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AVATAR di James Cameron

Film spettacolare con scene 3d bellissime, ho avuto la sensazione di essere in mezzo al film e non di vederllo, purtroppo dopo mezz'ora appagato dalla novità del 3d mi ero stancato del film e volevo andarmene, ai miei figli piaceva e sono dovuto restare fino alla fine :cry:
Mia moglie dopo che gli ho fatto per tanto tempo il lavaggio del cervello per vedere questo film ha detto :
Per farti perdonare devi farti un giorno intero in un centro commerciale (reparto abbigliamento) con me :cry:
Adesso qualcuno mi prenderà per provinciale, qualche altro mi dirà che sono esagerato, credetemi a me non è piaciuta per niente come storia.
anzi l'ho trovata noiosissima.
Sono d'accordo sul fatto che questo film farà il record di incasso, difficilmente sarà un film da rivedere fra qualche anno
(vedi tutti i film citati nei post precedenti)
Giustamente ognuno di noi esprime le proprie sensazioni.
Però anche a chi è rimasto soddisfatto del film afferma che visto in 2d non avrebbe avuto senso o non avrebbe dato emozioni.
C'è forse bisogno del 3d per Titanic? o per Blade runner? per il gladiatore?
O Forse c'è bisogno del grande schermo e del 3d per apprezzare il Padrino?
Avatar è uno spettacolo visivo
Opinione Personale :)

P.S. Cameron oltre alle allegorie sugli indiani sul mondo ecc ecc , ha anche trasmesso che nel futuro si fumerà ancora :p
 
diciamo che un po' tutti stanno almeno ammettendo che il film va comunque visto, al cinema e in 3D. Questo sì è vero, che poi la storia non sia altrettanto pazzesca come lo è la realizzazione tecnica è un dato di fatto: non per questo è da buttare, ma onestamente sono curioso di vedere cosa mi lascerà dopo una visione in 2D a casa.. per quanto sarà un blu ray notevole e di riferimento, temo che il tutto sarà un po', come dire, meno saporito: rivedendolo parecchi dialoghi sono penosi di loro (il doppiaggio non brilla, ma si arrangia), molti personaggi stereotipati, i cattivi non ben delineati, il casus belli povero. Tutta la parte dei Navi'i invece è interessante e di alto livello, ma il succo, purtroppo, è: già visto e stravisto. Poi, sia ben chiaro, promosso con una sufficienza abbondante, perchè molte sono le scene notevoli.

il 3D per quanto mi riguarda non è la rivoluzione: è bello, è un plus ma resta ancora posticcio, i piani sovrapposti spesso sono troppo evidenti, la luminosità paga (anche con l'Xpand) in vari punti e un po' affatica: non mi ha ancora del tutto convinto. per quanto sia una fissa.
 
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Esatto,e' davvero una fissa:Pero' per me se togliamo l'hype del 3D non e' neppure,a livello narrativo,il miglior film di Cameron.Diciamo che Abyss lo rivedo volentieri anche a definizione standard,Avatar potrei rivederlo,ma quando uscira' il 3D domestico.
 
A me comunque è piaciuto , e a casa ho rivisto un trailer a 1080p di 3 minuti e mezzo che pur essendo compresso , era nitidissimo e aveva un'ottima profondità e colori stupendi , forse anche migliori che in 3D visto che non ci si mettono di mezzo gli occhialetti.
Quindi IMHO l'impatto visivo resta , ed in più la storia è sufficientemente coinvolgente.
Mi ha attirato parecchio l'espressività delle "animazioni" degli attori in Performance Capture.
 
Golden Globe, trionfa Avatar

Nastro Bianco batte Baaria come miglior film straniero

18 gennaio, 09:47

(ANSA) - LOS ANGELES, 18 GEN - Trionfo per Avatar ai Golden Globe: il film di James Cameron e' stato premiato come migliore film drammatico e per la migliore regia. Miglior attore drammatico Jeff Bridges mentre, a sorpresa, il globo per il migliore attore brillante e' andato a Robert Downey Jr. Sandra Bullock premiata per la migliore performance drammatica mentre Meryl Streep come migliore attrice brillante. 'Il nastro bianco di Haneke ha invece vinto il Golden Globe come migliore film straniero. Battuto 'Baaria'.

http://www.youtube.com/watch?v=S6BO2bpEVk8
 
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Io spero che vinca più oscar possibile...

...che magari a Riccione si decidono ad organizzare una proiezione IMAX. Chessò, ques'estate, o il prossimo autunno.

