Highlander, tranquillo, non ne faccio una questione personale; al limite ne faccio una questione "di categoria" con gli autocostruttori!
Riguardo le mie realizzazioni, non le conosci, quindi potrebbero essere delle emerite ciofeche...
Peraltro, lungi da me criticare o giudicare stupido chi le cose le compra: non tutti hanno il tempo e/o la voglia di autocostruire (la capacità, invece, penso l'abbiano tutti: basta un po' di buona volontà).
Veniamo all'oggetto del contendere, il famoso coassiale e la sua presunta linearità di fase.
Innanzitutto, posso dire che riconosco a TNT tanta, tanta buona volontà e tanto entusiasmo, oltre ad un lodevole impegno divulgativo.
Dove però avrei qualcosa da appuntare è sulla preparazione tecnica di alcuni recensori, che, ad essere buoni, è ferma ad un elenco di luoghi comuni piuttosto banali (ed errati).
Detto questo, vediamo cosa caratterizza la fase (acustica) di un sistema di altoparlanti.
La prima caratterizzazione da fare è proprio sul singolo altoparlante, il quale è ben lungi dall'essere un ideale pistone rigido.
Proprio perchè l'altoparlante è, quale più, quale meno, elastico, si verifica che quando alla bobina arriva un impulso, il cono si muoverà immediatamente laddove la bobina si attacca al cono, ovvero al suo centro, ma altrettanto non può dirsi del bordo dell'altoparlante, che si muoverà con un certo ritardo rispetto al centro.
Questo causa il primo ritardo di fase; in un solo altoparlante la fase ruota di centinaia di gradi nella sua banda di funzionamento, ovvero la stessa frequenza non sarà emessa in un singolo istante, ma per una durata X, piccola quanto si vuole ma diversa da zero.
Oltre a questo, c'è anche da dire che il cono, non essendo appunto rigido, assume una serie impressionante di forme al variare della frequenza e del livello (si deforma, nel vero senso della parola); mi pare che i primi studi in questo senso siano stati fatti dalla Celestion negli anni '80, con l'interferometria laser, per la messa a punto del modello SL 6si.
Altro problema: l'incrocio tra altoparlanti (consideriamo per semplicità un due vie).
L'onda acustica parte da un punto che nell'altoparlante si può ragionevolmente assumere come il punto in cui la bobina si attacca al cono.
Se assumiamo che il pannello frontale abbia una quota "zero", succederà che l'onda del woofer partirà da un quota (ad esempio; dipende dal woofer) "-5", mentre quella del tweeter partirà da una quota circa "0".
Questo causa un ritardo dell'emissione del woofer rispetto al tweeter, ovvero un errore di fase, che va tenuto in considerazione nello sviluppo del filtro.
Il problema si può risolvere, ma tutte le risoluzioni trascinano con loro, ovviamente, altri problemi, che però non è il caso di affrontare qui.
Ora, capirai anche tu che anche in un coassiale Tannoy il problema è presente: il punto di attacco della bobina del tweeter è arretrato rispetto quello della bobina del woofer, perchè tra le due c'è, come minimo, il magnete del woofer (il tweeter è allocato alle spalle del magnete del woofer).
Quindi la "coerenza di fase" tra i due altoparlanti crolla subito, perchè non ci sono le condizioni minime perchè si realizzi.
Allora i tecnici Tannoy sono degli stupidi che sprecano il loro tempo dietro teorie sbagliate?
Assolutamente no ed il motivo è da ricercare nell'uso per cui tali sistemi sono nati: il monitor.
Occorre fare una premessa: in un sistema "canonico" a due (o più) vie, sarebbe opportuno che l'incrocio tra gli altoparlanti avvenisse ad un frequenza pari o inferiore alla semilunghezza d'onda della distanza tra i centri di emissione degli altoparlanti, pena l'identificazione della provenienza dei suoni dal singolo altoparlante.
Per quantificare l'esempio, in un sistema con un woofer da 38cm. ed una tromba alta, poniamo, 20cm., tale distanza è di circa 29 cm, corrispondente, secondo quanto detto prima, a circa 600Hz.
Ovviamente, la frequenza di incrocio del Tannoy è più alta, tipicamente sopra i 1200Hz.
Aggiungi anche che un monitor si ascolta da una distanza inferiore a quanto si fa in un ambiente domestico e, spesso, i monitor sono piazzati molto aperti tra loro rispetto al punto di ascolto (magari in mezzo c'è la vetrata della sala di registrazione).
In sostanza, spesso la regola del triangolo equilatero non è rispettata, quindi la soluzione Tannoy, in questo caso, può risolvere questo genere di problemi.
Per questo la soluzione è valida, ma NON risolve i problemi di fase.
Risolve di sicuro molti problemi di dispersione, che è in un certo modo legata alla fase, specie di dispersione verticale (i monitor sono spesso appesi in alto).
Insomma, non è certo la coerenza di fase il punto forte dei Tannoy, che da questo punto di vista si comportano come un qualunque sistema tradizionale.
Gli unici altoparlanti in grado di mantenere una elevata coerenza di fase sono i planari, in quanto la membrana viene pilotata uniformemente sulla sua intera superficie.
Non bisogna peraltro tralasciare il problema cui accennavo, ovvero il fatto che il tweeter vede una tromba che non è ferma, ma si muove, causando filtraggio a pettine.
Non è un caso che qualunque altoparlante coassiale (Tannoy, Kef, RCF, ecc...) ad alta frequenza presenti una risposta in frequenza afflitta da filtraggio a pettine, difatti, sempre come dicevo, diffusori Tannoy col coassiale aventi una risposta lineare in alta frequenza ne ho visti ben pochi (tralasciamo ovviamente i grafici stampati sui monitor stessi).
Poi, in ambiente tutto si mitiga, il woofer è ad alta efficienza quindi si muove poco, l'orecchio un minimo filtra e tutto si sistema un po', ma in camera anecoica no, i Tannoy non sono lineari (guarda, ripeto, la prova su AR di un paio di anni fa).
Inoltre, in uno studio verosimilmente il monitor sarà equalizzato.
Dici che il discorso è lungo: in effetti, come vedi, lo è.
Questo è (in parte) quello che so io riguardo la fase; ovviamente, dato che, credo, siamo qui per imparare, se ho sbagliato in qualche punto o conosci qualcosa che io non so al riguardo dimmelo pure, può solo farmi bene.
Però, per carità, non portarmi TNT ad esempio...

ciao!
mau