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Supertest Samsung Trilaser LSP9T
Supertest Samsung Trilaser LSP9T
Emidio Frattaroli - 27 Aprile 2021
“Dopo quasi 10 anni, Samsung torna nella videoproiezione casalinga dalla 'porta principale' con un prodotto esclusivo, con tecnologia DLP e ottica a tiro cortissimo, sorgente luminosa laser 3P e copertura completa dello spazio colore REC BT.2020”
Pagina 1 - Introduzione: il sistema laser 3P


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Con i proiettori a tiro cortissimo, la videoproiezione casalinga ha iniziato una seconda giovinezza; è probabilmente questo il principale motivo del ritorno di Samsung in un settore che aveva abbandonato quasi 10 anni fa e in cui era presente con macchine DLP mono-chip di fascia alta e con prestazioni da riferimento assoluto. Lo scorso anno Samsung ha annunciato due nuovi proiettori con tecnologia DLP, con rapporto di tiro ultra-corto e con caratteristiche sensibilmente differenti: il modello LSP7T con DMD da 0,47" e sistema d'illuminamento laser-fosfori, oltre al modello LSP9T con DMD da 0,66" e sistema d'illuminamento con laser 3P che abbiamo analizzato in anteprima in questo articolo. Per descrivere correttamente caratteristiche, funzioni e qualità del nuovo proiettore Samsung con laser 3P è necessaria una premessa per fare 'chiarezza' sulle tecnologie d'illuminamento utilizzate in videoproiezione.

Indipendentemente dalla tecnologia dei microdisplay (LCD, LCoS oppure DLP), tutti i proiettori hanno bisogno di un sistema d'illuminamento per generare il flusso luminoso e i colori fondamentali; un po' come la retroilluminazione è necessaria per la tecnologia LCD dei televisori. In tutti i casi - che si tratti di TV oppure di proiettori - le caratteristiche più importanti di un sistema d'illuminamento sono tre: la 'purezza' delle componenti primarie RGB per generare un gamut più grande possibile, l'efficienza luminosa in termini di lumen/watt e il massimo flusso luminoso, il tutto - ovviamente - con un occhio ai costi.

Partiamo da quest'ultimo aspetto. Un proiettore consumer con ottica tradizionale (con tiro medio oppure lungo) deve poter contare su un flusso luminoso compreso tra 700 e 3.000 lumen per illuminare schermi con base compresa tra 2 metri e fino ad oltre 3 metri e mezzo. Nelle stesse condizioni, per i proiettori a tiro cortissimo servono più lumen perché la luce arriva sulla superficie dello schermo con un angolo d'incidenza molto elevato e il guadagno dello schermo in queste condizioni è decisamente più basso rispetto a quelle in cui la luce arriva perpendicolarmente.


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Negli ultimi tre lustri abbiamo assistito ad una continua evoluzione dei sistemi d'illuminamento per i videoproiettori. La lampada a scarica ad alta pressione è ancora la più utilizzata (ben oltre il 90% dei casi), non è particolarmente efficiente soprattutto se si è costretti ad utilizzare filtri colore a pendenza elevata per arrivare al gamut DCI-P3. L'illuminamento con LED RGB puri, eccellente per efficienza e dimensioni del gamut, non ha mai superato i 1.200 lumen. Più recentemente, l'arrivo dei sistemi d'illuminamento ibrido con LED RGB e fosfori verdi, promette prestazioni eccellenti.

Il laser è arrivato nella videoproiezione già alcuni anni fa, prima di tutto con sistemi ibridi, ovvero con laser blu e fosfori 'gialli': un buon compromesso tra efficienza, massimo flusso luminoso e costi. L'ingresso dei sistemi d'illuminamento con laser puri 3P (tecnologia laser per tutti e tre i 'Primari' RGB) è più recente. Il mio primo contatto è avvenuto in occasione dell'InfoComm International del 2005, con la visione del proiettore con tecnologia GLV (Grating Light Valve) di Evans & Sutherland. Nello stesso periodo ho visto un proiettore laser GLV anche a Tokyo in una show-room Sony

La tecnologia GLV consisteva nella scansione di fasci laser RGB sullo schermo, grazie alla modulazione della curvatura di piccoli nastri metallici a specchio per la scansione orizzontale ed un velocissimo specchio con attuatore per quella verticale. Negli ultimi anni dei proiettori GLV si son perse le tracce e la tecnologia laser è stata usata soltanto come sistema d'illuminamento per generare le tre componenti primarie RGB in proiettori più tradizionali, soprattutto con tecnologia DLP per il cinema digitale.


