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Test: DLP 4K HDR BenQ W2700
Test: DLP 4K HDR BenQ W2700
“Il BenQ 2700W, finalmente con firmware 1.0.5, è un proiettore DLP 4K da 2.000 lumen dichiarati, compatibile con HDR10 e HLG, filtro colore DCI, frame interpolation, diaframma automatico e pre-taratura di fabbrica: è un vero campione del rapporto qualità prezzo?”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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Il 15 agosto scorso l'EISA, l’associazione internazionale tra 61 riviste specializzate che rappresentano 29 Paesi, di cui AV Magazine fa parte, ha premiato il BenQ W2700 attribuendogli il titolo di "Proiettore best buy 2019-2020". Nella stessa occasione l'EISA ha premiato il modello superiore, il BenQ W5700 che abbiamo testato in questo articolo, come miglior proiettore Home Theater: due prodotti basati sulla stessa tecnologia, sulla medesima "piattaforma" (il DLP con declinazione XPR) e con qualche sostanziale differenza su prestazioni e prezzo. Non crediamo sia mai successo che un'azienda vincesse due premi EISA nella stessa edizione, e praticamente nella stessa categoria, ed ora vi spieghiamo perché sia successo.


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Il BenQ W2700, che ha un prezzo suggerito al pubblico di 1.599 Euro IVA inclusa, è un proiettore DLP (Digital Light Processing) a risoluzione UHD 4K con lampada da 245 watt, capace di produrre 2.000 ANSI lumen, compatibile con segnali UHD 4K con HDR10 e HLG, doppio ingresso HDMI 2.0 e media-player Android integrato. Tra le caratteristiche salienti, segnaliamo la presenza di due altoparlanti integrati con ampli da 5 watt per canale, ottica zoom 1,3X con rapporto di tiro compreso tra 1,13:1 e 1,47:1, ruota colore a sei segmenti, diaframma automatico e taratura già effettuata in fabbrica, con certificato di calibrazione allegato al prodotto.

 


La superficie di un DMD al microscopio elettronico
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La tecnologia DLP nel W2700 è basata su un solo microdisplay (si chiama DMD, Digital Micromirror Device) a risoluzione nativa full HD. Ogni microspecchio può oscillare molto velocemente, producendo sfumature e colori con la tecnica PWM (Pulse Width Modulation), esattamente come per i vecchi plasma o per i più recenti microLED. In più, il DMD con diagonale da 0,47" riesce a riprodurre in sequenza quattro immagini da 2 megapixel, in posizioni leggermente sfalzate rispetto all'asse di riferimento, quadruplicando di fatto la risoluzione nativa. Vedremo nel dettaglio il funzionamento nell'ultima pagina.


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Questa soluzione era già arrivata sul mercato nel corso del 2017 con la prima generazione dei DLP XPR con DMD da 0,47" montato, ad esempio, nel BenQ W1700, il predecessore del nostro W2700 (potete leggere il test in questo articolo). Il BenQ W1700 aveva un rapporto di contrasto non particolarmente esaltante, non era compatibile con segnali HDR con codifica HLG (Sky, Digital Concert Hall, etc.) e attorno all'area utile dell'immagine mostrava una cornice più chiara che suggeriva la reale risoluzione nativa del DMD, pari a 2048x1200 punti. Ne abbiamo parlato nel dettaglio in questa pagina.


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Il BenQ W2700 è stato il primo proiettore ad utilizzare la seconda generazione di DMD da 0,47"; può esprimere un rapporto di contrasto nativo più che doppio rispetto ai prodotti di prima generazione, non mostra più alcuna cornice e porta con sé anche altri aggiornamenti su qualità d'immagine, come la compatibilità con segnali HLG, un "tone mapping" HDR migliore, una maggiore profondità dei colori che possono essere riprodotti, un interessante media player compatibile anche con contenuti 4K e la già citata pre-taratura in fabbrica che promette di non far rimpiangere una calibrazione professionale.

