Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Diffusori Magneplanar MG 30.7

Recensione di Redazione , pubblicato il 16 Ottobre 2020 nel canale AUDIO

“Pierre Bolduc ci racconta le sue demo dei Magneplanar 30.7, i successori degli illustri Magneplanar Tympani IVa, tenute durante lo Hi-Fidelity Show all’Hotel Melia di Milano nell’autunno del 2018. Due giorni di set-up e due giorni di fiera per capire le caratteristiche sonore dei nuovi Magneplanar a 3 vie e 2 pannelli per ogni canale…”

Ascolto e conclusioni


- click per ingrandire -

Ascolto durante la fiera

Per quattro giorni, più o meno, dalla mattina alla sera, ho potuto suonare fonti analogiche (LP tramite un giradischi e pre Verdier) compreso copie di nastri master della nostra collana The Reel To Reel Collection prodotti grazie al nostro accordo con Warner e Abbey Road Studios. Con fonti così eccezionali è stato possibile confrontare con vera obbiettività fonti originali e vedere i livelli di colorazione apportati dai diffusori. Non voglio qui entrare troppo nei dettagli legati a problemi metodologici relativi a tali confronti, ma le situazioni erano abbastanza controllate per arrivare a conclusioni valide. 

L’ascolto di master veri e di file in altissima risoluzione (DSD e PCM) ha rivelato un medio basso di una rara trasparenza. Questo posso affermarlo con certezza perché si avvicinavano al livello di coerenza e di trasparenza prodotte dai Dionisio di Bé  Yamamura pilotati con i suoi nuovi finali in corrente e con lo stesso DAC resistivo Nonsolomusica inseriti nella catena. Uno degli obiettivi della nostra demo era di provare che i giudizi tecnici dati nelle nostre recensioni (sia hardware, sia dischi) su Audiophile Sound fossero veri e non scritti per fare un piacere a chi ci manda i prodotti da recensire. Allora tra i numerosi dischi ascoltati, ne ho fatto sentire due in particolare che ho recensito estesamente su due numeri recenti della rivista: 1. Wagner, La Walkiria, Atto 1, SACD UCGD 9047 (sul n. 169 della rivista) e 2. Vienna Holiday SACD UCGD 9046 (sul n. 166 della rivista), entrambi due SACD non ibridi della Decca/Universal Music Group Japan importati dalla Sound and Music.  I nastri originali di entrambi i due titoli erano stati recentemente rimasterizzati in DSD dagli Emil Berliner Studios a Berlino; si tratta di due dischi che ho inserito nella mia ‘PB LIST’ su Audiophile Sound, quell’elenco di dischi che secondo me meritavano di trovarsi nella famosa ‘TAS LIST’ di Harry Pearson (The Absolute Sound) ma che a causa del  ‘penchant américain’ di Pearson non furono mai inseriti.


- click per ingrandire -

Iniziamo con Vienna Holiday, inciso nel 1957 a Vienna. Ho l’LP originale (Decca SXL 2016) e il confronto tra quello e l’edizione SACD è stata illuminante per chi crede ancora che l’LP regna sempre supremo e che sia ancora anni luce in avanti rispetto al digitale. L’LP fu suonato da un pre e giradischi Verdier con braccio SME e testina Soundsmith. Pur essendo  sicuramente non un front-end mid-level, l’SACD ha semplicemente distrutto il vinile. La cosa che mi ha sconvolto di più è come l’SACD sia riuscito a ricreare la fotografia sonora, quasi il gusto tonale di un’incisione Decca dell’inizio dell’era stereofonica, proprio come si sente sui vinili dell’epoca della casa inglese. In termini di macro e micro dinamiche e anche in termini di trasparenza e di correttezza tonale, il vinile, confrontato con l’edizione SACD, suonava povero, compresso. E siccome quest’incisione non ha molti bassi, i 30.7 hanno riprodotto esattamente questo: senza alone artificiale nella zona del grave, senza un’ombra di boom nel medio-basso e con un livello di trasparenza che ha lasciato tanti ascoltatori a bocca aperta. Le percussioni – penso anche ai lunghi assolo della cetra nell’ultimo pezzo, il walzer Tales From The Vienna Woods, nonché  percussioni come il triangolo e soprattutto le ottave superiori della cetra, hanno dimostrato un miglioramento sostanziale nella gamma medio-alta e alta dei 30.7: il suono era cristallino, un ascolto senza fatica. L’unico parametro dove l’LP ha superato l’SACD era in quanto si percepiva più aria intorno agli strumenti e un senso più marcato dell’ambienza della sala.  


