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The Falcon and the Winter Soldier

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 28 Aprile 2021 nel canale CINEMA

“La recensione | La miniserie Marvel contrappone diversi elementi simbolici, intessendo una storia dal forte impatto sociale, in cui Flag Smashers non fa solo rima con Black Lives Matter. Divertimento e riflessione si mescolano facendo emergere questioni che vanno ben oltre una semplice storia di fantasia.”


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Sei mesi dopo aver ricevuto lo scudo di Capitan America da Steve Rogers, Sam Wilson lo dona al museo dello Smithsonian Institution, non sentendosi all’altezza del ruolo. Bucky Barnes, dopo aver ricevuto la grazia dal governo, è impegnato suo malgrado nella psicoterapia per superare il suo passato da Soldato d’Inverno. Insieme iniziano le indagini per sventare la minaccia terroristica dei Flag Smashers, un gruppo di supersoldati il cui intento è quello di abbattere i confini nel mondo e far diventare i suoi abitanti un unico popolo. Wilson e Barnes liberano il criminale Helmut Zemo, barone di Sokovia, che può aiutarli a ottenere informazioni importanti sul siero che dona, a chi lo assume, capacità sovrumane. Nel frattempo in televisione viene mostrato il nuovo Capitan America, John Walker.


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Ambientata dopo gli eventi narrati nel film Avengers: Endgame, The Falcon and the Winter Soldier è lo sviluppo dei due personaggi di secondo piano all’interno del sempre più vasto Marvel Cinematic Universe. Come in WandaVision (qui la nostra recensione), i fatti antecedenti da conoscere, per immergersi nella visione di questa miniserie, non sono molti. Tra questi spicca sicuramente il Blip, l’evento scatenato da Thanos, che ha cancellato metà della popolazione mondiale, per poi farla risorgere cinque anni più tardi grazie agli Avengers (per approfondire l’argomento si può visitare la pagina wikipedia dedicata).


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Il tono drammatico della storia si alterna a una giusta dose di ironia, il che alleggerisce correttamente tutto l’intreccio. Compito che troppo spesso viene demandato a un eccesso di scene d’azione, mentre qui i combattimenti risultano piacevoli perché molto più fisici, e quindi maggiormente realistici, rispetto a quelli a base di fuochi d'artificio tipici dei supereroi di casa Marvel. I personaggi di contorno sono tutti ben supportati da una sceneggiatura curata ed efficace che esalta i vari caratteri e li inserisce adeguatamente in ogni contesto, rendendoli interessanti e affascinanti, tanto da desiderare che anche a loro venga dedicato uno spin-off. Dalla dottoressa Raynor, psicoterapeuta di Bucky, alla contessa Valentina Allegra de Fontaine, passando per l’utile villain Zemo, l’agente Sharon Carter alias Power Broker, la guerriera di Wakanda Ayo, tutti concorrono ottimamente alla buona riuscita della serie. Oltre a loro, vengono poi evidenziati due personaggi chiave.


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Il potere accentua i pregi o i difetti di una persona.
Il primo è John Walker, un valoroso soldato che il governo degli Stati Uniti sceglie per riempire il vuoto lasciato da Steve Rogers. Ma per essere Capitan America non basta essere un riconosciuto eroe di guerra a stelle e strisce, come gli suggerisce l’amico e collega Hoskins. Walker lotta interiormente per discernere ciò che è giusto fare di fronte a situazioni limite, salvo poi trovarcisi dentro e avere difficoltà nel gestire ciò che gli dicono l’istinto e soprattutto la rabbia.


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One world, one people.
Diametralmente opposta è Karli Morgenthau, la giovane attivista dei Flag Smashers che si batte perché quelli come lei non debbano continuare a subire il predominio delle superpotenze mondiali. Quello che il suo gruppo si prefigge è il messaggio che (in maniera più larga e definitiva) è contenuto in Imagine di John Lennon: niente bandiere né confini, un mondo, un popolo. Sebbene il loro intento sia nobile, le azioni per portarlo a compimento sono a volte avventate e sanguinose, guidate dal bisogno di ottenere eco mediatica, unico modo per ricevere attenzione.


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La serie pone al suo centro diversi simboli contrapposti. Oltre alle ali di Falcon e al siero che rende forti e potenti - che scorre sia nelle vene di Bucky (eredità del passato con cui è in perenne conflitto) che in quelle dei suoi “antagonisti” (e in seguito di un altro personaggio) - ci sono la maschera dei Flag Smashers e lo scudo di Capitan America. La prima è nera con al centro il rosso sangue di una mano sul cui palmo è disegnato il globo terrestre, nato libero e unico, ma diventato diviso per mano degli uomini. Il secondo è in vibranio, pressoché indistruttibile, e reca i colori del paese che rappresenta, un paese che fa ancora fatica ad accettare al suo interno la presenza delle persone di colore. Come Sam che viene definito “Black Falcon” proprio per sottolineare che anche i neri hanno un loro eroe a cui ispirarsi. Il che fa venire in mente quanto Flag Smashers faccia rima con Black Lives Matter. Questi continui contrasti donano al racconto una complessità narrativa che grazie a una sceneggiatura ben scritta scorre in maniera semplice e diretta, in cui gli elementi di fantasia sono solo espedienti a margine, al servizio della storia piuttosto che viceversa come troppo spesso accade in diversi altri film della Marvel.


