Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter YouTube

Supertest OLED EVO LG 55G1 4K

Recensione di Emidio Frattaroli , pubblicato il 27 Luglio 2021 nel canale 4K

“Il primo TV di LG Electronics, dotato della nuova tecnologia 'EVO', porta con sé tangibili miglioramenti nella qualità d'immagine, nella ricchezza di sfumature - soprattutto nelle basse luci - oltre a sistema operativo, menu e alcune funzioni migliorate”


- click per ingrandire -

È inutile che ci giriamo intorno: nel settore dei TV, per gli appassionati esigenti che amano osservare le immagini al buio o almeno in ambienti con scarsa illuminazione, a oggi la tecnologia di riferimento è quella OLED, con pannelli prodotti da LG Display e utilizzati dalla stragrande maggioranza dei 'top brand' nei modelli di fascia più elevata, compresa LG Electronics. In questi ultimi otto anni, LG Display (azienda del gruppo 'LG' e specializzata nella produzione di pannelli LCD e OLED) ha affinato ulteriormente molti aspetti della tecnologia, migliorando la 'purezza' dei colori, la qualità d'immagine generale e abbassando i prezzi in maniera sostanziale. Alcuni anni abbiamo assistito a miglioramenti marginali. In altre occasioni i passi in avanti sono stati più evidenti. Fino a 'ieri', con i pannelli 'uguali per tutti', in molti casi sono stati gli 'integratori' a introdurre miglioramenti più significativi. Alcuni hanno utilizzato soluzioni per la dissipazione del calore per arrivare a picchi di luminanza fino ad oltre 900 NIT con un bianco D65 calibrato e fino a più di 1.000 senza calibrazione.


- click per ingrandire -

Al di là dei valori di luminanza e del gamut colore, la maggior parte delle differenze nei TV OLED tra un produttore e l'altro sono riconducibili all'elettronica, ovvero all'alimentazione del pannello e agli algoritmi dei vari DSP per il controllo dei singoli sub-pixel. L'evoluzione della tecnologia OLED di LG di questi ultimi 6 anni (dal primo 4K Oled del 2015 a oggi) per molti aspetti è sorprendente. Per la descrizione delle basi della tecnologia vi rimandiamo alla prima pagina del 'supertest' del 65C9 di LG Electronics, disponibile a questo indirizzo. Invece, in questa occasione, approfitto soltanto per ricordare una particolarità dei pannelli OLED di LG Display: ogni pixel è basato su quattro sub-pixel: rosso, verde, blu e bianco, con i primi tre realizzati con il posizionamento di un filtro colore su un pixel bianco. Colori e sfumature sono il risultato di una continua modulazione delle quattro componenti, anche rispetto ai pixel adiacenti.

Per fare un esempio sulla complessità del funzionamento, nel filmato qui in alto potete osservare cosa succede variando il bilanciamento del bianco da 'caldo' a 'freddo' e vice-versa nel nuovo 55G1, praticamente identico ai TV OLED delle ultime generazioni. Il 'bianco' viene riprodotto illuminando il sub-pixel bianco assieme ad alcuni dei pixel colorati. Come potete osservare non c'è mai l'illuminazione completa dei quattro sub-pixel affiancati all'interno dello stesso pixel; piuttosto c'è la 'distribuzione' dell'illuminazione dei sub-pixel rossi e blu con uno schema geometrico più complesso.

In questi anni, la tecnologia di LG ha mostrato livelli di qualità d'immagine e 'robustezza' che hanno conquistato, anno dopo anno, anche molti tra i più scettici, spaventati dai limiti legati alla possibilità di 'stampaggio' dei pannelli, alla durata nel tempo e qualche limite nella riproduzione dei colori saturi ad alti livelli di luminanza (il famigerato volume colore). Al di là dei pannelli di LG Display, grazie anche a una politica di prezzi particolarmente aggressiva, tra tutti gli 'integratori', LG Electronics ha conquistato sempre più spesso il favore dei cosiddetti 'smanettoni', sia per la buona capacità di calibrazione manuale (attraverso il menu utente tra i più completi per la calibrazione), che per la possibilità di caricare 3D LUT per centrare con precisione quasi chirurgica i vari riferimenti degli standard televisivi.

Affronteremo molto presto l'argomento 3D LUT e non solo per i TV OLED di LG Electronics: i tempi sono maturi e ormai è una promessa che finalmente saremo in grado di mantenere.

 

Le novità del nuovo pannello EVO


- click per ingrandire -

Fino a 'ieri', dicevo, i pannello erano uguali per tutti, o quasi. Da quest'anno le cose cambiano decisamente. Il 'supertest' che vi presentiamo in questo articolo è sul nuovissimo LG 55G1: il primo TV di LG Electronics dotato della nuova tecnologia 'EVO', presentato in occasione del Virtual CES di Las Vegas lo scorso gennaio e di cui tanto abbiamo parlato in questi ultimi mesi. La tecnologia EVO porta con sé anche un nuovo pannello, con due principali innovazioni. La prima riguarda l'efficienza luminosa, che arriva fino al 20% in più rispetto ai pannelli della passata generazione: a parità del livello di luminanza, il pannello ha bisogno di meno energia.


