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EmmeDiStore ha detto:Per la mia esperienza trovo i prodotti cinesi costruiti in maniera impeccabile con minuzie e attenzioni ai particolari che molti produttori italiani, europei, giapponesi o americani si sognano quindi almeno a livello costruttivo penso che ormai ci siamo. Riguardo alla sostanza basta aprire un prodotto interamente cinese per capire che c'è anche quella dato che i materiali utilizzati spesso e volentieri da soli superano il valore dell'intero prodotto se questo fosse stato invece un "made" di uno dei brand delle zone geologiche menzionate poco sopra.
EmmeDiStore ha detto:Quello che più conta però, come è stato anche detto, è il progetto ed è quello che realmente fà la differenza e dove per fortuna siamo (ma nemmeno sempre) ancora un pò avanti rispetto alla Cina quindi io non mi scandalizzo per niente se un progetto europeo, americano, etc etc venga poi lavorato o assemblato in Cina.
EmmeDiStore ha detto:Non vorrei vedere il made in China sui prodotti S.F.
problema non nostro visto che non ci compete l'autorità di indagare ma solo la consapevolezza di essere in buona fede che il prodotto sia attinente alle normative vigenti....non posso fare nomi.....ma in Italia, abbiamo prodotti fatti qui senza le più elementari norme che rispettano le normative CE....eppure l'utente finale li compra e li osanna....che facciamo?li Impaliamo?E sono disposti anche a pagarli al prezzo di uno a regola fatto ovunque.Considerazioni oggettive
1) Il marchio "made in" E' regolato da leggi internazionali sul commercio estero (l'unica cosa che FUNZIONA a livello mondiale sono le dogane, per chi non lo sapesse), quindi VA dimostrato e certificato, e non dichiarare il vero e' contro la legge.
2) il marchio "Engineered // Designed in" non esiste, quindi NON e' regolato da nessuna legge, quindi NON va certificato, quindi si puo' dichiarare cio' che si vuole.
3) Si va a produrre in Paesi a basso costo per risparmiare sui costi di produzione.
4) Chi ha un negozio, per un principio di sopravvivenza, deve sminuire l'importanza del "made in", quando non e' "prestigioso".
(mie) Considerazione etiche
1) Comprare qualcosa che arriva da una regione diversa dalla propria (regione inteso come entro 100 km di raggio da dove "genero" il mio reddito), vuol dire esportare ricchezza, per importare poverta' (ovvero guadagno in un posto, ma spendo in un altro)
(mie) Considerazioni personali
1) a PARITA' di prestazioni soniche, sono disposto a pagare un premium (qualcosa in piu', fino al 20%) per un "made in paese ad alto costo"
2) a PARITA' di prestazioni soniche, NON sono disposto a pagare un premium per la marca.
3) a PARITA' di prestazioni soniche, mi aspetto di pagare meno (almeno il 30%), per un "made in paese a basso costo"
Un esempio su questi ultimi punti, per essere piu' chiaro!
Vado ad ascoltare degli ampli
A, marca "osannata", made in paese a basso costo, prezzo 100
B, marca "osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 125
C, marca "non osannata", made in paese a basso costo, prezzo 80
D, marca "non osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 110
Se qualcuno volesse rispondermi, potrebbe essere cosi' gentile da specificare con quali dei punti sopra non e' d'accordo e perche' ?
un prodotto che ha sulle spalle 15 anni.......manco sta a numero questo esempio soprattutto in questo ambitoQuale orgoglio italiano mostra, se dietro c'e' scritto made in china ????
Quello che ha comprato le Char..........[CUT]
EdErA ha detto:Ci sono aziende che hanno sede in Italia e fanno fare prodotti all'estero solo per tagliare il costo della manodopera, e che nella filale estera hanno ovviamente dei controlli e degli standard qualitativi identici a quelli delle aziende italiane e che, pertanto, possono dichiarare che un prodotto è made in italy anche se in realtà ha fatto 1000 km per essere composto...