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Diffusori: impedenza e distorsione

Guida di Gian Piero Matarazzo , pubblicato il 23 Dicembre 2019 nel canale AUDIO

“Le misure, croce e delizia del tecnici che devono effettuarle e dei lettori meno tecnici che non riescono a capire cosa questi grafici ci raccontano, in maniera oggettiva, del comportamento dei diffusori. Spiegazione esaustiva dei grafici, uno per uno.”

La distorsione armonica per pressioni crescenti


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Se ad un diffusore inviamo un segnale sinusoidale ad ampiezza via via crescente possiamo vedere come, arrivati ad un certo punto, la forma d’onda del segnale inizi a cambiare, con gli altoparlanti che immettono nel segnale originale un tono doppio, triplo o ancora maggiore a quello immesso. Siamo di fronte ad una distorsione armonica che, se fosse elevata, sarebbe in grado letteralmente di cancellare la pulizia del segnale originale, facendo sparire come primo effetto i particolari ed il dettaglio, che sono segnali di ampiezza molto contenuta ma sono ritenuti fondamentali per la ricostruzione ambientale della registrazione originale. La misura viene effettuata a pressioni crescenti, con una media di sei acquisizioni per ogni singola frequenza in modo da abbassare l’ingresso del rumore di fondo di 7,78 dB. Ogni misura è composta da 100 frequenze in progressione logaritmica, con una durata del burst che a bassa frequenza vale 0,5 secondi ed a media frequenza 0,2 secondi. Alle alte frequenze l’impulso dura 50 millisecondi, tanto che la bobina mobile non fa in tempo a scaldarsi che l’impulso è già terminato. Ad una prova termica effettuata in laboratorio con una potenza di circa 30 watt il tweeter è diventato soltanto tiepido dopo dieci cicli di misura completa da 500 a 20.000 Hz eseguiti l’uno dietro l’altro.

Delle armoniche generate dal diffusori riportiamo sul grafico soltanto quelle che vanno dalla seconda alla quinta, visto che quelle superiori difficilmente raggiungerebbero il fondo della misura sul grafico. Anche qui occorre prestare qualche attenzione al trigger, sorta di interruttore sincronizzato al burst che avverte l’analizzatore di acquisire l’impulso. Anche la banda passante del microfono di misura ha la sua importanza visto che con un microfono da 20 kHz si può al massimo misurare la distorsione di quinta armonica fino a 4000 Hz (4000 x 5 = 20.000). In Figura 10 vediamo un grafico di distorsione armonica effettuata a 85 dB di pressione media su un diffusore di buone caratteristiche. La curva in alto, quella rossa, rappresenta la risposta in frequenza con 5 decibel per divisione grande, mentre i quattro grafici sotto rappresentano le armoniche, il cui colore è indicato a lato in quattro piccoli riquadri. La distorsione ha una dinamica utile di 70 dB e quindi con 10 decibel per divisione. Al centro c’è un riquadro appena più grande degli altri che indica la pressione media alla quale è stata effettuata la misura.


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Le prossime misure

Ammetto, senza il minimo imbarazzo, che le misure non raccontano tutto di un diffusore anche se ti permettono di farti una idea abbastanza precisa. Però senza una adeguata sessione di ascolto non bastano. L’ideale sarebbe guardare le misure e poter vedere come suonano i diffusori, al di là ovviamente dell’ambiente di ascolto, che ci mette tanto del suo. Noi di AV Magazine siamo ossessionati, io in prima persona, dall’analisi attenta dei fenomeni musicali e dalla relazione che c’è tra misure e sensazione sonora. Per ora allo studio c’è una verifica sull’articolazione che prima o poi mi deciderò a rendere definitiva, appena avrò un sufficiente numero di misure effettuate dopo aver fatto una buona seduta di ascolto. Oltre a ciò sto studiando alacremente una maniera per rendere le misureportatili” senza alcun margine di errore, in modo che il Direttore possa andare dagli importatori, punti vendita o fiere di settore e misurare in loco diffusori dal costo molto elevato e tale da non poter essere spediti per una prova. 

 

1) Diffusori: introduzione alle misure

2) Diffusori: misure di tempo e frequenza

​​​3) Diffusori: misure di impedenza e distorsione

 

 

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