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Supertest Samsung Trilaser LSP9T

Recensione di Emidio Frattaroli , pubblicato il 27 Aprile 2021 nel canale 4K

“Dopo quasi 10 anni, Samsung torna nella videoproiezione casalinga dalla 'porta principale' con un prodotto esclusivo, con tecnologia DLP e ottica a tiro cortissimo, sorgente luminosa laser 3P e copertura completa dello spazio colore REC BT.2020”

Misure e calibrazione in REC BT.709


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Come già anticipato nella pagina dedicata al menu, l'impostazione predefinita 'Standard', non convince al 100%. La modalità 'FILMMAKER MODE' va sicuramente meglio ma è decisamente migliorabile con una calibrazione accurata, purtroppo ad appannaggio soltanto di chi ha una strumentazione adeguata (ovvero uno spettrometro ad alta risoluzione). Segnalo anche un paio di 'bachi' piuttosto 'deprimenti'. Il primo riguarda la calibrazione del bianco: una volta entrati nel menu, le componenti rossa e blu scendono di qualche punto percentuale: per la calibrazione si è costretti ad entrare ed uscire dal menu ogni volta e questo è fastidioso. L'altro baco riguarda il CMS per la calibrazione dei colori primari e secondari: le coordinate cromatiche dei primari degli spazi colore di riferimento 709 e 2020 non sono corrette, soprattutto sul verde e con gli strumenti a disposizione nel menu è impossibile effettuare una calibrazione manuale perfetta, sia in SDR che in HDR.


fig. 1 - gamma e bilanciamento del bianco FILMMAKER MODE default
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Le misure sono state effettuate con spettrometro ad alta risoluzione OceanOptics USB650 e lampada di calibrazione LS-1, utilizzato sia in configurazione 'illuminanza' (con lente di correzione del coseno CC3), sia in configurazione 'luminanza' (con tubo di Gershun e angolo di campo di ben 10 gradi) e il controllo del colore sulla superficie di alcuni schermi. Per i valori di luminanza, ho utilizzato come al solito un fotometro Minolta LS150. Come software ho usato principalmente Calman 2020 ma anche ColourSpace, quest'ultimo soprattutto per 'giocare' con le 3D LUT da caricare sul Digifast. Stavolta ho utilizzato anche un paio di eccellenti spettrometri JETI Spectraval 1501 da 4,5 nanometri di risoluzione (immagine in apertura), utilizzando sia Calman che il software Lival a corredo della sonda. 


fig. 2 - colori a saturazioni crescenti, FILMMAKER MODE default
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Le prestazioni in default delle modalità predefinite 'Film' e 'FILMMAKER MODE' sono leggermente differenti tra loro, con un leggero vantaggio per la seconda. In 'fig. 1' potete osservare una panoramica della modalità 'FILMMAKER MODE' acquisita con Calman Color Calibration Software un software che ha il pregio di riassumere quasi tutto in un paio di schermate. Se consideriamo il rapporto di contrasto, non lontano da 2.000:1, la curva del gamma è ben disegnata, con basse luci ben modulate e una leggera compressione sulle altissime luci che è pienamente accettabile. Il bilanciamento del bianco ha una dominante rossastra piuttosto evidente.


fig. 3 - colori a saturazione costante e luminanza crescente
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In 'fig. 2' potete osservare sia la copertura del gamut BT.709 (buona ma non perfetta), sia la riproduzione dei colori a saturazioni crescenti e con livello costante, pari al 75%. In teoria dovrebbe essere un 'gioco da ragazzi' riprodurre il REC BT.709 per un proiettore che riesce a coprire uno spazio quasi doppio ma non è così scontato. La riproduzione dei colori a vari step di saturazione è discreta e soffre soprattutto del bilanciamento del bianco che può essere migliorato. Segnalo anche la tendenza alla sovra-saturazione, soprattutto a bassi livelli di luminanza, come potete osservare nel grafico in 'fig. 3'


fig. 4 - gamma e bilanciamento del bianco calibrato manualmente (2 punti)
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In 'fig. 4' potete osservare gli esiti della mia personale calibrazione, che è stata un'operazione assurda ma almeno molto veloce. Ho utilizzato soltanto la calibrazione del bianco su due punti ed è stata più che sufficiente. Con il bilanciamento del bianco corretto, migliorano anche tutti i colori e il gamut diventa praticamente coincidente con il riferimento. 


fig. 5 - colori a saturazioni crescenti, calibrato (2 punti)
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In 'fig. 5' osserviamo la riproduzione dei colori dopo la calibrazione del bianco. Qualche piccolo limite solo sul magenta che è impossibile da correggere, visto che il CMS è ancora acerbo. Anche il rapporto di contrasto è ottimo e sfiora il valore di 2.000:1. Peccato che non si possa diminuire il flusso luminoso, ovvero la potenza dei laser: sarebbe cosa buona e giusta scegliere un flusso luminoso più basso per i contenuti in SDR e il massimo della potenza per quelli HDR.