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Sintonie 2019: seconda parte

Report di Fabio Angeloni , Emidio Frattaroli , pubblicato il 19 Novembre 2019 nel canale AUDIO

“Sintonie High End e Audio Video Show s'incontrano a Rimini per mettere l'ipoteca sulla più importante manifestazione audio e video in Italia: dopo la prima parte dedicata alle sale video, proseguiamo il viaggio tra le sale audio più interessanti ”

LP Audio: Elac Moon


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Dopo averla ascoltata a Milano, la bella sala di Elac/Moon di LP Audio di Luca Parlato per fortuna è stata trasferita qui a Rimini, sempre con quella imbarazzante luce blu che concorre a creare un ambiente saturo di luce con spettro vicino a quello ultravioletto e al contempo rende anche davvero arduo poter fare foto appena decenti.

In effetti gli speaker da pavimento della Elac erano una editio minor di quelli presenti a Milano, in quanto al posto delle straordinarie Concentro 9 c'erano diffusori più economicamente abbordabili, i Vela FS409 (6.900€ in colore nero), 3 vie e mezzo in bass-reflex con 2 woofer (uno dei quali usato come mid-woofer) da 18 cm, un midrange AS XR da 15 cm, un tweeter AS XR JET 5, senza schermatura magnetica, con una sensibilità di 89dB, una impedenza di 4 Ohm (che scende fino a 3,4 Ogm a 105 Hertz), una tenuta in potenza (continua) di 200 Watt per 32 chilogrammi di peso: si tratta peraltro di uno dei modelli non firmati da quel genio di Andrew Jones, poiché la sua gestazione affonda i propri natali nel tempo.


 

Due curiosità tecniche su questo speaker: sulla superficie dei coni del woofer e del midrange sono state innervate molte sfaccettature che sembrano irrigidirla, al punto che risulta "lavorata" e diversa dalla solita liscia e concava presente su molti driver di altri marchi; anche il tweeter è diverso dalla norma poiché deriva dallo schema utilizzato nel famoso tweeter Air Motion Transformer (AMT) ideato nel 1973 dal dottor Oskar Heil.


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La coppia di finali stereo Moon 860A V2 usata a Milano in mono a ponte (utilizzando il sistema proprietario che minimizza i difetti tipici di una configurazione del genere) è qui sostituita con un unico esemplare utilizzato in modo canonico (stereo); per semplicità ricordo i dati di targa: "fino a 5 Watt in classe A, fino a 225Watt per canale in configurazione dual-mono su 8 Ohm, 450 Watt su 4 Ohm e 750W in configurazione mono su 8 ohm, con 110 dB di rapporto segnale rumore, un peso di 40 chilogrammi e un costo di 20.000€". Il set, per il resto, è il medesimo di Milano, dunque "il preamplificatore 740P (9.450€), lo streamer DAC 780D V2 (15.750€), il DAC-CD Transport 650D (8.700€), l'alimentatore 820S (8.400€) e il condizionatore di rete Powergrip YG-1 (1.525€). 


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La sala è stata dotata di adeguato trattamento ambientale posto davanti, in fondo e ai lati: un telo centrale, 6 pannelli laterali, due agli angoli frontali della stanza. Noto per la seconda volta che il titolare, nonché per l'occasione mediatore musicale e tecnologico, Luca Parlato, oltre a non fare la figura della inutile "mummia imbalsamata" (come accaduto altrove) si mostra sempre disponibile con i presenti ed offre una programmazione musicale al livello del set, senza mai sbagliare un colpo. Forse la presenza di un po' di materiale illustrativo (da confrontare poi su Internet) e/o di un foglio che illustrasse la composizione della sala avrebbe potuto ulteriormente supportare la (anche commercialmente) delicata fase di ascolto.


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Si inizia con Wycliffe Gordon, "Just going off (alternate mix)", tratto da "The complete yoyride". Gli speaker emanano la musica letteralmente trascinata dal suo trombone grasso, poderoso, accompagnato, tra gli altri, da una classica batteria jazz resa inusitatamente cristallina. La meravigliosa magia milanese qui si ripete, solo lievemente meno fuori dall'ordinario, in quanto il set appare leggermente più rigoroso e neutro, il che per moltissimi costituisce un atout e non un difetto.


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Segue l'altrettanto eccellente "Hey Now", di London Grammar tratto da "If you wait": lo stage appare sempre piacevolissimo, equilibrato, naturale, con un pianoforte quanto mai realistico, ferma l'ottima scena ricreata anche nel pezzo precedente. Nella nostra chat "AVMagazine Italian Panel" il mio amico Davide/DSScherziElettronici mi fa notare di aver udito in sala un lieve "sentore metallico" e in effetti comprendo che la configurazione del tweeter può non piacere, anche se a me quella pulizia di emissione in alto piace e sembra in certo qual modo controbilanciare un suono nell'insieme piacevolmente gradevole e caldo, probabilmente favorito dal doppio woofer. Sempre ottimi ascolti, qui da LP Audio!