- click per ingrandire -

Ma la vera sorpresa fu quando ho messo l’SACD sempre single layer dell’atto primo della Walkiria di Wagner. L’ascolto ha subito creato una sensazione inaspettata: quella di essere al teatro! Essenzialmente perché lo stesso livello di trasparenza sentito in Vienna Holiday era rimasto intatto, ma adesso si trattava di un’incisione munita di un vero medio-basso e basso ed era di una trasparenza singolare ; la differenza era tale che un ascoltatore nella sala si è alzato per dirci che aveva sentito la stessa opera recentemente a La Scala di Milano e che “ero vicino alla fossa e il suono era molto simile”. L’effetto fu tale che dopo ogni demo molti ci chiedevano se avessimo il disco in vendita… che naturalmente non era il caso perché era della Decca! Sì, audiofili, un disco di Wagner… con cantanti! L’isolamento delle medie e degli alti dal pannello dedicato al basso per me ha trasformato l’ammiraglia della Magnepan:  le voci, e in particolare quella di Kirsten Flagstad nel Walkiria, risuonavano nella grande sala Jigger in maniera impressionante, come se fossimo seduti molto vicino al palcoscenico, una voce con una sorprendente solidità e matericità. E senza neanche un soupçon di suoni ovatatti!

Conclusioni

Anche l’importatore tedesco delle testine London (Decca) mi guardava con due grandi occhi. Quest’uomo ha circa 30.000 LP di jazz ed è l’importatore più importante di supporti audiofili in Germania. Dopo la demo è venuto a chiedermi: “What was THAT recording”!!!? Di sicuro l’incisione stessa della Decca del 1957 (notate la data!) spiega anche l’impatto avuto su tanti ascoltatori. Ma sarebbe sciocco concludere che era il protagonista della demo; i veri protagonisti erano i nuovi 30.7. 
Quindi, sottolineiamo: ci sono due fattori: 1. il fatto di aver separato i pannelli su due supporti separati (per canale) e 2. il fatto di dedicare un pannello solo alla gamma inferiore dello spettro. Cose che in verità spiegano molto il successo della demo. Pierre Bolduc / Editore Audiophile Sound 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: AUDIOPHILE SOUND

DISTRIBUZIONE & PREZZO 
DIFFUSORI MAGNEPLANAR 30.7
Distributore: DML Audio
tel. 0541 623 905 (Sig. Massimo La Vigna)
mail: info@dmlaudio.it 
web: www.dmlaudio.it
PREZZO 43,000.00 euro 

 

 

Articoli correlati

Bowers and Wilkins 702 Signature Series

Bowers and Wilkins 702 Signature Series

La serie '700' si arricchisce della versione 'Signature' con il modello 705 da supporto e con il 702 da pavimento: in questo articolo, una golosa anteprima d'ascolto di un diffusore che, nella affollata fascia media del mercato, offre una concretezza sonora di alto profilo
Test: Wilson Audio Tune Tot

Test: Wilson Audio Tune Tot

Un diffusore di nobile, nobilissima, casata che costa molto ma rimane pur sempre un due vie da stand. Gli altoparlanti sono customizzati da uno dei migliori costruttori al mondo e le caratteristiche di allineamento e di emissione leggermente variabili in sede di messa a punto. Andiamo allora a vedere di che si tratta.
Pioneer TAD Reference One

Pioneer TAD Reference One

Le grandi Reference One di TAD, arrivate nel nostro Paese solo lo scorso anno, sono considerate dalla stragrande maggioranza dei pochi fortunati che le hanno ascoltate un ottimo candidato come miglior diffusore al mondo



Commenti