[KRELL HTS 7.1] originale e modificato

Il vero problema è il controllo del volume e come questo viene fatto. Le soluzioni sono diverse come diversi sono i risultati ed i costi: regolazione del volume fatta dalla sorgente, regolazione con pre passivo e regolazione tradizionale con pre attivo. La regolazione fatta con la sorgente teoricamente consentirebbe di risparmiare soldi ma nei fatti non garantisce il migliore risultato possibile (la sorgente puo' controllare il volume nel domino digitale o analogico - il controllo nel dominio digitale è da evitare). Ho posseduto per un pò di tempo un cd wadia 581i con controllo di volume: in una catena di alto livello il suono si rilevava buono ma non ottimo quando confrontato con un pre di livello. Wadia ha sempre pubblicizzato le sue sorgenti con controllo di volume evidenziando il risparmio sul pre ma l'esperienza fatta anche da numerosi audiofili, con sorgenti di varie marche, ha convinto molti a reinserire un pre nel proprio impianto.
La soluzione con pre passivo con potenziometro a scatti anche se fatto con resistenze di altissima qualità ha il problema che l'impedenza di uscita varia con il volume ed è comunque alta e la cosa non garantisce la massima qualità possibile.
La soluzione con pre attivo, quando questo è fatto bene, è quello che al momento è maggiormente utilizzato. Gli appassionati del 2 canali sarebbero molto contenti di risparmiarsi i soldi del pre :).
Il pre attivo garantisce che la regolazione del volume fatta quasi sempre con caduta resistiva venga seguita da uno stadio attivo di amplificazione/buffer a bassa impedenza di uscita per non compromettere la qualità (alte impedenze di uscita comportano distorsioni maggiori sul segnale).
Ricordo infine che il preamplificatore è in reltà un preattenuatore perchè il segnale all'uscita della sorgente viene attenuato in maniera consistente dal pre (il livello del segnale basso puo' essere maggiormente inficiato dal rumore peggiorando il rapporto SNR).
 
Chissà, magari teoricamente è possibile, si eliminerebbe un passaggio, un alimentatore, un mobile, una coppia di cavi e via.

Lasciando stare come ci rimarrebbe un ampli che prende legnate da orbi stando dentro un mobile che fa risonanza, come pensa il tuo amico di selezionare la sorgente di ingresso? Stacca i fili ogni volta? Si immagina una pulsa..........[CUT]

Quoto in toto..!
Diffusori amplificati, o anche digitali amplificati con convertitore interno esistono da parecchio. Sarebbe (forse) un vantaggio pratico (sempre che un ampianto abbia al massimo un padio di sorgenti) ma con resa acustica tutta da ascoltare
 
La soluzione con pre passivo........ha il problema che l'impedenza di uscita varia con il volume ed è comunque alta
Realizzare un attenuatore variabile con impedenza di uscita costante non è cosa difficile, anzi lo si fa normalmente negli attenuatori di uscita degli strumenti di misura, basta averne la voglia, visto che i pre passivi li fan pagare salatissimi (meno roba c'è dentro e più costano) potrebbero anche sprecarsi ed impegnarsi un pochino nel progetto, però, giustamente, rimane il problema dell'impedenza di uscita, motivo per cui andrebbe evitato tale tipo di pre.
Il pre attivo garantisce che la regolazione del volume fatta quasi sempre con caduta resistiva venga seguita da uno stadio attivo di amplificazione/buffer a bassa impedenza di uscita
Che è esattamente quello che fa un qualsiasi stadio di uscita di una apparecchiatura audio, ossi adattare l'impedenza del circuito interno a quella bassa che deve avere una uscita (onde adattarsi a quella alta dell'ingresso).

Se questo viene fatto fisicamente all'interno del lettore CD (ad esempio) oppure all'interno di una scatola separata che duplica lo stesso circuito cosa cambia, a parte aggiungere altri componenti?

