salierno.f
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Il vero problema è il controllo del volume e come questo viene fatto. Le soluzioni sono diverse come diversi sono i risultati ed i costi: regolazione del volume fatta dalla sorgente, regolazione con pre passivo e regolazione tradizionale con pre attivo. La regolazione fatta con la sorgente teoricamente consentirebbe di risparmiare soldi ma nei fatti non garantisce il migliore risultato possibile (la sorgente puo' controllare il volume nel domino digitale o analogico - il controllo nel dominio digitale è da evitare). Ho posseduto per un pò di tempo un cd wadia 581i con controllo di volume: in una catena di alto livello il suono si rilevava buono ma non ottimo quando confrontato con un pre di livello. Wadia ha sempre pubblicizzato le sue sorgenti con controllo di volume evidenziando il risparmio sul pre ma l'esperienza fatta anche da numerosi audiofili, con sorgenti di varie marche, ha convinto molti a reinserire un pre nel proprio impianto.
La soluzione con pre passivo con potenziometro a scatti anche se fatto con resistenze di altissima qualità ha il problema che l'impedenza di uscita varia con il volume ed è comunque alta e la cosa non garantisce la massima qualità possibile.
La soluzione con pre attivo, quando questo è fatto bene, è quello che al momento è maggiormente utilizzato. Gli appassionati del 2 canali sarebbero molto contenti di risparmiarsi i soldi del pre
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Il pre attivo garantisce che la regolazione del volume fatta quasi sempre con caduta resistiva venga seguita da uno stadio attivo di amplificazione/buffer a bassa impedenza di uscita per non compromettere la qualità (alte impedenze di uscita comportano distorsioni maggiori sul segnale).
Ricordo infine che il preamplificatore è in reltà un preattenuatore perchè il segnale all'uscita della sorgente viene attenuato in maniera consistente dal pre (il livello del segnale basso puo' essere maggiormente inficiato dal rumore peggiorando il rapporto SNR).
La soluzione con pre passivo con potenziometro a scatti anche se fatto con resistenze di altissima qualità ha il problema che l'impedenza di uscita varia con il volume ed è comunque alta e la cosa non garantisce la massima qualità possibile.
La soluzione con pre attivo, quando questo è fatto bene, è quello che al momento è maggiormente utilizzato. Gli appassionati del 2 canali sarebbero molto contenti di risparmiarsi i soldi del pre
Il pre attivo garantisce che la regolazione del volume fatta quasi sempre con caduta resistiva venga seguita da uno stadio attivo di amplificazione/buffer a bassa impedenza di uscita per non compromettere la qualità (alte impedenze di uscita comportano distorsioni maggiori sul segnale).
Ricordo infine che il preamplificatore è in reltà un preattenuatore perchè il segnale all'uscita della sorgente viene attenuato in maniera consistente dal pre (il livello del segnale basso puo' essere maggiormente inficiato dal rumore peggiorando il rapporto SNR).