• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Phase and Amplitude Correction (PAC)

Per Gampiero, Nicola, Marco Microveloce e company: niente da dire sulle ricerche o sulle vostre sensazioni, io ho semplicemente detto che, in prima persona, ossia con l'utilizzo dei miei sgangherati padiglioni auricolari, tutte queste belle cose di cui parlate....non le sento.

Questo non vuol dire che non le possano sentire altri, per carità!
Giampiero, non è una critica: sai bene quanto ti stimo, e non discuto che tu senta modificare la scena...io no, però, e non mi metterò certo a dire che sento delle cose se in realtà, per me, non esistono.

Mi piacerebbe avvertire queste differenze, ma...non le avverto, che ci posso fare? Posso solo dire che non sono il solo ad avere provato queste sensazioni, e dato che penso di poter escludere la validità delle catene audio utilizzate (perlomeno nell'ambito di questo specifico tipo di tentativo di ascolto), posso solo ipotizzareche la sensibilità in questi range sia quantomeno molto dipendente da individuo ad individuo.

Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:
Per Gampiero, Nicola, Marco Microveloce e company: niente da dire sulle ricerche o sulle vostre sensazioni, io ho semplicemente detto che, in prima persona, ossia con l'utilizzo dei miei sgangherati padiglioni auricolari, tutte queste belle cose di cui parlate....non le sento.

Questo non vuol dire che non le possano sentire altri, per carità!
Giampiero, non è una critica: sai bene quanto ti stimo, e non discuto che tu senta modificare la scena...io no, però, e non mi metterò certo a dire che sento delle cose se in realtà, per me, non esistono.

Mi piacerebbe avvertire queste differenze, ma...non le avverto, che ci posso fare? Posso solo dire che non sono il solo ad avere provato queste sensazioni, e dato che penso di poter escludere la validità delle catene audio utilizzate (perlomeno nell'ambito di questo specifico tipo di tentativo di ascolto), posso solo ipotizzareche la sensibilità in questi range sia quantomeno molto dipendente da individuo ad individuo.

Ciao,
Andrea

No scusa Andrea, non capisco dove vuoi arrivare .............

Lasciamo perdere il prezzo del diffusore finito, gonfiato quanto vuoi, e spiegami perche' chi produce altoparlanti progetta, realizza e vende woofer a partire da 10 a 200 Euro, midrange da 5 a 100 e tweeter da 10 a 100 Euro.

Secondo te sarebbero in pratica tutti prestazionalmente uguali semplicemente raddrizzandone la risposta in frequenza ?

Abbiamo discusso mille volte che negli apparecchi elettronici, visto che escono dalla fabbrica in Cina ad 1/10 o meno del prezzo di listino end user, i costruttori, stanno attenti a risparmiare 3 Euro di op-amp e poi invece, i costruttori di diffusori sono cosi' pazzi da usare trasduttori pregiati, magari customizzati che costano 10 o piu' volte l'entry level solo per divertimento ?

Sicuramente i trasduttori pregiati non saranno usati sui diffusori economici e questo si sente e si ripercuote sulla qualita' di suono ottenibile ( oltre a tutto il resto, perche' si sa che un diffusore non si ferma certo alla sola qualita' dei trasduttori, ma al cabinet, al crossover, al progetto, alla verifica sul campo ........ ).

Personalmente non ritengo neanche queste differenze colmabili completamente in nessun modo con un correttore di qualunque tipo, perche' le magagne ambientali ( quelle sanabili ) sono una cosa i limiti elettroacustici tutta un altra cosa.

Saluti
Marco
 
Microfast ha scritto:
No scusa Andrea, non capisco dove vuoi arrivare .............

Lasciamo perdere il prezzo del diffusore finito, gonfiato quanto vuoi, e spiegami perche' chi produce altoparlanti progetta, realizza e vende woofer a partire da 10 a 200 Euro, midrange da 5 a 100 e tweeter da 10 a 100 Euro.

Secondo te sarebbero in pratica tutti prestazionalmente uguali semplicemente raddrizzandone la risposta in frequenza ?

Abbiamo discusso mille volte che negli apparecchi elettronici, visto che escono dalla fabbrica in Cina ad 1/10 o meno del prezzo di listino end user, i costruttori, stanno attenti a risparmiare 3 Euro di op-amp e poi invece, i costruttori di diffusori sono cosi' pazzi da usare trasduttori pregiati, magari customizzati che costano 10 o piu' volte l'entry level solo per divertimento ?

