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La casa di carta - Parte 4 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 13 Maggio 2020 nel canale CINEMA

“Siamo sicuri che valga davvero ancora la pena guardare La casa di carta? Sì, lo siamo. Le avventure del professore e compagni non smettono mai di tenere sulla corda lo spettatore e al contempo di emozionarlo ”


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Dopo il ritorno alla zecca di Spagna per prendere l’oro custodito al suo interno e poterlo usare per contrattare la liberazione di Rio, il gruppo con la maschera di Dalì si trova di fronte a una nuova sfida: liberare Raquel, ex ispettrice di polizia e nuova componente della banda che a fianco del Professore anche nel privato, è stata ribattezzata Lisbona. Creduta morta, viene invece portata nella tenda fuori dalla zecca per essere interrogata. Finché il dubbio che sia in realtà ancora viva non si insinua lentamente nella mente del Professore.


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La serie che avrebbe dovuto interrompersi dopo la prima stagione, ossia le parti 1 e 2, giunge al termine della seconda con la quarta parte. Le azioni avvincenti dirette dal Professore si arricchiscono via via di personaggi e sviluppi imprevedibili. Una delle caratteristiche principali che hanno regalato successo planetario a La casa de papel è la sofferenza di cui i personaggi sono intrisi e da cui tentano di divincolarsi. Ma quando sembrano indirizzati verso la giusta destinazione tutte le carte si mescolano e si riparte da capo. Sofferenza a cui peraltro non si sottraggono e grazie alla quale le gioie cui approdano diventano di impatto maggiore. La continua rabbia e i pochi momenti di calma accompagnano il tutto e si alternano con tale frequenza e intensità che si fa fatica a capire in che momento ci si trovi.


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Che cosa accade in questa quarta parte? [non contiene spoiler]

Abbiamo lasciato Nairobi con un proiettile nel polmone colpita a tradimento dalla polizia, che in un modo o nell’altro va operata immediatamente col problema che se esce dalla zecca verrà catturata; il Professore, nascosto nei boschi, del tutto privo di energie ma soprattutto di motivazioni perché convinto che la sua compagna Lisbona sia stata uccisa dalla polizia a causa sua, deve rimettersi in contatto con gli altri e tornare al comando prima che la situazione degeneri. Il rapporto tra Palermo e Tokyo diventa teso e scatena uno spostamento netto di equilibri non solo all’interno della banda ma di riflesso anche degli ostaggi. Le carte in mano alla polizia sono forti, ma è proprio quando si sottovalutano quelle in mano a Professore e compagni che le cose subiscono un’inversione di marcia inaspettata e repentina. Scatta così il piano Parigi coi flashback dedicati all’indimenticato Berlino che anni prima, assieme al Professore e a Palermo, traccia le linee guida per un secondo colpo. E quei momenti vengono raccontati sulla scia di ben due canzoni molto care all’Italia (chi non ricorda la già citata Bella ciao?), come se esistesse un filo invisibile che lega la serie all’amore per il bel paese. L’amore tra Tokyo e Denver è ancora sospeso, mentre quello tra Rio e Stoccolma viene messo in discussione dalla presenza tossica di Arturo che resta pur sempre il padre del bimbo di lei.


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I nuovi personaggi, alcuni dei quali già introdotti nella terza parte, rendono la narrazione sempre più viva e ispirata. Il saldatore Bogotà innamorato di Nairobi ma tutt’altro che ricambiato, la spia Manila che si scoprirà che in passato aveva un’identità del tutto diversa, il capo della sicurezza Gandia che metterà a dura prova tutto l’impianto già messo in serio pericolo. E la nuova ispettrice Alicia, in dolce attesa ma rabbiosa e scaltra come un cecchino, dona alla sfida un’aura di forza e contrasto simili, anche se all’inverso, a quelli della poliziotta del magnifico Fargo del 1996.


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Al tempo del coronavirus La casa di carta è una serie metaforicamente perfetta. I personaggi vivono in gabbia, sia materialmente all’interno della Banca e della tenda, sia perché, chi più chi meno, ognuno è schiavo dei propri fantasmi ed è costretto a mettercisi di fronte. Come d’abitudine, anche stavolta quasi tutti gli episodi terminano con un cliffhanger calcolato come in un congegno ad alta precisione. Ovviamente si tratta spesso di artifici non del tutto aderenti a verità assolute (sebbene gli sceneggiatori si servano di collaborazioni tecnico/investigative di alto livello) ma non è in questi dettagli che ci si concentra a meno di essere animati da indomito spirito di contraddizione tipico di tristi e noiosi pseudo nerd. E d’altronde la serie non ha alcuna ambizione se non quella del puro intrattenimento. E ci riesce completamente a ogni nuova uscita.


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La stagione si conclude con diverse porte aperte verso sviluppi multipli. Già a fine gennaio, due mesi prima dell’uscita della quarta parte, la serie è stata confermata per una terza stagione anch’essa divisa in due, una quinta e una sesta parte. L’uscita avrebbe potuto essere prevista realisticamente intorno a metà del 2021 ma tenendo presente il ritardo dovuto alla pandemia da covid-19 che ha colpito duramente anche la Spagna potremmo dover attendere almeno fino alla fine del prossimo anno.

Valutazioni

DAL TRAILER ALL’INTERA SERIE
Aspettativa 9 Risultato 8

SOGLIA D’ATTENZIONE
Scorrevolezza alta Impegno medio

VISIONE
Intrattenimento 9 Qualità 7

La casa di carta - Stagione 2, Parte 4 (La casa de papel)
azione, avventura, drammatico | Spagna | 3 apr 2020 | 8 ep / 42-60 min | Netflix

ideatore Álex Pina

personaggi interpreti

Sergio Marquina / Salvador Martín / Il Professore Álvaro Morte
Silene Oliveira / Tokyo Úrsula Corberó
Raquel Murillo / Lisbona Itziar Ituño
Alicia Sierra Najwa Nimri
Agustín Ramos / Mosca Paco Tous
Andrés de Fonollosa / Berlino Pedro Alonso
Ágata Jiménez / Nairobi Alba Flores
Aníbal Cortés / Río Miguel Herrán
Daniel Ramos / Denver Jaime Lorente
Mónica Gaztambide / Stoccolma Esther Acebo
Arturo Román Enrique Arce
Yashin Dasáyev / Mirko Dragic / Helsinki Darko Peric
Bogotà Hovik Keuchkerian
Martín Berrote / Palermo Rodrigo de la Serna
Colonnello Luis Tamayo Fernando Cayo
Julia / Manila Belén Cuesta

critica IMDB 7.6 (su 10)

camera Red Helium and Leitz SUMMILUX-C lenses | aspect ratio 16:9 4K

 

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