Schematizzando, la parte finale di un lettore CD è così composta:

DAC -> stadio amplificatore-> adattatore di impedenza/buffer di uscita -> uscita

un pre qualsiasi:

ingresso -> stadio amplificatore -> controllo di volume -> eventuale stadio amplificatore -> adattatore di impedenza/buffer di uscita -> uscita

Se nel lettore inserisco, prima del buffer di uscita un controllo di volume cosa cambia rispetto alla seconda soluzione?

Considerando anche che nella stragrande maggioranza dei casi il segnale in uscita dal lettore non ha bisogno di ulteriori amplificazioni in quanto in grado di pilotare senza problemi un finale.

Ciao
 
Usciamo dal concettuale e dagli schemi a blocchi e vediamo qualcosa di reale per capirci meglio.

Una sezione di preamplificazione con regolazione di volume puo' essere fatta in tanti modi e con componenti a stato solido e/o a tubi, il costo relativo può variare da pochi euro a decine di migliaia di euro.
La domanda da porsi è che cosa voglio (e quanto voglio spendere :))?

Il mio pre a 2 canali ha questo potenziometro (autocostruito il potenziometro costa quanto un oppo bdp 93):

ladderl.jpg


ed un'alimentazione a valvole con circuitazione di preamplificazione a tubi ed uscita a trasformatori e pesa una ventina di kili. Tutta questa roba non la metti in una sorgente :)

Per il multicanale utilizzo un krell hts 7.1 di cui allego la sezione analogica e la scheda con i regolatori di volume burr brown

hts71analogjeuu.jpg


anche questa roba non la metti in una sorgente.

Poi puoi utilizzare un circuito con qualche opamp e qualche rete resistiva pilotata digitalmente dal processore con una spesa di qualche decina di euro ed utilizzare l'alimentazione che già hai nella sorgente e tutto cio' lo inserisci tranquillamente nella sorgente. ;)

Bisogna solo decidere che cosa si vuole dalla vita....
 
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Sulla possibile eliminazione del pre dalle nostre catene segnalo le tre discussioni che ci sono state:
2006 http://www.avmagazine.it/forum/92-p...fusori-stereo/61045-il-preamplificatore-serve
1/2012 http://www.avmagazine.it/forum/8-am...-quanto-influiscono-se-collegati-in-analogico
4/2012 http://www.avmagazine.it/forum/92-p...-stereo/213759-pre-amplificatore-serve-sempre

Sull'opportunità di utilizzare casse amplificate, invece, sospendo il giudizio. Di Genelec ne ho sentite tante e non ci vado pazzo. L'idea di una biamplificazione o addirittura triamplificazione"dedicata" invece mi piace molto, perché permette di customizzare e ottimizzare diffusori, filtri e finali in ragione di sensibilità, risposta in frequenza, carattere sonico delle varie sezioni, alla ricerca del mix perfetto. Però il risultato finale non mi sembra poi così eclatante e per questo mi meraviglio sempre molto quando le trovo negli studi di registrazione, luoghi dove la neutralità di emissione dovrebbe essere il risultato massimo cui ispirarsi...
 
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Per quanto riguarda il commutatore al posto del normale potenziometro, se proprio lo si vuole usare, non è certo una novità e non ingombrerebbe molto di più, se si vuole lo si può sostituire con una serie di relè, senza che il risultato cambi, forse la spesa sarebbe minore, ma non ne sono tanto sicuro.

Per quanto riguarda la scheda con millanta transistor mi spieghi perchè farci passare il segnale audio se il livello all'ingresso è lo stesso di quello all'uscita? La maggior parte dei lettori hanno un range di tensione all'uscita perfettamente sufficiente a pilotare alla massima potenza un finale.

Se poi si vogliono usare tutte le altre possibilità di intervento offerte da un pre (per non parlare dell'ambito HT con i relativi DSP) è un altro discorso, ma se si parla di semplice accoppiamento al meglio come tensione ed impedenza tra un lettore ed un finale, controllo di volume a parte, il pre è ridondante.