 


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Caratteristiche dichiarate

Sistema di proiezione: DLP
Risoluzione nativa: 4K UHD (3840 x 2160)
Flusso luminoso: 2000 ANSI Lumen
Rapporto di contrasto (FOFO): 30,000:1
Sorgente luminosa: Lampada 245W
Vita della lampada: da 4.000 a 15.000 ore (garanzia 1 anno o 2.000 ore)
Ottica: zoom 1,3X
Off-set Verticale: 100% ~ 110%
Rapporto di proiezione: 1.13 - 1.47
Ruota colore: 6 segmenti (RGBRGB)
Velocità ruota colore: 2D: 96Hz; 100Hz; 120Hz
Copertura Rec.709: 100%
Copertura DCI-P3: 95%
Ingressi: 2X HDMI (2.0a/HDCP2.2)
USB: 1x 3.0 (media-player/firmware), 1x 2.0 (5V, 2,5A)
Audio: uscita minijack stereo, altoparlanti stereo 2x 5W
Trigger: 1x 12V minijack
Telecomando: retro-illuminato
Consumo (Max/Eco/Standby): 350W/280W/0,5 W
Rumorosità (Tipica/Eco): 30/28dBA
Dimensioni (A x L x P): 380 x 127 x 263 mm
Peso netto: 4.2 kg
Prezzo suggerito al pubblico: 1.599,00 Euro IVA inclusa

Per maggiori informazioni: benq.eu/it-it/projector/cineprime-home-cinema

 

Pagina 2 - Costruzione, installazione e funzioni


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Il BenQ W2700 è un proiettore molto compatto e leggero, al punto da poter essere pienamente ascritto alla categoria dei "portatili". La parte frontale, caratterizzata da una fascia dalle sembianze di un elegante alluminio spazzolato color bronzo, fa sorgere non poche perplessità per via di quell'orgogliosa targhetta "4K HDR 8.3 MPixel" che per circa un terzo sembra quasi ostruire il foro di proiezione posto davanti alla lente.


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Al contrario, la totalità di proiettori con ottica fissa (o quasi, come in questo caso), proiettano l'immagine con un offset ben preciso, come da schema qui in alto. L'obiettivo viene quindi sfruttato quasi solo per metà. Ecco perché la targhetta anteriore non solo non è di ostacolo alle immagini proiettate ma può mascherare la luce spuria che andrebbe sul soffitto o sul piano d'appoggio, a seconda del tipo di installazione.

 
L'ottica 1,3X con 10 elementi in 8 gruppi è in vetro a bassa dispersione per minimizzare le aberrazioni cromatiche
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Per il W2700 l'offset non è fisso ma è compreso tra il 100% e il 110%. Celato da uno sportellino, vicino alle ghiere per la messa a fuoco e lo zoom, c'è una piccola ruota che permette di traslare verticalmente l'ottica del 10% (5% in basso e 5% in alto). L'offset di riferimento, quindi, è del 105%. Non si tratta di un vero "lens-shift" come per il modello W5700 (in quel caso l'offset verticale totale è del 60%) ma soltanto di un piccolo aiuto per avere un po' più di margine per l'altezza della staffa o per la posizione dello schermo sul muro.

 
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Il fondo del proiettore è pulito ma non completamente piatto: tra i tre fori per il fissaggio alla staffa (tutti e tre sullo stesso piano) c'è un lieve rialzo di circa 10 millimetri che potrebbe dare qualche impiccio nella posa in opera della staffa per il soffitto. Molto utile l'indicazione del baricentro (quasi al centro del "triangolo" di fissaggio della staffa) e la linea dell'asse ottico, quest'ultima per allineare l'ottica al centro dello schermo e all'asse di rotazione centrale della staffa, per evitare quindi il ricorso alla correzione della distorsione a trapezio.

 
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L'accesso al comparto della lampada è meno agevole del solito. Bisogna allentare due viti ai lati per far scorrere la paratia antero-superiore per poi rimuverla. Il vano lampada è coperto da un robusto foglio di plastica che è adesivo nel suo perimetro e va rimosso delicatamente per poi poterlo riappiccicare.

