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Digifast Multimedia Station

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 10 Maggio 2019 nel canale 4K

“Un HTPC, ovvero un computer, potrà mai essere migliore di un lettore da tavolo? Il Digifast promette proprio questo e molto altro ancora, con funzioni e caratteristiche che di solito si trovano in prodotti che costano fino a 10 volte tanto...”

Le funzioni DRC e madVR

 


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Il Digifast integra una unità di correzione dell'acustica ambientale (DRC), simile a quella di pre-decoder molto sofisticati come Datasat, e Trinnov, il tutto ad una frazione del costo necessario per l'acquisto delle macchine appena citate e con qualità e potenza comparabili, comunque nettamente superiori rispetto alla massa di ampli integrati home theater. L'elaborazione audio all'interno del Digifast impiega filtri FIR che lavorano sia in fase che in ampiezza, ognuno con una precisione fino a 65.000 punti, ossia con una precisione di intervento con frazioni di hertz per l'estremo alto della banda audio. L'unico limite è che attualmente l'utilizzo del modulo DRC è limitato agli stream audio con canali discreti, quindi fino al 7.1 e senza poter accedere alle codifiche Dolby Atmos, DTS-X oppure Auro-3D. Resta comunque la possibilità di disattivare quasiasi tipo di elaborazione, lasciando la parte audio dell'uscita HDMI in bitstream, per utilizzare le codifiche audio "ad oggetti" (come il Dolby Atmos e il DTS-X), rinunciando però alla calibrazione audio.

L'utilizzo del modulo DRC prevede tre fasi che possono essere eseguite durante la prima installazione direttamente dal produttore, oppure da un rivenditore autorizzato adeguatamente formato e preparato: 1- corretta disposizione in ambiente dei diffusori. 2- misura delle risposte in frequenza con il software REW. 3- produzione dei file di correzione su tutti i canali e verifica del risultato. L'eventualità del fai-da-te al momento non viene presa in considerazione, non tanto per la difficoltà delle misure e delle operazioni che descriverò più avanti, rese abbastanza semplici dai tutorial forniti dal produttore (che aiutano passo dopo passo in tutte le fasi della calibrazione audio), ma soprattutto perché nella prima installazione potrebbero presentarsi - ad esempio - problemi di "compatibilità"  tra le EDID dei vari ingressi e uscite HDMI di tutto l'impianto. Inoltre ho visto all'opera Marco Cavallaro, ad ora l'unica persona che viene inviata da Microfast in giro per l'Italia per l'nstallazione e la calibrazione audio e video del Digifast.


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Marco Cavallaro, oltre all'esperienza in campo audio di cui vi ho parlato nella prima pagina di questo articolo, più recentemente ha acquisito una notevole esperienza nel campo della riproduzione video e della calibrazione colore, fino a confrontarci più volte su aspetti chiave della strumentazione e della metodologia in fotometria. Marco ha anche partecipato e partecipa ancora allo sviluppo del Digifast ed è anche una delle persone più autorevoli su maDVR. Insomma, c'è la certezza - più che il "rischio" - che l'installazione e la calibrazione a cura di Marco Cavallaro sia probabilmente uno degli aspetti più interessanti del Digifast. Per quanto mi riguarda, dopo un veloce briefing e potendo contare su un "pochino" di esperienza di misure sia in fotometria che in elettroacustica, sono stato in grado di portare a termine la calibrazione con velocità e semplicità.

Prima di tutto ho acquistato un microfono USB UMIK-1, prodotto da MiniDSP (95 Euro IVA inclusa presso Videosell), collegato direttamente alla Digifast Multimedia Station, dotata di tutto l'occorrente per generare i segnali test, per analizzarli e per elaborare i filtri di correzione. Ho effettuato misurazioni in multicanale (rispettivamente in 7.1 e in 5.1) con il Digifast in tre occasioni, presso la saletta principale del Gruppo Garman a Roma (configurazione 7.1), poi all'hotel Mercure West a Roma in occasione della tappa autunnale dell'Hi-Fidelity (5.1) e in fine in una delle mie sale d'ascolto, con un sistema due canali (Boston) più sub (XTZ) per l'ascolto di audio stereofonico di qualità. Nell'ultimo caso ho confrontato le misure ottenute col Digifast con quelle effettuate con un Audio Precision x515 e microfono Aco Pacific 7012 con risultati sovrapponibili per la risposta in ambiente, soprattutto in gamma bassa. 

