"Sono fatto a mano"....si ma dai cinesi!!!!!!

Il problema principale non è tanto andare ad assemblare in China ma "esporre" i nostri progetti (parlo da europeo) al rischio di duplicazioni in loco.
E sappiamo tutti che in questo sono abilissimi.
Gli stiamo dando le armi per sotterrarci economicamente.
 
antonio leone ha detto:
se un progetto è valido può esserlo a prescindere e magari ce la si può pigliare sul fatto che se è roba cinese andrebbe venduto a un quarto, purtroppo, senza sviscerare tutte le motivazioni commerciali e non, non è mai stato e mai sarà così,sarebbe un'illusione crederci.
alla fine anche il più teutonico dei marchi hi fi non produce e sviluppa nulla.....ma acquista da conto terzi le schede e poi le assembla in EU quest'ultimo passaggio, a prescindere da dove arrivi il tutto lo fà diventare made in EU

Ancora con sta storia di "scindere" progetto e realizzazione, come se fossero cose diverse, e di diverso valore.
La realizzazione e' la fase piu' critica, perche' una realizzazione pessima puo' rendere nullo un buon progetto, viceversa, una buona realizzazione, da valore anche ad un progetto scadente.

Se devo scegliere tra un prodotto INTERAMENTE realizzato in Cina (e abbiamo ottimi esempi, aggiungo ShengYa ai marchi sopracitati) con su scritto Made in China, e un qualcosaltro con su scritto Made in China e subito vicino, scritto magari con un carattere piu' grosso, Developed // Engineered // Designed In USA // Germany // Italy // UK // etc, scelgo il primo senza dubbio.

Perche' avra' un prezzo di vendita di circa la meta' di quello "Designed in", nonostante entrambi siano Made in China, e probabilmente una qualita' molto simile.

Perche' vi ricordo, una cosa e' aprirsi una fabbrica DIRETTA in un altro Paese, cosa ben diversa e' dare i disegni e il campione in mano ad un produttore OEM, e magari fargli pure fare i controlli di qualita' sul prodotto finito. Nel secondo caso, quale sarebbe il valore aggiunto che si fan pagare? il "Designed in" ?
 
A parte che per i prodotti di fascia media e bassa sovente avviene quasi il contrario, ossia è il grande marchio che acquista direttamente il progetto completo chiavi in mano da uno dei grandi OEM che realizzano per vari marchi e facendo mettere solo il marchietto o aggiungere/togliere (ad esempio) l'uscita cuffie sul frontale, mi sembra che si ritorni al vecchio concetto: fanno costruire in Cina pertanto il prodotto è di qualità inferiore.

Mi sembra che la cosa non stia proprio in piedi.

Facciamo l'esempio pratico proprio relativo al marchio citato in questione (solo ipotesi, credo però verosimili).

In SF, in Italia, si mettono a studiare un nuovo diffusore, ci lavorano su per un bel po' di mesi, tirano fuori qualche genialata, attingono al proprio Know How, realizzano dei prototipi, li ascoltano, li buttano via, ne fanno degli altri ed alla fine sono soddisfatti, il suono è nella tradizione SF e passano allora la cosa al settore commerciale/marketing che comincia a studiare in quale fascia di mercato far entrare il prodotto.

L'idea di partenza era quella di farlo rientrare nella categoria X, con prezzo di vendita tra A e B, dove avrebbe sicuramente un grande successo.

Fanno due righe di conto e scoprono che a quella cifra non riuscirebbero a farlo con un giusto guadagno, che fare? Si abbandona il progetto o ci si rivolge ad un costruttore che lo realizzi a meno di quanto verrebbe a loro farlo realizzare al proprio interno.

Si cerca un produttrore OEM specializzato, gli si danno delle specifiche stringenti, magari gli si forniscono alcune parti (che so, uno o più degli altoparlanti) si verificano i prototipi di prova, si operano eventuali modifiche ed aggiustamenti e si dà il via.

Diverso sarebbe il discorso: andiamo direttamente da un OEM, diamo un'occhiata al suo catalogo e decidiamo quale loro prodotto acquistare e vendere a proprio nome (magari chiedendo che venga cambiato il colore del mobile per intonarlo alle altre serie).

Mi sembra che la cosa sia leggermente diversa, non credo sia il caso di approfondire i due aspetti.

A me, personalmente, come ho già scritto, che sia realizzato qui o lì non interessa minimamente, mi interessa come si comporta.

La qualità non diventa miracolosa solo perchè passa nelle mani del marito della casalinga di Voghera invece che in quelle del marito di Fior di Loto.

