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Digifast Multimedia Station
Digifast Multimedia Station
Emidio Frattaroli - 10 Maggio 2019
“Un HTPC, ovvero un computer, potrÓ mai essere migliore di un lettore da tavolo? Il Digifast promette proprio questo e molto altro ancora, con funzioni e caratteristiche che di solito si trovano in prodotti che costano fino a 10 volte tanto...”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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Digifast Multimedia Station è un riproduttore multimediale audio e video che integra sofisticate funzioni di calibrazione video e di correzione dell'acustica ambientale, quest'ultima anche in modalità multicanale. Per essere più precisi si tratta di un HTPC (Home Theater PC) con archittettura "Wintel" (CPU Intel e sistema operativo Windows), con scheda grafica AMD Radeon, SSD dedicata per sistema operativo e programmi, lettore ottico anche per supporti UHD 4K e disco rigido più capiente per i contenuti multimediali.

La storia del Digifast inizia tra il 2010 e il 2011, quando Marco Bagna, alias Microfast e "Deus Ex Machina" della stazione multimediale, inizia lo sviluppo di una macchina per la riproduzione audiovideo di qualità con alcuni elementi che s'erano già visti all'interno del progetto PAC (Phase and Amplitude Correction) a cura di Barbara Aghemo, sul mercato già dal 2005. Quello che era il "motore audio" del PAC è stato notevolmente migliorato e ricostruito per il Digifast da Marco Cavallaro - collaboratore di Microfast - che aveva già collaborato alla prima versione del PAC di Aghemo. Marco ha un Master in Ingegneria del Suono e un'esperienza ventennale nel settore broadcast, nella preparazione di mix multicanale ed è stato operatore e consulente per Paramount, Fox, Medusa ed ora è in forze presso Koch Media. Il primo Digifast, già con il modulo DRC multicanale per la correzione dell'acustica ambientale, è stato presentato nel maggio 2012 in occasione di uno shoot-out tra TV LCD e TV PDP all'interno del punto vendita Audio Quality. Qui in alto un breve resoconto, con la parte dedicata al Digifast a partire dal tempo 4':42".

A settembre dello stesso anno, in occasione dell'ultimo Top Audio & Video Show, il Digifast viene utilizzato all'interno della sala home theater preparata in sinergia da Audio Quality di Bologna e Videosell di Milano. In quell'occasione il Digifast era già in una configurazione hardware che permetteva l'uscita video a risoluzione 4K, molto utile per alimentare il proiettore Sony a risoluzione 4K nativa VPL-VW1000ES. Completavano la sala un ampli integrato Yamaha Aventage, un sistema di altoparlanti MK Sound in configurazione 7.2 e uno schermo Screen Excellence in 21:9 da 4 metri di base. Nel video qui in alto, un breve reportage della sala e dell'evento con intervista a Marcello Canè e Vittorio Bianchi.


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Negli ultimi anni l'evoluzione del Digifast è andata avanti in maniera costante, sono scomparse alcune funzioni come la compatibilità con Sky (per ovvi motivi) ma ne sono arrivate molte altre. Nella sua ultima versione, oltre all'affinamento delle possibilità della correzione dell'acustica ambientale, oltre alla possibilità di inserire LUT 3D per la calibrazione del TV o del proiettore, il Digifast permette la riproduzione di contenuti a risoluzione 4K e HDR e offre la possibilità di effettuare il Tone Mapping (alias compressione dinamica) in modalità automatica con risultati superiori agli altri sistemi dinamici HDR+ e Dolby Vision.

Il valore aggiunto offerto dal Digifast è triplice: è un valido riproduttore con sofisticate elaborazioni video, a richiesta anche su segnali televisivi o segnali esterni da ingresso HDMI, permette la correzione dell'acustica ambientale, permette la fruizione dei contenuti 4K e HDR con elaborazione dinamica del "Tone Mapping", il tutto con una semplicità di utilizzo alla portata della stragrande maggioranza degli appassionati. 

