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Test schermo Global Commander

Recensione di Emidio Frattaroli , pubblicato il 17 Ottobre 2018 nel canale PROIETTORI

“Per lo schermo Global Commander ad alto contrasto, che tanto mi aveva colpito al primo contatto lo scorso maggio, è arrivato finalmente il momento della verità, con la pubblicazione delle rilevazioni fotometriche complete, a vari angoli di incidenza. ”

Strumenti e modalità di misura


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Per le rilevazioni fotometriche, Plasmapan mi ha inviato un campione dello schermo Global Commander con superficie utile di circa 58 x 33 cm (più o meno uno schermo da 26" con rapporto d'aspetto in 16:9). Per generare il fascio luminoso ho utilizzato un proiettore Epson EH-TW9300 con filtro colore "digital cinema" inserito, quindi con copertura leggermente superiore dello spazio colore DCI. La rilevazione dei dati fotometrici è stata effettuata con la seguente strumentazione:

- luxmetro Delta Ohm 2102.2 con sonda per la rilevazione della illuminanza LP 471 PHOT e incertezza < 5%;
- fotometro Minolta LS100 per la misura della luminanza, con angolo di campo di 1° e incertezza < 2%;
- spettrofotometro Ocean Optics USB650 con GERKIT (banda 350-1.000nm, risoluzione FWHM 2,0nm) e incertezza di ± 0,001 x,y.


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La prima misura è la rilevazione del guadagno o "gain", ovvero il rapporto tra la capacità di "riflettere" la luce rispetto alla superficie lambertiana di riferimento, il tutto al variare dell'angolo di visione. La superficie da misurare viene illuminata da un fascio luminoso perfettamente uniforme, stabile e perpendicolare al piano dello schermo, almeno nella zona di misura che è comunque molto piccola. Dopo aver misurato il valore di illuminanza (LUX) sul piano dello schermo, vengono misurati i valori della luminanza (NIT) riflessa dallo schermo a vari angoli, sia in senso orrizzontale che verticale. Considerato il campo di applicazione, ho limitato la misura della luminanza fino ad un angolo di 45 gradi, decisamente sovrabbondante rispetto alle tradizionali possibilità di installazione per applicazioni casalinghe.

Per quanto riguarda i valori del guadagno, non bisogna trascurare cosa succede alla luce riflessa quando questa arriva sullo schermo non al centro, quindi con angolo di incidenza superiore allo zero. Ricordiamo brevemente cosa succede quando con un proiettore illumina una superficie al variare della distanza. Nel settore home theater il "rapporto di tiro" dell'obiettivo di un proiettore è il rapporto matematico tra distanza di proiezione e larghezza dello schermo. Nella stragrande maggioranza dei casi, il rapporto di tiro dei proiettori home theater è compreso tra 1,4:1 e 2,8:1.


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Quando il rapporto di tiro è di 1,4:1, quindi con proiettore molto vicino allo schermo, tra i bordi più estremi dello schermo e l'obiettivo del proiettore ci sarà un angolo di circa 20 gradi. Nel caso opposto, quindi con obiettivo in posizione "tele" e proiettore più lontano dallo schermo, ci sarà un angolo di soli 10 gradi. I valori sono praticamente dimezzati in senso verticale: nel caso peggiore - quindi con schermi in 16:9 - sui bordi superiore e inferiore l'angolo sarà di circa 11 gradi con rapporto di tiro di 1,4:1 e la metà quando il rapporto di tiro sarà di 2,8:1. Gli angoli in senso verticale saranno ulteriormente più contenuti quando l'immagine avrà rapporti d'aspetto più elevati (es. 2,39:1).


Parte della luce diffusa dallo schermo va verso il soffitto (frecce verdi)
e da quest'ultimo torna indietro verso lo schermo (frecce arancioni) 

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In ambienti home theater tradizionali bisogna sempre fare i conti con le riflessioni dell'ambiente e l'altezza utile all'interno di un appartamento, valore che è generalmente compreso tra i 2,8 e i 3 metri. Uno schermo da 120 pollici in 16:9 ha una larghezza di 2,65 metri e un'altezza di un metro e mezzo. Se consideriamo lo "spazio" per il canale centrale e le elettroniche che sono in basso, spesso rimangono solo 30 centimetri tra il bordo superiore e il soffitto. Ed è proprio in questa "zona", ovvero tra il soffitto e lo schermo, che le riflessioni di luce abbassano drasticamente il rapporto di contrasto dell'intera immagine. Il Global Commander è proprio in questo caso che fa la differenza poiché, più aumenta l'angolo di incidenza della luce, più questa NON viene riflessa dallo schermo.