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UST 4K BenQ V6000: misure e calibrazione

Recensione di Emidio Frattaroli , pubblicato il 24 Maggio 2021 nel canale 4K

“Nell'approfondimento del videoproiettore a tiro cortissimo BenQ V6000, con sorgente luminosa laser-fosfori, filtro colore DCI e flusso luminoso effettivo di oltre 1.700 lumen, troverete le rilevazioni fotometriche nelle varie modalità di funzionamento con vari contenuti e alcuni consigli per la calibrazione”

Spettro, flusso luminoso e rapporto di contrasto

Prima di iniziare, per tutti gli approfondimenti su cosa sia il flusso luminoso, sui valori reali e sulle differenze con le caratteristiche dichiarate dai vari costruttori, vi consiglio la visione di questo breve tutorial, pubblicato pochi giorni fa sul nostro canale Youtube.

 
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Come già anticipato, il BenQ V6000 fa parte della categoria di proiettori con sorgente luminosa ibrida, con laser blu e fosfori. Ebbene, per alcuni sistemi di misura, questo tipo di sorgente luminosa può essere un problema per due motivi principali: il primo riguarda la dinamica tra il picco della componente blu e il resto dello spettro luminoso dato dai fosfori; il secondo riguarda proprio lo spettro del laser blu che rischia di essere 'sottovalutato' o sopravvalutato da spettrometri a bassa risoluzione come i modelli i1Pro, i1Pro2 e i1Pro3 di xrite. Nell'immagine in alto a sinistra, osserviamo lo spettro catturato con uno spettrometro ad alta risoluzione (4nm FWHM); a destra con i1Pro2 a bassa risoluzione (10 nanometri di risoluzione FWHM): la differenza della coordinata del bianco è sensibilmente diversa. 


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Per rendere l'analisi dei dati confrontabile con altri proiettori, ho deciso di effettuare i vari test proiettando su un'area di 2 metri di base, ovvero 90", con guadagno unitario. Per ottenere il massimo flusso luminoso, bisogna impostare il proiettore nella modalità predefinita 'Bright', che è in grado di generare più di 2.800 lumen. 2800 lumen su uno schermo da 2 341 NIT, al centro dello schermo, ovvero circa 2400 lumen equivalenti. In realtà i il proiettore è in grado di generare più di 2.800 lumen ma il rapporto di tiro di 0,25:1 e l'angolo di incidenza della luce sullo schermo, 'trasforma' di fatto il guadagno della superficie da unitario a 0,85. Il problema però non è la perdita di quel 15% di luce bensì il 'colore' del bianco, con dominante verde così elevata da renderlo inutilizzabile. In queste condizioni il rapporto di contrasto è abbastanza elevato ed è pari a 1.085:1. In modalità eco la luminanza scende del 36% (217,7 NIT, ovvero 1.540 lumen eqv.).


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Modificato le impostazioni della modalità predefinita, selezionando anche la modalità 'eco' della sorgente luminosa e ho anche portato a 'zero' il Brilliant Color, ovvero selezionando una configurazione della ruota colore che prediliga la giusta proporzione tra bianco e colori. Quindi sempre con il proiettore in 'Bright' ma con il Brilliant Color a zero e sorgente luminosa al massimo, il BenQ V600 scende a 150,5 NIT (1.063 lumen eqv.), quindi a meno della metà, il rapporto di contrasto crolla a 472:1 e il bilanciamento del bianco si ribalta, con una decisa dominante bluastra. In ogni modo, già con il Brilliant Color a 4, la dominante verde torna comunque in primo piano. In modalità 'eco' la luminanza scende a 96 NIT, quindi poco più di un terzo, esattamente come con il Brilliant Color al massimo.


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Se si ha bisogno di tanta luce, la modalità 'Soggiorno' va decisamente meglio. In default, con sorgente luminosa al massimo, si ottengono 247,9 NIT (1.750 lumen eqv.), con rapporto di contrasto pari a 972:1. Il bilanciamento del bianco e i colori sono decisamente più convincenti ma la precisione è ancora lontana. Stesse considerazioni per la modalità 'eco': il flusso luminoso scende del 36%, con qualche differenza su bilanciamento del bianco e colori.


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La modalità 'Cinema (709)', che nei proiettori BenQ W5700 e W2700 viene calibrata in fabbrica, qui è appena meno convincente e mostra una leggera dominante magenta. Il flusso luminoso però è praticamente identico a quello della modalità soggiorno (1.712 lumen eqv.) e il rapporto di contrasto vale 950:1. In altre parole, i margini per la calibrazione sono decisamente elevati e lo vedremo più avanti. In modalità eco, il flusso luminoso scende anche in questo caso del 36%.


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Chiudiamo con la modalità DCI P3 che aumenta le dimensioni del gamut arrivando a coprire quasi completamente il riferimento (96,6%). Il tutto avviene però a caro prezzo, con il dimezzamento del flusso luminoso (ovvero circa 136 NIT su schermo da 2m di base a guadagno unitario, pari a 960 lumen eqv.). Anche il rapporto di contrasto scende in DCI P3 e vale 609:1. Anche in questo caso, in 'eco' si perde il 36% del flusso luminoso.