• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Phase and Amplitude Correction (PAC)

Denis Sbragion ha scritto:
Ciao Marco,



ormai rimangono solo le battute?



Ma come? Il tweeter è così vitale e nei modelli migliori migliorano... in basso? Scusa, ma se non vedi proprio nessuna contraddizione io rinuncio.



Prendo atto della glissata.

Saluti,

Dai, non te la prendere, hai iniziato tu con le battute ieri ....... :)

Per "scendere in basso" ovviamente intendevo il diffusore in toto, non il solo tweeter.

Una Grande Utopia scende con buona MOL a 20Hz o giu' di li. una Micro ad 80Hz. pero' questi 60Hz. li paghi un pochetto ..........

Io vado di Velodyne e mi tengo i pregiati trasduttori e la filosofia del cabinet/crossover dell'ammiraglia :)

In Usa hanno fatto un buon test, completo di misurazioni, e il tizio ha preferito la Micro + sub che non i modelli intermedi, questo perche' hanno dovuto usare dei compromessi per contenere i costi ( si fa per dire ).

Questo proprio dove io uso il Velodyne, che bonta' sua, ne ha ben pochi.

Saluti
Marco
 
andrea aghemo ha scritto:

Non ultimo, le due stanze avevano caratteristiche acustiche ben diverse; pur essendo quella del MCH più critica, in termini di


E' solo una mia considerazione, ma credo che in realta' lo stesso concetto di funzionamento del DRC / PAC lo renda piu' adatto a un impianto MC che allo stereo. Questo perche' eliminando virtualmente la presenza del campo riverberato (almeno le prime riflessioni, cioe' gran parte di questo) la sensazione e' di "sparizione" virtuale delle pareti della stanza (come ascoltare all'aperto o in camera anecoica).
A questo punto bisogna pero' analizzare le esigenze dell'ascolto stereo rispetto al MC, che sono diverse: infatti nello stereo l'ambienza contenuta nel segnale originale e' generalmente poca, soprattutto con registrazioni effettuate in studio e/o con strumenti amplificati (dove il segnale e' prelevato direttamente a livello elettrico dallo strumento).
Nello stereo quindi, l'ambienza propria della sala di ascolto si "aggiunge" a quella contenuta nella registrazione e gioca un ruolo fondamentale nel fornire una maggiore sensazione di spazialita', apertura, ampiezza e profondita' del fronte sonoro etc...
Ecco perche' con un impianto stereo e' consigliabile non rendere troppo morta l'acustica del locale con eccessiva presenza di pannelli assorbenti, bensi' utilizzare pannelli diffondenti ("a resto quadratico", etc...) e disporre i diffusori abbastanza distanti dalla parete posteriore, pena la perdita di "profondita'".
Nel MC invece, da quello che so, e' consigliabile trattare la stanza anche in modo piuttosto assorbente: non e' raro vedere sale dedicate all'HT con pareti e soffitto interamente rivestite con poliuretano espanso. Questo perche' nel MC le informazioni contenute nel supporto relative all'ambienza originaria, sia essa reale o fittizia (dipende ovviamente dalla registrazione e dal fonico), sono molto maggiori e dispongono di altri 3, 4 o 5 canali (nel 7.1) per essere erogate nella stanza verso l'ascoltatore. Aumenta quindi l'informazione ambientale "consegnata" tramite l'emissione diretta e di pari passo andrebbe eliminata una maggiore percentuale di campo riverberato dalla stanza di ascolto, che finirebbe solo per imporre la propria ambienza su quella gia' fornita dall'impianto MC incasinando le cose.
Il DRC, operando virtualmente un "mascheramento" della presenza della stanza di ascolto proprio come accadrebbe tramite un trattamento anecoico molto pesante della stessa, sembrerebbe quindi ancora piu' indicato con sistemi multicanale rispetto allo stereo.
Poi naturalmente come sempre dipende moltissimo da quanto e' contenuto nella registrazione: un segnale stereo puo' contenere gia' molte informazioni dell'ambienza originaria, ad es. un concerto di orchestra sinfonica ripreso nel modo corretto etc... mentre puo' non contenerne affatto, come in molti casi (purtroppo) di musica amplificata registrata in studio e poi manipolata (male) dal fonico di turno.
Un segnale multicanale puo' contenere informazioni ambientali "realistiche", con i vari microfoni relativi ai 5 canali posizionati in modo intelligente, oppure puo' contenere informazioni "innaturali" con effetti particolari voluti sempre dal fonico di turno....
 