 
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La lampada è una Osram P-VIP da 245W che può essere acquistata anche a circa 100 Euro. La sostituzione del solo bulbo è piuttosto semplice e il carter è metallico, molto robusto e ben costruito. La lampada ha una durata dichiarata di 4.000 ore alla massima potenza, 10.000 ore in eco e fino a 15.000 ore in "smart-eco". La smart-eco riduce la potenza del 70% quando non c'è segnale da riprodurre. La lampada è garantita un anno e 2.000 ore: la garanzia termina al raggiungimento di una delle due condizioni.

 
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L'accesso all'interno del W2700 è molto semplice e rivela un progetto ben ingegnerizzato e dalla costruzione decisamente solida. L'alimentazione è sul fondo e le schede principali sono una sull'altra, con la scheda madre che mostra i due ASIC della Texas Instruments che governano il DMD da 0,47". Ai lati del pannello posteriore, con tutta la parata di connessioni, mostra due generosi altoparlanti a gamma intera capaci di generare pressioni sonore inconsuete per un proiettore, soprattutto per l'estensione in basso.

 
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Nonostante le dimensioni contenute, BenQ ha messo al primo posto la silenziosità, anche attraverso l'utilizzo di tre grandi ventole, una sola per l'aspirazione dal lato sinistro e due per l'espulsione dell'aria calda dal lato destro, una per l'elettronica e l'altra soprattutto per la lampada. Come succede per la stragrande maggioranza dei DLP, non c'è alcun filtro da cambiare poiché il percorso ottico è sigillato e impermeabile alla polvere. Il meccanismo XPR (alias "vobulazione" a quattro vie) produce un piccolo rumore centrato a circa 160 Hz che non è fastidioso ma è comunque avvertibile. Nel menu "Display" è possibile spegnere il meccanismo XPR, attivando l'opzione "Silence" e trasformando di fatto il proiettore in un eccellente Full HD.

 

Pagina 3 - Menu, taratura e misure in BT.709

 
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Con segnali ad alta definizione e, più in generale, con tutti i contenuti che seguono le raccomandazioni REC.BT 709, il consiglio è di scegliere la modalità "Cinema" tra le quattro predefinite disponibili, lasciando stare tutte le altre, specialmente "Bright" (a dir poco disastrosa, anche se è la più luminosa) e anche "Vivid TV". La modalità "D. Cinema" attiva il filtro colore per coprire lo spazio colore DCI ma con segnali di questo genere è vivamente sconsigliato. Con la modalità "Bright" si raggiungono effettivamente i 2.000 lumen ma ad un prezzo inaccettabile: il bilanciamento del bianco è "verde", il gamma crolla a livelli infimi e i colori... Lasciamo stare che è meglio. In modalità "Cinema" i lumen scendono a 1.227 e con lampada in ECO scendono del 32%. Se si spegne il "Brilliant Color", il flusso luminoso scende quasi del 21%, assieme al rapporto di contrasto. Attivando il filtro DCI, il flusso luminoso scende del 31%.

  
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Nel menu avanzato, oltre alla calibrazione del bilanciamento del bianco su due punti e dei colori su 6 assi (RGBCMY) e tre parametri (HSL), è possibile scegliere se attivare o meno il diaframma automatico (abbastanza funzionale e mai troppo invasivo), il Brilliant Color (lasciatelo attivato), è possibile scegliere le tre modalità della lampada (normale, eco e smart-eco) e infine, nel menu "Cinema Master", è possibile gestire la maschera di contrasto, la "deriva" fine tra le dominanti verde e magenta del bilanciamento del bianco, un controllo fine della saturazione e anche l'interpolazione dei fotogrammi su tre livelli.