Se poi qualcuno dice che il suono che esce da questo o quel pre piace di più del suono diretto, allora gli do ragione, ma non si tratta di Hi-Fi, ma di come un pre stravolge, pardon: migliora, il suono originale (perchè, terra terra, di questo si tratta).

Ciao
 
Se poi qualcuno dice che il suono che esce da questo o quel pre piace di più del suono diretto, allora gli do ragione, ma non si tratta di Hi-Fi, ma di come un pre stravolge, pardon: migliora, il suono originale (perchè, terra terra, di questo si tratta).[CUT]

Non sono d'accordo. Premesso che in una catena audio (dal disco alle nostre orecchie) meno componenti ci sono,inferiore è il degrado del segnale, è altrettanto risaputo in ambito soggettivamente musicale, che ogni circuito elettrico suona diversamente da un'altro.
Se il suono "migliore" si ottenesse semplicemente ottimizzando impedenze e livelli di uscita/ingresso, avremmo vita piuttosto facile, se non fosse per la necessità di regolare il volume di ascolto.
 
Se il suono "migliore" si ottenesse semplicemente ottimizzando impedenze e ..........[CUT]
Mai detto questo.

Ho solo sostenuto che se non c'è bisogno di amplificare un segnale audio, o di riequalizzarlo nel caso di un segnale proveniente da una testina magnetica, a cosa serve tutta la circuitazione di un pre esterno ) a parte la solita storia del volume), inserito tra lettore e finale?

Tu stesso scrivi che un circuito elettronico suona diversamente da un altro, bene, ed allora perchè non accontentarsi di un circuito che suoni il meno possibile e, tanto per cominciare, non eliminiamo una parte del circuito che potrebbe suonare come meglio gli pare, anche se piacevole?

Oppure facciamo il discorso caro a molti di intervenire su un suono in modo contrario per cercare di eliminare i difetti, vedasi la scelta di un cavo per riscaldare o raffreddare un suono, oppure quel tale diffusore che controbilancia quel tal altro ampli.

Non sarebbe meglio cercare di usare un ampli il più lineare possibile ed un diffusore pure lui il più possibile lineare, quello che si otterrà sarò il massimo possibile (con quel budget). altrimenti si corre di il rischio di inserire correzioni solo per ottenere il suono che ci soddisfa di più, nulla da dire, ma siamo sempre al solito discorso, non si dovrebbe cercare il suono che ci soddisfa di più , ma quello che si discosta il meno possibile dal suono reale.

Ciao
 
Penso che ciò che ho scritto in precedenza non è stato molto chiaro.
Se devo regolare il volume e quindi agire sul segnale che esce da una sorgente (ad esempio da un dac) devo inserire delle resistenze di caduta in serie al segnale stesso: ciò degrada la qualità del segnale per quello che si e' detto sulla impedenza di uscita del partitore o del potenziometro logaritmico a strisciamento se non piace il ladder . Il problema e' tutto qui e ti prego di credermi: questo e' un grande problema se vuoi puntare a qualità elevate.
 
