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Test in cieco...amplificatori, una bella sorpresa...

Però Vanni una cosa per me importante la dici (scrivi) ovvero che per ascolti a 2 canali di musica hai scelto un ampli raffinato mentre per HT hai valutato altri parametri in primis il pilotaggio e da qui il discorso delle impendenze -- ho il ricordo anche di interessanti articoli sul come a bocce ferme il suono di un ampli variava al variare della controreazione ----

Vi è per me qui un concetto importante che è uno dei motori nella R & D di aziende serie: la specializzazione -- in funzione del preciso uso di una macchina vì è quella dedicata - a mio modesto avviso è uno dei motivi (non il solo) per-cui vi sono così tante soluzioni e tecnologie (anche vetuste) -- in un primo momento qualcuno potrebbe pensare che il tutto sia per fare fessi i più mentre invece è solo o quasi un fattore positivo. In Italia dove la grande industria è un poco appannata, la specializzazione portata avanti da aziende medio piccole ha salvato molti ma molti posti di lavoro - arma vincente per l'export - mi pare che le aziende italiane hi fi vivono di questo e meno male ...
 
Approntare un test pone a molte problematiche di ordine psicologico e relative al funzionamento stesso del cervello.
In un interessante test (riportato da me anni fa sempre su AVMag) si mettevano 10 persone che dovevano
cercare le differenze nella realizzazione finale di un Jeans. Le differenze stimate erano N.5.
Chi fosse riuscito a trovarle tutte e 5 sarebbe stato selezionato al controllo qualita'.
Chi ha trovato 1 differenza chi 2 chi 3.. addirittura chi 5!!!
Alla fine del test venne spiegato che i Jeans erano tutti IDENTICI.
Non erano stupidi , e' solo che il cervello funziona cosi'.. deve trovare una differenza fa parte della sua evoluzione.
Quindi trovare una metodica che soddisfi questi e altri parametri richiede professionisti.
Per quello che ho ascoltato io puo' diventare in alcuni casi difficile sentire le differenze tra ampli con una impostazione sonora simile ma se prendo 2 ampli agli antipodi tipo un Plinius Anniversary e un Harman Kardon 990 la differenza e' come la notte e il giorno.
IMHO
 
Siccome non sono amante dei loghetti e dei contenitori con marchietto prestigioso ho l'onesta' intellettuale di dire che se non riuscissi a sentire differenze tra un ampli e l'altro sicuramente mi prenderei il meno costoso.
 
Piuttosto vedo un piccolo problema sulle connessioni. Mi sembra che il tuo pre abbia due coppie di uscite, una sbilanciata e l'altra invece bilanciata

Ho appena terminato di controllare, possiamo usare tutto sbilanciato:
dal pre dispongo di uscite L+R principali più altri 2 L+R della funzione "zone", per cui possiamo adoperare fino a 3 uscite stero in contemporanea.
Tutte e tre dispongono di regolazione del volume separato, regolare i livelli sarà un gioco da ragazzi.
 
Piuttosto: uno dei due lettori che ho(Pioneer PD9700) è defunto, mi resta solo il Pioneer 868avi.

Se l'idea ti interessa possiamo adoperare l' HTPC con DRC, sicuramente risposta in frequenza e waterfall ne traggono beneficio rendendo le eventuali differenze tra gli amplificatori maggiormente identificabili.
Tanto per darti un'idea, questi sono i grafici dei due canali L e R prima e dopo l'intervento:

2aagggx.jpg


11av1js.jpg
 
....Vi è per me qui un concetto importante che è uno dei motori nella R & D di aziende serie: la specializzazione -- in funzione del preciso uso di una macchina vì è quella dedicata - a mio modesto avviso è uno dei motivi (non il solo) per-cui vi sono così tante soluzioni e tecnologie (anche vetuste) -- in un primo momento qualcuno potrebbe pensare che il tutto sia per fare fessi i più mentre invece è solo o quasi un fattore positivo...
Gli amplificatori audio sono stati inventati più di un secolo fa. A parte la classe D, relativamente recente, gli schemi utilizzati oggi non si discostano di molto da quelli implementati nei prodotti degli anni 60. È cambiata solo la componentistica.
Non stiamo parlando dello Space Shuttle o di nanotecnologia. Costruirsi un ampli da zero con componentistica commerciale e' alla portata di chiunque sappia usare un saldatore. Non è il caso di mitizzare un prodotto molto semplice, l'offerta è variegata perché esistono molti cantinari, che peraltro non vendono visto che i clienti sono sempre meno.
 