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L'utilizzo di laser 3P in un proiettore casalingo fino a poco fa sembrava quasi un'utopia. I primi modell che ho osservato negli ultimi anni all'International CES e al Projection Summit, erano caratterizzati da basso flusso luminoso, colori a dir poco improbabili e - soprattutto - un effetto collaterale legato alla interferenza tra onde luminose di un fascio di luce coerente che tendono a 'raggrupparsi' e a formare un modello visivo di tipo 'granulare'. Questo effetto collaterale si chiama 'speckling' oppure 'speckle pattern' e può risultare decisamente più fastidioso del luccichio (sparkling) di alcunie superfici di proiezione ad alto contrasto. Non solo: lo 'Speckle pattern' del laser viene decisamente amplificato da superfici 'rugose' oppure trattate con materiale per aumentare il gain oppure il rapporto di contrasto. 

Per il nuovo proiettore a tiro cortissimo LSP9T, Samsung ha scelto un sistema di illuminamento laser 3P che promette di superare per estensione anche il gamut REC BT.2020, è dotato di un'efficienza elevatissima e permette di produrre un flusso luminoso vicino ai 3.000 lumen. Il costo di un sistema del genere è sicuramente più elevato di qualsiasi altro sistema d'illuminamento. Ecco perché il prezzo suggerito al pubblico del nuovo LSP9T è quasi doppio rispetto al modello LSP7T che utilizza invece un sistema d'illuminamento più tradizionale con laser blu e fosfori 'gialli'.


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Nelle prossime pagine troverete un'analisi accurata del proiettore con misure sul colore che mirano a verificare non solo la qualità generale e l'accuratezza cromatica ma anche quali possono essere le possibilità di riproduzione con un gamut che fino a pochi mesi fa era considerato pura fantascienza. Il mio primo contatto con una riproduzione in REC BT.2020 risale all'anno 2015 in occasione dell'anteprima del film Pixar 'Inside Out' con proiettore DLP Cinema 'Christie Digital 3P' e film renderizzato appositamente per essere riprodotto con quel proiettore, con gamut molto simile a quello che può essere riprodotto nelle sale Dolby Cinerma. Troverete qualche informazione in più di quell'evento in questo articolo, soprattutto tra i commenti nella discussione sul nostro forum.

 

Pagina 2 - Caratteristiche e dotazioni


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Il settore dei proiettori UST (Ultra Short Throw - tiro ultra-corto) è piuttosto 'omogeneo' ed è composto da prodotti che utilizzano quasi esclusivamente un sistema d'illuminamento ibrido, con laser blu e fosfori 'gialli'. La quasi totalità di prodotti utilizzano la tecnologia DLP (Digital Light Processing), con un singolo DMD (Digital Micromirror Device) con diagonale da 0,47", risoluzione nativa di 1920x1080 pixel e dispositivo XPR in modo da quadruplicare la risoluzione effettivamente riprodotta: ogni pixel 'fisico' ne riproduce quattro virtuali in quattro diverse posizioni.

Il prezzo suggerito al pubblico di questi prodotti è compreso tra 3.000 e 4.000 Euro e le differenze tra un modello e l'altro sono tante, sia per qualità d'immagine che per funzioni. Per fare un esempio, il Samsung LSP7T rientra in questa categoria di prodotti, costa 3.499 Euro e utilizza un DMD da 0,47" con sistema d'illuminamento con laser e fosfori. Il rapporto di tiro di questi prodotti, ovvero il rapporto tra la distanza che c'è tra la lente e la superficie dello schermo, in questo caso è di solito di 0,25:1.


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Per riprodurre un'immagine da 222 centimetri di base, ovvero con diagonale da 100", l'ottica sarà a circa 55cm dallo schermo. In molti casi l'ottica sarà in una posizione tale rispetto al telaio del proiettore che quest'ultimo potrà essere molto vicino alla superficie dello schermo, anche a meno di 15cm. Il proiettore Samsung LSP9T ha due differenze sostanziali rispetto al resto del mercato. Il primo elemento è il DMD singolo con diagonale di 0,66" (quasi due volte più grande) con risoluzione nativa di 2716 x 1526 pixel e un sistema ottico che permette di disegnare due immagini a risoluzione nativa traslate di mezzo pixel in diagonale, in modo da riprodurre un totale di 8,3 megapixel (2.716 x 1.526 x 2), la stessa quantità di pixel del formato UHD 4K (3840x2160).

Sarà pure la stessa quantità ma la risoluzione effettiva è ben differente. Per questo motivo, che si tratti di riprodurre un segnale Full HD (1920x1080) oppure UHD 4K (3840x2160), i segnali in ingresso devono essere convertiti in una risoluzione 'intermedia' che è differente da quella originale, situazione che introduce artefatti di aliasing e, più in generale, una perdita di risoluzione. Al contrario, il DMD da 0,47" ha una risoluzione nativa di 1920x1080 pixel e riesce a riprodurre anche segnali 3840x2160 senza artefatti di aliasing.