 
Alcune fasi della calibrazione con il Digifast Multimedia; a destra il risultato dei canali frontali
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All'interno del Digifast viene utilizzato un approccio ibrido, con filtri IIR e FIR, dove la parte IIR consiste in una pre-equalizzazione, con filtri parametrici di precisione completamente programmabili ed indipendenti per ogni canale, che permettono una prima correzione grossolana della risposta in frequenza. Successivamente, con nuove misure che terranno conto di questa prima equalizzazione parametrica, viene utilizzato il convolutore con i filtri FIR per ognuno dei canali, generati appositamente. Durante questa fase della calibrazione audio, l'esperienza dell'installatore è ancora una risorsa preziosa. Dopo questa prima installazione però l'utente finale potrà effettuare anche misurazioni in maniera autonoma, con la certezza che un back-up effettuato in occasione della prima installazione, porterà la macchina alle condizioni originali e dopo la calibrazione a cura del personale specializzato.

 
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La parte di elaborazione video è ancora più sofisticata ed entusiasmante e prevede, anche in questo caso, lo stesso tipo di approccio riservato all'audio. In un primo momento deve essere effettuata una calibrazione del display o del proiettore all'interno dei relativi menu utente, quindi senza ancora agire con il Digifast; quest'ultimo viene comunque utilizzato sia come generatore di segnali test video che come strumento di misura, grazie al supporto di HCFR e all'utilizzo di una sonda xrite i1 Display Pro profilata ogni volta con uno spettrometro xrite i1 Pro 2 durante la prima installazione. Subito dopo viene generata una 3D-LUT di correzione con un minimo di 833 punti. In casi più complessi si arriva fino ad oltre 1500 punti, con un tempo complessivo di generazione della 3D LUT comunque inferiore ai 60 minuti. Al termine della verifica finale con HCFR vengono annotati alcuni valori chiave rilevati sul sistema, come il picco di luminanza, che verranno usati per personalizzare madVR in modo da sfruttare al massimo il sistema calibrato, soprattuto per la visione dei contenuti HDR.


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Vi ricordo infatti che la quasi totalità di contenuti HDR su UHD Blu-ray 4K è dotata di metadati statici che identificano il massimo livello di luminanza del singolo pixel dell'intero contenuto (MaxCLL - Maximum Content Light Level) e anche il lvello medio di luminanza di tutti i fotogrammi (MaxFALL - Maximum Frame Average Level). Abbiamo comunque verificato che in alcuni casi i dati reali di MaxCLL e MaxFALL possono essere molto diversi. Ebbene, come già anticipato nella pagina sulle considerazioni legali, all'interno del Digifast c'è anche il modulo "madMeasure" con cui è possibile analizzare - fotogramma per fotogramma - l'intero contenuto in modo che vengano ricavati metadati dinamici, più completi rispetto ai soli MaxCLL e MaxFALL e con risoluzione al singolo fotogramma, cosa che non avviene neanche per quei pochi contenuti con metadati dinamici Dolby Vision e HDR10+. In pratica, sotto la propria esclusiva responsabilità, chi ha acquistato il Digifast potrebbe dotarsi di uno dei programmi che consenta di saltare la protezione e quindi analizzare il contenuto con una interfaccia che semplifica decisamente le operazioni.

 
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A quel punto madVR, già con le impostazioni personalizzate in fase di installazione per il sistema utilizzato per la riproduzione, utilizzerà le tabelle generate con l'analisi dei contenuti HDR in modo da comprimere la gamma dinamica con la massima efficienza possibile, senza artefatti apprezzabili e con una qualità video che - al momento - non viene raggiunta neanche dai sistemi "tradizionali" Dolby Vision e HDR+, almeno per quanto riguarda alcuni test su contenuti limitati, come il già citato "Animali Fanstastici - I Crimini di Grindelwald", un riferimento assoluto che abbiamo analizzato in questo articolo. Trovate maggiori informazioni sui metadati dinamici e sulle differenze con quelli statici in quest'altro articolo.

Microfast prevede anche una sorta di "Follow-up" dell'installazione video in remoto. Ovviamente l'utente finale deve dotarsi di un colorimetro in modo da seguire periodicamente - con operazioni guidate in remoto - una verifica e se necessario anche una nuova calibrazione del sistema con la creazione di una nuova 3D LUT. Questa eventualità dovrebbe interessare tutti i possessori di videoproiettori a lampada. Tutti gli altri, compresi i possessori di TV, possono dormire sicuramente sonni più tranquilli.