 

Pagina 2 - Costruzione, interno e funzioni principali


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L'architettura della Digifast Multimedia Station ruota attorno ad un "trittico" (scheda madre - CPU e GPU) ben collaudato dal produttore e ritenuto dallo stesso estremamente affidabile. Il nostro esemplare è dotato di una scheda madre con socket 1151 e chipset Intel, una CPU Intel Pentium G4560 serie "Kaby Lake" da 3,5 GHz, 4GB di RAM ed SSD per il sistema operativo e i programmi. La scheda video è una Radeon RX480 che potrebbe essere sostituita anche da una Radeon RX580, ciascuna delle due più che sufficienti per la riproduzione dei contenuti HDR 4K. Per chi fosse invece interessato alla riproduzione di contenuti a risoluzione più bassa, con scaling alla risoluzione 4K e applicazione dei filtri video più sofisticati per lo scaling e la riduzione del rumore, il costruttore permette di scegliere una scheda grafica più performante, come la Radeon 590 oppure una Vega 64, con un piccolo upgrade sul prezzo d'acquisto.


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Durante tutto il periodo in cui abbiamo avuto a disposizione il Digifast, abbiamo potuto verificare che la potenza di calcolo di CPU e soprattutto GPU sono addirittura sovrabbondanti per la strangrande maggioranza delle necessità. In effetti, anche con la riproduzione dei Blu-ray Disc a risoluzione full HD, con i filtri impostati da Microfast all'interno di madVR e con la configurazione "base" con Radeon RX480", le prestazioni sono pressoché identiche (in alcuni casi anche superiori) al nostro riferimento, ovvero l'Oppo BDP-103EU. Non abbiamo avuto il tempo e l'occasione di spingerci nella verifica delle prestazioni video con una scheda grafica di potenza superiore e con l'attivazione di filtri video più potenti perché questo genere di test esula dalla verifica delle funzioni e della qualità del Digifast.


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Quella che è chiara è la scelta di campo fatta dal produttore per l'utilizzo delle GPU AMD, sia per affidabilità e funzionalità rispetto alle soluzioni nVidia, sia per la stabilità dei driver nelle varie evoluzioni. In effetti, dopo aver usato il Digifast con numerosi display e proiettori, non ho mai avuto - ad esempio - alcun problema nell'applicazione della corretta frequenza di scansione oppure nell'aggancio dei segnali HDR in tutte e tre gli aggiornamenti che ho avuto in questi ultimi sei mesi, quasi un aggiornamento ogni due mesi. 


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Il Digifast è disponibile in configurazione standard con case, dispositivi e schede di default. C'é da considerare però, che il bellissimo case di alluminio fornito nel prodotto "base", ha un profilo non altissimo che restringe il campo di schede grafiche Radeon utilizzabili, almeno per quelle con una generosa dissipazione del calore e adeguata silenziosità. In ogni modo l'integratore del Digifast offre la possibilità per la massima "customizzazione" visto che in alcuni casi, un cliente  potrebbe essere interessato ad un case più compatto oppure, al contrario, potrebbe essere interessato ad una scheda grafica più potente, quindi ad un case più grande e anche ad un maggior numero di dischi rigidi all'interno del telaio principale. 

 

 

Pagina 3 - madVR e considerazioni legali


Il "dietro le quinte" del Digifast per le fasi di calibrazione e nascosto all'utente finale
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Il Digifast è il frutto di un mix di competenza, anni di sperimentazione e utilizza in gran parte software open-source come MediaPortal e madVR (madshi's Video Render), con il primo che rappresenta il "front-end" con cui l'utilizzatore finale interagisce con le varie funzioni della macchina; madVR è invece il render video che sovrintende a tutte le operazioni che coinvolgono il DirectShow di Microsoft e che permette di utilizzare al meglio tutti i "filtri" video per l'elaborazione dei vari file video riprodotti. All'integrazione tra MediaPortal e madVR ha partecipato anche Microfast, prima ancora che fosse disponibile la versione 1.16.

Sia ben chiaro: all'interno del Digifast non c'è quasi nulla che non sia replicabile da un appassionato in grado di assemblare un HTPC, che non abbia timore di star dietro agli aggiornamenti del sistema operativo, dei programi e dei driver e che abbia soprattutto il tempo di star dietro a tutti quei piccoli "inconvenienti" che sono sempre dietro l'angolo in un HTPC del genere, come il corretto funzionamento dell'uscita video HDR, la corretta frequenza di scansione per evitare i famigerati "scatti asimmetrici" nella riproduzione video o le giuste impostazioni del render madVR per sfruttare al massimo i componenti a disposizione, per non parlare dell'integrazione della parte dedicata alla correzione audio e alla calibrazione video...