Sicuramente i trasduttori pregiati non saranno usati sui diffusori economici e questo si sente e si ripercuote sulla qualita' di suono ottenibile ( oltre a tutto il resto, perche' si sa che un diffusore non si ferma certo alla sola qualita' dei trasduttori, ma al cabinet, al crossover, al progetto, alla verifica sul campo ........ ).

Personalmente non ritengo neanche queste differenze colmabili completamente in nessun modo con un correttore di qualunque tipo, perche' le magagne ambientali ( quelle sanabili ) sono una cosa i limiti elettroacustici tutta un altra cosa.

Saluti
Marco
E stavolta ti becchi un quote al 100 % ;)
 
Microfast ha scritto:
No scusa Andrea, non capisco dove vuoi arrivare .............



io non ho capito bene su cosa state discutendo...
la risposta in freq. e' solo una parte del problema, nello specifico una distorsione di tipo lineare (che si puo' misurare come deviazione della risposta in frequenza dalla "flat", e distorsione nel dominio del tempo, risonanze, ringing, chiamatele come volete). Ancora piu' importanti le distorsioni non-lineari IMD e THD, anche perche' non correggibili, queste si', in alcun modo.
Ci sono poi tutta una serie di caratteristiche da prendere in considerazione, ad esempio la dispersione.
Parlando di tw ultrasonici, postulato per vero che esista contenuto energetico per quanto limitato oltre i 20 KHz nella musica, e postulato per vero che l'udito/cervello umano sia in qualche modo influenzato dalle frequenze oltre i 20 KHz e quindi in grado di "percepirle" in qualsiasi modo si intenda il termine, resta da stabilire come e perche' "funziona" un supertw ultrasonico.
Per dimensioni dell'oggetto superiori a una capocchia di spillo, infatti, il beaming a frequenze di 30 o 40 KHz e' strettissimo e per ascoltare tali frequenze bisognerebbe fissare la testa in una morsa posizionata sull'asse.
Esistono poi degli accorgimenti atti ad aumentare la dispersione di membrane che altrimenti avrebbero, per motivi fisici ineluttabili legati al loro diametro, una estensione in e soprattutto fuori asse ben lontana dall'ultrasonico, come ad esempio le piccole "lenti" acustiche poste davanti ad alcuni modelli di tv: in realta' siccome niente viene via gratis, lo scotto da pagare e' un drastico peggioramento della distorsione lineare nel tempo a causa dell'energia accumulata e successivamente rilasciata dalla piccola "camera" d'aria formata tra il diffrattore e la cupola.
Solitamente infatti, questi tw sono economici e snobbati nelle realizzazioni di un certo livello.

Generalmente, un componente in grado di salire una ottava sopra i 20 KHz in asse con risposta flat avra' anche una dispersione alle frequenze udibili presumibilmente maggiore di un "normale" tw che a 20 KHz ha gia' il rolloff. Avere quindi, mettiamo, 5 dB in piu' a 45 gradi fuori asse e a 10 KHz significa, in ambiente, ritrovare quei dB (piu' o meno attenuati ma sempre presenti, che la stanza non e' mai anecoica) nel campo riverberato, e quindi nella risposta energetica complessiva ricevuta dall'ascoltatore.
Stiamo quindi veramente ascoltando l'effetto della risposta in asse estesa fino a 40 KHz, o stiamo semplicemente ascoltando l'effetto dei 10, 12 e 16 KHz maggiormente diffusi in ambiente, rispetto a prima ?
Credo che dovremmo farci questa domanda.
Giocoforza, un tw con una migliore dispersione alle frequenze udibili rispetto a un altro, avra' presumibilmente maggiore banda passante in asse (parlo di componenti aventi medesimo concetto costruttivo, ad es. 2 tw entrambi a cupola).
A mio parere pero' il fattore piu' importante all'ascolto resta quella differenza di dispersione nella banda udibile, mentre l'estensione della risposta in banda ultrasonica e' una "conseguenza" della prima caratteristica.
Inoltre c'e' da tenere presente l'effetto che lo stesso rolloff del passabasso naturale del tw ha una/due ottave piu' sotto, quindi nella banda udibile: non voglio disquisire sull'udibilita' o meno delle rotazioni di fase alle alte frequenze, pero' come giustamente scriveva anche GPM e' indubbio che queste ci siano, e siano molto diverse gia' a 10 KHz a seconda che il passabasso sia a 20 o 40 KHz e/o che abbia pendenza e Q piu' o meno elevati.