- click per ingrandire -

Vice versa, a parità di potenza, è in grado di raggiungere un picco di luminanza fino al 20% più elevato rispetto alla passata generazione. L'altra innovazione riguarda le componenti verde e blu; il nuovo pannello utilizza nuovi materiali e nuovi substrati. La componente blu è basata ora su nuove sostanze che ne allungherebbero la durata; la componente verde può contare su un nuovo substrato (probabilmente c'è anche un nuovo filtro colore) per un'emissione spettrale più 'pura', quindi per l'aumento delle dimensioni del gamut che può superare (di misura) anche i confini del DCI-P3.


- click per ingrandire -

Nel grafico qui in alto, realizzato con uno spettrometro ad alta risoluzione, possiamo osservare lo spettro della componente verde del pannello 55G1 rispetto al 55CX; il nuovo 'verde' è sensibilmente più stretto, quindi con meno fotoni nello spettro del 'giallo' e in quello del 'ciano' e più concentrati dove più serve. Il tutto si traduce in coordinate cromatiche più 'alte' e un verde più puro e profondo, con poche differenze rispetto alle dimensioni del gamut dei migliori LCD con Quantum Dots, almeno quando si tratta di riprodurre colori all'interno del gamut DCI-P3. Per approfondire il tema della correlazione tra spettro di emissione, coordinate cromatiche e spazi colore, vi rimando alla guida sulla percezione del colore che trovate a questo indirizzo.

Il test del nuovo 55G1 è stato effettuato in collaborazione con Hardware Upgrade ed è il primo di una lunga serie di contenuti che ci vedono condividere metodologia e strumenti di misura con due principali obiettivi: aumentare in maniera considerevole il numero e la frequenza dei test sui TV, oltre a poter contare su un continuo confronto tra le due redazioni per analisi sempre più approfondite e puntuali. Il test del 55G1 pubblicato da Hardware Upgrade, con utili informazioni anche sulle caratteristiche 'gaming', è disponibile a questo indirizzo.

 

Caratteristiche, menu e funzioni


- click per ingrandire -

La nuova serie G1 è stata annunciata in occasione dell'ultimo CES di Las Vegas e si compone di tre modelli, con diagonale da 55", 65" e 77", tutti a risoluzione UHD 4K. Il telaio è praticamente identico alla precedente serie 'Gallery Design' GX, con spessore costante di appena 19,9mm e alloggiamento centrale della robusta staffa in dotazione, per un montaggio a filo del muro. A richiesta sono disponibili due piedini per il montaggio su tavolo che alzano il TV di quasi 10cm (abbastanza per la maggior parte delle soundbar); gli stessi piedini opzionali permettono, al loro interno, il passaggio di un paio di cavi al massimo, a patto che la sezione non sia particolarmente generosa.

Gli ingressi HDMI 2.1 sono quattro, tutti con banda fino a 40Gbps, accettano segnali 4K 120p assieme a 'Variable Refresh Rate' (VRR), 'Automatic Low Latency Mode' (ALLM), oltre a 'G-Sync', 'Free Sync', 'HGIG Mode' e 'Instant Game Response': ad oggi probabilmente il più completo 'TV Gaming' sulla piazza. Anticipiamo subito che con segnali 60p abbiamo registrato poco più di 12 millisecondi di 'input lag', che scende a poco meno di 10ms se si attiva la modalità 'boost', presente nel menu dedicato 'Gaming', all'interno del rinnovato menu utente.


- click per ingrandire -

Nella serie G1, oltre al pannello si rinnova anche il 'main chip' che governa il TV, anche se la potenza di calcolo non sembra sia cambiata. Il sistema operativo e la grafica dei menu è stata completamente rivista. Il risultato è apprezzabile non soltanto per la qualità della grafica, la buona fluidità e la discreta personalizzazione ma soprattutto per il nuovissimo menu utente, con voci per il set-up e la calibrazione delle varie funzioni audio e video, finalmente organizzato in maniera più chiara ed efficace, con una grafica più 'gentile'.


- click per ingrandire -

Come prima operazione, bisogna selezionare una delle modalità predefinite migliori (es. 'Filmmaker Mode' oppure 'Cinema') per regalarsi un'esperienza di visione esaltante anche senza una calibrazione specifica dei parametri dello schermo. Inoltre, sarebbe meglio disattivare la modalità 'ECO' che limita la luminanza in maniera significativa. Come vedremo nelle pagine seguenti, le prestazioni 'fuori dalla scatola' non sono sufficienti, come per la totalità dei TV, anche per quelli di fascia altissima; nel caso del G1, la modalità 'ECO' limita la luminanza in maniera significativa, mentre bilanciamento del bianco e colori soffrono di una dominante fredda come per tutti gli altri TV 'out of the box' sul globo terracqueo.