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Proprio ieri sera c'era un hts collegato al mio generatore ed all'oscilloscopio. Onda sinusoidale da 1khz in entrata a 100Vpp, onda in uscita a 20 vpp ad un livello di potenziometro elettronico 15.
Perchè tutti quei transistori? Qualcuno ormai anni or sono ha provato ad usarne uno solo, puntando a far lavorare il transistore ad una tensione positiva; era subito dopo al circuito rilevatore della radio galena, ed era nelle prime radioline portatili am fm, che di transistori ne contavano davvero pochi. Come si chiamava? BC317, BC237, il mitico NPN che ha fatto storia? Che tempi ...
Ben presto il progettista si è accorto che il transistore non era molto lineare e non aveva abbastanza escursione, considerato anche che il condensatore in uscita per togliere la cc alla fine risultava pericoloso, se si bucava arrivava la componente continua in uscita. Si è inventato il circuito doppio, con semionda positiva e negativa, ogni transistore lavorava su una sola semionda a metà dinamica e si migliorava la linearità, ma altro problema, la raccordatura fra semionda positiva e negativa. Ecco che facendo passare correnti di bias fra i due transistori si tendeva ad allineare le due semionde. Poi l'inserimento della controreazione per liearizzare la risposta in frequenza, poi circuiti di controllo supplementari per puntare ad altre parametrizzazioni sulle linearizzazioni delle fasature al cambiare delle frequenze. Poi il raddoppio della circuitazione per gestire segnali bilanciati con trattamento delloo stesso segnale invertito di 180 gradi per aumentare il rapporto s/n (signal/noise). Insomma i progettisti si sono ingegnati a fare nuove circuitazioni introducendo vere e proprie scuole di pensiero. Alla fine il povero transistore originale causa di tutto questo è rimasto solo, lo si trova nei banchi di scuola degli istituti tecnici come il Corni od i Fermi di Modena per far vedere la curva di risposta in amplificazione ed in conduzione, ed in via cracovia da quei progettisti santi e benedetti che, per introdurre l'elettronica ai nuovi hobbisti verso le prime esperienze di costruzione, si prodigano a spiegare le circuitazioni semplici e di facile apprendimento.

Tutto questo per dire che se ci sono schemi complicati e una follia di componenti attivi (l'hts conta se non ricordo male sulla scheda di uscita in foto ben 54 transistori smd per ogni canale, cioè quasi 500 fra le due schede di uscita, per un assorbimento di 70 watt in condizioni di riposo, senza contare gli operazionali ivi presenti), la motivazione credo sia data dalla continua ricerca da parte dei progettisti ad inventarsi nuove configurazioni nella continua ricerca e sviluppo degli apparati.
 
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l'hts conta se non ricordo male sulla scheda di uscita in foto ben 54 transistori smd per ogni canale, cioè quasi 500 fra le due schede di uscita, per un assorbimento di 70 watt in condizioni di riposo, senza contare gli operazionali ivi presenti, la motivazione credo sia data dalla continua ricerca da parte dei progettisti ad inventarsi nuove configurazioni nella continua ricerca e sviluppo degli apparati. [CUT]

:D ehm.. e tutte quelle lucine azzurre che mi guardano da dentro che sono..?? :D
 
Proprio ieri sera c'era un hts collegato al mio generatore ed all'oscilloscopio. Onda sinusoidale da 1khz in entrata a 100Vpp, onda in uscita a 20 vpp ad un livello di potenziometro elettronico 15.
Perchè tutti quei transistori? Qualcuno ormai anni or sono ha provato ad usarne uno solo, puntando a far lavorare il transistore ad una tensione positiv..........[CUT]
tralasciando la parte piu tecnica,mi incuriosiva l assorbimento del pre in st-bye.mi sembrano tanti 70w,considerando che il mio finale ne assorbe 60,sempre in st-bye.
è un valore che hai misurato o è riportato da qualche parte?
 
Ho un generatore di funzioni autocostruito, progettato appunto dai ragazzi di via cracovia. Mah, fino a 200 vpp siamo in standard, il tuner addirittura arriva a 400 vpp.
Ho misurato con l'amperometro, sulla 220, sempre collegato.
Classe A? Per me quel pre è un capolavoro, vorrei conoscerlo Dan. La classe A è come filosofia la stessa che guida i progettisti auto a fare modelli top class. Poi che ognuno arrivi al massimo, questo omo sempre succede.
 
Ciao a tutti, mi è appena arrivato un HTS 7.1 by Angelo Civitillo (che mi pare qualcuno di voi conosca, è stato veramente professionale lo consiglio) , bellissimo!!!

ora inizio a leggermi il manuale, poi non appena riuscirò a montarlo credo vi stresserò parecchio.... :D
 
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