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5' @ HEM19: JVC, Krell, MK Sound...

di Fabio Adslinkato , pubblicato il 12 Giugno 2019 nel canale AUDIO

““Cinque minuti, ovvero il tempo oggettivamente concesso dalla stragrande maggioranza dei visitatori alle varie sale di una manifestazione ricchissima di contenuti, come nel caso di High End Munich: chi espone i propri prodotti all'HEM sa bene di giocarsi tutto in un colpo solo”

Per raccontare l'High End di Monaco di Baviera mi azzardo ad inaugurare un nuovo format, che tiene conto del tempo medio che il visitatore riesce a dedicare alla visita di uno stand espositivo in una mostra particolarmente ricca di prodotti, qual è quella che si svolge al MOC. Sono conscio del fatto che 5 minuti sono insufficienti a valutare adeguatamente un set, anche per via della dipendenza dal programma audio video riprodotto in quel breve spazio temporale, ma considero seriamente il fatto che questo sarà il tempo oggettivamente concesso dalla stragrande maggioranza dei visitatori alle varie sale della manifestazione e che chi espone i propri prodotti all'HEM sa bene "di giocarsi tutto in un colpo solo".


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Nelle mie scorribande monachesi, la grande sala del distributore tedesco Audio Reference costituisce un luogo abituale di ritrovo. La tradizionale ampia sala d'angolo, sita "al piano nobile", ospita i meravigliosi prodotti distribuiti dal noto importatore tedesco di brand quali, ad esempio, Audio Research, Dan D'Agostino, Krell, Meridian Audio, Micromega, Miller & Kreisel (M&K Sound), Sonus Faber, Velodyne e Wadia. Difficile, quindi, per un audiofilo non amarne almeno uno e quasi impossibile resistere alla tentazione di entrare in quella Wunderkammer per dare un'occhiata e ascoltare qualcosa proveniente da queste meravigliose macchine.

 
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I prodotti esposti in ogni edizione della manifestazione da questi grandi marchi sono di caratura talmente elevata da rendere praticamente impossibile poterli poi vedere (e soprattutto ascoltare) altrove. A latere sottolineo l'incredibile capacità del distributore di mantenere al contempo la rete di distribuzione di Krell e quella dei nuovi prodotti concorrenti del geniale creatore del marchio, ora brandizzati Daniel/Dan D'Agostino.


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Quest'anno, differentemente dal solito, il lato destro della sala era occupato da una saletta audiovideo intestata a M&K Sound. Una volta dentro, ho scoperto che la fonte del set era costituita dal solito Oppo, il trattamento e l'amplificazione del suono erano curati da Krell, con il suo pre Foundation 4K UHD e il finale Chorus 5200 XD, un videoproiettore JVC DLA-N7 (nativo 4K dell'ultima serie) proiettava su uno schermo ad alto contrasto da 3.80 metri di Stewart Filmscreen, mentre il set di speakers monomarca era, naturalmente, di "Miller & Kreisel", brand da tempo reso più orecchiabile con "MK Sound" e distribuito in italia da Videosell.


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Il Krell Foundation 4K UHD è una macchina a prevalente vocazione audio, prestata al mondo audiovideo. La sezione video, ricca di HDMI, consente solo il passaggio inalterato dei dati UHD, mentre la sezione audio del video è in grado di decodificare fino ai formati lossless Dolby TrueHD e DTS-HDMaster Audio: niente suono immersivo di Dolby Atmos, DTS:X o Auro 3D, quindi, al momento. Il Krell Chorus 5200 è l'ultimo epigono di una nutrita schiera di finali multicanale particolarmente apprezzati dagli appassionati per la capacità di "scendere autorevolmente in basso", in termini di impedenza e di frequenze senza minimamente scomporsi. Si tratta di un finale a 5 canali con una potenza di uscita di 200 W su 8 Ohm, uno slew rate di 40 V/ms, una corrente di picco di 13.4 Ampere e un assorbimento massimo di 2,1 kw. 