 
- click per ingrandire -

Come vedrete più avanti, purtroppo le prestazioni 'fuori dalla scatola' sono mediocri, come per la totalità dei TV, anche quelli di fascia altissima. La modalità 'ECO' limita la luminanza in maniera significativa, mentre bilanciamento del bianco e colori soffrono di una dominante fredda come per tutti gli altri TV 'out of the box' sul globo terracqueo. Eppure, basta spegnere la modalità ECO e selezionare una delle modalità d'immagine predefinite migliori, per regalarsi un'esperienza di visione esaltante anche senza una calibrazione accurata.

 
- click per ingrandire -

Il telecomando ha un nuovo design; è molto simile a quello della passata stagione ma è più snello, meno 'bombato', più ergonomico e meglio bilanciato. Nuovi anche i pulsanti per il controllo del volume e lo zapping, mentre cambia la disposizione di qualche tasto, come l'accesso al menu e agli ingressi. La 'rotella centrale' è più larga e c'è anche qualche pulsante in più per l'accesso diretto ai servizi di streaming (stavolta ci sono Disney+, Rakuten), oltre all'accesso agli assistenti vocali Google ed Alexa. Scompaiono però i tasti di play e pausa.


- click per ingrandire -

Tra le funzioni più interessanti e decisamente migliorate rispetto alla passata stagione, ne segnalo un paio. Da una parte c'è il rinnovato algoritmo per l'attenuazione delle solarizzazioni (color bending) che funziona egregiamente e che ricorda le migliori implementazioni di un blasonato costruttore giapponese. Dall'altra c'è tutto il set di funzioni per l'aumento del dettaglio per le immagini in movimento.


- click per ingrandire -

In questo specifico campo, ho apprezzato la nuova voce per l'interpolazione dei fotogrammi che inserisce un ulteriore step molto leggero (la modalità 'low') che aumenta il dettaglio senza snaturare l'incedere a scatti dei contenuti cinematografici. L'inserimento dei fotogrammi neri (BFI, Black Frame Insertion) non sembra cambiato rispetto alla passata stagione, deve essere usato con cautela e ne parleremo in maniera più dettagliata nell'ultima pagina.

 

Prestazioni e calibrazione in REC BT.709


- click per ingrandire -

Come anticipato poco sopra, tolto dalla scatola il nuovo G1 continua l'infausta tradizione di tutti i produttori di TV e si 'posiziona' in default in una modalità d'immagine predefinita, caratterizzata da un bilanciamento del bianco tendente decisamente al blu e con colori virati verso tinte più fredde, con Delta E (la distanza percettiva dal riferimento) piuttosto elevato.


- click per ingrandire -

La modalità predefinita 'ECO', impostata in default per limitare il consumo energetico, limita sensibilmente anche la potenza luminosa: vi consigliamo quindi di disabilitarla dal menu 'Supporto'. Il gamma medio, piuttosto basso, compensa in parte i limiti di luminanza ma va bene giusto per la visione in ambienti illuminati.


- click per ingrandire -

Basta selezionare la modalità predefinita 'Cinema' per avere una qualità d'immagine già molto vicina al riferimento, sia nel bilanciamento del bianco che nella riproduzione dei colori. Segnalo soltanto un gamma medio più vicino a 2,2, quindi con medie luci sicuramente più in evidenza, basse luci più luminose (vicine ad un gamma 2,3) e colori molto ben riprodotti, con Delta E molto ridotto.


- click per ingrandire -

Anche le modalità 'Filmmaker Mode' (qui in alto) ed 'Esperto Scuro' vanno benissimo (quasi identiche) ma hanno tre particolarità da segnalare. La prima riguarda la luminanza generale, che è molto contenuta, anche troppo: il picco del bianco si ferma a 55 NIT per Filmmaker Mode con risparmio energetico attivato (noi consigliamo 120 NIT, anche in ambiente buio). I valori del gamma sono sostanzialmente corretti, come anche i colori. Questi ultimi, rispetto alla modalità 'Cinema', tendono ad essere appena più saturi. Il Delta E generale è comunque molto, mooolto contenuto. Ricordate di disattivare la modalità ECO.


- click per ingrandire -

La modalità 'Esperto luminoso' è molto simile alle ultime due ma è caratterizzata da una luminanza tre volte più elevata, colori più saturi e da valori del gamma più contenuti, soprattutto su medie ed alte luci. L'obiettivo è quello di rendere le immagini ben visibili anche in ambienti illuminati, senza rinunciare alla qualità del bilanciamento del bianco e dei colori e il risultato viene raggiunto a pieni voti.