Una delle migliori pizze che io abbia mai mangiato è stato a Londra ed il pizzaiolo era cinese (o lì vicino), secondo un certo ragionamento la pizza dovrei mangiarla solo a Napoli, magari solo in un determinato ristorante (ho mangiato pizze fatte da pizzaioli campani veraci ed erano vere schifezze), morale: quello che conta sono le capacità professionali, a meno che non entri in gioco un qualche "ingrediente segreto" ed è in questo caso che ha la sua importanza il "designed in" (tu fammi il crossover come dico io, non stare a chiederti il perchè, anche se gli altri tuoi clienti lo vogliono diversamente).

A meno che "l'ingrediente segreto" non sia poi come quello degli spaghetti in Kung Fu Panda (cosa magari non infrequente in certi settori dell'Hi-Fi :rolleyes:).

Paura che poi scoprano il nostro ingrediente segreto e lo usino per proprio conto? Può darsi, ma se fosse così noi saremmo sempre un passo avanti, poichè loro si limiteranno solo a copiare, non a creare qualcosa di nuovo.

Si può benissimo smontare una Ferrari sino alla singola vite e replicarla esattamente uguale (esattamente non simile), ma nel frattempo a Maranello ne avranno studiata e realizzata una nuova con altre cose in più.

Il discorso, purtroppo, è diverso, in Cina non si limitano a copiare, realizzano loro le novità, ne hanno pienamente le capacità, sia dal punto di vista progettuale che da quello realizzativo.

Ciao
 
Ultima modifica:
Ancora con sta storia di "scindere" progetto e realizzazione, come se fossero cose diverse, e di diverso valore.
La realizzazione e' la fase piu' critica, perche' una realizzazione pessima puo' rendere nullo un buon progetto, viceversa, una buona realizzazione, da valore anche ad un progetto scadente.
è una distinzione che vuoi fare tu....per me il progetto includeva tutto o se no stiamo a parlare di amplificatori messi su carta o su monitor di pc.......a me non interessano i disegni.

Se devo scegliere tra un prodotto INTERAMENTE realizzato in Cina (e abbiamo ottimi esempi, aggiungo ShengYa ai marchi sopracitati) con su scritto Made in China, e un qualcosaltro con su scritto Made in China e subito vicino, scritto magari con un carattere piu' grosso, Developed // Engineered // Designed In USA // Germany // Italy // UK // etc, scelgo il primo senza dubbio.

Perche' avra' un prezzo di vendita di circa la meta' di quello "Designed in", nonostante entrambi siano Made in China, e probabilmente una qualita' molto simile..........Perche' vi ricordo, una cosa e' aprirsi una fabbrica DIRETTA in un altro Paese, cosa ben diversa e' dare i disegni e il campione in mano ad un produttore OEM, e magari fargli pure fare i controlli di qualita' sul prodotto finito. Nel secondo caso, quale sarebbe il valore aggiunto che si fan pagare? il "Designed in" ?

e ci può anche stare......ma sempre col rischio che ti puoi comprare il cinese, al prezzo teutonico made in EU perchè non ha possibilità di poter aprire una sua fabbrica in oriente
 
quoto karletto sul fatto dell'esportare ricchezza e importare povertà...infatti anche io cerco di acquistare prodotti fabbricati progettati in zone "locali"...poi purtroppo il mercato va cosi' ma noi amanti dell'hifi cos'è che valuta?..sempre e solo il nostro orecchio a prescindere da tutte le diavolerie di marketing e di economia
 
ma noi amanti dell'hifi cos'è che valuta?..sempre e solo il nostro orecchio a prescindere da tutte le diavolerie di marketing e di economia
Esattamente quello che avevo scritto un po' più indietro.

L'orecchio non sa riconoscere se un prodotto arriva dalla Cina o da altre parti (neanche l'occhio, in effetti), giudica il suono.

Questo dovrebbe essere quanto interessa in questo Forum.

Magari in un Forum di economia e finanza o a carattere politico si potrebbe discutere circa i pro ed i contro della globalizzazione o del decentramento delle produzioni o dell'influenza sulle economie locali a breve e lungo termine.

Ciao
 
Dimentichi la psicoacustica, e la psicologia.

Un oggetto piacevole agli occhi, ci illudera' di suonare meglio, un oggetto "esclusivo", ci illudera' di partecipare ad un esperienza, e tutto questo semplicemente ascoltando un CD.

Le orecchie, non sono uno strumento di misura assoluta....
 
Per cui se leggo made in China automaticamente sentirò suonare male, se leggo, invece, made in Italy allora sentirò favolosamente?

Pensavo che questa discussione dovesse basarsi su fatti reali, quali la validità o meno di certe lavorazioni e sulle capacità produttive di ditte estere e relative maestranze, non su fantomatici condizionamenti causati da preconcetti immotivati.

A questo punto direi che non ha alcun senso cercare di fare un discorso con un minimo di validità.

