Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter YouTube

La casa di carta | Parte 5.1 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 14 Settembre 2021 nel canale CINEMA

“Parte 5 Volume 1 | Giunta quasi alla fine, la serie spagnola più vista di sempre non perde colpi in termini di intrattenimento grazie al suo ritmo serrato alternato a momenti profondi. Peccato per le diverse incongruenze che continuano a tornare e sviliscono il senso dell’intera operazione.”


- click per ingrandire -

Dopo la sua espulsione dalla polizia per aver dichiarato che delle sue azioni contro la banda con la maschera di Dalì, andate oltre la legalità, erano a conoscenza tutti, compresi i Servizi Segreti, l’ex ispettrice Alicia Sierra riesce a trovare autonomamente il nascondiglio del Professore e inizia a interrogarlo con metodi da tortura, per sapere in che modo intendono far uscire l’oro dalla zecca, al fine di riscattarsi dalla sua attuale posizione di fuorilegge. Intanto all’interno della Banca di Spagna, Lisbona che è stata fatta evadere prende il comando al posto di Palermo e dà inizio al “piano Roma” (quella incendiata da Nerone) secondo cui bisogna pensare al solo oro già fuso e prepararsi alla sicura imminente incursione dell’esercito nell’edificio. Ma la telefonata al Professore tenuto adesso prigioniero, mette in seria difficoltà l’intera operazione, sia tecnicamente che moralmente. Oltre al fatto che il colonnello Tamayo deve reagire alle troppe umiliazioni subite rispondendo in maniera decisa e definitiva nel più breve tempo possibile, scegliendo di incaricare della cosa elementi dell’esercito già imputati di crimini vari al limite della psicopatologia. Lo scopo principale dell’operazione, che è quello di fermare e prendere la banda, non intende rispondere più ad alcuna legge, fino al punto di mettere in secondo piano perfino la vita degli ostaggi. Nel frattempo, attraverso dei flashback, veniamo a conoscenza del figlio dello scomparso Berlino coinvolto anni prima a Copenaghen in una rapina, per trasformarlo da retto ingegnere elettronico (con master in sicurezza informatica) ad abile ladro.


- click per ingrandire -

Si avvia alla conclusione la serie spagnola più celebre di sempre a livello internazionale (grazie alla diffusione globale di Netflix) che chiuderà i battenti il prossimo dicembre con gli ultimi 5 episodi di questa quinta parte, per un totale di 48 episodi la cui distribuzione è partita nel 2017, prima sulla rete spagnola Antena 3 e successivamente sulla grande N rossa, con tanto di nuovo montaggio degli episodi per adeguarne la durata da 70-75 minuti ciascuno a circa 45, passando dai 15 capitoli iniziali a 22, divisi in due parti da 13 e 9. Si è così passati da una media di 2,5 milioni di spettatori spagnoli, allo show di Netflix non in lingua inglese più seguito di sempre, con la quarta parte vista da circa 65 milioni di persone. Scopriremo a fine anno a che numeri si arriverà alla fine dei giochi.
Qui la recensione della quarta parte.


- click per ingrandire -

La ricchezza di accadimenti e di personaggi vecchi e nuovi tiene sempre vivo il fuoco che emana la serie. Stavolta interviene una squadra dell’esercito composta da elementi decisamente discutibili che sembra una Suicide Squad con tanto di Joker pazzo che metterà ancor più a soqquadro le già funestate mura della zecca. All’interno del gruppo militare torna Gandia che dopo aver ucciso Nairobi senza pietà cerca un risarcimento soprattutto morale. E così gli scontri fisici prendono, se possibile, maggior vigore stavolta particolarmente nell’uso delle armi. Viene poi introdotto il figlio di Berlino che da ingenuo e timido viene portato dal padre sulla strada dell’illegalità grazie a discorsi filosofici eloquenti, abilità nella quale il fratello del Professore è maestro. Per ora il ragazzo viene presentato nel passato ma certamente avrà spazio nel secondo volume come valore aggiunto della banda.


- click per ingrandire -

Anche in questo nuovo capitolo la cosa che colpisce principalmente è la capacità di mantenere il ritmo sempre sostenuto, alternandolo a momenti di riflessione, generando un intrattenimento sul filo della perfezione. La noia non interviene mai, i circa cinquanta minuti di ogni episodio scorrono come fossero la metà, nonostante diverse incongruenze difficili da perdonare, uno fra tanti lo stato interessante dell’ispettrice Sierra ormai a fine gestazione ma ancora al lavoro. Poco gradita è anche la scelta di utilizzare la bellissima Belén Cuesta, dai tratti tutt’altro che fraintendibili, nei panni della transgender Manila, cugina di Denver (di lui da sempre innamorata), quasi come per non disturbare lo spettatore medio.


- click per ingrandire -

A rafforzare invece l’intreccio è l’onnipresente voce fuori campo di Tokyo che rallenta l’azione e prende per mano chi guarda – come la maschera che a teatro accompagna lo spettatore al posto assegnatogli – guidandolo nei meandri dei pensieri dei personaggi principali, rendendolo istantaneamente parte della banda. Anche il gioco psicologico per cui quando tutto sembra perduto, il gruppo riesce sempre a trovare una soluzione, funziona a dovere. E dopo le canzoni italiane (l’iconica Bella Ciao e l’allegra Ti amo), interviene nella serie un’altra contaminazione straniera di rilievo: l'haka neozelandese, la danza tipica del popolo Maori resa celebre per essere stata utilizzata dalla squadra nazionale di rugby degli All Blacks.