- click per ingrandire -

La calibrazione manuale, con segnali REC BT.709 per raggiungere il massimo delle prestazioni senza l'applicazione di una 3D LUT specifica, è operazione abbastanza semplice e veloce. Segnalo soltanto step un po' troppo aggressivi per il controllo della luminosità (quindi delle basse luci e del livello del nero): avrei preferito una via di mezzo tra il valore 50 di default e il 51, dove però il livello del nero si alza un pochino.

Il bilanciamento del bianco su due punti è più che sufficiente per risolvere il 90% delle piccole deviazioni dal riferimento; in seguito è possibile affinare ulteriormente la scala dei grigi, correggendo anche alcuni dei 20 punti di correzione che sono disponibili nel menu avanzato, oltre ai colori. Per i più 'pigri' segnaliamo il software 'Calman Home for LG' che per 145 Dollari vi permette di usare l'autocalibrazione, con risultati decisamente soddisfacenti: basterà aggiungere un colorimetro (noi consigliamo il modello i1 Display Pro Plus di xrite - il nostro test è a questo indirizzo) per avere un buon  compromesso tra costi e benefici.


- click per ingrandire -

Le misure qui in alto si riferiscono ai risultati di una calibrazione manuale in cui ho 'puntato' a un gamma 2,4 'a spada' con un eccellente risultato in termini di linearità anche sulle bassissime luci. Soltanto il primo step dell'1% tende a confondersi con il livello del nero; d'altra parte in quella 'zona' c'è sempre il rischio di trovare quasi esclusivamente rumore digitale. La modalità ECO è disattivata e la luminanza del pannello è settata a '15': in queste condizioni si sfiorano i 120 NIT con bianco al 100%. Salendo con la luminanza a '100' si superano i 420 NIT.

I grafici della riproduzione cromatica del grafico più in alto non sono quelli standard di Calman, con il 75% di intensità del segnale in ingresso, comunque perfetti. Stavolta ho selezionato al contrario il livello di ingresso al 25%, in modo da verificare la risposta cromatica con colori molto più scuri e molto più difficili da riprodurre. Il risultato è ottimo, con qualche errore soltanto per i colori più saturi tra blu, rosso e magenta ma con prestazioni nel complesso eccellenti. Al termine della calibrazione, consiglio anche di attivare l'algoritmo di 'Gradazione Cromatica' nel secondo menu di Luminosità' (il terzo dall'alto) che aiuta a contenere le solarizzazioni in maniera decisamente più efficace rispetto ai modelli della passata stagione, come già anticipato nel paragrafo dedicato a menu e funzioni.

 

Prestazioni e calibrazione in HDR10 e HLG


- click per ingrandire -

Le prestazioni in condizioni di default con segnali HDR, seguono purtroppo la stessa via di quelli con gamma dinamica standard: semplicemente da dimenticare, come nella totalità dei TV di qualsiasi produttore. Quando troveremo un TV che in default sceglierà una impostazione predefinita dignitosa, proporremo una festa nazionale. Non è solo il bilanciamento del bianco e i colori ad essere lontani dal riferimento ma anche i valori di luminanza e la curva di trasferimento elettro-ottica. Sempre 'out-of-the-box', quindi con la funzione 'ECO' ancora attivata, abbiamo misurato anche la modalità 'Filmmaker Mode', con luminanza generale troppo bassa (332 NIT di picco) e qualche piccolo errore anche nel bilanciamento del bianco e dei colori.


- click per ingrandire -

La riproduzione dei colori è molto buona per quanto riguarda tinta e saturazione ma la luminanza troppo bassa ne pregiudica il Delta E generale. Considerate che al 50% di intensità del segnale in ingresso, abbiamo appena 37 NIT mentre il riferimento è di 94 NIT. Basta ovviamente disattivare la funzione 'ECO' per avere un deciso salto in avanti delle prestazioni, con picco di luminanza sempre al di sopra dei 700 NIT.


- click per ingrandire -

Senza 'ECO' il G1 arriva ad un picco di luminanza che supera gli 830 NIT con area al 2% e 820 NIT con area al 10%, prendendo come riferimento un bilanciamento del bianco D65 perfetto, quindi dopo la calibrazione. Il G1 può arrivare a picchi di luminanza ancora più elevati: basta rinunciare alla precisione del bilanciamento del bianco sulle altissime luci e/o - ma è più rischioso - disattivare la protezione per lo 'stampaggio' del pannello nel menu 'Sostegno/ScreenSaver OLED/Regola Luminosità Logo'.

Del resto, le differenze di percezione tra un TV da 860 NIT e un altro da 960 NIT sono marginali e riconducibili solo ed esclusivamente alla modulazione dei particolari sulle altissime luci. Consiglio di non esagerare nella ricerca spasmodica della luminanza di picco e 'accontentarsi' di rimanere al di sotto degli 800 NIT.