Ciao
 
@karletto
e se il cinese di turno ha avuto un orecchio migliore del tedesco?ma al di là di questo......che può essere un lato effimero.....
Ad oggi, a parte qualche marchio giapponese incallito e maniaco se ci fai caso molti standard produttivi sono simili anche presso i marchi europei e americani...., i quali, pur essendo ipercostosi e spacciati per made in Usa o Germany o danimarca ti assicuro non sono esenti da difetti e assemblaggio che tu, se fosse made in china(lo sono alla fine) definiresti dozzinali...., per esempio, pannelli di alluminio rifilati storti, ondulati, viti avvitate da cani e in 2 casi trovate anche diverse l'una dall'altra, vite interne o pezzi di plastica che viaggiano da una parte all'altra del circuito, trasformatore non ancorato perfettamente,faston non inseriti correttamente, spazzolature non uniformi....che dirti, un pò alla Pomigliano D'arco ai tempi della 164, dove all'interno trovavi tappi di birra, briciole di pane, viti mancanti ai sedili, fermi mancanti ai pannelli, un pò meno anche alle AUDI A 3 dell'epoca, che quando gli alzavi i tappeti ti facevano vedere che il loro standard proprio teutonico non era......ma sbandieravano sul listino specialmente ma anche nel marketing.....qualità tedesca
 
Ho avuto di recente la stessa esperienza, durante dei test effettuati a casa mia per l'acquisto di un dac.
Fra i candidati c'era un prodotto italiano sul quale avevo riposto molte aspettative, considerato anche il fatto che la fabbrica è vicino a casa mia. Non nascondo che questo fatto lo ponesse in leggero vantaggio psicologico rispetto agli altri.
Ad un primo esame "tattile" il suddetto dac si presentava davvero povero e artigianale nei confronti della concorrenza: spigoli vivi, pulsanti ballerini ed estremamente economici, ingegnerizzazione discutibile dei controlli. Vabbe' mi son detto, quello che conta è il suono. Infatti...
Oltre a suonare peggio degli altri in prova, compresi alcuni di prezzo dimezzato, mi racattava (unico) tutti i disturbi dalla rete elettrica.

Morale: ora mi sollazzo con un prodotto progettato in Canada o Inghilterra e prodotto in Cina, molto ben suonante e costruito a regola d'arte.
 
....da aggiungere che spesso, visti i bassissimi numeri di produzione alcune di queste aziende sono costrette a tener altissimo il prezzo non potendo neppure delocalizzarsi in toto
 
Ancora un post sull'argomento, perche' mi pare che non riesca a spiegarmi adeguatamente.


Considerazioni oggettive
1) Il marchio "made in" E' regolato da leggi internazionali sul commercio estero (l'unica cosa che FUNZIONA a livello mondiale sono le dogane, per chi non lo sapesse), quindi VA dimostrato e certificato, e non dichiarare il vero e' contro la legge.
2) il marchio "Engineered // Designed in" non esiste, quindi NON e' regolato da nessuna legge, quindi NON va certificato, quindi si puo' dichiarare cio' che si vuole.
3) Si va a produrre in Paesi a basso costo per risparmiare sui costi di produzione.
4) Chi ha un negozio, per un principio di sopravvivenza, deve sminuire l'importanza del "made in", quando non e' "prestigioso".


(mie) Considerazione etiche
1) Comprare qualcosa che arriva da una regione diversa dalla propria (regione inteso come entro 100 km di raggio da dove "genero" il mio reddito), vuol dire esportare ricchezza, per importare poverta' (ovvero guadagno in un posto, ma spendo in un altro)


(mie) Considerazioni personali
1) a PARITA' di prestazioni soniche, sono disposto a pagare un premium (qualcosa in piu', fino al 20%) per un "made in paese ad alto costo"
2) a PARITA' di prestazioni soniche, NON sono disposto a pagare un premium per la marca.
3) a PARITA' di prestazioni soniche, mi aspetto di pagare meno (almeno il 30%), per un "made in paese a basso costo"


Un esempio su questi ultimi punti, per essere piu' chiaro!

Vado ad ascoltare degli ampli
A, marca "osannata", made in paese a basso costo, prezzo 100
B, marca "osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 125
C, marca "non osannata", made in paese a basso costo, prezzo 80
D, marca "non osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 110

Tutti e 4 mi piacciono come suonano!
Il mio range di scelta si restringe tra C e D, rimanendo pero' il prezzo come ULTIMO criterio (ovvero iniziero' a valutare l'estetica per prima, poi la comodita' d'uso, etc etc)


Se qualcuno volesse rispondermi, potrebbe essere cosi' gentile da specificare con quali dei punti sopra non e' d'accordo e perche' ?
 