Per verificare poi se realmente la presenza o meno di un supertw ultrasonico possa influenzare l'ascolto bisognerebbe anzitutto filtrarlo in uno dei seguenti modi:
- compatibilmente con la risposta del tw. esistente in modo da formare un incrocio completo "correttamente disegnato" ed estendere la risposta SENZA incasinare la parte di banda gia' prima riprodotta dal tw esistente (compito abbastanza arduo)
oppure
- tagliare il supertw elettronicamente con un passaalto "wall-dip" possibilmente a fase lineare (un filtro digitale) e taglio posto a 20 KHz o sopra.

Altrimenti ripeto, viene modificato il comportamento globale del sistema anche in banda udibile e allora diventa difficile dire se le differenze che stiamo ascoltando sono dovute a questo, oppure alla effettiva estensione in piu' oltre i fatidici 20 KHz.
 
Aggiungo ancora una cosa: ricorderete cio' che io vado spesso predicando (anche in questo thread, indietro) ovvero la grande importanza di un campo riverberato in ambiente omogeneo, quindi una dispersione omogenea, vs. frequenza.
Ebbene sempre nell'esempio del tw, dicevo che un tw con banda passante piu' estesa avra' parallelamente una maggiore dispersione alle frequenze udibili.
Questo si traduce in un campo riverberato in ambiente, vs. frequenza, decisamente piu' omogeneo: se infatti un tw a cupola "normale" passa da omnidirezionale a 4 KHz ad avere -8 dB a 8 KHz e -12 a 16 KHz a 60 gradi fuori asse, mentre un "supertw" rimane omnidirezionale fino a 8 KHz e presenta attenuazione consistente a 60 gradi dall'asse solo dopo questa frequenza, il tutto si traduce un una dispersione vs. frequenza piu' omogenea nel secondo caso, e questo certamente fa suonare il tutto in modo piu' naturale e meno "faticoso".
Ricordatevi che nei sistemi monopolari (i classici diffusori in box) abbiamo la peggiore situazione di disomogeneita' della dispersione vs freq., a causa della natura monopolare dell'emissione di basse frequenze e, all'estremo opposto, dei tweeter montati sul baffle che sono nettamente piu' direttivi gia' nella loro zona di funzionamento "omnidirezionale", a causa del baffle (quindi irradiano su "soli" 180 gradi) e divengono velocemente estremamente direttivi poco sopra (vedere l'esempio del tw a cupola di prima).
 
Ciao Flex,

Flex ha scritto:

...
volete). Ancora piu' importanti le distorsioni non-lineari IMD e THD, anche perche' non correggibili, queste si', in alcun modo.

aehhmm, Studer (mica paglia!) ci ha provato usando i kernel di Volterra, con discreti risultati. :) Ho l'articolo originale, se vuoi te lo passo. Comunque è verissimo che è una operazione parecchio complicata, molto di più che non correggere le sole componenti lineari. Per il resto, dove si firma? :)

Aggiungo alle tue considerazioni anche il fatto che verificare l'udibilità di componenti ultrasoniche è estremamente critico anche per il pericolo di udire tali distorsioni non lineari, che per intermodulazione possono "ribaltare" in gamma udibile componenti che di per se non sarebbero affatto udibili. Non pochi test sono risultati positivi per problemi di questi tipo, che ovviamente ne hanno invalidato il risultato.

Saluti,
 
Microfast ha scritto:
No scusa Andrea, non capisco dove vuoi arrivare .............


E io non capisco perchè scrivo pane e tu leggi focaccia, Marco!;)

Ho solo fatto un chiaro esempio pratico, e cioè ho detto che se taglio via tutto quello che c'è al di sopra dei 17/18Khz, nel mio sistema, non percepisco alcuna differenza.
Punto.

Chiaro che ci sono altoparlanti migliori e altoparlanti pegiori, come diffusori più costosi e meno costosi, e via dicendo, e neanche mi sono sognato di dire che la risposta in frequenza sia tutto, all'ascolto (anche se molte delle sensazioni sono riconducibili a variazioni della stessa).

Io sto solo dicendo che, a livello personale, non me ne farei niente di certi supertweeter perchè semplicemente, oltre un cert limite, non percepisco nulla!
Capito mi hai?

Ciao,
Andrea
 
Flex ha scritto:
io non ho capito bene su cosa state discutendo...
Cut.....

Porca vacca che bella considerazione Flex.