- click per ingrandire -

Veniamo alle ottime notizie. In HDR, le modalità 'Cinema', 'Home Cinema' e 'Filmmaker Mode' danno tutte ottimi risultati con una leggera differenza sulla modulazione della curva PQ; nella modalità predefinita 'Home Cinema' i valori del gamma sono leggermente più elevati e l'immagine è generalmente più scura ma limitatamente all'intervallo tra il 40% e il 70% del segnale in ingresso (al 50% abbiamo 85 NIT invece che 94). Qui in alto potete osservare bilanciamento del bianco ed EOTF della modalità Filmmaker Mode.


- click per ingrandire -

La copertura del gamut è ottima (99% del DCI-P3 e 74% del BT.2020) e la riproduzione dei colori ha errori estremamente contenuti. In tutti, i casi la risposta della curva di luminanza è eccellente.


- click per ingrandire -

In più, attivando la modulazione dinamica del 'tone mapping', l'elettronica analizza il segnale video e applica una compressione della gamma dinamica che è di ottimo aiuto nella visione di contenuti che vanno oltre il clipping dei 1.000 NIT ma che esalta leggermente le medie e basse luci. Con alcuni contenuti (es. Tenebre e Ossa su Netflix), è un effetto collaterale che potrebbe tornare utile.


- click per ingrandire -

Per la calibrazione, abbiamo scelto di modificare l'impostazione predefinita 'Filmmaker Mode' che è già molto vicina al riferimento. Anche in questo caso, basta calibrare il bilanciamento del bianco su due punti per arrivare già a prestazioni eccellenti, lasciando poi la correzione di alcuni degli ulteriori 20 punti per affinare il risultato oppure - per i più ossessivi alla ricerca dell'ultimo NIT - esagerare con le componenti blu e rossa oltre il 75% per guadagnare altro margine sui picco di luminanza. Ho inserito solo il grafico dei colori a saturazioni crescenti per sottolineare soprattutto il miglioramento del magenta.


- click per ingrandire -

In quest'occasione, con gli Europei di calcio trasmessi in 4K HLG sia via satellite che in streaming (HbbTV e RayPlay su alcuni TV compatibili), ho controllato anche la qualità d'immagine con segnali Hybrid Log Gamma, con eccellenti risultati, sia nella curva di luminanza che nella riproduzione dei colori. Il risultato è semplicemente esaltante: mai visti contenuti HLG con una qualità così elevata.

 

 

Visione, ascolto e considerazioni finali


- click per ingrandire -

Il primissimo TV OLED di LG (il modello EA9800 55" curvo Full HD) fu annunciato all'inizio del 2013 con un prezzo di 13.500 USD, uscì sul mercato coreano a 10.000 USD e in Europa arrivò poco più tardi a circa 8.900 Euro. Nel maggio 2015 il modello EA980V da 55" sempre Full HD, costava 4.990 Euro. Oggi è possibile acquistare un 55" 4K a poco più di 1.300 Euro, con prestazioni drammaticamente superiori, anche rispetto ai primi TV 4K, che non erano neanche HDR. Con il nuovo 55G1, con prezzo di listino di 2.499 Euro e street-price già al di sotto dei 2.000 Euro, LG Electronics ha messo una pesante ipoteca sul titolo di TV più interessante sul mercato, soprattutto sul tema del rapporto qualità prezzo.

Nonostante il firmware sia tutto sommato giovanissimo, la qualità video che è in grado di esprimere è già molto elevata, anche in alcune modalità predefinite e senza calibrazione; in alcuni casi ho registrato prestazioni più esaltanti rispetto ai diretti 'concorrenti'. Il prezzo suggerito al pubblico è addirittura basso rispetto alla qualità generale e il nuovo pannello EVO mi ha convinto al 100%. Sono certo che con ulteriori affinamenti del firmware sarà possibile tirar fuori prestazioni ancora superiori, soprattutto per sfruttare ancora meglio la 'nuova' componente verde o per 'limare' alcune piccole cose nella gestione della componente rossa.

L'uniformità è molto buona e non ci sono particolari problemi anche con segnali test al 5% del segnale in ingresso. Ho notato qualche variazione soltanto nell'angolo di visione: a 30 gradi c'è già una piccola deviazione verso il rosa-magenta. Se si sta troppo vicini allo schermo, con segnali test specifici, questo limite è visibile; con i classici contenuti cinematografici è quasi impossibile. I miglioramenti più significativi secondo me sono due. Il primo riguarda l'algoritmo per la riduzione degli artefatti di 'Color Bending' (solarizzazioni) che funziona egregiamente anche nella modalità più bassa.

L'altro miglioramento l'ho trovato nella modulazione delle bassissime luci, già in condizioni di default. Manca ancora qualcosa per raggiungere la perfezione, sperando al più presto nell'aggiunta di un ulteriore controllo nell'area del segnale tra il nero e il 5%. Magari con una 3D LUT... Al di là di questo, la ricchezza di sfumature e la modulazione delle basse luci ha fatto un salto in avanti evidente. Non credo sia merito del nuovo pannello ma - probabilmente - di una programmazione più attenta e sapiente delle LUT in fase di produzione.