P.S.: "piu' adatto" non significa che non sia indicato per lo stereo, tutt'altro: diciamo "ancora piu' indicato" per il MC rispetto allo stereo, dove comunque FUNZIONA.
 
andrea aghemo ha scritto:
...
E' ovvio che un dispositivo di questo genere si apprezza decisamente di più a casa propria, dove abbiamo sviluppato una certa abitudine d'ascolto e sappiamo già dove puntare l'orecchio per percepire le differenze, semprechè il nostro ambiente rientri nel limite della decenza (altrimenti, anche ad un ascolto trascurato e disattento il miglioramento è tale da far sbarrare gli occhi).

Ciao,
Andrea
Mi ricordavo che l'MCH non era definitivo ma non mi ricordavo sotto quale aspetto... comunque ora il discorso mi e' piu' chiaro, grazie per la spiegazione.
Mi chiedo che effetto farebbe il PAC nel mio ambiente visto che non e' per nulla trattato acusticamente (siamo molto, molto sotto il limite della decenza, credimi! ;) ), immagino che sconvolgerebbe completamente quelle che sono le mie abitudini (forzate) di ascolto. :)
Btw, mi hai incuriosito riguardo la prova di ascolto delle colonne sonore senza video, la faro' quanto prima...
 
Flex ha scritto:
...
Ecco perche' con un impianto stereo e' consigliabile non rendere troppo morta l'acustica del locale con eccessiva presenza di pannelli assorbenti, bensi' utilizzare pannelli diffondenti ("a resto quadratico", etc...) e disporre i diffusori abbastanza distanti dalla parete posteriore, pena la perdita di "profondita'".
...
Flex, scusami, hai scritto 'parete posteriore' intendendo, in realta', quella anteriore o e' giusto cosi' ?
Perche' in questo caso non riesco a seguire il tuo discorso...
 
angelone ha scritto:
Flex, scusami, hai scritto 'parete posteriore' intendendo, in realta', quella anteriore o e' giusto cosi' ?
Perche' in questo caso non riesco a seguire il tuo discorso...

posteriore ai diffusori, anteriore all'ascoltatore
 
Senza voler infiammare ulteriormente gli animi rilevo un paio di cose:

1) In un mercato dove si vendono cavi di segnale a 1.200 euro (che vengono da alcune recensioni magnificati) mi sembra un po' eccessivo iniziare guerre iconoclaste nel confronti di una macchina come il PAC (che soprattutto nella versione a due canali mi sembra prezzata onestamente).

2) Ho l'impressione che il fatto che l'accessibilità (al dialogo) dell'artigiano/produttore Andrea Aghemo possa dare adito ad una discussione critica (nel senso nobile del termine) che rischia di sfociare (come in questo caso) nella discussione - IMHO - sterile.
Ci poniamo il quesito se sia stato mai "sezionato" con tale analisi critica il valore commerciale di una qualsiasi altra macchina audio/video?
Non è forse che la "raggiungibilità" di un operatore e la sua disponibilità al dialogo rischi di farci sfociare nel vecchio detto parafrasando il quale "troppa confidenza fa perdere la riverenza"?
Perche' se dobbiamo analizzare - con la stessa profondità di analisi - gli altri prodotti che il mercato rende disponibili (e con volumi ben diversi da quelli prodotti da Andrea) iniziamo oggi e non finiamo piu'...

Concludo segnalando che - seppur non comprerò mai la macchina di Andrea (per una questione di costi) - io l'ho vista in fase di taratura e ho ascoltato il prima e il dopo. E' un'ottima macchina "for dummies". Accendi: segui le poche procedure ed il sistema lo equalizzi.
Nel frattempo dovrò arrangiarmi con soluzioni DIY sperando di riuscire nel tentativo.

PS: Quale elemento di valutazione in piu' sul "valore aggiunto" del PAC consiglio di dare un'occhiata agli utili post su Epiguren relativi all'equalizzazione DIY. Credo che siano molto indicativi sul grado di accessibilità ai piu' di tale tecnica (rectius : arte).... :D :D
 
Se le argomentazioni tecniche non ti convincono andiamo di pura logica. Se il tweeter è così fondamentale nella economia di un diffusore, come mai JM nella serie Utopia usa lo stesso tweeter dal modello più piccolino ed "economico" fino al più grande ed ultracostoso? Se è così determinante logica vorrebbe che sia quello per primo ad essere migliorato da un modello all'altro, invece...

Come mai Flex, che di altoparlanti e del loro uso ne capisce sicuramente molto più di me, preso atto del funzionamento di DRC è arrivato in men che non si dica sostanzialmente alle mie stesse identiche conclusioni?

Saluti, [/I]

Concettualmente lineare ma sbagliato nella sostanza.

Il tweeter al berillio che sembra sempre uguale a se stesso è in realtà appena diverso. Certo che una minima indicazione si può avere dall'osservazione della risposta temporale:

1) sparite tutte le microesitazioni della cupola rigida, ma non in maniera uguale. e ciò implica trattamenti superficiali e materiali impiegati per la costruzione delle cedevolezze strutturati diversamente.

