Ammiro la tua capacità dialettica, che però mi sembra fine a se stessa, poichè non porta alcun argomento costruttivo alla discussione.
Rimanendo terra terra, che è quello che importa ai fini pratici, poichè filosofi molto più grandi di noi hanno già a suo tempo sviscerato quale sia o non sia la realtà che noi percepiamo o crediamo di percepire, il punto è uno solo, molto semplice: esistono persone che dichiarano che certi prodotti o interventi, legati al mondo dell'audio, producono degli effetti rilevabili, che tali effetti sono sempre di grande importanza e non bisogna essere dei super esperti per avvertirli, un aggettivo che mi è rimasto impresso è: "eclatanti".
La maggior parte di coloro che fanno queste affermazioni si spingono ancora più in là, mettono quasi in primo piano tali effetti nel raggiungimento di quello che dovrebbe essere il "suono perfetto".
Non credo di poter essere smentito quando dichiaro di avere letto, più di una volta, anzi, praticamente sempre, come risposta a chi chiedeva consiglio perchè aveva un rimbombo nella propria stanza di ascolto oppure una sovrabbondanza di frequenze alte o scarsa comprensione della voce, risposte del tipo: "Prendi il cavo di segnale XY e risolvi il problema", "Che cavo di alimentazione hai? Se usi questo vedrai che tutto va a posto", "Io ho messo la tal ciabatta ed ora finalmente non ho più alcun problema, l'enfasi in gamma bassa è sparita e tutto si è equilibrato", ecc, ecc.
Se qualcuno obiettava circa l'efficacia di tali interventi la risposta era, immancabilmente: "Se provi te ne accorgi, i risultati sono eclatanti, tutti se ne accorgono, anche la sorella della cognata di mia nuora, che abita a Voghera entrando ieri ha esclamato: ora si che si sente bene", per soprammercato molti aggiungevano anche: "Se non lo sapete l'orecchio è il miglior strumento di misura, nulla lo può eguagliare".
Se andate a cercare troverete citazioni simili e più di una volta, non mi sono inventato nulla, be', forse non era la nuora che era di Voghera, ma la cugina, ma non cambia molto".
Ultimamente è anche stato chiesto del perchè non si siano mai fatti tali test, visto che avrebbero risolto tutto.
Ho risposto elencando alcuni tra gli innumerevoli test, ma sembra che la cosa non sia importante, non vedo confutazioni su questo o quel punto, solo e sempre i soliti interventi fumosi, ben scritti, ma come al solito e come sempre per quello che riguarda questo argomento, pieni di nulla, un puro esercizio stilistico fine a se stesso.
Mi chiedi come faccio a scegliere certe parti del mio impianto, molto semplice ed ha già risposto Revenge, per quanto riguarda i cavi li ho costruiti, l'ho fatto per tanti anni per ambienti un pelino più esigenti che non la mi stanza, perchè mai dovrei andare a comprarli quando li devo usare io?
I cavi microfonici vengono usati per registrare le incisioni che poi si ascoltano con il prezioso vinile, se vanno bene e non provocano danni penso che possano andare bene anche per collegare il pre al finale, se su un mixer da studio il costruttore ritiene di utilizzare un cavo normalissimo, idem per la spina di rete, ritengo che possa andare bene anche per il mio lettore, così come ritengo che riuscirà a leggere al meglio il CD anche se la spina è quella di tipo italiano invece di una schuko; confesso che ho provato ad usare entrambi i tipi ma non ho avvertito differenze nel suono finale, ma sicuramente è un mio limite quello di non riuscire ad avvertire differenze "eclatanti".
Mi piacerebbe però che dopo aver chiesto, come ho ricordato, il perchè non si fossero mai fatti test ed avuto qualche esempio (dei tantissimi che si possono trovare) non si risponda in merito a quanto chiesto, lasciando la filosofia ai dibattiti del giovedì del circolo culturale del dopolavoro ferroviario.
Tra l'altro mi ha colpito una cosa, leggendo un po' di quei test e discussioni relative (c'è molto di più dei link che ho postato) ho visto che molti obiettavano circa i risultati ottenuti dicendo che era impossibile fare dei confronti validi poichè passava un pochino di tempo tra un test e l'altro e quindi era impossibile ricordarsi le differenze.
Ci può stare, non confuto, ma allora perchè in quei casi questa obiezione è valida ed invece quando la stessa persona fa il test, magari da solo, nel proprio ambiente, si ricorda benissimo le differenze, a volte anche a distanza di tempo (giorni o settimane) da precedenti ascolti? In questo caso l'obiezione non è più valida, viene solo tirata in ballo per giustificare un, come dire, fiasco?
Ciao