Chi non ha provato l'Imax non può immaginarsi cosa sia. Nemmeno dopo avere visto AVATAR in un cinema 3D normale.

Provo a farvi capire: immaginate il 3D di Avatar ma su uno schermo che copre del tutto il vostro campo visivo. Con le immagini perennemente ad un palmo dal vostro naso, tanto che non riuscite più a vedere nemmeno la prima fila di poltrone davanti alla vostra. E, come se non bastasse, con la stessa qualità d'immagine che avreste senza indossare gli occhiali.

Ecco, questo è l'Imax 3D.
 
va be dai non rimarra' ricordato forse come capolavoro, ma scusate obbiettivamente che super trama aveva "titanic"....:rolleyes:
 
Quindi mi tocca andare in California... :D

Se aspetto che aprano un cinema IMAX in Sicilia , faccio prima a vedere il ponte sullo stretto... :rolleyes:
 
hehehe... :D

Penso proprio che l'IMAX renda pienamente giustizia ad Avatar , e poi probabilmente porterebbe ancora più gente al cinema visto che l'esperienza IMAX è irriproducibile a casa.
 
Qualcosa in Italia c'e'.Come diceva Dart,a Riccione.Poi ce ne sono altri,ma non so dove,e comunque ignoro se abbiano Avatar in cartellone.
 
antonio75 ha detto:
E' vero che il cinema è immagine, nel senso di visione, ma ciò che vedi deve trasmettere emozioni, coinvolgerti al punto da farti piangere, ridere, in...are, farti vivere insomma tutte le emozioni che il regista intendeva farti provare. Se hai avuto difficoltà ad appassionarti alla storia, allora non hai visto un capolavoro, ma solo una spettacolare messa in scena tramite 3d di una semplice storia che non riesce a coinvolgerti, successo anche a me. . E' vero che entri nel mondo di Pandora, ma non sei coinvolti emotivamente, solo sul piano formale visivo. Da qui la difficoltà a farti coinvolgere.

Però anche a chi è rimasto soddisfatto del film afferma che visto in 2d non avrebbe avuto senso o non avrebbe dato emozioni.
C'è forse bisogno del 3d per Titanic? o per Blade runner? per il gladiatore?

GIANGI67 ha detto:
dico che Avatar verra' ricordato come record di incassi e superbo esercizio di stile.

sono d'accordissimo con GIANGI67 quando parla del Titanic e in tutte le sue affermazioni, inutile quotare tutto quanto.

siamo parecchi provincialotti, anzi, proprio contadini analfabeti :D :D :D
 
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Pienamente d'accordo con chance. Avatar segnerà senza dubbio un solco di confine. Anche a me la trama non mi entusiasma, soprattutto il colonnello cattivo, ma per il resto il film è strabiliante. Grandiose le ambientazioni, l'invenzione del mondo di Pandora, il coinvolgimento del 3D. Vorrei sottolineare poi che queste nuove tecnologie probabilmete riusciranno a riportare un po' di gente nelle sale cinematografiche e questo non potrà che fare del bene all'intero mondo del cinema, maggiori risorse vuol dire anche maggiori investimenti in tecnologie e nuove produzioni.

Scusatemi ma davvero la trama di Titanic è così "brillante"? Io l'ho visto una volta e mi è bastato. Questo lo rivedrò volentieri quando uscirà la versione 2d in BD. Ovviamente tutto è soggettivo, però vorrei ricordare che i film "buoni" non sono solo quelli che fanno riflettere, altrimenti basterebbe leggere un bel libro o sfogliare i giornali.

Per la cronaca io l'ho visto in un piccolo cinema di provincia in una sala di soli 130 posti in cui non ero mai stato ma mi sono trovato bene sia per la visione che per l'audio.

Cinema Smeraldo di Teramo
Sala 1
Formato 2.35:1
Sistema XpanD 3D

Il 3D mi è sembrato fantastico, l'unica cosa che il 2D di questo film potrà dare in più è la luminosità.

Certo il film potrà non piacere a chi non ama il genere, io sono un appassionato, però di sicuro dobbiamo ringraziare Cameron per averci fatto sognare grazie alla sua creatività.

Diciamo che per quanto riguardo il genere fantascienza-fantasy io lo pongo un gradino sotto a LOTR e STAR WARS, però come regia e ambientazione è davvero una rivoluzione. L'unico punto debole può essere solo rintracciato nella trama, non tanto per la morale ecologista quanto per l'invasore scellerato..., speriamo di non ridurci così nel 2124. Quelle di Star Wars e LOTR era sicuramente più solide ma ovviamente qui Cameron si è dovuto inventare tutto da solo non avendo alle spalle un certo Tolkien.