2) Motore. Si passa, tra un modello e l'altro da 1,7 a 2,4 tesla per metro. Nella geometria costruttiva di un tweeter questo dato è devastante per dimensioni e materiale impiegato

3) carico acustico del pannello frontale, diverso ed importante.

E poi, scusate, se io mi sono inventato un tweeter che suona così bene e lo realizzo in 100 pezzi mi costa un tot, mentre se lo realizzo, in modo variamente diverso nella "meccanica" posso costruirne molti ed abbassare il prezzo singolo. Guarda ad esempio il cestello dei woofer B&W.

E nota che non hanno nemmeno fatto credere che il tweeter delle serie minori sia lo stesso di quello della Grande Uthopia.

Infine, secondo la mia esperienza, non c'è paragone proponibile tra questa resa sonora e quella, ad esempio, del tweeter delle Genelec.
 
Giampy ha scritto:
Concettualmente lineare ma sbagliato nella sostanza.

Il tweeter al berillio che sembra sempre uguale a se stesso è in realtà appena diverso. Certo che una minima indicazione si può avere dall'osservazione della risposta temporale:

1) sparite tutte le microesitazioni della cupola rigida, ma non in maniera uguale. e ciò implica trattamenti superficiali e materiali impiegati per la costruzione delle cedevolezze strutturati diversamente.

2) Motore. Si passa, tra un modello e l'altro da 1,7 a 2,4 tesla per metro. Nella geometria costruttiva di un tweeter questo dato è devastante per dimensioni e materiale impiegato

3) carico acustico del pannello frontale, diverso ed importante.

E poi, scusate, se io mi sono inventato un tweeter che suona così bene e lo realizzo in 100 pezzi mi costa un tot, mentre se lo realizzo, in modo variamente diverso nella "meccanica" posso costruirne molti ed abbassare il prezzo singolo. Guarda ad esempio il cestello dei woofer B&W.

E nota che non hanno nemmeno fatto credere che il tweeter delle serie minori sia lo stesso di quello della Grande Uthopia.

Infine, secondo la mia esperienza, non c'è paragone proponibile tra questa resa sonora e quella, ad esempio, del tweeter delle Genelec.

Come m'attizza st'ommo !! :D :D

soprattutto quando parla bene delle Focal ... :D
 
Be, almeno adesso abbiamo ufficialmente un autorevole opinione:

Non tutti i tweeter suonano uguali ed ugualmente bene ......... :)

Si vede che nonostante l'eta' le mie orecchie funzionano ancora discretamente :D

Saluti
Marco
 
Microfast ha scritto:
Be, almeno adesso abbiamo ufficialmente un autorevole opinione:

Non tutti i tweeter suonano uguali ed ugualmente bene ......... :)

Si vede che nonostante l'eta' le mie orecchie funzionano ancora discretamente :D

Saluti
Marco

Marco, e ci mancava che suonassero tutti uguali. Con l'occasione ti raccomando anche di ridere di tutti quelli che ti raccontano la solita "pippa" della perdita di alte frequenze man mano che l'età avanza. Con le sinusoidi può essere vero, ma con la musica è una balla gigante.

Giampy
 
Giampy ha scritto:
Marco, e ci mancava che suonassero tutti uguali. Con l'occasione ti raccomando anche di ridere di tutti quelli che ti raccontano la solita "pippa" della perdita di alte frequenze man mano che l'età avanza. Con le sinusoidi può essere vero, ma con la musica è una balla gigante.

Giampy

ma qual'e' la piu' alta frequenza riproducibile da strumenti acustici ? compresi piatti e triangoli....
 
Giampy ha scritto:
Marco, e ci mancava che suonassero tutti uguali. Con l'occasione ti raccomando anche di ridere di tutti quelli che ti raccontano la solita "pippa" della perdita di alte frequenze man mano che l'età avanza. Con le sinusoidi può essere vero, ma con la musica è una balla gigante.

Giampy

Giampiero,
hai voglia di chiarire meglio il concetto? Nei termini esposti, sembrerebbe un ossimoro, mentre sono sicuro che hai una idea ben precisa.
Ciao,
Andrea
 
Giampy ha scritto:

1) sparite tutte le microesitazioni della cupola rigida, ma non in maniera uguale. e ciò implica trattamenti superficiali e materiali impiegati per la costruzione delle cedevolezze strutturati diversamente.

Giampy

Questa cosa non la capisco ( con questo non voglio mettere in discussione quello che hai affermato)

Nei suoi paper Focal lascia intendere che l'equipaggio mobile dei modelli utopia, sono uguali.

con equipaggio mobile io intendo:

membrana del TW, bobina del TW, e circa 1/2 della massa della membrana.