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D'altra parte, il DMD da 0,66" utilizzato nel Samsung LSP9T ha due enormi vantaggi. Il primo è sul dettaglio, ovvero sulla capacità di riprodurre in maniera più 'tagliente' i particolari più piccoli. Quindi, anche se l'immagine riprodotta è comunque affetta da qualche artefatto di ricampionamento, avrà comunque un dettaglio decisamente superiore rispetto a quello generato con un DMD da 0,47". L'altro vantaggio è il rapporto di contrasto che è più che doppio rispetto a quello del DMD da 0,47". Samsung dichiara un rapporto di contrasto nativo di 1.500:1; io ho rilevato 1.964:1 con calibrazione D65 mentre la media di prodotti con DMD da 0,47" è di circa 800:1.

Oltre al sistema d'illuminamento laser RGB e al DMD da 0,66", il proiettore utilizza un sistema operativo Tizen con assistente vocale Bixbi, dispone della modalità predefinita 'Filmmaker Mode' e anche di un ingresso per segnali di antenna DVB-T2 e un altro per segnali DVB-S2. Manca però lo slot Common Interface, quindi niente tivusat. Il flusso luminoso dichiarato è di 2800 lumen. L'unità audio integrata nel telaio è accreditata di 40W di potenza e configurazione con 4.2 canali. Completano le caratteristiche tre porte HDMI di cui una con eARC, una porta USB, WiFi 5, porta LAN, Bluetooth 4.2 e pieno supporto alle codifiche HDR10, HLG e HDR10+, quindi con metadati dinamici. L'elenco completo delle caratteristiche è a questo indirizzo.

Caratteristiche dichiarate:

tecnologia: DLP
risoluzione: 3840 x 2160
flusso luminoso: 2800 lumen
sorgente luminosa: Triple Laser
durata: 20000 ore
rapporto di contrasto nativo: 1.500:1
rapporto di contrasto dinamico: 2.000.000:1
throw ratio: 0,189:1
dimensione schermo: 100"~130"
distanza: 113mm
rumore: 32dB(A) 
DSP video: n.d.
HDR: HDR10, HDR10+, HLG
tecnologia audio: Hole Array Speaker
potenza audio: 40W RMS
tipologia altoparlanti: 4.2CH
sistema operativo: Tizen
riconoscimento volante: Bixby
sintonizzazione: DVB-T2 + DVB-S2
data broadcasting: HbbTV 2.0.1
ingressi: 3x HDMI con eARC
interfacce dati: 1x USB 2.0, 1x RJ 45 (LAN)
uscita audio: 1x TOSlink (Ottico)
wireless: WiFi5, bluetooth 4.2
telecomando: TM1850A Base
consumo: 410W max (0.5W st-by)
dimensioni: 550 x 141 x 367 mm
peso: 11.5 kg
prezzo suggerito: 6.499,00 Euro IVA inclusa

Maggiori informazioni: samsung.com/it/projectors

 

Pagina 3 - Costruzione e Installazione


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La costruzione è decisamente robusta e la linea è particolarmente riuscita: ne ho visti tanti di proiettori UST e secondo la mia personale opinione, i due Samsung 'The Premiere' sono i proiettori UST più belli sul mercato. Saranno le plastiche lucide di eccellente qualità, saranno le linee stondate e il profilo molto basso, sarà anche il tessuto che nasconde gli altoparlanti... A me i due nuovi UST Samsung sono piaciuti tantissimo. Forse un po' meno per la facilità di installazione.

Talvolta l'estetica non va molto d'accordo con l'efficienza e questo è uno dei casi più eclatanti. Il profilo è molto basso e i piedini sono praticamente irragiungibili. Per trovare la 'bolla' e per eliminare le distorsioni a trapezio sullo schermo bisogna faticare parecchio: per modificare l'altezza dei piedini, quindi per registrare l'inclinazione sui due gradi di libertà del piano orizzontale, bisogna ogni volta alzare la macchina, ruotare uno dei due piedini, con la garanzia che quando poggeremo di nuovo il proiettore non sarà più nella posizione precedente.


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Con un po' di pazienza si arriva comunque ad una sistemazione molto precisa, grazie anche alla presenza di due soli piedini modulabili e un disegno della base con soli tre punti di contatto. Del resto un piano passa sicuramente su tre punti e non necessariamente su quattro. Un altro aiuto passa dall'immagine test che è presente nel menu di installazione e anche dalla possibilità di correggere elettronicamente i quattro angoli, cosa che suggerisco di utilizzare solo in casi eccezionali: cercate sempre di eliminare le distorsioni con il posizionamento poiché le correzioni elettroniche diminuiranno la risoluzione e creeranno altri artefatti di aliasing.