Beh,
trovami un esempio (mi basta un unico esempio) di oggetto dalle caratteristiche paragonabili, uno prodotto interamente nei paesi a basso costo, ed uno interamente in Italia, che differiscano di meno del 30% nel prezzo e allora il tuo discorso ha un senso logico... altrimenti purtroppo rimane demagogia.
 
Demagogia ???
wikipedia ha detto:
Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e agein, "trascinare") che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Spesso il demagogo fa leva su sentimenti irrazionali e bisogni sociali latenti, alimentando la paura o l'odio nei confronti dell'avversario politico o di minoranze utilizzate come "capro espiatorio".
Se lo dici tu...

L'esempio?

Sonus Faber Venere (per l'appunto cio' che ha originato la discussione) e Chario Syntar

o ancora meglio

Sonus Faber Venere 2.5 e Chario Constellation Pegasus
Provate recentemente INSIEME in una prova sulla rivista tedesca Audio
 
Ultima modifica:
Si, demagogia, ovviamente in senso trasposto (a meno che non ti occupi realmente di politica):
dalle parole da te prese per spiegare il termine: "l'avversario politico" è l'oggetto del contendere ovvero i poveri artigiani cinesi (e la politica di esternalizzazione in generale...), i "sentimenti irrazionali" sono il concetto che un bravo artigiano cinese abbia la colpa di essere peggiore di uno nostrano solamente per il codice genetico sfavorevole e perché le leggi di mercato (grazie anche alle quali tutti noi possiamo esprimerci su questo forum) al momento gli fanno percepire uno stipendio che è circa un quindicesimo di quello medio europeo.

Relativamente al discorso dei confronti:
sei realmente sicuro che un modello sia stato interamente progettato e prodotto in Italia e l'altro interamente in Cina?
Perché altrimenti decade il tuo assioma secondo cui acquistandolo "impoverisci" l'Italia...
dovresti conoscere quanta parte dei soldi che esborsi vada a finire nelle tasche cinesi... e immaginare che senza quelle tasche piene non sarebbero piene nemmeno quelle di molti italiani esperti in marketing, commerciale, logistica, sviluppo prodotto, comunicazione ecc... che lavorano affinché tutti noi possiamo desiderare e avere bei prodotti fatti altrove.
 
Il marketing e la politica c'entrano ben poco.
Il 90% dei materiali utilizzati per la produzione di elettroniche è di provenienza orientale ovunque esse si producano quello che fà la differenza nel prezzo è l'ingegnerizzazione, il progetto ed il blasone del produttore, blasone che, sia ben chiaro, si è costruito negli anni con merito e capacità e che quindi da anche diritto ad un rientro economico sul prezzo finale.

La Sonus Faber si è sempre distinta per l'artigianalità dei suoi prodotti che innegabilmente sono delle vere e proprie opere d'arte ma, ahimè, anche la bellezza ha un prezzo e ciò nonostante i clienti non mancano.
La decisione quindi di spostare in Cina la produzione di un prodotto io non la condivido (in questo caso specifico) perchè viene meno la filosofia del brand che ha scelto una strada (e mi sembra anche redditizia) e che deve perseguirla per mantenere alto lo standard a cui ha abituato i suoi clienti.
E' come se da domani a Maranello decidessero di produrre in Cina il modello base della Ferrari.....per me non ha molto senso.
Chi compra Sonus faber secondo me non lo fà perchè risparmia 500 euro rispetto a Chario ma perchè sposa la filosofia ed il caratteristico suono della casa vicentina ed è fiero ed orgoglioso di possedere e anche mostrare con orgoglio italiano un loro prodotto.

Trovo più giusto invece affiancare un nuovo brand per la linea "economica" se proprio si vuol cercare di proporre prodotti a basso costo per accaparrarsi una più ampia fetta di mercato.
 
Ultima modifica:
Per tranquillizzarvi, ho anche un ottimo prodotto made in china: il Velo CHT 10 !
Che costava meno di altri prodotti pariclasse, e che sfoggio con orgoglio : "e' stato davvero un affare quanto l'ho pagato, in confronto a come suona"

emmedistore ha detto:
Chi compra Sonus faber secondo me non lo fà perchè risparmia 500 euro rispetto a Chario ma perchè sposa la filosofia ed il caratteristico suono della casa vicentina ed è fiero ed orgoglioso di possedere e anche mostrare con orgoglio italiano un loro prodotto.

Quale orgoglio italiano mostra, se dietro c'e' scritto made in china ????
Quello che ha comprato le Chario Pegasus, vorrai dire!

Che peraltro... prezzo di listino alla mano, quello che ha comprato le Pegasus le ha pure pagate meno delle Venere .... :asd::asd::asd::asd::asd:
 
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