- click per ingrandire -

Un altro dei punti forti della serie sta nell’apparente persistente spietatezza che viene invece sospesa di fronte a qualcuno che si trovi in difficoltà, anche questa volta. Un po’ come quando in tempo di guerra si stabiliva la tregua per disputare i giochi olimpici. E accade per tutti i personaggi. Quasi tutti. Il colonnello Tamayo infatti è interessato alla sua sola posizione, il suo carattere nervoso e aggressivo non gli permette di mantenere il giusto equilibrio e soprattutto una visione d’insieme fondamentale per avere una possibilità di riuscita contro la banda. La sua eccessiva decisione per ottenere i suoi scopi si scontra con la correttezza e l’onorabilità degli altri, rendendolo debole quando non addirittura ridicolo.


- click per ingrandire -

Nel finale di (mezza) stagione non poteva che accadere qualcosa di inaspettato e sconvolgente (che ovviamente non vi riveliamo). Qualcosa che chiude questa prima metà dell’ultima parte lasciando tutti con brividi e lacrime. E non è detto che i fan della serie accetteranno di buon grado questa scelta netta e definitiva da parte degli autori. Eppure la modalità con cui la cosa viene giustificata è davvero ben costruita e raccontata grazie a un parallelo scandito per flashback denso di emozioni, rabbia e passione che non può che portare a un esito ben preciso. Appuntamento dunque al 3 dicembre per il secondo volume di questa quinta e ultima parte in cui verranno scoperte tutte le carte in tavola e si arriverà a un epilogo che probabilmente sarà dalla parte dei ragazzi in tuta rossa ma solo al termine di una guerra (anzi due, tenendo presente che dopo la prima stagione sembrava tutto finito) che ha mietuto vittime di rilievo da entrambe le parti.


- click per ingrandire -

VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 8 Potenziale 9

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 9 Senso 7 Qualità 8
Giudizio Complessivo 7,8

La casa di carta | parte 5 volume 1 | (La casa de papel)
azione, avventura, drammatico | Spagna | 3 set 2021 | 5 ep / 51 min | Netflix

ideatore Álex Pina

personaggi interpreti
Sergio Marquina / Salvador Martín / Il Professore Álvaro Morte
Silene Oliveira / Tokyo Úrsula Corberó
Raquel Murillo / Lisbona Itziar Ituño
Alicia Sierra Najwa Nimri
Colonnello Luis Tamayo Fernando Cayo
Andrés de Fonollosa / Berlino Pedro Alonso
Aníbal Cortés / Río Miguel Herrán
Daniel Ramos / Denver Jaime Lorente
Mónica Gaztambide / Stoccolma Esther Acebo
Arturo Román Enrique Arce
Yashin Dasáyev / Mirko Dragic / Helsinki Darko Peric
Bogotà Hovik Keuchkerian
Martín Berrote / Palermo Rodrigo de la Serna
Marsiglia Luka Peroš
Julia / Manila Belén Cuesta
César Gandía José Manuel Poga
Raúl Suárez Mario De la Rosa
Ágata Jiménez / Nairobi Alba Flores
Agustín Ramos / Mosca Paco Tous

critica IMDB 7,7 /10 | Rotten Tomatoes critica nd utenti 3,3 /5 | Metacritic nd

camera Red Helium and Leitz SUMMILUX-C lenses
aspect ratio 16 : 9 4K

 

 

Articoli correlati

Cruel Summer | stagione 1 | la recensione

Cruel Summer | stagione 1 | la recensione

La storia della bella Kate che torna da un rapimento e la nerd Jeanette accusata di complicità appare come semplice e scontata ma si rivela al contrario ricca di colpi di scena ben scritti e una costruzione stilistica e tecnica decisamente sopra la media
Sky Rojo | stagione 2 | la recensione

Sky Rojo | stagione 2 | la recensione

Dopo un folgorante esordio, la serie spagnola ideata dal creatore di La Casa di Carta, non si adagia neanche un po’, anzi aumenta se possibile intensità e qualità premendo l’acceleratore su violenza e compassione come fossero le due facce alternate della stessa medaglia
I Luminari | la recensione della miniserie

I Luminari | la recensione della miniserie

La serie con Eva Green ambientata nella Nuova Zelanda della corsa all'oro è un western che gode di buon montaggio, buona recitazione e scenografie imponenti. La sceneggiatura invece perde spesso colpi mancando di gradi più alti di concretezza e suspense necessari a una storia basata su grandi speranze, inganno e riscatto.
Loki | stagione 1 | la recensione

Loki | stagione 1 | la recensione

La terza produzione televisiva di Marvel con Disney, parte benissimo sotto ogni aspetto per poi perdere tante fascinazioni, disperdendo qua e là diverse miniere d'oro presenti nelle immagini e nella storia. Con un esito incompleto che magari troverà nuova linfa nella seconda stagione.
Old | la recensione del film

Old | la recensione del film

Un film sul tempo che scorre troppo velocemente, si scontra coi tempi dello spettatore, a causa di una regia che non mette in equilibrio una sceneggiatura non abbastanza ricca e profonda, nonostante le apparenze di una prima visione che tiene incollati per il dramma vissuto dai protagonisti e i tanti colpi di scena
The Handmaid's Tale 4 | la recensione

The Handmaid's Tale 4 | la recensione

Stagione 4 | Dopo tre stagioni di altissima qualità, la serie interpretata e prodotta da Elisabeth Moss continua a non deludere le elevate aspettative. E questa volta ogni idea di redenzione o perdono lascia il campo a un desiderio di vendetta talmente radicale da arrivare perfino dalle ancelle fin qui apparse meno forti e decise.



Commenti