Ho testato il nuovo LSP9T su tre schermi diversi. Quello d'elezione è uno schermo Screenline con superficie 'Home Vision' a guadagno unitario da 4 metri di base, riempiendo in realtà solo 2,44 metri di base (ovvero 110"). Ho testato il Samsung anche sul nostro Vividstorm da 100" (trovate il nostro test a questo indirizzo) e sullo schermo Screenline motorizzato da 2,6 metri di base con Gain 1.2 che è nella saletta principale di Gruppo Garman a Roma. In ogni modo, sappiate che è quasi impossibile scendere al di sotto dei 90" perché non ci sarebbe neanche lo spazio per il cavo di alimentazione.


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Grazie alla base di 4 metri, sono riuscito ad affiancare al Samsung un BenQ V6000 per un confronto diretto sulla qualità di riproduzione di un proiettore che conosco molto bene e che è il mio attuale riferimento. Bisogna comunque dare atto a Samsung che, piedini a parte, gli strumenti per semplificare l'installazione ci sono e funzionano molto bene. La messa a fuoco ha i pattern giusti e il controllo è molto preciso anche se a step un po' troppo distanziati. 


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Il sistema operativo Tizen si distingue come sempre per una buona efficienza e organizzazione delle funzioni ma stavolta non certo per la velocità. Sembra quasi che il SoC utilizzato sia inadeguato come potenza di calcolo poiché i rallentamenti talvolta sono davvero esagerati e snervati, soprattutto nei primi minuti di accesione. Sia ben chiaro: le applicazioni funzionano perfettamente e non ho registrato nessun problema nella visione dei principali servizi di streaming, come Amazon, Chili, Disney+ , Netflix e Youtube. In realtà qualche problema c'è ma non è legato alla bassa potenza di calcolo.


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Ho verificato anche la velocità di sintonizzazione e la qualità di riproduzione dei canali sul Digitale Terrestre. Ho dovuto mio malgrado tralasciare il controllo della sintonia satellitare. Ho verificato invece la compatibilità con Sky-Q e con segnali a risoluzione UHD 4K in HLG, senza alcun problema, anzi: il proiettore aggancia i segnali con velocità quasi sorprendente.

 

 

Pagina 4 - Accensione, menu, impostazioni e lag time


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L'accensione è abbastanza rapida e il telecomando, ergonomico, particolarmente efficiente e ben progettato (ma non retroilluminato), è fondamentale: senza sarà impossibile comandare il proiettore. Sul telaio c'è solo un tasto di accensione e nient'altro. Per l'avvio ci vogliono 13 secondi, al termine dei quali il proiettore - volendo - è già pronto per avviare il contenuto del'ultima applicazione di streaming selezionata. 


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Il menu è praticamente lo stesso dei TV del colosso coreano e l'integrazione con le funzioni del proiettore è abbastanza buona. C'è un menu dedicato 'Impostazioni Projector' all'interno delle impstazioni generali; La prima voce è dedicata alle correzioni geometriche e prevede fino a 15 punti differenti, in grado di rimettere in riga anche le situazioni più disperate. Come ho già spiegato, si tratta di strumenti da evitare, su qualsiasi proiettore. C'è anche la possibilità di tutte e quattro le classiche modalità di proiezione, quindi anche a soffitto oltre che in retro-proiezione. 


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La voce 'Segnale di test' fa apparire una griglia con alcuni cerchi e segmenti di colore 'ciano' che sono un utile riferimento per la messa 'in bolla' del proiettore. C'è invece un segnale test diverso per la 'Messa a fuoco' che è manuale e motorizzata, piuttosto precisa nel mio esemplare, con aberrazioni cromatiche abbastanza ridotte (comunque presenti) e una buona uniformtià di fuoco su tutta la superficie. L'ultima voce 'Adattamento schermo' è in realtà una nota che mostra all'utente come muovere proiettore e piedini per l'installazione.


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Il menu immagine prevede quattro impostazioni predefinite. Quella 'Dinamica' è da evitare come la peste, esattamente come nei TV Samsung: la colorimetria  fa quasi tenerezza per quanto sia fuori dalla 'Grazia di Dio' e non ci sono neanche gli strumenti per 'addomesticarla'. La modalità 'Standard' va un po' meglio ma siamo ancora lontani. La qualità del profilo 'FILMMAKER MODE' è dignitosa ma, come vedremo nelle misure, è ancora lontana dal riferimento. In ogni modo, solo la modalità 'Film' ha tutti gli strumenti per la calibrazione, compreso il bilanciamento del bianco su 10 punti.


