andrea aghemo ha scritto:
Non ultimo, le due stanze avevano caratteristiche acustiche ben diverse; pur essendo quella del MCH più critica, in termini di
E' solo una mia considerazione, ma credo che in realta' lo stesso concetto di funzionamento del DRC / PAC lo renda piu' adatto a un impianto MC che allo stereo. Questo perche' eliminando virtualmente la presenza del campo riverberato (almeno le prime riflessioni, cioe' gran parte di questo) la sensazione e' di "sparizione" virtuale delle pareti della stanza (come ascoltare all'aperto o in camera anecoica).
A questo punto bisogna pero' analizzare le esigenze dell'ascolto stereo rispetto al MC, che sono diverse: infatti nello stereo l'ambienza contenuta nel segnale originale e' generalmente poca, soprattutto con registrazioni effettuate in studio e/o con strumenti amplificati (dove il segnale e' prelevato direttamente a livello elettrico dallo strumento).
Nello stereo quindi, l'ambienza propria della sala di ascolto si "aggiunge" a quella contenuta nella registrazione e gioca un ruolo fondamentale nel fornire una maggiore sensazione di spazialita', apertura, ampiezza e profondita' del fronte sonoro etc...
Ecco perche' con un impianto stereo e' consigliabile non rendere troppo morta l'acustica del locale con eccessiva presenza di pannelli assorbenti, bensi' utilizzare pannelli diffondenti ("a resto quadratico", etc...) e disporre i diffusori abbastanza distanti dalla parete posteriore, pena la perdita di "profondita'".
Nel MC invece, da quello che so, e' consigliabile trattare la stanza anche in modo piuttosto assorbente: non e' raro vedere sale dedicate all'HT con pareti e soffitto interamente rivestite con poliuretano espanso. Questo perche' nel MC le informazioni contenute nel supporto relative all'ambienza originaria, sia essa reale o fittizia (dipende ovviamente dalla registrazione e dal fonico), sono molto maggiori e dispongono di altri 3, 4 o 5 canali (nel 7.1) per essere erogate nella stanza verso l'ascoltatore. Aumenta quindi l'informazione ambientale "consegnata" tramite l'emissione diretta e di pari passo andrebbe eliminata una maggiore percentuale di campo riverberato dalla stanza di ascolto, che finirebbe solo per imporre la propria ambienza su quella gia' fornita dall'impianto MC incasinando le cose.
Il DRC, operando virtualmente un "mascheramento" della presenza della stanza di ascolto proprio come accadrebbe tramite un trattamento anecoico molto pesante della stessa, sembrerebbe quindi ancora piu' indicato con sistemi multicanale rispetto allo stereo.
Poi naturalmente come sempre dipende moltissimo da quanto e' contenuto nella registrazione: un segnale stereo puo' contenere gia' molte informazioni dell'ambienza originaria, ad es. un concerto di orchestra sinfonica ripreso nel modo corretto etc... mentre puo' non contenerne affatto, come in molti casi (purtroppo) di musica amplificata registrata in studio e poi manipolata (male) dal fonico di turno.
Un segnale multicanale puo' contenere informazioni ambientali "realistiche", con i vari microfoni relativi ai 5 canali posizionati in modo intelligente, oppure puo' contenere informazioni "innaturali" con effetti particolari voluti sempre dal fonico di turno....