Una nota particolare devo riservarla agli algoritmi di interpolazione dei fotogrammi che non amo particolarmente. Lo so benissimo: la realtà è 'fluida' e non 'a scatti' come nel 'Cinema'. D'altra parte è proprio l'incedere 'a scatti' che caratterizza i contenuti cinematografici. Chi - come me - è abituato ai 24 fotogrammi al secondo (23,976) mal sopporta l'interpolazione dei fotogrammi. Su questo aspetto però LG ha tirato fuori dal cilindro una modalità ancora più 'bassa' dell'interpolazione (ovvero la modalità 'Movimento Cinematico' nel menu 'TruMotion') che non snatura l'incedere a scatti dei contenuti 'cinema' ma che aggiunge un po' di dettaglio, senza artefatti apprezzabili. Secondo me è da provare.


- click per ingrandire -

Nulla di nuovo invece nell'inserimento dei fotogrammi neri (BFI), che simulano la 'scansione' dei vecchi TV a tubo catodico per aumentare il dettaglio delle immagini in movimento senza creare fotogrammi intermedi. Le impostazioni più 'aggressive' limitano fortemente la luminanza di picco. Ergo, per contenuti HDR come le partite di calcio in HLG, suggerisco di utilizzare le impostazioni più conservative: il vantaggio in termini di aumento di dettaglio è ben percepibile, l'attenuazione della luminanza è quasi invisibile e la tendenza ad affogare qualche particolare sulle basse luci, con i contenuti sportivi non è un problema.

Tornando ai contenuti cinema, dopo la calibrazione la mia esperienza di visione con il nuovo G1 è stata esaltante. Ho avuto la possibilità di visionare alcuni contenuti 'fianco a fianco' con un 55CX perfettamente tarato (dal sottoscritto, dopo settimane di studio) e devo dirvi che nella stragrande maggioranza dei casi è quasi impossibile osservare delle differenze. Dove il vantaggio del G1 è più evidente è sulla ricchezza di sfumature sulle basse luci e su qualche piccolo margine in più sulle altissime luci, soprattutto quando si tratta di riprodurre contenuti che vanno ben oltre i limiti dei 1.000 NIT di clipping.

Le differenze nei 'verdi' non sono invece visibili, sicuramente per la mancanza di contenuti che riescano a sfruttare gamut molto profondi. Nei prossimi giorni cercherò nuovi contenuti, confrontandomi anche con altri colleghi. Sarebbe interessante ricevere qualche indicazione anche dagli appassionati su questo argomento. Verificherò tutte le segnalazioni con 'DaVinci Resolve', esattamente come già abbiamo fatto per l'analisi di contenuti su Blu-ray Disc, in modo da 'certificare' la posizione dei contenuti colorati nello spazio colore.

Tornando a bomba, se devo trovare un limite a questo TV è nella riproduzione audio che non è al passo di quella video. Gli altoparlanti sono minuscoli e in effetti - sotto certi aspetti - il risultato è quasi miracoloso, soprattutto per estensione della gamma bassa anche se finisce per perdere il controllo quando si alza troppo il volume. La gamma alta è un po' meno interessante, soprattutto con alcune impostazioni predefinite che la mettono troppo in evidenza. In buona sostanza, se acquistate un prodotto del genere, dovreste pensare seriamente ad affiancargli un sistema di riproduzione audio all'altezza della qualità d'immagine.

Dopo questo primo, ottimo test, torneremo sicuramente a testare il G1, magari dopo l'estate, per approfondire l'analisi alcuni aspetti, soprattutto sulla verifica delle prestazioni dopo un paio di aggiornamenti firmware che potrebbero migliorare ulteriormente la riproduzione cromatica, già comunque ottima. Sarà altrettanto interessante verificarne le prestazioni dopo aver caricato una 3D LUT, oltre che verificarne le prestazioni in 4K e 120Hz con alcune delle sorgenti 'gaming' più interessanti del momento.

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 8,64

Costruzione 9,0
Versatilità 9,0
Menu e taratura 9,0
Prestazioni in SDR 9,5
Prestazioni in HDR 9,0
Riproduzione audio 6,5
Rapporto Q/P 8,5

Per maggiori informazioni sulle serie OLED LG: www.lg.com/it/tv-oled

Per maggiori informazioni sul modello 55G1: www.lg.com/it/tv/lg-oled55g16la

 

 

 

Articoli correlati

Supertest OLED 4K LG 65E9

Supertest OLED 4K LG 65E9

Il nuovo OLED 4K serie "E9" di LG Electronics porta con sé sensibili miglioramenti rispetto ai TV della passata stagione che non si limitano agli ingressi HDMI 2.1 oppure a qualche miglioramento sulle elaborazioni delle immagini e che "rischiamo" di ritrovare anche nella serie "C9"...
First look OLED 4K Panasonic 55GZ1500