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La cosa più sconcertante è che non è possibile modulare il flusso luminoso. Mi sarei aspettato un controllo preciso sulla potenza dei laser e invece manca persino una modalità 'ECO' da inserire per visionare contenuti con gamma dinamica più contenuta, per sfruttare invece tutta la potenza a disposizione per i contenuti HDR oppure per proiettare in ambienti illuminati. Al buio, su schermi a guadagno unitario fino a 110" ed oltre, la potenza è troppo alta e il livello del nero è decisamente troppo alto, nonostante il buon rapporto di contrasto.


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Nel menu immagine ci sono quasi tutti i controlli per la calibrazione che ho apprezzato negli anni nei TV Samsung. C'è ad esempio la possibilità di modulare leggermente la curva del gamma in SDR, in HDR10 e in HLG. La voce 'Ottimizzatore contrasto' propone tre ulteriori differenti interpretazioni della curva del gamma, per espanderla o comprimerla; può tornare utile suprattutto in alcune condizioni di forte luce in ambiente.


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Il proiettore non ha una 'modalità gaming' ma il tempo di risposta, dall'ingresso del segnale alla sua visualizzazione, è nella media, con una media di 73ms al centro dello schermo per segnali full HD a 60Hz nelle modalità 'Film' e 'FILMMAKER MODE'; con le modalità 'Dinamica' e 'Standard' si sale a 90ms, per 'colpa' dell'interpolazione dei fotogrammi che in quei due profili è attivata di default.

 

Pagina 5 - Gamut, flusso luminoso e speckling


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La scorsa settimana ho pubblicato una guida sullo spazio colore e sulla percezione cromatica: un articolo abbastanza leggero e comprensibile (a giudicare da chi lo ha letto) sulla relazione tra spettro luminoso e coordinate cromatiche, indispensabile non soltanto per avvicinare sempre di più il nostro pubblico alla comprensione delle tecnologie di riproduzione delle immagini ma soprattuto per poter apprezzare le misure sui colori di questo particolare proiettore laser.


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Samsung dichiara che il nuovo LSP9T copre il 106% dello spazio REC BT2020. La realtà è differente. Già lo scorso gennaio, nella piccola anteprima, era possibile notare lo spettro delle tre componenti cromatiche primarie, rispettivamente a circa 640nm (rosso), 520nm (verde) e 460nm (blu). Ci voleva davvero poco, soprattutto per chi si occupa di fotometria, capire che il gamut del nuovo LSP9T non avrebbe coperto completamente il REC BT.2020.


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La 'colpa' è della componente verde che ha una 'tinta' leggermente diversa rispetto al verde di riferimento del BT.2020. Il risultato è la costruzione di un trilangolo di gamut leggermente traslato che, nonostante sia effettivamente più esteso rispetto al BT.2020 - soprattutto nel vertice della componente rossa - ne copre in realtà 'soltanto' il 98%, sia nello spazio CIE 1931 sia in quello CIE 1976. Quali siano gli effetti, lo vedrete nelle pagine seguenti.


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Il proiettore è stato misurato con una lunga serie di spettrometri ad alta risoluzione, non solo da me ma anche da alcuni amici, appassionati di calibrazione e dotati di strumentazione da fare invidia a laboratori professionali di fotometria. Mi riferisco ad esempio ad Anger.Miki (immagine in alto) di cui leggerete presto su queste pagine ma soprattutto a Vincenzo Graziano (immagine in basso) mentre si 'pavoneggia' tra due spettrometri JETI Spectraval, uno dei quali con risoluzione FWHM fino a 2nm, con cui controlla regolarmente il suo sistema, basato su proiettore JVC DLA-X7900, schermo di proiezione ALR e processore video Lumagen Radiance Pro con 3D LUT creata con ColorSpace: la migliore qualità video mai vista in una installazione di cinema in casa con videoproiettore (e ne ho viste tante).


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Il flusso luminoso del proiettore Samsung è decisamente elevato: ho misurato poco più di 2.000 lumen equivalenti, al centro dello schermo e dopo la calibrazione. La rilevazione del flusso luminoso è operazione estremamente delicata e la precisione della posizione del proiettore e degli strumenti deve essere millimetrica. Un proiettore 'tradizionale', con obiettivo a tiro medio-lungo, con un flusso luminoso del genere sarebbe in grado di proiettare una immagine da 2 metri di base con una luminanza di ben 280 NIT, con superficie dello schermo a guadagno unitario.