Scritta bene e comprensibile anche per un ignorante come me, oltre che ad andare ad aver centrato il problema. (secondo me, il che equivale a niente, però è bello dirlo :D )

Complimenti e Grazie, non sto scherzando!

Mi trovi anche d'accordo anche sulla pericolosità dei pac in ambienti "sani" per l'ascolto stereofonico, dove si tende ad ammazzare il contributo dell'ambiente. Azione terribilmente distruttiva nei confronti del messaggio sonoro che il tecnico del suono voleva fare arrivare ai nostri timpani, che è diverso da quello che è scritto nel supporto. Molto probabilmente è per questo che non mi piace l'ascolto in cuffia :rolleyes:

A tal proposito mi permetto di segnalare questo paper DUCL visto che è scritto dagli ultimi della classe :D dove appunto la BBC va a "normare" le dimensioni degli studi, al fine rendere omogeneo e coretto il contributo della stanza.

Saluti,

Ilario.
 
Ciao Ango,

ango ha scritto:
Mi trovi anche d'accordo anche sulla pericolosità dei pac in ambienti "sani" per l'ascolto stereofonico, dove si tende ad ammazzare il contributo dell'ambiente. Azione terribilmente distruttiva nei confronti del messaggio sonoro che il tecnico del suono voleva fare arrivare ai nostri timpani, che è diverso da quello che è scritto nel supporto. Molto probabilmente è per questo che non mi piace l'ascolto in cuffia :rolleyes:

non preoccuparti, DRC non arriva a tanto, e nemmeno ci si avvicina, è fisicamente impossibile con così pochi canali. Il riverbero naturale della stanza rimane praticamente integro. Vengono toccate in parte e più o meno fino in gamma media le prime riflessioni, l'unica zona dove l'intervento è relativamente pesante è la gamma bassa. Le curve con i limiti tipici di intervento le trovi qua:

http://www.duffroomcorrection.com/wiki/Room_correction_limits

Presumibilmente nel PAC l'intervento è ancora più conservativo, per ovvie ragioni di compatibilità con ambienti non noti a priori.

Saluti,
 
Cerco di postare la catena utilizzata nei test psicoacustici per la valutazione della risposta celebrale a sollecitazione oltre i 20 KHz, credo sia illuminate per tutti. Non credo che catene del genere siano a disposizione tanto facilmente. Inoltre nelle valutazione si deve fare molta attenzione a cosa si ascolta, inteso come sorgente nella sua accezione più ampia, SW compreso.
 

Allegati

  • esempio di catena per test.jpg
    esempio di catena per test.jpg
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Ciao,

N. D'Agostino ha scritto:
Cerco di postare la catena utilizzata nei test psicoacustici per la valutazione della risposta celebrale a sollecitazione oltre i 20 KHz,
...

a vedere il disegnino sembrerebbe che il segnale in banda udibile sia stato tagliato a 19 Khz (21-2 Khz). C'è qualche spiego in proposito nell'articolo? Come mai poi l'uso di un taglio che provoca un così evidente buco intorno ai 20 Khz? Grazie in anticipo!

Saluti,
 
andrea aghemo ha scritto:
E io non capisco perchè scrivo pane e tu leggi focaccia, Marco!;)

Ho solo fatto un chiaro esempio pratico, e cioè ho detto che se taglio via tutto quello che c'è al di sopra dei 17/18Khz, nel mio sistema, non percepisco alcuna differenza.
Punto.

Chiaro che ci sono altoparlanti migliori e altoparlanti pegiori, come diffusori più costosi e meno costosi, e via dicendo, e neanche mi sono sognato di dire che la risposta in frequenza sia tutto, all'ascolto (anche se molte delle sensazioni sono riconducibili a variazioni della stessa).

Io sto solo dicendo che, a livello personale, non me ne farei niente di certi supertweeter perchè semplicemente, oltre un cert limite, non percepisco nulla!
Capito mi hai?

Ciao,
Andrea

Andrea, ed io ti ripeto, che non penso che i nuovi e piu' pregiati tweeter, siano stati progettati unicamente per l'ultrasonico, ma che semmai questa caratteristica, si ripercuota positivamente sul miglior funzionamento in gamma udibile.

Se poi parliamo dei supertweeter allora sono d'accordo che sono inutili ed un'inutile complicazione.

Saluti
Marco
 
Nicola,
questo vorrebbe dire che tali differenze (inteso come avvertibilità o meno di contenuti di segnale over 20K) sono avvertibili solo se si dispone di catene di riproduzione "state of the art"?