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BenQ è il primo produttore che dichiara di pre-tarare i proiettori in fabbrica. Ed è tutto assolutamente vero. Le misure che abbiamo pubblicato si riferiscono alla modalità predefinita "cinema", senza alcun tipo di calibrazione, con lampada in modalità economica, con diaframma automatico disattivato e brilliant color attivato. I valori del gamma sono ben bilanciati e rimangono su valori abbastanza elevati anche nelle bassissime luci. Il rapporto di contrasto nativo, rilevato in modalità "Full-on:Full-off" con diaframma disattivato, è di 1028:1, generalmente il doppio rispetto ai DLP XPS 0,47" di prima generazione e fino a tre volte tanto per i DLP più votati all'elevato flusso luminoso.


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Siamo sempre in modalità predefinita "Cinema" e anche il bilanciamento del bianco è decisamente corretto. Le deviazioni verso il "rosso" sulle basse luci, al di sotto del 15%, sono pienamente accettabili. Per chi vuole la perfezione, anticipo che la situazione è un po' difficile da controllare: nel menu per la calibrazione del bianco ci sono soltanto i classici due punti di taratura, basse luci e alte luci. Si dovrà quindi optare per un compromesso, togliere un po' di rosso sulle basse luci ma non troppo, per evitare di creare problemi sulle medie. 


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Ottime notizie anche per il gamut e per i colori a saturazioni intermedie. Invece, qualche indecisione per i "verdi" e soprattutto per i "rossi" Sono prestazioni tarabili quasi perfettamente con il menu di gestione del colore. Approfitto per ricordare che il "Brilliant Color", esattamente al contrario di quanto il marketing della Texas Instruments voglia far credere, dà un po' più di potenza sul bianco e sui grigi ma rende i colori un po' meno luminosi rispetto alle raccomandazioni. Nel BenQ W2700 questo "dislivello" è accettabile e si mantiene nell'ordine del 20%.

 

Pagina 4 - Menu, taratura e misure in HDR10

 
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Con segnali HDR10 rimane una sola modalità predefinita; in questo caso le prestazioni non fanno gridare al miracolo ma sono comunque molto interessanti. Del resto la calibrazione in fabbrica è relativa soltanto alla modalità "REC BT.709". La buona notizia è che il proiettore riconosce correttamente i segnali HDR10 ed effettua un tone mapping sostanzialmente corretto. E meno male, perché gli strumenti per intervenire non sono poi molti: oltre a "Luminosità" e "Contrasto", c'è il controllo avanzato "Luminosità HDR" che modifica la compressione della gamma dinamica. In altre parole rende le medie e basse luci più luminose, al prezzo di schiacciare o meno le alte luci e la dinamica generale. Manca però un reale controllo sul gamma.

 
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Partiamo proprio dalla curva dei valori di luminanza, misurata con segnali HDR10 con metadati statici con MaxCLL a 1000 NIT. In questo caso il clipping sulle alte luci dovrebbe assestarsi attorno al 75%; quello reale avviene appena più in alto, ma non troppo. Nei due grafici qui in alto ci sono tre curve, presentate sia in scala lineare che in scala logaritmica. Nel primo caso possiamo mettere bene a fuoco cosa succede sulle alte luci; con l'altra vediamo meglio cosa succede sulle basse luci. In verde la curva di riferimento, in rosso le condizioni di fabbrica e in giallo la nostra personale taratura.

 
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Il bilanciamento del bianco è meno preciso di quello in modalità HD, specialmente sulle alte luci. Del resto la pre-calibrazione di fabbrica è solo per i segnali in alta definizione... Le deviazioni andrebbero corrette per consentire ai colori di esprimersi al meglio. Il grafico, in alto a sinistra, fotografa le condizioni di default; quello a destra è il risultato dopo una veloce taratura. Il risultato è molto buono, nonostante i soli due punti di calibrazione. Vi ricordo che sarebbe inutile copiare i valori RGB su alte luci e basse luci di questo esemplare poiché la variabilità dei parametri, a seconda del lotto di produzione della lampada e del suo consumo, sono altissimi. Ecco perché non li troverete.