Auguro buona visione a tutti.
 
Certamente il cinema che resta non e' solo quello che fa riflettere,sono d'accordo.Pero' nel caso di Avatar l'attesa e le ambizioni sono tali che nel giudizio di ognuno di noi non sono concessi sconti,nel bene e nel male.Si diceva:quali sono i film che rimangono?Direi quelli che a distanza di anni,anche decenni,hanno il potere di farti tornare anima e corpo al giorno in cui sono stati visti,farti tornare in mente emozioni,addirittura sapori di cio' che la nostra vita era in quel momento,darci l'opportunita' di rivivere cio' che eravamo,in quella precisa fase della nostra esistenza.Questa e' la potenza dell'arte,l'inspiegabile sua qualita' che la rende impareggiabile.
Questo deve darmi un film,se vuole entrare nella storia della settima arte.E Avatar,per quanto pietra miliare della tecnologia cinematografica,tutto questo non me lo ispira.
Quanto a Titanic,il suo segreto era l'incastonare in un dramma realmente accaduto una storia d'amore semplice e disperata,che tutti abbiamo immaginato prima o poi di vivere,e che ci colpisce diritto al cuore.La semplicita' di quella storia e' la chiave.Molto piu' difficile,almeno a mio parere,soffrire per l'amore tra un uomo,calatosi nei panni di alieno,ed una extraterrestre.Ci colpisce e commuove meno,perche',almeno oggi,impossibile.
 
Io dico solo una cosa,da studente di Arti e scienze dello Spettacolo...
Il cinema in quanto Arte si differenzia principalmente dalla Musica,dal Teatro,dalla Fotografia o dalla Letteratura per che cosa?
Per le immagini!
Il cinema nasce come movimento dinamico di fotogrammi.
I massimi sperimentatori cinematografici degli anni 20/30/40 erano sperimentatori di immagini,di montaggi,di movimenti di camera...
e anche James Cameron con il suo Avatar è uno sperimentatore di immagini: nuove cineprese,nuove tecniche di ripresa.
Perchè la summa..il picco massimo del cinema è riuscire ad emozionare con la sola Potenza Evocativa delle Immagini!
Così come il top del Teatro è un Monologo di un Attore (unico padrone della scena) che esprime al meglio le sue capacità attoriale e riesce ad emozionare senza l'aiuto di musica,scenografia,ecc.
Così come i più grandi Musicisti di tutti i tempi (Mozart,Beethoven,ecc) hanno raggiunto il culmine con il solo utilizzo delle 7 note (12 semitoni!) senza usare le parole,senza una storia da raccontare.
Il cinema è Arte Visiva,principalmente ..e quando studi Cinema per diventare regista,prima di tutto ti insegnano ad usare la Macchina da presa,non a scrivere una bella sceneggiatura!
..secondo me è più Difficile fare un film Innovativo a livello visivo e Normale a livello di trama che non viceversa!
Spesso si prende un libro di successo,un cast di attori bravissimi e si fa un capolavoro! Ok,vero! Ci sono tanti capolavori cinematografici così.
Però,secondo me, un Film Completo è un film dove la Regia è padrona della scena.Dove Movimenti di macchina,Fotografia,Scenografia,Effetti,Musiche,ecc sono al massimo e insieme alla storia creano il Capolavoro.
Perché se voglio conoscere una bella storia,mi leggo un libro.
Se voglio esaltare le capacità di un attore,vado a teatro.
..molta gente pensa che l'Arte Impegnata sia quella dove conta ciò che si dice,cioè le parole!
Ma le parole sono prerogativa di tante arti... mentre il suono è prerogativa solo della Musica (e del cinema) o le immagini sono solo prerogativa del Cinema (e della fotografia).
...allora credo che paradossalmente sia più d'Elite o d'Autore un film o una musica che spinge a livelli alti la propria prerogativa e non un film o una canzone che poggia le proprie basi sul testo,sulla storia.
Nel mondo ci sono miliardi di libri,di poesie,di cose dette e scritte... è più facile scrivere una bella storia che girare un bel film,con belle immagini,bel montaggio,bella fotografia.
Dunque Avatar,a mio avviso, è un Capolavoro dell'Arte Visiva e giustamente va premiato ,come hanno fatto ai Golden Globes, come Miglior Film e Miglior Regia!
..certo se avesse innovato anche nella trama lo sarebbe stato ancora di più..
però Cameron ha detto spudoratamente: non voglio creare una storia intricata,sconvolgente,che magari non tutti colgono o capiscono...preferisco fare una storia lineare,volendo già vista (ma non banale,perché cmq. tenere in piedi una storia per 2 ore e 40 minuti,senza annoiare e senza parti morte non è facile!) e dedicarmi con tutto me stesso nel creare un' esperienza visiva mai vista prima! Potenza Visiva! E ci è riuscito.


