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Che fine ha fatto Sara? | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 23 Aprile 2021 nel canale CINEMA

“Stagione 1 | La furba serie messicana mette in scena una storia con toni da telenovela, colpi di scena improvvisi e momenti ad alto tasso erotico, affiancati però da elementi di maggior spessore insieme al tema sempre caro del riscatto da un’ingiustizia. Poca qualità ma buon intrattenimento.”


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Durante un’uscita in motoscafo, l’adolescente Sara Guzmán resta vittima di un incidente e perde la vita. Viene ingiustamente incolpato suo fratello Álex che finirà in prigione come unico responsabile. Scontata la pena, dopo 18 anni l’uomo torna libero con l’unico intento di farla pagare alla famiglia di Rodolfo Lazcano, l’allora ragazzo di Sara, che pare aver macchinato affinché Álex finisse dentro evitando così uno scandalo. Ma quello che verrà a galla sui Lazcano sarà molto più profondo e orribile di quanto ci si potesse aspettare.


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Quando a fine marzo questa serie messicana è arrivata all’improvviso al primo posto nella Top 10 di Netflix, restandoci stabilmente per settimane, la sorpresa è stata grande perché non era stata annunciata in maniera adeguata. Solo come esempio, a tutt’oggi Netflix non ha ancora pubblicato su YouTube un trailer ufficiale doppiato in italiano. La curiosità del pubblico nei confronti di Che fine ha fatto Sara? si è dunque fatta largo in mezzo alle altre produzioni seriali e ne ha accresciuto ulteriormente il successo. Ancora adesso, dopo un mese dall’uscita è saldamente in classifica e difficilmente ne uscirà presto. Perché?


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Nonostante l’ambigua traduzione in italiano (in originale il titolo è Chi ha ucciso Sara?, di sicuro più chiaro e diretto), la serie si presenta come un thriller, una storia di vendetta in cui un uomo rimasto solo pretende di farsi giustizia con le proprie mani. Gli adolescenti Álex e Sara frequentano i due rampolli della ricca famiglia Lazcano, Rodolfo e José María detto Chema. Lei è la ragazza del primo, lui è amico di entrambi. Quando Sara muore, César, il padre di Rodolfo e Chema, convince Álex ad assumersi la responsabilità dell’incidente assicurandogli in cambio una pena lieve per semplice negligenza e di pagare le spese mediche per le cure necessarie a sua madre malata. Entrambe le promesse verranno disattese. Così una volta fuori dal carcere, Álex non ha altri motivi per vivere se non quello di restituire alla memoria della madre e della sorella la dignità che meritano.


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Attraverso i salti temporali tra presente e passato, vari punti focali che apparivano come scontati e delineati iniziano invece a incrinarsi. Lo spettatore intuisce qua e là che cosa sia realmente successo e perché, ma mai davvero fino in fondo. Perché la storia è più torbida di come appare, a partire proprio dalla scomparsa protagonista. Ma è qui che arrivano i primi problemi della messa in scena. Particolarmente all’inizio, la proposizione di alcuni flashback viene ripetuta due, tre, anche quattro volte, come se il target di pubblico che la serie si prefigge di interessare fosse quello di persone affette da disturbi dell’attenzione. Oltre alla ridondanza, si nota da subito tutta una serie di luoghi comuni, buoni per una soap opera piuttosto che per una produzione Netflix. Il tono mellifluo, le musiche pompose, la recitazione spesso forzata, le inquadrature banali, tutto sembra cospirare per intrappolare chi guarda in una telenovela moderna. Andando a scorrere il curriculum di Jose Ignacio Valenzuela, creatore della serie, si nota in effetti quanto sia esperto nel genere tipicamente sudamericano, che gli ha fruttato notorietà e anche premi. Eppure, nonostante questa notevole mancanza di qualità, la serie funziona, specialmente dopo i primi episodi.