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Anche in HDR10, con la taratura, il flusso luminoso massimo del W2700, con lampada "vergine", alla massima potenza e con "Brilliant Color" attivato, sfiora i 1.200 lumen. In modalità ECO si scende quasi a 800 lumen. Se a questo punto si applica anche il filtro "DCI" per estendere la gamma cromatica, si scende rispettivamente a 800 lumen e a meno di 600 lumen. Quindi fate attenzione allo schermo da abbinare al proiettore perché le dimensioni, mai come in questo caso, contano davvero. Nel grafico qui in alto, potete osservare la riproduzione dei colori in HDR10 con filtro colore DCI attivato e dopo la taratura. Senza calibrazione la situazione non è esaltante. Le condizioni in default sono comunque sufficienti ma diventano ottime dopo la taratura, soprattutto se consideriamo il prezzo del proiettore.

 

Pagina 5 - Menu, taratura e misure in HLG

 
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Con segnali HLG, si ripete la stessa storia già vista con segnali HDR10: c'è una sola modalità predefinita, purtroppo non perfettamente calibrata. Segnalo anche un piccolo baco: con segnali HLG c'è un leggero overscan che va ovviamente eliminato nel menu "Display" per evitare artefatti di scaling. La buona notizia è che il proiettore riconosce correttamente i segnali HLG e con gamut sia in REC BT.709 che BT-2020.

 
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La linearità dei valori di luminanza è meno entusiasmante poiché i valori sono alti su basse e medie luci e c'è quindi la tendenza a comprimere troppo la gamma dinamica. I tre controlli a disposizione, ovvero "Luminosità", "Contrasto" e soprattutto "Luminosità HDR" nel menu avanzato, non bastano e bisogna accettare un compromesso che sulle medie luci in BenQ avrebbero potuto gestire meglio. Speriamo in un nuovo firmware... Nel grafico qui in alto potete osservare tre curve: quella verde è il riferimento, quella rossa è con il proiettore in default e quella gialla è con il proiettore dopo la nostra taratura.

 
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Anche il bilanciamento del bianco, esattamente come per la modalità HDR10, soffre di alcune deviazioni che dovrebbero essere corrette e che, se lasciate al loro posto, finirebbero per compromettere anche la riproduzione dei colori. Il grafico in alto a sinistra fotografa le condizioni di default; quello a destra è il risultato dopo una veloce taratura. Il risultato è molto buono, nonostante i soli due punti di calibrazione. Anche in questo caso vi ricordo che sarebbe inutile copiare i valori RGB su alte luci e basse luci della nostra taratura poiché la variabilità dei parametri, a causa della lampada e del suo consumo, è altissima.

 
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I due gamut disegnati all'interno dello spazio CIE 1931 si riferiscono alle prestazioni con segnali codificati con colore REC BT.709 (a sinistra) e con colore REC BT.2020 (a destra), quest'ultimo dopo aver inserito il filtro colore "DCI" che estende la riproduzione del colore ma che toglie anche un quantitativo sensibile di flusso luminoso. Le prestazioni sono discrete ed è difficile ottenere di più soltanto con il menu del proiettore. Del resto, come già detto a commento delle misure in HDR10, paragonando le prestazioni al prezzo del proiettore, il BenQ W2700 esce comunque a testa alta.

 

Pagina 6 - Visione a cura di Fabio Angeloni


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Dico subito, per farvi finalmente rilassare e per eliminare ogni possibile residuo d'ansia, che le aspettative piuttosto elevate che nutrivo sull'oggetto sono state ampiamente soddisfatte ed anzi sono state superate: la macchina è notevole! Da molti anni non mi capitava un VPR che si vedesse così bene ad un costo così contenuto, al punto da poter aspirare al ruolo di macchina di elezione per chiunque intenda avvicinarsi al mondo della videoproiezione senza spendere una fortuna, visto che ha un costo suggerito al pubblico inferiore ai 1.600 Euro.

