sorridere pensando al fatto che su AV Magazine ci preoccupiamo delle implicazioni legali della copia personale quando invece online - anche su tanti siti web italiani - è pieno di guide ben dettagliate su come utilizzare suddetti programmi per la rimozione della protezione e per poter utilizzare al massimo delle possibilità madVR e madMeasure per l'analisi dei contenuti in HDR. Il vero limite è l'utilizzo massivo che si fa di questi programmi non per la copia personale ma per condividere contenuti protetti da copyright anche con quelle persone che non hanno acquistato il contenuto... Io stesso utilizzo questo tipo di programmi per "aprire" dischi che acquisto regolarmente (in Italia e all'estero) non solo per analizzare a fondo il Digifast ma più che altro per analizzare aspetti tecnici e per effettuare misure dei contenuti 4K HDR che vengono recensiti sulle pagine di AV Magazine, come l'ultimo pubblicato lo scorso aprile.