First look OLED 4K Panasonic 55GZ1500

Appena arrivato sul mercato italiano e in attesa del GZ2000 che arriverà a settembre, il nuovo TV OLED 4K GZ1500 è attualmente il top di gamma di Panasonic ed offre prestazioni eccellenti anche con impostazioni predefinite
First Look LG NanoCell 55SM8200

First Look LG NanoCell 55SM8200

La tecnologia NanoCell e l'Intelligenza Artificiale vengono usate da LG per portare le prestazioni di un tradizionale TV con tecnologia LCD IPS fino a sfidare i migliori modelli sul mercato con tecnologia OLED o Quantum Dots, con risultati molto interessanti
First Look Hisense H75U9E TV UHD 8K

First Look Hisense H75U9E TV UHD 8K

In occasione dell'IFA Global Conference, abbiamo avuto un incontro ravvicinato con un prototipo del prossimo TV a risoluzione 8K di Hisense, con tecnologia LCD e unità di retro-illuminazione da 5.000 zone che arriverà sul mercato probabilmente entro la fine del 2019
Test Sony 8K KD-85ZG9

Test Sony 8K KD-85ZG9

Il Bravia KD-85ZG9, con diagonale da 85" e tecnologia LCD, è il primo televisore Sony a risoluzione nativa UHD 8K, in compagnia del "fratello maggiore" con diagonale da 98": arriverà in pochissimi punti vendita dalla prossima settimana e si candida a nuovo riferimento, non soltanto per la risoluzione



Commenti (13)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: rooob pubblicato il 16 Luglio 2021, 11:20
Ottimo articolo come sempre. Non ho capito solo nelle conclusioni se la differenza con il CX è evidente o meno
Commento # 2 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 16 Luglio 2021, 11:42
Grazie roob.

Le differenze con il CX ci sono ma non così evidenti, soprattutto con materiale standard. Le principali differenze sono tre

1- maggior potenza luminosa: questo aspetto è praticamente ininfluente in SDR e diventa importante in HDR soltanto sulle altissime luci. Quindi per evidenziare differenze ci vuole del materiale che abbia tanti dettagli sulle alte luci. Per esser chiari, non vedrai differenze con Interstellar, dove le alte luci sono tutte 'bruciate'.

2- componente verde più precisa: anche in questo caso, non ci sono differenze in SDR mentre in HDR dipende dal contenuto. In questo caso, i contenuti con verde che sfrutta lo spazio colore DCI-P3 sono piuttosto rari e ancora di più quelli che vanno oltre.

3- modulazione dei particolari sulle basse luci: qui ho trovato le differenze più eclatanti e interessanti ma anche qui dipende dai contenuti. In linea di massima, guardando Netflix che offre contenuti molto compressi, praticamente non ci sono differenze, a meno che non riproduci serie 'difficili' come 'Tenebre e Ossa'. Con Blu-ray 4K ad elevato bitrate e ben realizzati (dal famigerato Sicario in poi) le differenze sono molto più evidenti perché c'è più 'ciccia' nel segnale originale.

Infine, ho notato differenze sensibili anche nella visione dei contenuti HLG (Rai 4K soprattutto): in questo caso il nuovo G1 va sensibilmente meglio.

Emidio
Commento # 3 di: rooob pubblicato il 16 Luglio 2021, 12:01
Grazie e gentilissimo come sempre! Aspettiamo la recensione del A90J quando sarà pronta e magari una seguente con il JZ2000 per capire come si comportano i top
Commento # 4 di: Lanfi pubblicato il 16 Luglio 2021, 12:28
Già che ci siamo sarebbe bello anche avere una recensione del JZ1500 quando sarà disponibile !

Ottima recensione come al solito, sono contento di questo accordo con hwupgrade (altro sito di cui sono membro da anni), soprattutto se vi permetterà di pubblicare più contenuti.

Venendo alla tv volevo chiederti un approfondimento sulla resa alle basse luci, in cui lg negli anni scorsi non brillava. Da quello che dici sembra che abbiano fatto un buon lavoro, confermi l'assenza di fenomeni di blocking, soprattutto su contenuti con bitrate non altissimo?
Commento # 5 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 16 Luglio 2021, 15:19
Originariamente inviato da: Lanfi;5152295
... Venendo alla tv volevo chiederti un approfondimento.........[CUT]
Oltre a tutti i top di gamma (il Sony è in ultimazione, il JZ2000 arriverà a breve), anche il mio interesse è sulla fascia media. Quindi ben vengano non solo il 1500 ma anche tutti gli altri, ad iniziare dal C1 di LG e il nuovo outsider di Hisense.

Per le basse luci posso dirti che sì, il miglioramento c'è: è impossibile negarlo e su alcuni punti il risultato è anche meglio rispetto a quanto fatto da Sony ma di questo ne parleremo meglio nella recensione dell'A90J. Il blocking c'è ancora quando ci sono alcuni contenuti. Insomma: ci vuole un contenuto di qualità per vedere certe differenze.