Considerando che per variare il modo di vibrare di un corpo bisogna agire sulla sua forma e materiale, chiedo io:

non è secondo te possibile che tale comportamento sia dovuto a motore diverso, o a qualche altro fattore?

I trattamenti superficiali (a vedere il TW sembra una passivazione anodica) trattamento coerente e indicato al berillio come all'alluminio, ha spessori di millesimi di millimetro, e di solito non vanno a variare il comportamento meccanico di una struttura.

E' altresì vero che Focal in questa interessante tabellina:



Dichiara uno spessore della membrana di soli 0.025mm, e su questi spessori forse il trattamento va ad influire...

oltre ad andare a mettere la lente nel problema di peso legato alle cupole in diamante :D

Anche se mi sembra insolita come strategia, di solito si lavora sullo spessore di stampaggio della lamiera.

Una semplice riflessione, da "meccanico"

Ilario.
 
ango ha scritto:
Giampy

Questa cosa non la capisco ( con questo non voglio mettere in discussione quello che hai affermato)

Nei suoi paper Focal lascia intendere che l'equipaggio mobile dei modelli utopia, sono uguali.

con equipaggio mobile io intendo:

membrana del TW, bobina del TW, e circa 1/2 della massa della membrana.

Considerando che per variare il modo di vibrare di un corpo bisogna agire sulla sua forma e materiale, chiedo io:

non è secondo te possibile che tale comportamento sia dovuto a motore diverso, o a qualche altro fattore?

I trattamenti superficiali (a vedere il TW sembra una passivazione anodica) trattamento coerente e indicato al berillio come all'alluminio, ha spessori di millesimi di millimetro, e di solito non vanno a variare il comportamento meccanico di una struttura.

E' altresì vero che Focal in questa interessante tabellina:



Dichiara uno spessore della membrana di soli 0.025mm, e su questi spessori forse il trattamento va ad influire...

oltre ad andare a mettere la lente nel problema di peso legato alle cupole in diamante :D

Anche se mi sembra insolita come strategia, di solito si lavora sullo spessore di stampaggio della lamiera.

Una semplice riflessione, da "meccanico"

Ilario.

Ma io posso solo dire, possedendoli, che il tweeter delle Electra BE 907 ( anniversario ) e' decisamente differente da quello della Micro Utopia Be e che quella della nuova serie Electra e' differente da entrambi.

Mentre invece , frontalino a parte, la cui larghezza e' chiaramente dipendente dalle dimensioni del diffusore stesso, osservando i vari modelli della serie Utopia, da quello che si vede ad occhio ( l'esterno come l'interno ), sembrano proprio identici, compresi colore e spessore e dimensioni dei magneti, con interno in samario cobalto ed anello esterno in neodimio e sul manuale ( comune a tutta la serie ) indicato essere da 2 Tesla per tutti i modelli.

Si nota pure l'indicazione della frequenza di taglio comune a tutti i modelli di 2,5Khz. ( nelle 907Be e' di 2800Hz. , mentre nelle nuove e' mi sembra a 2Khz. o addirittura 1800Hz. ) con filtro del quarto ordine.

Saluti
Marco
 
Microfast ha scritto:
Ma io posso solo dire, possedendoli, che il tweeter delle Electra BE 907 ( anniversario ) e' decisamente differente da quello della Micro Utopia Be e che quella della nuova serie Electra e' differente da entrambi.

Saluti
Marco

Cosa Intendi?

puoi spiegare meglio le differenze, sono molto curioso.

Credo tu ti rifferisca al suono.

Focal ha dichiarato nella presentazione stampa che il tw delle electra 9*7 avevano lo stesso eqquipaggio mobile delle utopia, mentre era stato cambiato il complesso magnetico.

quindi visivamente dovrebbe risultare uguale.

se non è così Focal racconta frottole :D

Ciao Ciao!

Ilario
 
ango ha scritto:
Cosa Intendi?

puoi spiegare meglio le differenze, sono molto curioso.

Credo tu ti rifferisca al suono.

Focal ha dichiarato nella presentazione stampa che il tw delle electra 9*7 avevano lo stesso eqquipaggio mobile delle utopia, mentre era stato cambiato il complesso magnetico.

quindi visivamente dovrebbe risultare uguale.

se non è così Focal racconta frottole :D

Ciao Ciao!

Ilario

Ilario, anche ad occhio sono differenti, te lo assicuro.

Questo non vuol dire che non ci siano delle parti in comune.

Invece, almeno ad occhio, i tweeter usati nei vari modelli di Utopia ( a parte il frontalino su cui sono innestati ) sono proprio identici anche nei piu' minimi particolari.

Saluti
Marco
 
Top