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Insomma, i 35 anni di storia della Microfast nell'integrazione, programmazione e assistenza nel settore PC si vedono anche nelle piccole cose, come nella possibilità - ad esempio - di modificare l'uscita audio in "bitstream" direttamente da telecomando, come se fossimo davanti ad un classico lettore Blu-ray Disc. In più, il valore aggiunto del Digifast è nella qualità dell'integrazione di tutto il sistema, nella semplicità dell'utilizzo, nel costante supporto che permette di tenere le macchine aggiornate e nella possibilità che la macchina venga installata da personale altamente preparato, che si occuperà anche della calibrazione audio e di quella video. 

L'unica zona d'ombra, che non possiamo evitare di considerare, è legata a doppio filo con una (una soltanto) delle caratteristiche più interessanti del Digifast e che riguarda la qualità della riproduzione con madVR, l'analisi dei contenuti HDR e la gestione dei metadati dinamici creati direttamente da madVR. Tutte le altre caratteristiche (es.  DRC e calibrazione video che invece non c'entrano con questa piccola "zona d'ombra) sono sempre disponibili, anche se solo attraverso un software di riproduzione video meno performante come PowerDVD. Con i contenuti HDR da UHD Blu-ray 4K la questione è ancora più estrema. La premessa fondamentale è che un numero sempre crescente di film su UHD Blu-ray 4K ha una gamma dinamica che va ben oltre il limite dei 1.000 NIT, come l'ultimo "Animali Fantastici - I Crimini di Grindewald" che si spinge addirittura oltre i 4.000 NIT. Non solo. Anche quando un film è "formattato" all'interno dei 1.000 NIT, bisogna sempre fare i conti con la dinamica e con la massima luminanza del TV o del proiettore che abbiamo a disposizione. Con queste premesse, la modulazione della gamma dinamica e dei colori all'interno delle possibilità offerte dal nostro sistema di riproduzione, è un aspetto chiave per la qualità della riproduzione di contenuti HDR.


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Ebbene, dallo scorso gennaio di quest'anno, a corollario di madVR è disponibile un "modulo" che permette l'analisi della gamma dinamica e di altri parametri molto importanti, direttamente dai fotogrammi di tutto il film in HDR. Questo passaggio permette di creare un file con una tabella che contiene tutte le informazioni che consentiranno a madVR di effettuare il tone mapping in maniera dinamica, sfruttando in più i limiti reali del nostro sistema di riproduzione (massima luminanza e dinamica del TV o dello schermo di proiezione), misurati in fase in installazione. Per essere più chiari, il sistema permette a madVR - e in questo caso al Digifast - di riprodurre i contenuti in HDR sfruttando al massimo quello che abbiamo a disposizione. L'unico "problema" è che per analizzare il film, questo deve essere presente in formato digitale sul disco rigido, In alternativa è possibile l'analisi anche direttamente dal disco ottico ma senza che il film sia "protetto". La situazione chiama direttamente in causa una serie di considerazioni che conivolgono la sfera legale. 

Il problema è molto semplice. Da un lato, il diritto italiano e quello comunitario prevedono la possibilità di effettuare una "copia privata" dei contenuti audiovisivi protetti da copyright, senza che il titolare di diritti possa esercitare il proprio diritto esclusivo di autorizzare o vietare questa operazione (es. Corte giustizia Unione Europea Sez. III, 29/11/2017, n. 265/16). Nel diritto italiano e in quello comunitario è previsto anche il cosiddetto "equo compenso" (articolo 71-sexies della legge del 22 aprile 1941, n. 633), pagato dai consumatori in forma di "tassa" sui supporti di registrazione e "affini" (anche sugli smartphone) redistribuito poi ai titolari dei diritti dei contenuti audiovisivi per compensarli in proporzione dell'utilizzo di questi supporti per la memorizzazione delle proprie opere... D'altra parte un altro articolo della legge autorizza i detentori dei diritti ad impedire di fatto la copia privata con sistemi di protezione, senza che ne sia possibile la rimozione, neanche in modalità analogica. Anche perché non esistono lettori UHD Blu-ray 4K con uscita analogica utilizzabile per poter registrare una copia personale, anche a bassa risoluzione...