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Nel nostro caso, visto il rapporto di tiro così ridotto (0,189:1), anche uno schermo con superficie a guadagno unitario sarà meno efficiente. In effetti, su 2 metri di base ho rilevato 210 NIT, circa il 23% in meno rispetto a quanto atteso, come se il gain scendesse da 1,0 a 0,75. Utilizzando uno schermo ALR specifico per proiettori UST come il Vividstorm che abbiamo testato in questo articolo, il gain effettivo scende a 0,42 con una luminanza effettiva di 113 NIT su 2 metri di base (90") e di 96 NIT su 2,2 metri di base (100"). Con schermo a guadagno unitario, il Samsung LSP9T è in grado di generare 100 NIT anche su 3 metri di base (135"). Se possibile, potete inclinare lo schermo anche soltanto di mezzo grado in avanti (mettendo ad esempio degli spessori tra la cornice superiore e il muro): un 'trucco' che non introduce distorsioni geometriche evidenti ma che consente di aumentare il guadagno in maniera considerevole.


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Sconsiglio vivamente gli schermi a sfondo grigio e/o con guadagno più alto di 1,0. Su schermi a guadagno unitario, lo speckling è davvero molto contenuto, quasi invisibile. Con lo schermo ALR Vividstorm diventa un po' più evidente ma ancora bel all'interno dei limiti 'di sicurezza' e assolutamente non fastidioso. Sullo schermo 'grey' sempre di Screenline, lo speckling diventa ancora più evidente e un po' fastidioso: come ho già detto, sconsiglio l'utilizzo di schermi del genere con il proiettore LSP9T e più in generale con tutti i proiettori con almeno laser 2P.

 

Pagina 6 - Misure e calibrazione in REC BT.709


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Come già anticipato nella pagina dedicata al menu, l'impostazione predefinita 'Standard', non convince al 100%. La modalità 'FILMMAKER MODE' va sicuramente meglio ma è decisamente migliorabile con una calibrazione accurata, purtroppo ad appannaggio soltanto di chi ha una strumentazione adeguata (ovvero uno spettrometro ad alta risoluzione). Segnalo anche un paio di 'bachi' piuttosto 'deprimenti'. Il primo riguarda la calibrazione del bianco: una volta entrati nel menu, le componenti rossa e blu scendono di qualche punto percentuale: per la calibrazione si è costretti ad entrare ed uscire dal menu ogni volta e questo è fastidioso. L'altro baco riguarda il CMS per la calibrazione dei colori primari e secondari: le coordinate cromatiche dei primari degli spazi colore di riferimento 709 e 2020 non sono corrette, soprattutto sul verde e con gli strumenti a disposizione nel menu è impossibile effettuare una calibrazione manuale perfetta, sia in SDR che in HDR.


fig. 1 - gamma e bilanciamento del bianco FILMMAKER MODE default
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Le misure sono state effettuate con spettrometro ad alta risoluzione OceanOptics USB650 e lampada di calibrazione LS-1, utilizzato sia in configurazione 'illuminanza' (con lente di correzione del coseno CC3), sia in configurazione 'luminanza' (con tubo di Gershun e angolo di campo di ben 10 gradi) e il controllo del colore sulla superficie di alcuni schermi. Per i valori di luminanza, ho utilizzato come al solito un fotometro Minolta LS150. Come software ho usato principalmente Calman 2020 ma anche ColourSpace, quest'ultimo soprattutto per 'giocare' con le 3D LUT da caricare sul Digifast. Stavolta ho utilizzato anche un paio di eccellenti spettrometri JETI Spectraval 1501 da 4,5 nanometri di risoluzione (immagine in apertura), utilizzando sia Calman che il software Lival a corredo della sonda. 


fig. 2 - colori a saturazioni crescenti, FILMMAKER MODE default
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Le prestazioni in default delle modalità predefinite 'Film' e 'FILMMAKER MODE' sono leggermente differenti tra loro, con un leggero vantaggio per la seconda. In 'fig. 1' potete osservare una panoramica della modalità 'FILMMAKER MODE' acquisita con Calman Color Calibration Software un software che ha il pregio di riassumere quasi tutto in un paio di schermate. Se consideriamo il rapporto di contrasto, non lontano da 2.000:1, la curva del gamma è ben disegnata, con basse luci ben modulate e una leggera compressione sulle altissime luci che è pienamente accettabile. Il bilanciamento del bianco ha una dominante rossastra piuttosto evidente.


fig. 3 - colori a saturazione costante e luminanza crescente
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In 'fig. 2' potete osservare sia la copertura del gamut BT.709 (buona ma non perfetta), sia la riproduzione dei colori a saturazioni crescenti e con livello costante, pari al 75%. In teoria dovrebbe essere un 'gioco da ragazzi' riprodurre il REC BT.709 per un proiettore che riesce a coprire uno spazio quasi doppio ma non è così scontato. La riproduzione dei colori a vari step di saturazione è discreta e soffre soprattutto del bilanciamento del bianco che può essere migliorato. Segnalo anche la tendenza alla sovra-saturazione, soprattutto a bassi livelli di luminanza, come potete osservare nel grafico in 'fig. 3'


fig. 4 - gamma e bilanciamento del bianco calibrato manualmente (2 punti)
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In 'fig. 4' potete osservare gli esiti della mia personale calibrazione, che è stata un'operazione assurda ma almeno molto veloce. Ho utilizzato soltanto la calibrazione del bianco su due punti ed è stata più che sufficiente. Con il bilanciamento del bianco corretto, migliorano anche tutti i colori e il gamut diventa praticamente coincidente con il riferimento. 


