"Sono fatto a mano"....si ma dai cinesi!!!!!!

Non puoi quotare solo quelle due righe perche' sono parte integrante di tutto il discorso.
Non vorrei vedere il made in China sui prodotti S.F.
 
EmmeDiStore ha detto:
Per la mia esperienza trovo i prodotti cinesi costruiti in maniera impeccabile con minuzie e attenzioni ai particolari che molti produttori italiani, europei, giapponesi o americani si sognano quindi almeno a livello costruttivo penso che ormai ci siamo. Riguardo alla sostanza basta aprire un prodotto interamente cinese per capire che c'è anche quella dato che i materiali utilizzati spesso e volentieri da soli superano il valore dell'intero prodotto se questo fosse stato invece un "made" di uno dei brand delle zone geologiche menzionate poco sopra.

Qua si parlava di prodotti interamente made in china, corretto ???


EmmeDiStore ha detto:
Quello che più conta però, come è stato anche detto, è il progetto ed è quello che realmente fà la differenza e dove per fortuna siamo (ma nemmeno sempre) ancora un pò avanti rispetto alla Cina quindi io non mi scandalizzo per niente se un progetto europeo, americano, etc etc venga poi lavorato o assemblato in Cina.

EmmeDiStore ha detto:
Non vorrei vedere il made in China sui prodotti S.F.

Queste due tue affermazioni, invece le trovo un poco discordanti :confused:
 
Ci sono grossi brand Italiani del 'lusso' che hanno fatto della manifattura e del 'made in italy i loro punti di forza.
Se da un giorno all' altro (per mantenendo la stessa qualità) delocalizzassero tutto in Cina prederebbero gran parte del prestigio e del loro alone di 'fascino'.
Mentre scrivo mi viene in mente un esempio 'elvetico' che chiarisce molto bene ciò che voglio dire, ve lo immaginate un orologio IWC o Patek Philippe con la scritta sul quadrante (o sul fondello) 'made in china'???
 
Considerazioni oggettive
1) Il marchio "made in" E' regolato da leggi internazionali sul commercio estero (l'unica cosa che FUNZIONA a livello mondiale sono le dogane, per chi non lo sapesse), quindi VA dimostrato e certificato, e non dichiarare il vero e' contro la legge.
2) il marchio "Engineered // Designed in" non esiste, quindi NON e' regolato da nessuna legge, quindi NON va certificato, quindi si puo' dichiarare cio' che si vuole.
3) Si va a produrre in Paesi a basso costo per risparmiare sui costi di produzione.
4) Chi ha un negozio, per un principio di sopravvivenza, deve sminuire l'importanza del "made in", quando non e' "prestigioso".
problema non nostro visto che non ci compete l'autorità di indagare ma solo la consapevolezza di essere in buona fede che il prodotto sia attinente alle normative vigenti....non posso fare nomi.....ma in Italia, abbiamo prodotti fatti qui senza le più elementari norme che rispettano le normative CE....eppure l'utente finale li compra e li osanna....che facciamo?li Impaliamo?E sono disposti anche a pagarli al prezzo di uno a regola fatto ovunque.

(mie) Considerazione etiche
1) Comprare qualcosa che arriva da una regione diversa dalla propria (regione inteso come entro 100 km di raggio da dove "genero" il mio reddito), vuol dire esportare ricchezza, per importare poverta' (ovvero guadagno in un posto, ma spendo in un altro)


(mie) Considerazioni personali
1) a PARITA' di prestazioni soniche, sono disposto a pagare un premium (qualcosa in piu', fino al 20%) per un "made in paese ad alto costo"
2) a PARITA' di prestazioni soniche, NON sono disposto a pagare un premium per la marca.
3) a PARITA' di prestazioni soniche, mi aspetto di pagare meno (almeno il 30%), per un "made in paese a basso costo"

Un esempio su questi ultimi punti, per essere piu' chiaro!

Vado ad ascoltare degli ampli
A, marca "osannata", made in paese a basso costo, prezzo 100
B, marca "osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 125
C, marca "non osannata", made in paese a basso costo, prezzo 80
D, marca "non osannata", made in paese ad alto costo, prezzo 110

Se qualcuno volesse rispondermi, potrebbe essere cosi' gentile da specificare con quali dei punti sopra non e' d'accordo e perche' ?

proprio noi italiani dovremmo tacere visto che esportiamo la nostra ricchezza alla confinante germania anche per i calzini,t-shirt oltre che per le auto e altra merce, e senza nulla togliere ai tedeschi....il più delle volte oltre a non esserci superiorità tecnica non c'è manco quella estetica o altro in genere, eppure ci siamo fatti convincere che tedesco è SEMPRE migliore a prescindere anche quando magari assemblano prodotti cinesi e fatti pagare un 30% in più per il blasone.
Ti riporto un esempio emblematico.....MERCEDES Classe A, un bidone dall'origine alla fine......specie in Italia stravenduta pur essendo pericolosissima, mal costruita e a prezzi sempre più elevati.
Ormai devi capacitarti che oggi questo è, puoi magari selezionare ma non è che ti resti chissà quanta scelta
 
Appunto.