Quello che manca al G1 è un controllo più accurato nella calibrazione. Come ho già detto nell'articolo, i passi di alcune voci del menu sono troppo distanti, altri troppo vicini (come per il CMS) e manca un vero controllo tra il livello del nero e i primi step di luminosità. Da questo punto di vista, Panasonic è ancora leader assoluto. Anche se LG permette di utilizzare le 3D LUT...

Quello che mi piacerebbe fare è accontentare Anger Miki e 'sfidarlo' ad un testa a testa: lui con un LG CX e utilizzo della 3D LUT; io invece con un JZ2000 e calibrazione manuale...

Emidio
Commento # 6 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 16 Luglio 2021, 15:22
Aggiungo che in questi mesi ho visto miglioramenti anche nei 'vecchi' TV di LG Electronics, grazie ad aggiornamenti firmware molto intelligenti. Credo che torneremo ad analizzare di nuovo il G1 dopo l'estate, approfondendo - come promesso - anche l'argomento 3D LUT. Tanto ormai possiamo contare su Anger.Miki
Commento # 7 di: red5goahead pubblicato il 16 Luglio 2021, 23:38
Sempre interessanti questi test. Io che ho un plasma Panasonic sto attendendo per il grande salto ed ora che ci sono i 48 sono vicino. Peccato che il G1 non abbia questo taglio. Sarebbe interessante anche approfondire le capacità di questi nuovi televisori con pannello a 120 HZ di eliminare il judder dovuto al telecine . Approfondire come nel test 24p Judder che c'è sul altro sito. Questo caratteristica è sotto valutata e per me è sempre stata importante a me vedere i contenuti Netflix a 23,976 ma artificiosamente portati a 60 non gliela faccio proprio :-)
Commento # 8 di: sauzer pubblicato il 22 Luglio 2021, 22:33
Originariamente inviato da: rooob;5152285
Ottimo articolo come sempre. Non ho capito solo nelle conclusioni se la differenza con il CX è evidente o meno

si tratta di una differenza di luminosità decisamente contenuta rispetto a CX e C1 per fare la differenza, mi aspettavo leggermente di più da questo LG G1 dato che monta evo-oled... ma del resto nemmeno Sony è riuscita ad avere una luminosità superiore.

In ogni caso resta un'ottimo prodotto in ogni campo, per me il top 2021 in commercio.
Commento # 9 di: peacegamer pubblicato il 23 Luglio 2021, 22:59

In generale parrebbe una macchina eccellente, soprattutto per chi come me non bada alla qualità audio del tv, dato che utilizzo quasi esclusivamente contenuti che utilizzano un impianto audio esterno.
Come prima impressione, ben consapevole che non è ancora possibile fare contronti veri e propri, come pensi che si potrà confrontare con la nuova linea di oled Panasonic di quest'anno? In particolare, con il nuovo JZ1500, il modello appena al di sotto del top di gamma JZ2000? Era il modello che avevo intenzione di acquistare, ma questo potrebbe essere ancora migliore.
Gli aspetti importanti, oltre alla qualità di immagine, sono la compatibilità con i vari standard (HDR), con VRR, ALLM, 4k/120 Hz, e altri standard che faranno parte del futuro dei contenuti multimediali.
Entrambi i modelli sembrano essere completi, ma non sono ancora in grado di capire quanta differenza ci sarà nel risultato finale grazie alle diverse elettroniche e feature.
Commento # 10 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 25 Luglio 2021, 23:01
Cercheremo di scoprirlo, pacegamer. Non ci fermeremo assolutamente al JZ2000 anche se, come ho già anticipato, torneremo sui vari TV anche a settembre e ottobre, anche quelli che abbiamo già testato. Questo per due motivi.

Alcuni ci 'accusano' di testare solo i prodotti per la stampa che potrebbero essere ottimizzati. Per esperienza diretta - ne vediamo tanti di TV e proiettori nei servizi di calibrazione che offriamo ad alcuni rivenditori - talvolta i sample della stampa vanno addirittura peggio. Mai meglio.

L'altro motivo è perché con aggiornamenti firmware successivi, c'è la certezza che il TV vada meglio: filtri di sharpening più efficienti, correzioni di alcuni bachi, strumenti di calibrazione migliorati... E poi ci siete voi, che non aspettate, acquistate comunque il TV appena uscito e siete una preziosa miniera di informazioni nelle discussioni ufficiali.

E poi c'è sempre una evoluzione del laboratorio da tenere in conto. Col tempo magari migliora la nostra strumentazione oppure l'approccio, con metodiche più affinate o più veloci per fare più test allo stesso TV, più velocemente. Il motivo è sempre lo stesso: avvicinare il più possibile le misure all'esperienza di visione (e di ascolto).

Emidio
« Pagina Precedente     Pagina Successiva »