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Su questo tema il produttore del Digifast è molto chiaro e segnala che il Digifast è un prodotto che rispetta la legge e viene fornito senza programmi terzi che eliminano la protezione e che rendono possibile la copia personale sul disco rigido. Mi riferisco ad esempio ad AnyDVD HD oppure makeMKV, giusto per essere chiari. Aggiungo che, da una ricerca abbastanza approfondita sul diritto europeo e quello italiano, non siamo riusciti a trovare sentenze che riguardano condanne di consumatori che hanno violato i sistemi di protezione per effettuare una copia personale di un disco acquistato regolarmente. Con questo non intendo che non ci siano conseguenze legali nell'effettuare una copia personale di materiale "bloccato" da sistemi di protezione. Resta il fatto che per rispettare la legge si finisce per non sfruttare al massimo il Digifast e madVR nella riproduzione di contenuti HDR. 

Qualcuno potrebbe sorridere pensando al fatto che su AV Magazine ci preoccupiamo delle implicazioni legali della copia personale quando invece online - anche su tanti siti web italiani - è pieno di guide ben dettagliate su come utilizzare suddetti programmi per la rimozione della protezione e per poter utilizzare al massimo delle possibilità madVR e madMeasure per l'analisi dei contenuti in HDR. Il vero limite è l'utilizzo massivo che si fa di questi programmi non per la copia personale ma per condividere contenuti protetti da copyright anche con quelle persone che non hanno acquistato il contenuto... Io stesso utilizzo questo tipo di programmi per "aprire" dischi che acquisto regolarmente (in Italia e all'estero) non solo per analizzare a fondo il Digifast ma più che altro per analizzare aspetti tecnici e per effettuare misure dei contenuti 4K HDR che vengono recensiti sulle pagine di AV Magazine, come l'ultimo pubblicato lo scorso aprile.

 

Pagina 4 - Le funzioni DRC e madVR

 


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Il Digifast integra una unità di correzione dell'acustica ambientale (DRC), simile a quella di pre-decoder molto sofisticati come Datasat, e Trinnov, il tutto ad una frazione del costo necessario per l'acquisto delle macchine appena citate e con qualità e potenza comparabili, comunque nettamente superiori rispetto alla massa di ampli integrati home theater. L'elaborazione audio all'interno del Digifast impiega filtri FIR che lavorano sia in fase che in ampiezza, ognuno con una precisione fino a 65.000 punti, ossia con una precisione di intervento con frazioni di hertz per l'estremo alto della banda audio. L'unico limite è che attualmente l'utilizzo del modulo DRC è limitato agli stream audio con canali discreti, quindi fino al 7.1 e senza poter accedere alle codifiche Dolby Atmos, DTS-X oppure Auro-3D. Resta comunque la possibilità di disattivare quasiasi tipo di elaborazione, lasciando la parte audio dell'uscita HDMI in bitstream, per utilizzare le codifiche audio "ad oggetti" (come il Dolby Atmos e il DTS-X), rinunciando però alla calibrazione audio.

L'utilizzo del modulo DRC prevede tre fasi che possono essere eseguite durante la prima installazione direttamente dal produttore, oppure da un rivenditore autorizzato adeguatamente formato e preparato: 1- corretta disposizione in ambiente dei diffusori. 2- misura delle risposte in frequenza con il software REW. 3- produzione dei file di correzione su tutti i canali e verifica del risultato. L'eventualità del fai-da-te al momento non viene presa in considerazione, non tanto per la difficoltà delle misure e delle operazioni che descriverò più avanti, rese abbastanza semplici dai tutorial forniti dal produttore (che aiutano passo dopo passo in tutte le fasi della calibrazione audio), ma soprattutto perché nella prima installazione potrebbero presentarsi - ad esempio - problemi di "compatibilità"  tra le EDID dei vari ingressi e uscite HDMI di tutto l'impianto. Inoltre ho visto all'opera Marco Cavallaro, ad ora l'unica persona che viene inviata da Microfast in giro per l'Italia per l'nstallazione e la calibrazione audio e video del Digifast.