P.S. è vero fino ad un certo punto che i film che sono ricordato dopo decenni sono i veri capolavori. Perchè ci sono tantissimi film degli anni '30 e '40 fatti da Russi,Polacchi,Francesi,Inglesi,Americani,ecc.. che nessuno ha visto all'epoca e nessuno conosce oggi e che sono però DAVVERO CAPOLAVORI di CINEMA! In senso assoluto! ...il vero Cinema Alto non è quello d'Autore,ma quello d'Elite che nessuno conosce..perché non COMMERCIALE!
Anche il Cinema d'autore cmq è commerciale..se un film americano arriva in Italia (anche solo il 5 sale) è di nicchia ma è cmq Esportabile..e quindi Commercialmente ATTIVO!

..è tutto un insieme di ipocrisie..il cinema nasce come Arte e si sviluppa come industria! Tutti i capolavori,lo sono relativamente rispetto ad altri!
E' impossibile poi mischiare Generi e Culture e Tempi Storici diversi.
Quarto Potere o La corazzata potemkin o Avatar sono inconfrontabili!
 
Copio ed incollo un'interessante recensione "estorta" dal sito www.Spietati.it, noto sito per "cinefili" (ehm...):


Vecchi paradossi e rinnovate sciocchezze

Il grande quanto ormai classico paradosso che sottende il Nuovo Cinema Digitale è la ricerca di Analogico. Il motion capture prima e il performance capture poi sono ottimi esempi: da un lato ci si compiace della possibilità di plasmare sinteticamente personaggi in piena libertà creativa, dall’altro ci si sente in dovere di dotarli comunque di movenze (motion) ed espressività (performance) umane. Cameron ha fatto un ulteriore passo in avanti, confermando il trend contraddittorio: appurato che il classico concetto di profilmico va (è stato) aggiornato all’epoca dell’algoritmico e dell’artificiale, ha sentito la necessità di muoversi in questo nuovo profilmico come se fosse “vero”, con una cinepresa in carne e ossa (la Virtual Camera) che lo portasse materialmente sul set, in cui deambulare sulle sue gambe alla ricerca dell’inquadratura e del movimento di macchina migliore. A guardar bene, tutte le altre innovazione introdotte da Avatar (3D Fusion Camera, Simul Camera, il “montaggio preventivo” di Rivkin), rispondono alle stesse esigenze, perseguono la stessa filosofia: gettarsi nel cinema sintetico del futuro come se fosse il caro, vecchio cinema del passato, ottenere il massimo del realismo col massimo dell’artificio, rendere credibile l’incredibile. E’ storia vecchia, vecchia come il cinema stesso, talmente vecchia che dovrebbe scoraggiare spericolati catastrofismi sugli “effetti speciali che annientano le emozioni” e altri simili – e similmente insopportabili - chiacchiericci/brusii da sala d’attesa (cfr. Roberto Faenza, La Repubblica, 7/1/2010).

More human than human

Avatar, il presunto campione di questo cinema ipermoderno, disumano e de-emozionato, è al contrario un film che riproduce in tutte le sue componenti una inesausta ricerca di umanità, classicità e genuinità (anche emozionale) quasi premoderne. L’ambizione – evidente – è magnificare le risorse tecnologiche perché queste possano infine celarsi alla vista dello spettatore e lasciarlo libero di immedesimarsi e di emozionarsi in modo classico e “ancestrale”. La storia narrata da Cameron è, in tal senso, emblematica quanto archetipica, e racconta/auspica il rifiuto della modernità in favore di un malickiano ritorno alle origini, del re-start in uno Stato di Natura popolato da Buoni Selvaggi e pervaso da panteismo/animismo magico, dove si combatte e si caccia per necessità con armi primitive. Il filtro dell’effettistica, efficace solo se invisibile (dunque: sofisticatissimo), serve proprio a rendere possibile l’immersione spettatoriale nell’universo diegetico, la presenza quasi fisica, tattile su Pandora (il 3D ci sta tutto), e dunque l’adesione emotiva e sensoriale al senso rousseauiano del racconto.