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Niente è illegale finché non ti beccano.
Ciò che mostra non è solo il tema principale del riscatto. Per arrivarci attraversa diversi temi sensibili la cui mescolanza è ben strutturata. Il primo elemento è quello del padre (e nonno) padrone che sottomette chiunque gli si ponga innanzi e le cui prime vittime sono proprio in ambito familiare. Il rapporto genitori-figli è in primo piano per tutto lo svolgimento della storia, includendo la non accettazione dell’omosessualità, vista come contro natura e quindi abominevole, anche da parte di una madre eccessivamente religiosa che non esita a fare uso di un cilicio. C’è poi il tema della tratta di donne, sfruttate all’interno del casinò di proprietà dei Lazcano in ogni declinazione possibile, fino alle estreme conseguenze. Oltre ad altre attività illecite di cui il capofamiglia è sempre responsabile.


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A questo si affiancano diversi elementi decisamente furbi. Come l’hackeraggio informatico, che mette il protagonista nelle condizioni di spiare le mosse dei suoi nemici e venire a contatto con qualcuno che conosce la verità ma non la svelerà troppo presto. O come l’erotismo messo in mostra senza uno scopo vero e proprio se non quello meramente voyeuristico, che soddisfa il duplice scopo di solleticare il palato e far dimenticare più facilmente le falle sparse ovunque lungo l’intreccio.


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Tutto (ma proprio tutto) quello che si viene a scoprire durante la prima stagione, che porterebbe in certe direzioni utili alla risoluzione dell’enigma, viene rimesso completamente in discussione nel finale di stagione, alla luce di un nuovo elemento anche questo ovviamente tutt’altro che chiaro. La buona notizia è che la seconda stagione di Che fine ha fatto Sara? non arriverà fra un anno o giù di lì ma fra appena un mese, il 19 maggio. Vedremo quali altri stratagemmi verranno messi in campo dagli autori di una serie che non brilla per qualità ma riesce a intrattenere ottimamente, favorendo colpi di scena a effetto a discapito di una coerenza e un realismo non ritenuti, evidentemente, strettamente indispensabili per la sua riuscita.


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VALUTAZIONI

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIO/ALTA Impegno MEDIO/BASSO

visione
Intrattenimento 8 Senso 4,5 Qualità 6

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 6,5 Potenziale 7,5
Risultato 6,1

Che fine ha fatto Sara? | stagione 1 (¿Quién mató a Sara?)
thriller, drammatico | Messico | 24 mar 2021 | 10 ep / 40 min | Netflix

ideatore Jose Ignacio Valenzuela

personaggi interpreti
Álex Guzmán Manolo Cardona
giovane Álex Leo Deluglio
Rodolfo Lazcano Alejandro Nones
giovane Rodolfo Andrés Baida
Sara Guzmán Ximena Lamadrid
Elisa Lazcano Carolina Miranda
José María “Chema” Lazcano Eugenio Siller
giovane José María Polo Morín
Clara Fátima Molina
César Lazcano Ginés García Millán
Mariana Lazcano Claudia Ramírez
Sergio Hernández Juan Carlos Remolina
Elroy Héctor Jiménez
giovane Elroy Marco Zapata
Marifer Fernández Gálvez Litzy
giovane Marifer Ela Velden
Lorenzo Rossi Luis Roberto Guzmán
Sofía Ana Lucía Domínguez
Bruno Iñaki Godoy

critica IMDB 6,6 /10 | Rotten Tomatoes 6,7 /10 | Metacritic nd
aspect ratio 2 : 1

 

 

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: albug pubblicato il 24 Aprile 2021, 09:55
Il titolo

Sarebbe da capire e conoscere chi è stato il grandissimo cinefilo che l'ha intitolato in italiano Che fine ha fatto Sara? quando il titolo originale tradotto è Chi ha ucciso Sara? come appunto è incectrata tutta la serie!!! Grande Netflix!!!
Commento # 2 di: pace830sky pubblicato il 24 Aprile 2021, 11:38
Il problema vero è che l' etichetta originale Netlix non si traduce automaticamente in è meglio delle robe che produce RAI, mettono in catalogo veramente di tutto sperando che nel mucchio per sbaglio (ma veramente per sbaglio!) gli capiti un altro Stranger Things o La Casa di Carta... veramente il 98% delle produzioni originali (non parlo di usare netflix per guardare he The Big Bang Theory, Modern Family e quant' altro di già passato da un pezzo perfino sulle reti generaliste del DTT) sono proprio robetta.
Commento # 3 di: albug pubblicato il 24 Aprile 2021, 14:07
Infatti a parte un decina di serie per il resto sono contenuti imbarazzanti!!!