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Marco Cavallaro, oltre all'esperienza in campo audio di cui vi ho parlato nella prima pagina di questo articolo, più recentemente ha acquisito una notevole esperienza nel campo della riproduzione video e della calibrazione colore, fino a confrontarci più volte su aspetti chiave della strumentazione e della metodologia in fotometria. Marco ha anche partecipato e partecipa ancora allo sviluppo del Digifast ed è anche una delle persone più autorevoli su maDVR. Insomma, c'è la certezza - più che il "rischio" - che l'installazione e la calibrazione a cura di Marco Cavallaro sia probabilmente uno degli aspetti più interessanti del Digifast. Per quanto mi riguarda, dopo un veloce briefing e potendo contare su un "pochino" di esperienza di misure sia in fotometria che in elettroacustica, sono stato in grado di portare a termine la calibrazione con velocità e semplicità.

Prima di tutto ho acquistato un microfono USB UMIK-1, prodotto da MiniDSP (95 Euro IVA inclusa presso Videosell), collegato direttamente alla Digifast Multimedia Station, dotata di tutto l'occorrente per generare i segnali test, per analizzarli e per elaborare i filtri di correzione. Ho effettuato misurazioni in multicanale (rispettivamente in 7.1 e in 5.1) con il Digifast in tre occasioni, presso la saletta principale del Gruppo Garman a Roma (configurazione 7.1), poi all'hotel Mercure West a Roma in occasione della tappa autunnale dell'Hi-Fidelity (5.1) e in fine in una delle mie sale d'ascolto, con un sistema due canali (Boston) più sub (XTZ) per l'ascolto di audio stereofonico di qualità. Nell'ultimo caso ho confrontato le misure ottenute col Digifast con quelle effettuate con un Audio Precision x515 e microfono Aco Pacific 7012 con risultati sovrapponibili per la risposta in ambiente, soprattutto in gamma bassa. 

 
Alcune fasi della calibrazione con il Digifast Multimedia; a destra il risultato dei canali frontali
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All'interno del Digifast viene utilizzato un approccio ibrido, con filtri IIR e FIR, dove la parte IIR consiste in una pre-equalizzazione, con filtri parametrici di precisione completamente programmabili ed indipendenti per ogni canale, che permettono una prima correzione grossolana della risposta in frequenza. Successivamente, con nuove misure che terranno conto di questa prima equalizzazione parametrica, viene utilizzato il convolutore con i filtri FIR per ognuno dei canali, generati appositamente. Durante questa fase della calibrazione audio, l'esperienza dell'installatore è ancora una risorsa preziosa. Dopo questa prima installazione però l'utente finale potrà effettuare anche misurazioni in maniera autonoma, con la certezza che un back-up effettuato in occasione della prima installazione, porterà la macchina alle condizioni originali e dopo la calibrazione a cura del personale specializzato.

 
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La parte di elaborazione video è ancora più sofisticata ed entusiasmante e prevede, anche in questo caso, lo stesso tipo di approccio riservato all'audio. In un primo momento deve essere effettuata una calibrazione del display o del proiettore all'interno dei relativi menu utente, quindi senza ancora agire con il Digifast; quest'ultimo viene comunque utilizzato sia come generatore di segnali test video che come strumento di misura, grazie al supporto di HCFR e all'utilizzo di una sonda xrite i1 Display Pro profilata ogni volta con uno spettrometro xrite i1 Pro 2 durante la prima installazione. Subito dopo viene generata una 3D-LUT di correzione con un minimo di 833 punti. In casi più complessi si arriva fino ad oltre 1500 punti, con un tempo complessivo di generazione della 3D LUT comunque inferiore ai 60 minuti. Al termine della verifica finale con HCFR vengono annotati alcuni valori chiave rilevati sul sistema, come il picco di luminanza, che verranno usati per personalizzare madVR in modo da sfruttare al massimo il sistema calibrato, soprattuto per la visione dei contenuti HDR.


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Vi ricordo infatti che la quasi totalità di contenuti HDR su UHD Blu-ray 4K è dotata di metadati statici che identificano il massimo livello di luminanza del singolo pixel dell'intero contenuto (MaxCLL - Maximum Content Light Level) e anche il lvello medio di luminanza di tutti i fotogrammi (MaxFALL - Maximum Frame Average Level). Abbiamo comunque verificato che in alcuni casi i dati reali di MaxCLL e MaxFALL possono essere molto diversi. Ebbene, come già anticipato nella pagina sulle considerazioni legali, all'interno del Digifast c'è anche il modulo "madMeasure" con cui è possibile analizzare - fotogramma per fotogramma - l'intero contenuto in modo che vengano ricavati metadati dinamici, più completi rispetto ai soli MaxCLL e MaxFALL e con risoluzione al singolo fotogramma, cosa che non avviene neanche per quei pochi contenuti con metadati dinamici Dolby Vision e HDR10+. In pratica, sotto la propria esclusiva responsabilità, chi ha acquistato il Digifast potrebbe dotarsi di uno dei programmi che consenta di saltare la protezione e quindi analizzare il contenuto con una interfaccia che semplifica decisamente le operazioni.

