Sintonie 2019: terza parte
Sintonie High End e Audio Video Show s'incontrano a Rimini per mettere l'ipoteca sulla più importante manifestazione audio e video in Italia: dopo le prime due parti, concludiamo il viaggio tra le sale audio più interessanti e proponendo le nostre conclusioni
MondoAudio - DueVEL, Karam, MSB, VAC
Entriamo nella piccola sala della bergamasca "Mondo Audio", con 3 file composte da 3 sedie, che sostanzialmente ripropone il raffinato set presente nella scorsa edizione. La fonte era una coppia di elettroniche MSB ad iniziare dal reference transport (23.950€), un lettore di CD, SACD, DVD, Bluray, HRx, file audio PCM e DSD, dotato di una pletora di uscite audio digitali. Il marchio californiano rappresenta un riferimento assoluto per gli appassionati per quanto concerne le macchine operanti nel campo digitale, in particolare per i celeberrimi DAC. Al reference transport era collegato un reference DAC (51.350€), il top of the line della tecnologia MSB, con clock ai femtosecondi e alimentazione dual powerbase.
Della americana VAC era presente il pre a tubi in due telai Signature MKIIa triode preamplifier e Signature MKIIa preamplifier power supply (26.650€ senza ingresso phono), a circuitazione completamente bilanciata e zero feedback negativo, con funzione "Cinema bypass": l'amplificazione avviene tramite triodi in Classe A1, senza alcun condensatore lungo il percorso del segnale, lo chassis è amagnetico in alluminio.
Il segnale passava quindi ad un finale della olandese Karan Acoustic KA S 400 in grado di erogare 400 Watt su 8 Ohm (15.650€), dotato di 2 trasfomatori toroidali da 1000VA, 8 stadi di stabilizzazione, stadio di filtraggio da 132.000 microfarad e con un fattore di smorzamento maggiore di 6.000 su 8 Ohm.
Il segnale, alla fine, confluiva in una coppia di "Bella Luna Diamante", della tedesca DueVEL, uno speaker a due vie onnidirezionali con tweeter in neodimio con diaframma al titanio caricato a tromba e woofer da 22 cm in kevlar (9.600€), sensibilità di 91dB, 6 Ohm di impedenza e una tenuta in potenza di 150 Watt.
Per colmo di civiltà, i brani proposti venivano chiaramente visualizzati su un display discretamente visibile anche a distanza (e ciò facilitava poi eventuali successivi raffronti con il proprio set) e su un banco era possibile prelevare documentazione sui singoli modelli proposti all'ascolto. Nei pochi minuti a disposizione previsti dal mio format di ascolto è stata riprodotta "You don't know what love is", di Rachele Ferrell, tratta da "Live in montreaux 91-97". La musica possedeva una enorme dispersione orizzontale, come ovvio, con una immagine della voce grande.
Ma il fatto che la sala non avesse avuto alcun tipo di trattamento ambientale, nemmeno all'ingresso, mentre da un lato indubbiamente favoriva le caratteristiche di riflessione necessarie agli altoparlanti omnidirezionali per svolgere bene il proprio lavoro, dall'altro creava un suono forse un po' troppo live (in effetti le sale di incisione ad effetto live hanno un trattamento molto riflessivo), apparentemente poco frenato ed eufonico. Un ascoltatore presente in sala asseriva di sentire il piano lontano chilometri. A me non è parso affatto così, piuttosto ho trovato il suono un po' rigido e poco controllato, ma certamente ci sarà bisogno di un nuovo e più meditato ascolto.