fig. 5 - colori a saturazioni crescenti, calibrato (2 punti)
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In 'fig. 5' osserviamo la riproduzione dei colori dopo la calibrazione del bianco. Qualche piccolo limite solo sul magenta che è impossibile da correggere, visto che il CMS è ancora acerbo. Anche il rapporto di contrasto è ottimo e sfiora il valore di 2.000:1. Peccato che non si possa diminuire il flusso luminoso, ovvero la potenza dei laser: sarebbe cosa buona e giusta scegliere un flusso luminoso più basso per i contenuti in SDR e il massimo della potenza per quelli HDR.

 

Pagina 7 - Misure e calibrazione in REC BT.2100

 


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Con i contenuti in HDR la situazione si fa piuttosto interessante. Anche in questo caso, in default sono da evitare le due impostazioni predefinite 'Dinamica' e 'Standard'. Meglio preferire la modalità 'FIMMAKER MODE' oppure 'Film', ricordando che solo quest'ultima permette la calibrazione del bianco anche su 10 punti.


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Sia in 'FILMMAKER MODE' che in 'Film', il Samsung ha un'ottima modulazione della curva del gamma PQ, con clipping che avviene attorno all'80% del segnale in ingresso ma con il 75% (ovvero 1.000 NIT eqv) già a livello molto elevato. Ancora più interessante il livello al 50% del segnale in ingresso che vale circa il 22% del picco di luminanza, in linea con un sistema (schermo + proiettore) con picco di luminanza in HDR di 100 NIT. Il bilanciamento del bianco invece non è molto preciso e registriamo la stessa 'abbondanza' di rosso che avevamo già visto nelle modalità SDR, anche se in maniera differente.


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Altrettanto interessante la riproduzione dei colori, con una piccola nota. In 'automatico' il proiettore non va oltre il DCI P3, almeno nelle nostre condizioni di visione e di misura. Selezionando manualmente lo spazio colore 'Nativo', l'estensione del gamut diventa massima e il tone mapping risente ovviamente dei limiti del bilanciamento del bianco di default, con errori sia di tinta che di saturazione.


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Per la calibrazione, vale lo stesso appunto che ho già esternato nella pagina precedente, quindi con limiti nella calibrazione dei vari punti del bilanciamento del bianco: bisogna sempre uscire e rientrare nel menu di calibrazione del bianco. In queste condizioni, ho investito tutto il mio tempo nel tentare di raggiungere un bilanciamento del bianco pressoché perfetto lungo i vari gradini della scala dei grigi, rinunciando soltanto a circa 10 NIT sulle alte luci e cedendo qualcosina anche al rapporto di contrasto, che scende a circa 1.600:1.


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Come al solito, la calibrazione del bilanciamento del bianco ha effetti positivi anche nella riproduzione dei colori a varie saturazioni. Registriamo comunque alcuni errori nel magenta e nel rosso, soprattutto nel verde ma pienamente accettabili. Dopo aver passato tante ore con questo proiettore, sono giunto a conclusione che il massimo delle prestazioni per la riproduzione di contenuti HDR può essere raggiunto al momento soltanto con un tone-mapping esterno con un processore che possa anche gestire una 3D LUT. Per essere più preciso, mi riferisco ad un Digifast, ad un Lumagen Radiance Pro, un madVR Envy, un qualsiasi HTPC con madVR oppure ancora una LUT box. Del resto, anche con la calibrazione manuale, i risultati che possono essere raggiunti sono degni di nota.

 

Pagina 8 - Visione, ascolto e conclusioni


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Ho tenuto in 'ostaggio' il proiettore per quasi un mese, tanto è stato il mio interesse per una macchina che, per quanto mi riguarda, segna sicuramente un'epoca: da un lato è evidente che le sorgenti d'illuminamento laser 3P non sono più un'utopia, almeno visto il prezzo di questo LSP9T; dall'altro, poter contare sulla riproduzione pressoché totale del gamut REC BT.2020, è un argomento di sicuro interesse, soprattutto se vogliamo considerare la logevità di un prodotto che, nel caso di questo Samsung LSP9T, guarda decisamente al futuro.