Ciao,
Andrea
 
Microfast ha scritto:
Andrea, ed io ti ripeto, che non penso che i nuovi e piu' pregiati tweeter, siano stati progettati unicamente per l'ultrasonico, ma che semmai questa caratteristica, si ripercuota positivamente sul miglior funzionamento in gamma udibile.

Se poi parliamo dei supertweeter allora sono d'accordo che sono inutili ed un'inutile complicazione.

Saluti
Marco

E mica dico il contrario, Marco...
io parlo del fatto di percepire differenze a seconda se sia presente o meno, in ambiente e nel punto d'ascolto, del contenuto spettrale over 20K.
Se poi un tweeter che arriva a rispondere sino a 50K si sente meglio perchè ha un comportamento in gamma udibile (ossia al di sotto dei 20K canonici) migliore, come suggerisce Flex, è un altro discorso, ti pare?
Nel senso che tale postulato presuppone che ci possano essere trasduttori che non sono in grado di riprodurre frequenze oltre i 20K, ma che al di sotto di tale limite hanno un comportamento magari eccezionale.

Ribadisco: io sto solo affermando, su BASE STRETTAMENTE PERSONALE, di non essere mai riuscito ad avvertire alcunchè di diverso pur tagliando volutamente la risposta in frequenza del sistema al di sopra dei 18K.
Ho utilizzato il materiale sbagliato? Può darsi. La catena di riproduzione era inadeguata? Può darsi. E' un limite del mio apparato uditivo? Può darsi anche questo.

A proposito, Nicola: esiste del SW musicale facilmente reperibile che possa maggiormente evidenziare tali differenze, ossia che certamente contiene del segnale utile al di sopra dei 20K? Nel senso che analizzatore di spettro alla mano, ho riscontrato che molti CD e DVDAudio hanno del contenuto importante sino ai 20K, ma non sono sicuro di quanto sia presente al di sopra di tale frequenza (ovviamente pur considerando che in un semplice CD non può esserci nulla oltre i classici 22K circa).

Ciao,
Andrea
 
Quella della NHK e' una delle tante ricerche. Ne esiste una dove hanno utilizzato anche sistemi di controllo basati sulla neurofisopatologia per verificare in tempo reale cosa accadeva a livello celebrale ascontando segnali over 20 KHz. Ebbene, purtroppo non ho copia di tali ricerche, in moltoi casi il cervello elaborava tali segnali. Cosa significa? ma difficile a dirsi, comunque l'utente non aveva nessuna sensazione fisica mentre il cervello aveva riscontro dei segnali. Ora quanto si può apprezzare con un miglioramento della scena o una piacevolezza superiore potrebbe e dico potrebbe essere legato a tali fenomeni.
Per Andrea non dico che serve un impianto di tale livello, afermo solamente che quando si fanno dei test che hanno una valenza tecnico scientifica si devono avere apparecchiature e sistemi a tale livello. Per un ascolto domestico si deve avere un buon ambiente, un super tweeter di livello assoluto (vedi Pioneer del test) ed una sorgente/ampli in grado di riprodurre tali segnali. Non dimentichiamo il SW che deve essere verificato prima del test......ci sono segnali over 20 kHz apprezzabili?

Insomma la musica è in grado di ofrire sensazioni molto profonde ....ribadendo un concetto già espresso ...

le sinusoidi non sono tutto nella vita


un test con verifica strumentale neurofisipatologica

http://jn.physiology.org/cgi/content/full/83/6/3548

ecco l'abstract

Inaudible High-Frequency Sounds Affect Brain Activity: Hypersonic Effect. J. Neurophysiol. 83: 3548-3558, 2000. Although it is generally accepted that humans cannot perceive sounds in the frequency range above 20 kHz, the question of whether the existence of such "inaudible" high-frequency components may affect the acoustic perception of audible sounds remains unanswered. In this study, we used noninvasive physiological measurements of brain responses to provide evidence that sounds containing high-frequency components (HFCs) above the audible range significantly affect the brain activity of listeners. We used the gamelan music of Bali, which is extremely rich in HFCs with a nonstationary structure, as a natural sound source, dividing it into two components: an audible low-frequency component (LFC) below 22 kHz and an HFC above 22 kHz. Brain electrical activity and regional cerebral blood flow (rCBF) were measured as markers of neuronal activity while subjects were exposed to sounds with various combinations of LFCs and HFCs. None of the subjects recognized the HFC as sound when it was presented alone. Nevertheless, the power spectra of the alpha frequency range of the spontaneous electroencephalogram (alpha-EEG) recorded from the occipital region increased with statistical significance when the subjects were exposed to sound containing both an HFC and an LFC, compared with an otherwise identical sound from which the HFC was removed (i.e., LFC alone). In contrast, compared with the baseline, no enhancement of alpha-EEG was evident when either an HFC or an LFC was presented separately. Positron emission tomography measurements revealed that, when an HFC and an LFC were presented together, the rCBF in the brain stem and the left thalamus increased significantly compared with a sound lacking the HFC above 22 kHz but that was otherwise identical. Simultaneous EEG measurements showed that the power of occipital alpha-EEGs correlated significantly with the rCBF in the left thalamus. Psychological evaluation indicated that the subjects felt the sound containing an HFC to be more pleasant than the same sound lacking an HFC. These results suggest the existence of a previously unrecognized response to complex sound containing particular types of high frequencies above the audible range. We term this phenomenon the "hypersonic effect."
 