Un prodotto MADE IN ITALY che sta in catalogo da 15 anni (in realta' qualcuno meno, ma vabbe'), che costa meno di un prodotto MADE IN CHINA appena uscito, e suona in maniera simile
Ti sembra NORMALE questo ???

Dimmi un po': ma oltre a Sonus Faber, vendi anche Chario ???
O la tua e' un'opinione di parte ?

Edito per aggiungere particolari circa la prova alla quale mi riferivo, ho appena controllato
Audio 11 / 2012, 4 diffusori in test, e relativi voti (sempre tenendo in conto cio' che possono valere, ma perlomeno si puo' stilare una classifica)

Opera Grand Mezza --> 87
Chario Pegasus --> 90
SF Venere 2.5 --> 92
Rosso Fiorentino Certaldo --> 94

I prezzi di listino // street price, guardateveli voi.
 
Ultima modifica:
Beh, arrivo in ritardo ma, secondo me paragonare prodotti artigianali con prodotti per mass market non è corretto...i cilindri della ferrari vengono fatti interamente a mano per i modelli piu prestigiosi. Quindi qui dobbiamo avere un operaio mooolto preparato...non viene fatto in catena di montaggio...
Qualsiasi altoparlante è composto da schede elettroniche prestampate e da presse per dare forma all.involucro della cassa di risonanza...
Quindi qui se anche ci fosse una scimmia ad assemblare il tutto non sarebbe un problema...l.importante è che passi il controllo qualità prima del lancio sul mercato. Ogni operaio mette una ''pedina'' nel prodotto.
Ci sono aziende che hanno sede in Italia e fanno fare prodotti all'estero solo per tagliare il costo della manodopera, e che nella filale estera hanno ovviamente dei controlli e degli standard qualitativi identici a quelli delle aziende italiane e che, pertanto, possono dichiarare che un prodotto è made in italy anche se in realtà ha fatto 1000 km per essere composto...

Sono d'accordo sul fatto che se c'è scritto made in italy, tale prodotto venisse fatto pagando dipendenti italiani e non esteri, ma penso anche che se la manifattura non è completamente italiana, non ne perda in qualità costruttiva.

E poi i cinesi hanno le manine piiiiiiicccoole......singolo infilano ovunque! ;-)
 
EdErA ha detto:
Ci sono aziende che hanno sede in Italia e fanno fare prodotti all'estero solo per tagliare il costo della manodopera, e che nella filale estera hanno ovviamente dei controlli e degli standard qualitativi identici a quelli delle aziende italiane e che, pertanto, possono dichiarare che un prodotto è made in italy anche se in realtà ha fatto 1000 km per essere composto...

Come no....

Leggi qua, http://en.wikipedia.org/wiki/Made_in , poi confronta con quello che hai scritto....

Il problema VERO e' che probabilmente edera pensa che cio' che ha scritto sia vero!
 
Forse non sai che:

Il nome made in italy dovrebbe indicare la totale ed effettiva provenienza e produzione italiana dell'articolo che porta al suo nome,; diciamo dovrebbe perchè sfortunatamente in molti casi non è così.
in realtà molti prodotti possono portare il nome made in italy anche quando sono invece realizzati quasi interamente all'estero
Secondo l'articolo 24 del codice doganale europeo (regEEC 2913/1992) un prodotto che è stato realizzato in due o piu paesi è considerato comunque originario del paese in cui l'ultima trasformazione o lavoro ha avuto luogo....

Cio significa che sei un'articolo viene prodotto per i 70 % all'estero e per il 30 % in italia quel medesimo articolo può essere etichettato come made in italy.
ancora più sconvolgente che un articolo che è stato addirittura completamente prodotto all'estero potrebbe arrecare il marchio made in italy se commissionato da un azienda con sede in italia.....e questo non lo dico io ma la legge....

E ripeto

Sono d'accordo che sia.una sciocchezza
...
 
Non e' l'ULTIMA trasformazione che designa il made in, bensi' la piu' SIGNIFICATIVA.
Ovvero, per i prodotti finiti, il made in rispecchia il posto dove e' stato finito // assemblato

Quanto sopra NON vale SOLO per il made in italy, ma per QUALSIASI made in
 
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