La costruzione robusta e l'estetica particolarmente riuscita sono aspetti che mi hanno fatto perdonare alcune difficoltà dell'installazione, a causa dei piedini d'appoggio praticamente irraggiungibili. Anche la qualità di riproduzione audio mi ha sorpreso positivamente; i piccoli trasduttori dietro il tessuto sono sorprendenti per dinamica, massima pressione sonora indistorta e anche estensione in basso. Peccato soltanto che non ci sia modo di usare questi altoparlanti in un sistema home cinema casalingo: in questo senso, basterebbe un ingresso audio ausiliario e funzioni di routing audio. Lo so: fantascienza.


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Come ho già detto a pagina 5, il flusso luminoso è abbondante ma il rapporto di tiro così estremo (0,189) crea qualche limite con gli schermi ALR specifici per proiettori UST. Il consiglio è di usare uno schermo a guadagno unitario, con superficie più liscia possibile. Inoltre, se volete sfruttare fino all'ultimo lumen, potreste anche inclinare lo schermo - anche soltanto di mezzo grado - verso il proiettore. Ho testato il nuovo LSP9T in vari modi, sia su uno schermo ALR da 100", sia su uno schermo con guadagno unitario da 3 metri di base. In quest'ultimo caso sono riuscito ad arrivare a 100 NIT anche dopo la calibrazione.

Nel Samsung ho apprezzato un dettaglio e un rapporto di contrasto in linea con i migliori videoproiettori DLP che ci sono sulla piazza, ovviamente con ottica tradizionale. Con le modalità predefinite 'Film' e 'FILMMAKER MODE', ci si diverte abbastanza, anche se la dominante rossastra rischia di diventare un problema. Per correggere il bilanciamento del bianco basta un colorimetro i1 Display Pro di xrite: non sarà il massimo della precisione ma il suo lavoro riesce a farlo abbastanza bene e il risultato risulterà decisamente apprezzabile. 


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Con il proiettore ben calibrato, ho apprezzato un'energia sui colori che non è comune nei proiettori DLP, anche rimanendo all'interno dello spazio colore DCI P3. Il proiettore si apprezza ovviamente sui colori più saturi e luminosi; eppure tutte le tinte a media e a bassa saturazione - incarnati compresi - vengono rese con la giusta naturalezza. Anche le sfumature vengono rese con l'opportuna 'morbidezza' e non ho notato particolari cedimenti o solarizzazioni, neanche sulle bassisime luci.

Devo confessarvi che non nutrivo particolare entusiasmo per le sorgenti 'laser 3P' per due motivi principali. Il primo è relativo al dubbio su quanto sia effettivamente necessario coprire un gamut così ampio, soprattutto quando mancano contenuti che vadano oltre il gamut DCI-P3, quest'ultimo utilizzato dalla quasi totalità degli studi di color correction. L'altro motivo è legato allo speckle pattern, legato al laser come sorgente coerente; ebbene, almeno su questo punto, ho cambiato definitivamente idea, perché lo specking del Samsung è ridotto e quasi invisibile, soprattutto su schermi lisci e a guadagno unitario.

Non sono invece soddisfatto per alcuni bachi trovati nel sistema operativo. Uno, abbastanza fastidioso, l'ho rilevato con l'applicazione Netflix e si verifica con l'applicazione del gamma PQ e della selezione dello spazio colore più esteso anche per contenuti SDR. Ho inserito questo baco anche nel video che illustra il funzionamento dei menu principali subito in qui in basso. Gli altri due bachi riguardano la calibrazione e ne ho già parlato diffusamente nelle pagine dedicate alle misure. Se ce ne sarà l'occasione, cercheremo di verificare la correzione di questi bachi al prossimo aggiornamento firmware.

Per qualche giorno il Samsung LSP9T sarà in visione presso Gruppo Garman a Roma, sistemato in una delle due salette su schermo ALR da poco meno di 100". Al di là della qualità d'immagine, del buon rapporto di contrasto e del dettaglio tipico delle macchine con DMD da 0,66", mi ha sopreso anche la qualità di riproduzione audio, equilibrata, ben estesa in gamma bassa e con basse distorsioni anche a pressioni sonore piuttosto elevate. Il prezzo suggerito al pubblico, che per qualcuno potrebbe sembrare elevato in assoluto, porta con sé caratteristiche esclusive e una qualità discretamente rapportata al prezzo.

Per maggiori informazioni: samsung.com/it/projectors/the-premiere

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 7,3

Costruzione 8,5
Versatilità 7,5
Menu e taratura 7,0
Prestaz. SDR def 6,0
Prestaz. SDR cal 8,0
Prestaz. HDR def 6,0
Prestaz. HDR cal 7,5
Rapporto Q/P 7,5

Maggiori informazioni: samsung.com/it/projectors