Prima di riconsegnarlo alla redazione ho avuto circa 24 ore per poterlo testare e, tanto per dirne solo una, il proiettore non ha sfigurato con l'esemplare (sempre DLP XPR) che attualmente campeggia nel mio set (dal costo esattamente triplo); il BenQ ha passato anche l'esame severo da parte di Claudio/Gnagno (AVMag Roman Panel), molto sensibile al famigerato effetto arcobaleno, ovvero la percezione della scomposizione delle tre componenti cromatiche quando si muovono gli occhi. 


© ascmag.com - Universal - Jessica Forde
- click sull'immagine per l'intervista a Besson -

Claudio, non senza stupore, dopo aver visto vari capitoli del famigerato Lucy (un nitidissimo true UHD girato anche con una Sony Cinealta F65) e dell'altrettanto famigerato Sicario (altro film d'eccezione, in quanto girato con una Arri Alexa) ha alzato il pollicione, confermando che su telo di tre metri di base, a circa quattro metri di distanza di proiezione, il fenomeno gli si presentava, ma in forma talmente episodica da essere considerata residua e perfettamente tollerabile. Io non soffro di questo problema e con tutta onestà non sarei quindi in grado di dire quale macchina ne produca di più.

Posso confermare che il VPR proietta su schermo un'immagine particolarmente nitida, dai bei colori anche se, con materiale HDR, appena meno saturi nelle componenti più calde. Il rapporto di contrasto, noto tallone d'Achille dei DLP XPR, è molto più elevato di quanto mi aspettassi e decisamente superiore al mio proiettore (quello dal costo triplo). La lampada da 245 Watt produce una luminosità adeguata a riempire schermi fino a 2,5 metri.


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La qualità del movimento con i 24p è buona al punto da sconsigliare l'uso del sistema di interpolazione dell'immagine, che non elimina del tutto il problema e, con materiale a risoluzione UHD 4K, presta il fianco ad un leggero ritardo tra video e audio che costringe alla modifica manuale del lip-sync. L'audio prodotto dai due altoparlanti integrati è standard, ma segnalo la possibilità di utilizzare il processamento DSP CinemaMaster Audio+, per rendere più intelligibili i dialoghi.

Ferma restando la necessità per i compratori potenziali di verificare la sensibilità del loro apparto visivo all'effetto arcobaleno prima di procedere all'acquisto (pur considerando che questo proiettore è senz'altro annoverabile tra quelli che lo producono in misura minore), non posso che salutare con piacere l'arrivo sul mercato di un autentico campione del rapporto qualità-prezzo, le cui belle immagini giustificano pienamente il premio che ha inteso conferirgli l'EISA.

 

Pagina 7 - Conclusioni di Emidio Frattaroli e pagella


Il lato destro per l'estrazione dell'aria calda lascia filtrare un po' di lusce spuria dal vano lampada
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BenQ è un'azienda che ha sempre trovato il modo di stupirmi, sin dal primo "amore", quel PE7700 che nel 2005 vinse anche un premio EISA e di cui potete leggere il test in questo articolo. Ho acquistato il mio primo DLP full HD nel 2007 ed era un BenQ W10000. Ho l'impressione che l'Azienda tra il 2010 e il 2015 si sia un po' persa dietro la rincorsa degli "estremi", con prodotti troppo economici oppure troppo costosi. Dal 2016 qualcosa deve essere cambiato e si è visto con l'arrivo del nuovo "telaio" usato nel W11000 (ne abbiamo parlato in questo articolo) e in tutti gli altri prodotti di fascia alta. Nel 2017 è arrivato il W1700, il primo, vero entry level a risoluzione 4K.

Il W2700 è una eccellente evoluzione del W1700 e riesce a stare "davanti" anche a prodotti ben più blasonati. Ed è per questo motivo che ho chiesto un parere a Fabio Angeloni, anche lui "ex" possessore di un DLP BenQ full HD ma passato da poco ad un prodotto più attuale: un DLP XPR da 0,66", con sistema d'illuminamento laser + fosfori, tanta luce ma rapporto di contrasto e prestazioni sui colori non all'altezza dei contenuti HDR. Ero certo che la visione del W2700, sicuramente meno luminoso ma con rapporto di contrasto e colori interessanti, avrebbe lasciato il segno.

