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Test: DLP 4K HDR BenQ W2700

Recensione di Fabio Angeloni , Emidio Frattaroli , pubblicato il 29 Aprile 2020 nel canale 4K

“Il BenQ 2700W, finalmente con firmware 1.0.5, è un proiettore DLP 4K da 2.000 lumen dichiarati, compatibile con HDR10 e HLG, filtro colore DCI, frame interpolation, diaframma automatico e pre-taratura di fabbrica: è un vero campione del rapporto qualità prezzo?”

Menu, taratura e misure in BT.709

 
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Con segnali ad alta definizione e, più in generale, con tutti i contenuti che seguono le raccomandazioni REC.BT 709, il consiglio è di scegliere la modalità "Cinema" tra le quattro predefinite disponibili, lasciando stare tutte le altre, specialmente "Bright" (a dir poco disastrosa, anche se è la più luminosa) e anche "Vivid TV". La modalità "D. Cinema" attiva il filtro colore per coprire lo spazio colore DCI ma con segnali di questo genere è vivamente sconsigliato. Con la modalità "Bright" si raggiungono effettivamente i 2.000 lumen ma ad un prezzo inaccettabile: il bilanciamento del bianco è "verde", il gamma crolla a livelli infimi e i colori... Lasciamo stare che è meglio. In modalità "Cinema" i lumen scendono a 1.227 e con lampada in ECO scendono del 32%. Se si spegne il "Brilliant Color", il flusso luminoso scende quasi del 21%, assieme al rapporto di contrasto. Attivando il filtro DCI, il flusso luminoso scende del 31%.

  
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Nel menu avanzato, oltre alla calibrazione del bilanciamento del bianco su due punti e dei colori su 6 assi (RGBCMY) e tre parametri (HSL), è possibile scegliere se attivare o meno il diaframma automatico (abbastanza funzionale e mai troppo invasivo), il Brilliant Color (lasciatelo attivato), è possibile scegliere le tre modalità della lampada (normale, eco e smart-eco) e infine, nel menu "Cinema Master", è possibile gestire la maschera di contrasto, la "deriva" fine tra le dominanti verde e magenta del bilanciamento del bianco, un controllo fine della saturazione e anche l'interpolazione dei fotogrammi su tre livelli.


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BenQ è il primo produttore che dichiara di pre-tarare i proiettori in fabbrica. Ed è tutto assolutamente vero. Le misure che abbiamo pubblicato si riferiscono alla modalità predefinita "cinema", senza alcun tipo di calibrazione, con lampada in modalità economica, con diaframma automatico disattivato e brilliant color attivato. I valori del gamma sono ben bilanciati e rimangono su valori abbastanza elevati anche nelle bassissime luci. Il rapporto di contrasto nativo, rilevato in modalità "Full-on:Full-off" con diaframma disattivato, è di 1028:1, generalmente il doppio rispetto ai DLP XPS 0,47" di prima generazione e fino a tre volte tanto per i DLP più votati all'elevato flusso luminoso.


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Siamo sempre in modalità predefinita "Cinema" e anche il bilanciamento del bianco è decisamente corretto. Le deviazioni verso il "rosso" sulle basse luci, al di sotto del 15%, sono pienamente accettabili. Per chi vuole la perfezione, anticipo che la situazione è un po' difficile da controllare: nel menu per la calibrazione del bianco ci sono soltanto i classici due punti di taratura, basse luci e alte luci. Si dovrà quindi optare per un compromesso, togliere un po' di rosso sulle basse luci ma non troppo, per evitare di creare problemi sulle medie. 


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Ottime notizie anche per il gamut e per i colori a saturazioni intermedie. Invece, qualche indecisione per i "verdi" e soprattutto per i "rossi" Sono prestazioni tarabili quasi perfettamente con il menu di gestione del colore. Approfitto per ricordare che il "Brilliant Color", esattamente al contrario di quanto il marketing della Texas Instruments voglia far credere, dà un po' più di potenza sul bianco e sui grigi ma rende i colori un po' meno luminosi rispetto alle raccomandazioni. Nel BenQ W2700 questo "dislivello" è accettabile e si mantiene nell'ordine del 20%.