Pandora’s Box

Cameron dà consistenza cinematografico/visiva alla contrapposizione tra i due mondi con un’efficace alternanza tra la realtà ipocromatica, monotona e per molti versi meschina della “vera vita” di Jake Sully e quella ipertrofica, satura e immaginifica di Pandora, dove il suo gigantesco alter(?) ego blu cobalto si muove in completa e armonica libertà. Ben presto, anche lo spettatore si bipolarizza e vive la pellicola nell’attesa che Jake abbandoni la sua “vera vita” (nella/con la quale è il film stesso, per certi versi, ad arrancare) per linkarsi al suo avatar e immergersi/ci in un film/mondo decisamente più dinamico (cambiano i parametri audiovisivi, modus filmandi compreso) e accattivante. La Pandora Na’vi è il lussureggiante luogo del virtuosismo cinematico, dove riferimenti noti, disparati e graditi (da Francis Bacon a Panzer Dragon passando per Roger Dean e le sue YesCovers post Fragile) si alternano a un senso di nuovo e di inedito che innesca la curiosità di esplorare.

Rose e Fiori (non tutto)

Col senno di poi, quindi, e accarezzando la sovrainterpretazione, anche l’inizio farraginoso di Avatar potrebbe connotarsi di un perché, benché preterintenzionale: la voce over “comoda” e spesso pleonastica, alcuni dialoghi irritanti (la Weaver e Ribisi che fingono di litigare mentre ci stanno spiegando di cosa parla il film), una caratterizzazione dei personaggi che gronda clichè e una generalizzata assenza di ritmo rischiano sì di indisporre sul nascere ma predispongono lo spettatore ad aspettare (e preferire) che l’universo tridimensionale di Pandora prenda il posto del film così com’era (male) iniziato. Benché non tutto si risolva per il meglio. Ci sono alcuni personaggi che rimangono decisamente poco riusciti (il colonnello Quaritch), altri che non escono dal loro status embrionale (la Rodriguez/Chacon), la brillantezza dei dialoghi latita (eccezion fatta per alcune buone battute affidate alla Weaver) ed è comunque la sceneggiatura vista nel suo insieme a palesare una certa macchinosità irta di forzature, diverse leggerezze e qualche falla. Pur risultando più complessa e stratificata di quello che può sembrare a prima vista…

Testi e sottotesti

Alla trama principale (la difesa di Pandora/Natura dall’ottusità Militare/Umana/Civilizzata), Avatar affianca altre sottotrame (e sottotemi) parallele, più o meno chiare e leggibili. La matrice antimilitarista è piuttosto grossolana e dunque evidente, ma altrettanto palesi sono i riferimenti più specifici alla politica estera americana post 9/11: dalla autodichiarata superiorità socio-culturale degli aggressori (a scopo di lucro) sugli aggrediti, agli espliciti riferimenti agli attacchi preventivi anti-terrore. Ma è la più basilare questione avatar a prestarsi a letture meno univoche. Come va interpretato il riferimento principale, fin dal titolo, alla nostra realtà di internauti? Il film non risulta forse una glorificazione della vita parallela per interposto alter ego digitale a scapito della vita tradizionalmente intesa? In fondo, si è già detto della dicotomia (tecnica, registica, effettistica, emotiva) tra i due mondi di Jake e di come quello “secondario” sia preferibile al “principale”. Fino alle estreme conseguenze, dato che Jake, di fatto, sceglie di suicidarsi e di reincarnarsi definitivamente e irreversibilmente nel suo Avatar. Un’ode apologetica alla dipendenza da Internet? Qualche Meluzzi di turno potrebbe sproloquiarci per un paio di trasmissioni, interloquendo con opinionisti di razza tipo Carmen Russo o Don Mazzi.

