UBI Research svela i prezzi dei componenti di un TV MicroLED
Un rapporto UBI Research svela che la distinta base di un MicroLED da 101 pollici, voce che pesa per la metà del prezzo finale, ha un costo di 52.000 dollari
I MicroLED possiedono tutte le credenziali per rappresentare la tecnologia display definitiva. Ogni pixel dello schermo è composto da una terna di diodi RGB auto-illuminanti dalla grandezza dell'ordine dei decimi di mm. I neri sono quindi assoluti come gli OLED, ma con una luminosità e uno spazio colore considerevolmente superiori. Migliora anche la nitidezza dei movimenti, dato che il principio di funzionamento è analogo ai TV al plasma, nonché il contrasto in ambienti illuminati, grazie all'assenza di riflessioni. Infine, non venendo utilizzati emettitori organici, si incrementa anche la longevità e si evita il rischio del burn-in. Tutti questi pregi si scontrano con dei prezzi che li relegano attualmente a prodotti di nicchia, accessibili solo a chi può permettersi di pagare circa 1.000 euro a pollice. Il problema resta quindi quello dei costi produttivi, ora spiegati più dettagliatamente da una relazione di UBI Research. Il rapporto analizza il BOM, o distinta base, di un televisore MicroLED da 101 pollici. La distinta base è in sintesi l'elenco completo dei materiali e dei componenti necessari per la costruzione di un prodotto. Secondo UBI Research, la distinta base per un TV MicroLED da 101 pollici ha un prezzo di circa 52.000 dollari. L'analisi suddivide in 46 diverse voci i costi medi dei componenti di un TV MicroLED.
Quelli predominanti sono i materiali dei pannelli, dei pixel e relativo substrato, che rappresentano da soli poco più dell'86% del totale. L'elenco include il backplane (15.932 dollari), lo strato di pixel (28.913 dollari), la scheda madre (4.188 dollari), il modulo del circuito di pilotaggio (1.168 dollari), la piastra posteriore (1.325 dollari), il frontplane (501 dollari) e il telaio metallico (soli 9 dollari). La causa, ben nota, è che i produttori sono ancora lontani dal raggiungere l'economia di scala. Il metodo attuale non è adatto alla produzione di massa, a differenza di quello che avviene per LCD e OLED, senza contare che le relative fabbriche hanno scarti molto ridotti. Un aspetto fondamentale è che gli attuali MicroLED, se si escludono quelli estremamente piccoli, sono composti da vari moduli assemblati insieme. Per renderli più economici da produrre sarebbe necessario passare al metodo "monolitico" anche per i MicroLED grande schermo. Naturalmente nel computo finale vanno aggiunti i costi di manodopera, composta da ingegneri ben qualificati per essere in grado di assemblare i vari componenti, il margine di profitto, gli altri costi di produzione e la distribuzione. In media la distinta base rappresenta circa la metà del costo totale per produrre e distribuire un televisore nei negozi.
Ecco perché un televisore MicroLED da 100 pollici viene venduto a circa 100.000 dollari, rispetto ai circa 24.999 dollari di un OLED da 97 pollici come l'LG G5, oppure ai meno di 10.000 dollari di un TV LCD MiniLED delle stesse dimensioni. Anche i nuovi LCD con retro-illuminazione a LED RGB costano molto meno. Il modello 116UX di Hisense con diagonale da116 pollici ha un prezzo di 30.000 dollari. Joohan Kim, analista di UBI Research, afferma che i produttori di display MicroLED dovranno ridurre i costi attraverso una combinazione di integrazione verticale e miglioramento dell'efficienza produttiva se vogliono renderli accessibili per i consumatori. Gli sforzi tuttavia non sono stati finora coronati da successo, nonostante un'attesa che dura dal 2018, quando Samsung presentò il prototipo The Wall al Consumer Electronic Show. Per questo Kim non ritiene probabile che si riusciranno a produrre display MicroLED molto più economici. Il quadro sembra ancora meno roseo rispetto ai rapporti degli anni passati, come quello di MicroLED-info del dicembre 2023, secondo cui i TV MicroLED resteranno prodotti di nicchia fino ad oltre il 2030. L'apparente impossibilità di contenere i costi di produzione ha anche indotto Samsung e LG a ridurre gli investimenti nei MicroLED.
Fonte: HDTVTest, Display Daily