Ultima modifica:
Ciao,

N. D'Agostino ha scritto:
Quella della NHK e' una delle tante ricerche. Ne esiste una dove hanno utilizzato anche sistemi di controllo basati sulla neurofisopatologia per verificare in tempo reale cosa accadeva a livello celebrale ascontando segnali over 20 KHz. Ebbene, purtroppo non ho copia di tali ricerche, in moltoi casi il cervello elaborava tali segnali. Cosa significa? ma difficile a dirsi,

si tratta di questo:

http://jn.physiology.org/cgi/content/abstract/83/6/3548

In ogni caso quella ricerca è stata pesantemente criticata in quanto presentava profondi problemi sia di metodo sia di sostanza. Probabilmente se fosse stata presentata ad una rivista scientifica che si occupa di audio invece che di fisiologia non sarebbe mai stata accettata.

Saluti,
 
N. D'Agostino ha scritto:
Ne esiste una dove hanno utilizzato anche sistemi di controllo basati sulla neurofisopatologia per verificare in tempo reale cosa accadeva a livello celebrale ascontando segnali over 20 KHz. Ebbene, purtroppo non ho copia di tali ricerche, in moltoi casi il cervello elaborava tali segnali. Cosa significa? ma difficile a dirsi, comunque l'utente non aveva nessuna sensazione fisica mentre il cervello aveva riscontro dei segnali. …
C'entra qualcosa questo?

Acustica Psicofisica

Ciao.
 
Il metodo però è buono e un paio di anni fa discutemmo come ripetere tale esperienze su basi scientifiche con l'aiuto di una facoltà universitaria ed un ospedale. Parlammo a lungo io Emidio e GPM. Poi la cosa si fermò inerosabilmente, gli impegni di lavoro e non nascondiamocidietro a un dito i costi ci hanno impedito di proseguire. Comunque io sono convinto che si possa effettuare una ricerca con valenza scientifica, l'importante è muoversi rispettando elementi che sono propri della ricerca in campo medico. Purtroppo notai che parlare di questi argomenti non trpova sempre riscontri di interesse sia in campo medico che nella ricerca, oggi si tende a fare ricerca essenzialmente finalizzata e quindi se non intervengono le aziende coinvolte ad esempio nella promozione delle sorgenti ad alta rioluzione o i produttori di sistemi in grado di riprodurla.....si fara poca strada. Chi ha interesse oggi di capire quello che accade all'uomo oltre i 20 KHz? Sono veramente in pochi.....gli altri sono tutti impegnati nel sviluppare sistemi che aiutano l'udito in caso di necessità, a prezzi non proprio alla portata di tutti (1800 euro ad orecchio!).
Se vuoi magari davanti un buon bicchiere i vino potremo riprendere il discorso.....con GPM utilizziamo questo metodo....funziona sempre!

ps

UNa ricerca molto valida fu quella condotta da Pioneer che portò alla realizzazione della mitica serie (DAT gold) funzionate a 96 Khz e del super tweeter al berillio.......un mito
 
Ciao,

N. D'Agostino ha scritto:
Il metodo però è buono e un paio di anni fa discutemmo come...

oh, certo, l'idea è molto furba. Le critiche non erano rivolte a quello ma alla pessima realizzazione pratica del tutto. Se guardi per esempio gli spettri presentati noterai che ci sono notevoli differenze in gamma udibile tra presenza e assenza del supertweeter. Con queste premesse è impossibile determinare se l'effetto era dovuto o meno al supertweeter.

Saluti,
 
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