De Cameron

James Cameron, dunque, è tornato. E non l’ha fatto certo in sordina. “Il film che cambierà la Storia del Cinema”. Nientemeno. O forse, più m(od)estamente ma neanche troppo, il nuovo Star Wars, pellicola con la quale Avatar presenta in effetti diverse omologie ed affinità a un po’ tutti i livelli. Certo è che per la prima volta in carriera, il re-gista canadese gioca la carta dell’autorialità, si guarda indietro e si autocita in cerca di un percorso artistico in qualche modo riconoscibile. Dalle musiche di Horner che riproducono l’OST del Titanic quasi alla lettera, ai fosforescenti rimandi oltre-mondo di The Abyss, alla riproposizione di singole sequenze (True Lies, scena dell’elicottero con missile-appiglio), Avatar è un po’ una cameroneide. Con un referente privilegiato (si veda la presenza della Weaver), Aliens, che merita un discorso a parte. Un po’ perché è il capolavoro indiscusso e indiscutibile del regista (che forse lo sa), un po’ perché si tratta di un ritorno improntato al rovesciamento e che, quindi, merita due parolette in più. Pianeta ostile, alieni, marines cazzuti, gli ingredienti principali sono gli stessi ma a polarità invertite: il pianeta non è poi così ostile, gli alieni non sono macchine di morte e i marines sono cazzuti sì ma sostanzialmente “cattivi” [tant’è che il film non si (ci) pone il problema etico della loro morte in battaglia. I buoni stanno tutti di là e i soldati americani meritano tutti la fine che fanno. Un po’ forte per un tipo di produzione come Avatar, no?]. E anche le singole sequenze chiave vengono rivoltate come un guanto (scontro finale Ripley in esoscheletro meccanico vs. mostro diventa Mostruoso Marine in esoscheletro meccanico vs. mostro buono). Una specularità quasi scientifica che testimonia, azzardiamo, la volontà di Cameron di abiurare coram populo l’attitudine filomilitarista che serpeggiava nel suo magnum opus e – dunque – di palesare ancora di più il senso politicamente pacifista della sua ultima fatica.

Gianluca Pelleschi
pubbl. 17-01-2010

 
Passerò anche io per provincialotto, ma sinceramente ieri sera ho visto un bel cartone animato.

Bellissima l'immersività, ma non ci vedo niente di così innovativo... Anche Star Wars, per dirne uno a caso, ricrea quella sensazione di entrare a far parte di un pianeta (una galassia intera, a dirla tutta) creato dal nulla, con tutte le sue peculiarità.

Reputo per esempio superiore anche Final Fantasy da questo punto di vista, che a parer mio ha molto più spessore nel ricreare la componente aliena associata a "gaia" o madre natura che dir si voglia.

Fragorose e scintillanti le sequenze di azione pura, ma piene di cliché e quindi scontate ancor prima del loro palesarsi sullo schermo.

Le musiche? Semplicemete banali. Voglio dire, siamo su un pianeta alieno, inventiamoci qualche nuova sonorità che dia quel senso di sconosciuto, di diverso, che ci trasporti veramente da qualche altra parte.

Boh, per me è stata una mezza delusione...

Va bene la trama scontata e banale, figlia della voglia di Cameron di creare un film per tutti (grandi e piccini) con l'effetto di rendere Avatar un campione d'incassi.

Va bene il 3d, l'uso magistrale di tecniche di ripresa innovative e la fusione tra CG e attori in carne ed ossa

Ma il film dov'é? Qualsiasi Pixar (per citare qualcosa di tecnicamente paragonabile) batte 10 a zero Avatar per intensità, spessore, ritmo ed emozioni.

Non entro poi nel merito della stereoscopia, dato che se Avatar doveva essere IL film in 3d.. Beh, io rimango fedele alle care vecchie due dimensioni.
Perlomeno finchè il 3d verrà mortificato da tutti quegli oggetti/soggetti fuori fuoco, dalla fatica di visione, dai colori un po' spenti... Insomma, finchè non avremo hardware (sale in primis e tecniche di ripresa in seconda battuta) veramente degne di proiettare il 3d senza se e senza ma.

Penso che andrò a rivederlo; anche se ieri alla fine del film era l'ultima cosa di cui avevo voglia... a differenza di altri film visti più volte in sala (anche il giorno seguente), perchè non riesco a capacitarmi di alcuni post letti in questo 3d da cui evinco commenti entusiastici.

Voglio dire: magari sono io che non sono riuscito ad apprezzarlo, però boh... Se dai noi per riempire le sale a natale ci affidiamo ai Vanzina, evidentemente oltreoceano si affidano a questi "colossal" che hanno lo spessore di Cenerentola.

Mi si permetta di concludere con una provocazione...

"Provinciale: arretrato o di mentalità ristretta, tipico di chi abita in provincia"

Se tanto mi da tanto... Per me il provinciale è chi rimane a bocca apera per un po' di esplosioni e bei merletti qui e la piuttosto di chi pretende di porsi delle domande, o comunque di sentire qualcosa smuoversi dentro dopo la visione di un film.
 
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