I cantinari non vedono perchè la gente si è stufata di prendere prodotti da cantina e poi se li vogliono cambiare devo per forza lasciarli in cantina e spendere molti soldi per i nuovo.

Posso garantirti che il mercato hifi e vivo e vegeto e che molti sono tornati ha comprare nei negozi perchè stufi di internet, dei perdigiorno, cacciatori di foto, numeri di matricola e di telefono per parlare parlare e solo parlare al telefono.....

ma sono profondamente OT
 
Antani

nulla di male ma evidentemente non hai mai assistito a delle lezioni di elettrotecnica dove di discutono le equazioni differenziali che governano i circuiti e la relativa matematica per risolverle -- l'idea che mi sono fatto è che è materia tutt'altro che facile e scontata -- per cui dissento che basta un saldatore per fare un ampli -- Antani (e nulla di male pure in questo) semplifichi troppo - il fatto che tu non percepisca la complessità delle cose non significa automaticamente che queste non esista ..

Dissento .... dai -- ma sono piuttosto convinto che neanche tu credi alla cose che scrivi
 
I cantinari non vedono perchè la gente si è stufata di prendere prodotti da cantina e poi se li vogliono cambiare devo per forza lasciarli in cantina e spendere molti soldi per i nuovo.

Posso garantirti che il mercato hifi e vivo e vegeto e che molti sono tornati ha comprare nei negozi perchè stufi di internet, dei perdigiorno, cacciatori di foto,..........[CUT]

per molte migliaia di euro, col cavolo che mi accontento di internet...
magari li cerco cosa c'è e chi ha quello che mi interessa, ma vado a vedere, a toccare con mano e ad ascoltare.
cantnari? magari funzionano, magari si sentono bene, magari li rivendi e magari no, magari durano e magari no. c'è chi si lamenta delle marche e chi considera un blasone uno mezzo per rubare soldi, ma spesso questi hanno una storia, offrono serietà comprovata, investono in ricerca e sviluppo, hanno una garanzia che non ha nulla a che vedere col cantinaro.
sono cose che costano e quindi che si pagano ma c'è anche un perchè.
ognuno puo' scegliere ma denigrare solo perchè si reputa un blasone o un marchio una cosa fuori moda da scartare perchè una volta magari non ha incontrato i miei gusti o sole perchè fa figo, ha davvero poco senso.
io ringrazio che c'è krell, pass, mark levinson, viola, ar, gryphon, ayre, mbl, etc... perchè mi danno l'opportunità di capire che non è tutto uguale ed esiste anche una certa eccellenza.
off topic? penso di no in quanto vedo le due cose abbastanza collegate.
 
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È da tempo che non acquisto nulla se non prima provato a casa mia (con caparra ovvio) ;)

Ps grazie Kaio
 
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off topic? penso di no in quanto vedo le due cose abbastanza collegate.

Non è affatto OT se consideri l'eventuale ascolto in cieco un modo per scegliere.
se continui ad arrivare in negozio con l'idea di scegliere tra modelli già individuati prima dell'ascolto in base a simpatia, recensioni, innamoramenti imho sei OT sull'argomento di questo thread.

perchè giusto per ribadirlo chi ha iniziato il thread non è uno scettico a spada tratta, anzi un appassionato quasi deluso dall'aver colto poche o nulle differenze...
 
Antani

nulla di male ma evidentemente non hai mai assistito a delle lezioni di elettrotecnica dove di discutono le equazioni differenziali che governano i circuiti e la relativa matematica per risolverle....
Infatti alla Viola (un nome a caso) sono tutti matematici :D. Come ho scritto poca sopra l'unica cosa che si è evoluta negli anni è la componentistica. Ma per produrre un amplificatore non ho bisogno di saper progettare un opamp, così come per assemblare un pc non occorre aver lavorato alla Intel. I produttori di ampli (ma soprattutto i produttori di nicchia hi end) sono tutti assemblatori, che non fanno altro che riproporre sempre gli stessi schemi. Nota infatti che grande risalto danno ai "componenti selezionati", comprensibile visto che l'unica cosa che fanno è scegliere appunto i componenti.

Ti assicuro che costruire un ampli e' alla portata di chiunque (l'ho fatto persino io :D).
 
Infatti alla Viola (un nome a caso) sono tutti matematici :D. Come ho scritto poca sopra l'unica cosa che si è evoluta negli anni è la componentistica. Ma per produrre un amplificatore non ho bisogno di saper progettare un opamp, così come per assemblare un pc non occorre aver lavorato alla Intel. I produttori di ampli (ma soprattutto i produttori ..........[CUT]

Una cosa è certa: copiare è molto semplice, ma senza le dovute conoscenze non si va distante, un po' come le bugie che hanno il naso lungo o le gambe corte ...