 
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A quel punto madVR, già con le impostazioni personalizzate in fase di installazione per il sistema utilizzato per la riproduzione, utilizzerà le tabelle generate con l'analisi dei contenuti HDR in modo da comprimere la gamma dinamica con la massima efficienza possibile, senza artefatti apprezzabili e con una qualità video che - al momento - non viene raggiunta neanche dai sistemi "tradizionali" Dolby Vision e HDR+, almeno per quanto riguarda alcuni test su contenuti limitati, come il già citato "Animali Fanstastici - I Crimini di Grindelwald", un riferimento assoluto che abbiamo analizzato in questo articolo. Trovate maggiori informazioni sui metadati dinamici e sulle differenze con quelli statici in quest'altro articolo.

Microfast prevede anche una sorta di "Follow-up" dell'installazione video in remoto. Ovviamente l'utente finale deve dotarsi di un colorimetro in modo da seguire periodicamente - con operazioni guidate in remoto - una verifica e se necessario anche una nuova calibrazione del sistema con la creazione di una nuova 3D LUT. Questa eventualità dovrebbe interessare tutti i possessori di videoproiettori a lampada. Tutti gli altri, compresi i possessori di TV, possono dormire sicuramente sonni più tranquilli.

 

Pagina 5 - Visione, ascolto e conclusioni


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Ho avuto a disposizione il Digifast per più di sei mesi e l'ho utilizzato in numerosi impianti e in molte occasioni, in un paio di punti vendita, all'interno di un paio di abitazioni private (tra cui anche la mia), anche in occasione della tappa autunnale dell'hi-fidelity romano, all'interno di una delle sale del Mercure West Hotel. Il primo contatto con l'ultima versione del Digifast  è avvenuto a Roma, all'interno della saletta principale del Gruppo Garman. In quell'occasione, ben documentata in questo articolo, c'era anche Marco Cavallaro, che ho potuto osservare all'opera e che mi ha fornito poi tutto il supporto necessario per andare avanti da solo.

Al tempo della prima dimostrazione del Digifast a Roma, la saletta di Garman era dotata di un sistema di altoparlanti con diffusori Focal Aria e B&W serie 7, doppio subwoofer REL, amplificatore integrato Denon X8500, lettore Oppo 205, schermo Screenline multiformato da 2,6 metri di base e proiettor Epson EH-TW9300. Le drammatiche differenze all'ascolto, soprattutto nelequilibrio timbrico nelle gamme medio-bassa, bassa e ultra-bassa, non lasciano spazio ad alcun tipo di dubbio: Dal punto di vista audio il Digifast permette miglioramenti così tangibili ed evidenti che è sempre un piacere vedere le reazioni del pubblico quando ascolta il "prima" e il "dopo" la calibrazione audio.

 
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Al Mercure West Hotel di Roma, di cui ho parlato in questa, avevamo a disposizione una coppia di diffusori B&W 702 S2 come frontali, un HTM 71 S2 come centrale, una coppia di 706 S2 come surround, subwoofer REL Acoustic HT/1205, integrato Denon AVC-X6500H (come pre-decoder) e finale Rotel RMB-1555 da 120W per canale su 8 ohm. In questa occasione è stato ancora più semplice mostrare le drammatiche differenze con e senza Digifast anche se, con la correzione attivata, qualche watt in più per "muovere" i diffusori e magari un secondo subwoofer avrebbero aiutato non poco a mantenere il volume a livelli sostenuti.

Se vogliamo trovare un limite a questo sistema, non bisogna dimenticare che con la correzione dell'acustica ambientale, da un lato si rinuncia inevitabilmente a qualche decibel di pressione sonora, poiché in una risposta in frequenza accidentata è sempre meglio "togliere" che "aggiungere"; inoltre, dopo la correzione, la neutralità della risposta in frequenza e l'assenza di fatica all'ascolto finiscono per spigerci ad alzare sempre di più l'asticella della pressione sonora, cosa che prima o poi si scontra con le limitazioni dell'amplificazione oppure degli altoparlanti a disposizione. Talvolta però il limite è la pazienza dei vicini che in rari casi si può provare a superare con un invito...