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Vengono così generati tratti e situazioni che mettono a dura prova le certezze di una società apparentemente solida, non solo quella americana, in cui vengono distinti nettamente il bene e il male al fine di creare sicurezze che alla lunga si rivelano vacue. Il finale della serie evidenzia proprio questa difficoltà, nel concentrarsi sul restare uniti piuttosto che sulla creazione di muri e barriere, utili non al benessere dei singoli quanto al controllo da parte di pochi eletti delle sorti di ognuno. Sebbene non immune da sbavature nello svolgimento e nella risoluzione, The Falcon and the Winter Soldier è una storia da seguire, sia perché intrattiene egregiamente, sia perché porta a riflessioni profonde circa un’attualità dolorosa e insopportabile, approfondendo aspetti difficili da rendere anche nel migliore degli articoli di giornale. Una serie che riesce ad appassionare, divertire e commuovere con la stessa apparente facilità, per la cura che impiega nel descrivere personaggi e accadimenti attraverso l’impegno sociale. Messaggio che si spera venga proseguito nei prossimi prodotti della Fase Quattro dell’MCU.


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VALUTAZIONI

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO/ALTO

visione
Intrattenimento 7 Senso 8,5 Qualità 8

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 7 Potenziale 8
Risultato 7,8

The Falcon and the Winter Soldier | miniserie
drammatico, thriller, fantasy, azione | USA | 19 mar - 23 apr 2021 | 6 ep / 50 min | Disney+

ideatore Malcolm Spellman regia Kari Skogland

personaggi interpreti
Sam Wilson / Falcon Anthony Mackie
James “Bucky” Barnes / Soldato d'Inverno Sebastian Stan
John Walker / Capitan America Wyatt Russell
Karli Morgenthau Erin Kellyman
Barone Helmut Zemo Daniel Brühl
Sharon Carter / Power Broker Emily VanCamp
Ayo Florence Kasumba
Joaquin Torres Danny Ramirez
Sarah Wilson Adepero Oduye
Georges Batroc Georges St-Pierre
James “Rhodey” Rhodes Don Cheadle
Valentina Allegra de Fontaine Julia Louis-Dreyfus
Dottoressa Raynor Amy Aquino

critica IMDB 7,6 /10 | Rotten Tomatoes 7,7 /10 | Metacritic 74 /100

camera Black Magic Design Pocket Cinema Camera 6K - Panavision Millennium DXL2, Panavision T-Series Lenses - Red Komodo, Panavision T-Series Lenses - Red Monstro, Panavision T-Series Lenses
aspect ratio 2,39 : 1 | UHD | HDR

 

 

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Commenti (7)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: Marco Marangoni pubblicato il 28 Aprile 2021, 15:07
Io l'ho trovata mediocre, recitata svogliatamente (tranne Daniel Brühl, davvero perfetto nel ruolo dell'attore che si rende conto di partecipare ad una boiata).
La trama è inconsistente, i ''nemici'' non si sa cosa vogliano e come ottenerlo, le caratteristiche dei personaggi si modificano in funzione della necessità della scena: un po' piu' forti, poi più deboli, senza coerenza con quello che dovrebbero essere.
Davvero una delusione.
Impegno MEDIO/ALTO per resistere a non spegnere.
Commento # 2 di: e.frapporti pubblicato il 28 Aprile 2021, 15:50
Concordo, al di la della bella confezione resta ben poco.
Per quanto mi riguarda altra grossa delusione dopo quella di WandaVision, Marvel TV: non ci siamo proprio
Commento # 3 di: Vecio [A-R] pubblicato il 28 Aprile 2021, 16:37
Gusti, ovviamente.
Per me WandaVision è stata una delle cose più belle e geniali mai fatte dalla Marvel.
Purtroppo quest'ultima serie l'ho trovata globalmente mediocre e condivido in buona parte le osservazioni di Marco Marangoni.
Commento # 4 di: dEUS1977 pubblicato il 28 Aprile 2021, 17:03
Ho visto solo le prime 4 ma l'ho trovato un buddy movie ( vabbè series) così così, sufficiente ma non di più.

Mi aspettavo un pò di più dalla Marvel ma allo stesso tempo non mi aspettavo granchè dai 2 personaggi principali.

Per ora tra questo e WandaWision, il progetto serie tv della Marvel non mi ha impressionato granchè.
Commento # 5 di: Notturnia pubblicato il 28 Aprile 2021, 18:17
Wandavision ha una bellissima idea ma onestamente è vuota .. mi dispiace perchè il personaggio di Visione meritava qualcosa in più.. alla fine, passati i primi 2-3 episodi Wandavision decolla

ma the falcon and the winter soldier no..
l'ho guardato per dovere ma è un fiasco.. e per giunta ci hanno dovuto inserire tutta la retorica black lives matter che rovina ancora di più il concetto di MCU.. siamo in un universo che la gente guarda per i supereroi e non per vedere il tg la sera..

i cattivi poi.. anche qua.. non spoilero ma è veramente deprimente vedere la trasposizione della lotta politica americana/europea contemporanea.. peccato.. una delusione

speriamo che Loki sia meglio.. queste miniserie per ora sono una delusione nel complesso
Commento # 6 di: pali pubblicato il 29 Aprile 2021, 19:17
Deludente

Pur non essendo un fan del mondo Marvel mi sono approcciato con interesse al prodotto e devo dire che l'ho trovato decisamente deludente.

Tutta la retorica che ci sta dietro, con l'apoteosi del discorso finale di Falcon, è decisamente ammorbante e politically correct; inizio ad averne un po' gli zebedei pieni.

La trama veramente ridicola ed i villains imbarazzanti, anche i set sapevano di povero.

Prodottaccio adatto un target 8-12 anni oppure ad un fan sfegatato del prodotto.
Commento # 7 di: andrea_gi pubblicato il 03 Maggio 2021, 16:40
anche da parte mia una delusione, wandavision pure non mi ha impressionato granchè...