 
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Sorprendente. Secondo me è questo l'aggettivo che più rappresenta il BenQ W2700, ad iniziare dalla capacità di risolvere in maniera deguata anche la risoluzione nativa 4K. Qui in alto potete osservare il famigerato test del "lanciarazzi", spiegato per bene in questo articolo. In alto ci sono le immagini proiettate con e senza meccanismo XPR attivato. Nel menu "Display" c'è la voce "Silence" che serve proprio a disattivare la "vobulazione", trasformando di fatto il proiettore in un nativo Full HD. Qui in basso c'è un ingrandimento: scommettiamo che riuscite a capire cosa c'è a destra e cosa a sinistra? L'ottica è pur sempre "economica", quindi con qualche alone bluastro sui bordi a constrasto più elevato. Ma le prestazioni sono comunque sorprendenti. Insomma: chiamare il BenQ W2700 "nativo 4K" non è una bestemmia.

 
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Delle "pure" prestazioni video abbiamo detto quasi già tutto: basta leggere con attenzione le tre pagine dedicate alle misure. Lì trovate tutto per capire che questo proiettore va benissimo con materiale in alta definizione: basta scegliere le impostazioni predefinite "Cinema" che sono pre-calibrate in fabbrica. In queste condizioni potete contare su più di 1.200 lumen con lampada in alta potenza e più di 800 con lampada in modalità economica. Una manciata di lumen in meno quando si va in HDR. 

La lampada promette di durare davvero tanto, ha un prezzo accettabile (circa 100 Euro), è garantita per un anno o per 2.000 ore e il bulbo può essere sostituito con relativa semplicità. Quindi, potete permettervi di andare sempre "al massimo", ovvero tra i 1.000 e 1.200 lumen, e cambiare lampada ogni 500 ore... Se invece volete un po' di continuità, soprattutto per la calibrazione, consiglio di iniziare in modalità economica e scegliere uno schermo con dimensioni non superiori ai 2,6 metri di base, in modo da avere un'ottima luminanza in eco per l'alta definizione, in alta potenza per i contenuti in HDR e "resistere" per almeno 2.000 ore.


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Gli unici lati negativi del W2700 riguardano in parte l'ottica che non permette grande versatilità d'installazione. Inoltre le prestazioni nelle due modalità HDR sono solo "sufficienti" e per avere il massimo è necessaria una calibrazione. Per questo motivo consiglio vivamente di acquistare il proiettore da un negoziante che possa garantirvi almeno una pre-calibrazione per i banchi di memoria in HLG e in HDR10: le prestazioni ini questo caso cambiano davvero tanto e il rapporto qualità/prezzo del proiettore cambia da "ottimo" a "quasi incredibile". 

Nella fascia di prezzo tra i 1.000 e 2.000 Euro il BenQ W2700 non ha praticamente rivali. Per avere prestazioni superiori, un rapporto di contrasto degno dell'HDR e una maggiore versatilità d'installazione, è necessario rivolgere l'attenzione al BenQ W5700 oppure ad altri proiettori dal prezzo superiore ai 3.000 Euro. Per chi si "accontenta" di 2,6 metri di base e può installare il W2700 ad una distanza compresa tra 3 metri e 3,8 metri, non ha scuse e dovrebbe considerarne seriamente l'acquisto.

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 7,4

Costruzione 8,0
Versatilità 7,0
Menu e taratura 7,0
Prestazioni SDR 8,0
Prestazioni HDR def 6,0
Prestazioni HDR cal 7,0
Rapporto Q/P 9,0

Per maggiori informazioni sul BenQ W2700: benq.eu/it-it/projector/cineprime-home-cinema