In parole povere basta poco per essere sgamati.

Saluti
Marco
 
Ti assicuro che costruire un ampli e' alla portata di chiunque
...ora ho capito perchè quando vado ad ascoltarli nei negozi
non ce n' è quasi nessuno che mi piaccia,
da quanto strillano come alzi il vol ... :)
 
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Infatti alla Viola (un nome a caso) sono tutti matematici :D. Come ho scritto poca sopra l'unica cosa che si è evoluta negli anni è la componentistica. Ma per produrre un amplificatore non ho bisogno di saper progettare un opamp, così come per assemblare un pc non occorre aver lavorato alla Intel. I produttori di ampli (ma soprattutto i produttori ..........[CUT]

Beata ignoranza!
Forse ti sfugge che proprio viola ha ereditato la tecnologia usata da mark levinson e soprattutto da cello, grande casa innovativa del passato. E che krell (d’agostino) è stato uno dei primi a pensare una circuitazione che lavorasse interamente nel dominio della corrente. E che anche una hegel realizza amplificatori a due stadi separati, in tensione e in corrente. Tanto per fare degli esempi ma sono temi seguiti anche da altri produttori top, non certo da quelli più commerciali.
Ma ovviamente ci piace leggere solo quello che ci interessa dalle didascalie come ‘componenti selezionati’, tralasciando tutto il resto perché tanto è solo materiale pubblicitario, senza alcun valore.
Forse qualcuno potrà ‘assemblare’ ma credo siano in pochi in grado di poter ‘progettare e innovare’. avrei anche voluto essere più incisivo nella risposta ma è meglio che mi fermo qua.
 
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In parole povere basta poco per essere sgamati
E da chi e, sopratutto, a chi interesserebbe sapere che il tal schema progettuale è praticamente sempre il medesimo, magari Williamson e con trasformatore di uscita con presa sul primario al 43% per collegarci la griglia schermo?

Se fosse così allora si venderebbero pochissimi ampli a valvole, ovvero solo quelli di alcuni rari marchi che li hanno sempre fatti, ma non certamente quelli della miriade di costruttori spuntati come funghi quando qualcuno ha avuto la brillante idea di riesumare a suon di marketing una tecnologia che non aveva più nulla d dire.

Da decine di anni si riciclano sempre i medesimi schemi con varianti minime, certo il suono poi cambia, ma in buona parte dovuto alla costruzione del trasformatore di uscita ed anche in questo caso è la stessa storia: è un componente molto delicato, fondamentale, ma se poi lo si fa fare a ditte che sino ad un attimo prima costruivano trasformatori di alimentazione, magari trifase per l'industria, il risultato sarà abbastanza scontato, mentre sono rari i costruttori che si sono dedicati a questo settore da decenni e decenni, accumulando il relativo know how.

Anche nello stato solido, se ci si prende la briga di andare a vedere gli schemi si vedrà che di molti ampli li si riesce a "leggere" benissimo, in qualcun altro la cosa diventa molto più difficile, poichè effettivamente vengono implementate tipologie circuitali nuove.

Però non sono tanti, le innovazioni veramente tali vengono illustrate con dovizia di particolari ad esempio alle convention dell'AES e/o illustrate su riviste tecniche specializzate, come avveniva su Wireless World, in cui si parlava e si analizzavano le novità con dovizia di trattazione scientifica e tecnica, guarda caso come avvenne appunto nel 1947 con gli articoli di Williamson o successivamente con Peter Walker per il Quad 405 o gli scritti di Matti Otala, Jhon Linsley Hood, Peter Baxandall.

Purtroppo in un mondo di appassionati frequentatori di forum in cui basta cambiare la marca dei condensatori di un crossover (e solo questa, valori uguali, resistenze e induttanze originali) dichiarando poi che il risultato è un diffusore completamente nuovo, di almeno un ordine di grandezza migliore dell'originale se non di più, non ci si può attendere nulla di diverso.
 
...Forse ti sfugge che proprio viola ha ereditato la tecnologia usata da mark levinson e soprattutto da cello, grande casa innovativa del passato. E che krell (d’agostino) è stato uno dei primi a pensare una circuitazione che lavorasse interamente nel dominio della corrente....
Noo ma sul serio? Addirittura un'amplificazione in corrente? Pazzesco, non gli hanno dato il Nobel?

Credo che i primi esempi di amplificazione in corrente risalgano agli anni 40 :D.
 
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