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Per la "sezione" video, ho utilizzato il Digifast con un congruo numero di display e proiettori con vari tipi di tecnologie, ovvero OLED ed LCD per quanto riguarda i televisori, LCoS ed LCD per quanto riguarda i videoproiettori. In tutti i casi ho potuto apprezzare una qualità video "nuda e cruda", quindi senza calibrazioni e gestione dell'HDR, che non mi hanno fatto rimpiangere i miei due riferimenti assoluti nella riproduzione video, ovvero l'Oppo BDP-103/105EU per la riproduzione di contenuti full HD e l'Oppo UDP-203/205 per la riproduzione di contenuti 4K HDR. In realtà la gestione dei filtri in madVR è così spettacolare che il Digifast si è rivelato in più di una occasione sensibilmente superiore rispetto all'Oppo, sioprattutto nella gestione della grana e ancora di più nella riduzione del rumore di compressione digitale, senza perdita di risoluzione e dettaglio. 

Se a questo aggiungiamo le possibilità di calibrazione e la creazione di 3D LUT, tutti i limiti si spostano nella scelta dei TV o del proiettore poiché con il Digifast riusciremo a spremere sicuramente il massimo. Se poi volessimo anche considerare le possibilità di auto-tone-mapping offerte dal modulo "madMeasure", senza dimenticare tutte le considerazioni legali che ho sottolineato nella terza pagina di questo articolo, allora non c'è al momento qualcosa di simile sul mercato. Senza giri di parole, potendo sfruttare madMeasure e madVR, un HTPC al momento è la sorgente migliore che esista. 


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Le considerazioni sul prezzo sono piuttosto semplici. Il Digifast costa Euro 2.900,00 IVA inclusa. Fare i conti in tasca a Microfast per assemblare una macchina del genere e per pagare le poche licenze necessarie a far funzionare tutto, è operazione abbastanza semplice e si arriva a circa la metà dell'importo complessivo necessario per portarsi a casa il Digifast, installazione e calibrazione audio e video escluse. Poi c'è da considerare le ore di lavoro di investimento di almeno sette anni che hanno consentito a Microfast di poter produrre un Digifast finalmente "rock-solid", estremamente semplice da utilizzare e ben ottimizzato, soprattutto per il massimo della qualità con l'hardware a disposizione. 

Poi c'è la parte altrettanto importante del Digifast che riguarda l'installazione e la calibrazione, sia audio che video. E per quantificare questa ultima voce, che rende necessario l'impegno di una persona esperta per una intera giornata, immagino serva una cifra che va ben oltre le 600 Euro, anche in considerazione dell'esperienza dell'operatore che si occuperà di tutte le calibrazioni e della strumentazione utilizzata. Infine c'è l'assistenza e la garanzia sul Digifast e il fatto che ad oggi tutte le macchine vendute a partire dal 2012 sono ancora in funzione e tutte o quasi tutte aggiornate alla risoluzione 4K e all'HDR. Se a tutto questo aggiungiamo anche la tassazione e gli investimenti di marketing e comunicazione, posso affermare senza dubbi che il prezzo del Digifast è più che adeguato.

 

E a proposito di marketing e comunicazione, vi anticipo che il prossimo sabato 18 maggio, presso il punto vendita Buscemi HiFi di corso Magenta a Milano, ci sarà una giornata dedicata proprio al Digifast che sarà all'interno di un sistema che prevede un proiettore Cineversum Blackwing Two MK2019,  Anthem AVM-60 e sistema in configurazione 5.1.4 con diffusori frontali Linn Klimax 350, centrale Dali Epicon 2, due sistemi posteriori Linn Akudorik, due atmos frontali Dali Opticon LCR, atmos posteriori Dali Alteco C1, subwoofer REL e finali di potenzxa Linn. Demo dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 19:30. Ci sarà anche AV Magazine.

La pagella secondo la redazione di AV Magazine: Voto medio: 8,42

Costruzione 8,0
Ergonomia 8,0
Versatilità 9,0
Qualità video 9,0
Qualità Audio 8,5
Rapporto Q/P 8,0

 

Per informazioni sul Digifast: digifastmultimedia.it