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Il set di altoparlanti da incasso era costituito da 5 diffusori dello stesso tipo, dei M&K Sound IW150 IN-WALL oltre ad un subwoofer M&K Sound modello X10. Miller & Kreisel è un marchio sorto circa 45 anni fa che ha alcuni interessanti primati, visto che costruì il primo subwoofer della storia, per una registrazione degli Steely Dan (n.d.r.: ecco perché Goucho ancora oggi rappresenta un riferimento assoluto!), così come creò un subwoofer per George Lucas, che poi ricevette la prima certificazione THX della storia. Ricordo che avrei voluto acquistare uno dei loro meravigliosi "frigoriferi" (si trattava allora di subwoofer eccellenti, ma dimensionalmente molto impegnativi, tanto per usare un eufemismo), disponibili solo sul mercato USA, ma - come spesso mi è accaduto - fui dissuaso per via del costo di spedizione, dazio e dogana, oltreché per problemi legati alla diversa tensione di alimentazione.


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I 5 speakers installati in sala, dello stesso modello (ottima soluzione, quando possibile, negli impianti multicanale, per evitare problemi legati ai differenti moduli di impedenza e alle diverse sensibilità dei singoli speakers, che causano poi disallineamenti tra i canali al modificarsi del volume rispetto al riferimento), hanno una impedenza di 4 Ohm (che, sottolineo, fa generare al finale Krell ben 360 Watt per canale al posto dei 200 Watt erogati ad 8 Ohm) e sono equivalenti al modello S150 usato regolarmente come monitor in molti studi di produzione musicale e di postproduzione cinematografica. Hanno una tenuta in potenza massima di 400W, sono dotati di due midbass da 5.25' e di tre tweeter da 1', con una sensibilità di 90 dB.


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Il subwoofer X10 è invece dotato di due coni da 10' a lunga corsa configurati in dual push pull in cassa chiusa (uno dei quali down-firing), che generano una superficie di emissione analoga ad un solo driver da 15', dispone di un finale da 350W RMS, ha un assorbimento massimo di corrente di 450W e pesa 28 kg. Anche in questo caso ha aperto i giochi "The Greatest Showman", con la scena del ballo della donna barbuta, Lettie Lutz (in realtà Keala Settle), e del pezzo "This is me". Le voci sono bellissime, il medio appare un po' rigido; gli altoparlanti emettono un suono molto controllato (quale ci si aspetta che sia, per l'appunto, in una sala di incisione), forse un po' troppo in gamma bassa: il rullante della batteria e il giro di basso appaiono quasi mascherati rispetto al resto del messaggio sonoro. Contemporaneamente lo schermo mostra di avere un rapporto di contrasto ben minore dell'atteso.


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Ha fatto seguito "Adele live at the Royal Albert Hall" con "Someone like you". A questo punto appare chiaro che ci verrà proposto solo materiale in HD: scelta piuttosto singolare in un'epoca in cui sul mercato si affaccia l'8K e con quella meraviglia di videoproiettore nativo 4K a disposizione! Eppure ormai il software non manca. Sullo schermo intorno ai soggetti appaiono strani aloni. La definizione apparente è molto bassa, ai limiti superiori di un buon DVD. L'artista è senza dubbio di portata internazionale, i brani sono molto conosciuti e piacevoli, ma le riprese tecnicamente non sono tra le migliori, dunque forse non rappresentano l'ideale per una manifestazione promozionale. La musica scivola via piacevole, ma la tonalità generale dell'impianto appare molto alta, a tratti quasi stridula, al punto da esaltare le sibilanti. Se non fosse per il volume da concerto garantito dai Krell, che - come sempre - non smentiscono la loro fama di macchine da guerra e che comunque mostrano di avere energia da vendere, lo spettacolo video è davvero di basso livello ed anche la qualità audio lascia un po' a desiderare.

Peccato: un'occasione persa.

 

 

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Commenti (1)

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Commento # 1 di: Roberto Dex pubblicato il 15 Giugno 2019, 09:59
Anche questa seconda parte come la prima si fa apprezzare per qualità della sintesi e per competenza tecnica
Grazie Fabio