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Xiaomi Redmi Note 7

Recensione di Franco Baiocchi , pubblicato il 09 Giugno 2019 nel canale MOBILE

“Il Redmi Note 7 è un terminale di fascia economica con prestazioni complessive ben al di sopra, che sebbene caratterizzato da prestazioni inferiori alle aspettative del comparto fotografico, ha un rapporto qualità prezzo che ha dell'incredibile”

System e display benchmark

 
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Le prestazioni del Redmi Note 7 sono soddisfacenti, eccellenti se si considera la fascia di prezzo a cui il dispositivo appartiene, addirittura in linea con le performance di dispositivi di fascia leggermente superiore. Dando un'occhiata ai grafici delle prestazioni, per quanto riguarda i system benchmark, come possiamo rilevare dal grafico relativo a Geekbench4, sia per le performance "single core, sia per quelle "multi-core" le prestazioni sono più elevate rispetto a dispositivi della stessa generazione ma di fascia più alta, come ad esempio il Samsung A8, ma al di sotto di dispositivi top di gamma anche di generazione precedente, seppure non eccessivamente. Per quanto riguarda invece i browser benchmark, ed in particolare Jetstream 1.1, il nostro DUT ha prestazioni dignitose, anche leggermente migliori rispetto a telefoni economici ma di fascia più elevata.

Durante lo stress test effettuato con benchmark grafici come 3D Mark di UL Benchmark oppure Gfx Benchmark di Kishonti il nostro DUT si è scaldato leggermente nonostante fossimo in un ambiente al momento non condizionato e quindi con poco scambio termico, e non ha presentato alcun segno di thermal throttling, mantenendo pressocchè costanti le prestazioni in tutto l'arco del test. Il display è realizzato con la classica tecnologia LCD IPS, con sub-pixel RGB e risoluzione di 2340x1080 pixel

 
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Il picco di luminanza, misurato al "buio" e con il display alla massima potenza è di  550 NIT, con APL al 25% e area del display utilizzata pari al 15%. All'aperto, in modalità automatica, le cose non cambiano e si rimane sempre su 550 NIT. Il rapporto di contrasto è di 1.450:1, nella media rispetto alla fascia alta della tecnologia LCD. Calibrando il display (tra poco vedremo in che modo) si scende invece a 475 NIT., con rapporto di contrasto che scende a 1240:1.

 
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I valori del gamma sono molto buoni, sia in modalità automatica che dopo la "calibrazione". C'è solo la tendenza all'aumento del valore del gamma sulle bassissime luci, situazione che comporta l'inevitabile perdita di qualche particolare sulle bassissime luci che iniziano a confondersi con il nero.

 
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Qualche limite arriva con l'analisi del bilanciamento del bianco. che appare spostato verso tinte più fredde, come accade quasi sempre per tutti gli smartphone, specialmente per la fascia media e bassa. Nel menù "display" è possibile scegliere un bilanciamento più "caldo" ma con una leggera dominante magenta. Meglio affidarsi alla modalità "luce blu": con lo slider a circa un terzo verso sinistra, è possibile raggiungere le ottime prestazioni che vedete in alto a destra.

 
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Il gamut è sensibilmente più grande rispetto a sRGB e REC BT.709, specialmente per i vertici rosso e verde. In default il bilanciamento del bianco un po' freddino limita la precisione dei colori, soprattutto a saturazione bassa e media. Nella modalità "calibrata" le cose vanno sicuramente meglio con prestazioni che sono cromaticamente molto buone e simili a quelle mostrate dal Redmi Note 5 testato lo scorso anno.