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Nanosys mostra i display NanoLED, i Quantum Dot che emettono luce propria

di Nicola Zucchini Buriani, pubblicata il 18 Gennaio 2023, alle 13:25 nel canale DISPLAY

Il prototipo presentato al CES, ancora in lavorazione, è un display elettroluminescente capace di emette luce propria


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I display NanoLED sono l'ultima evoluzione dei Quantum Dot: a presentarli sotto forma di prototipo è stata Nanosys, la compagnia più attiva (come fornitore per terzi) in questo particolare mercato. La novità portata al CES 2023 di Las Vegas è uno schermo da 6 pollici realizzato con Quantum Dot elettroluminescenti. Purtroppo non ci sono immagini o filmati poiché Nanosys ne ha impedito la pubblicazione, dato lo stadio di sviluppo di questo prototipo. Le caratteristiche annunciate ci permettono comunque di fare il punto sull'evoluzione dei Quantum Dot applicati a tutte le tipologie di pannelli.

L'EVOLUZIONE DEI QUANTUM DOT


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I primi TV Quantum Dot arrivati sul mercato utilizzavano il QDEF, acronimo di Quantum Dot Enhancement Film, una sorta di filtro inserito tra la retroilluminazione a LED blu e il pannello LCD. Il QDEF integra Quantum Dot rossi e verdi che, insieme al blu proveniente dai LED, vanno a formare una luce bianca più pura filtrata poi nuovamente a livello dei pixel (con struttura RGB), in modo da andare a formare le componenti cromatiche rossa, verde e blu e ampliare la gamma di colori riprodotti.

Esiste anche una seconda variante dei QDEF denominata xQDEF, che si differenzia dalla prima per la maggiore efficienza a livello produttivo. Gli xQDEF includono i Quantum Dot all'interno del diffusore che porta la luce dei LED su tutto lo schermo. In questo modo si ottimizza la produzione inserendo un solo substrato (il diffusore) anziché due (il diffusore e in aggiunta il substrato QDEF).


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I Quantum Dot si possono poi abbinare anche ad altre tecnologie diverse dagli LCD. L'esempio più recente e importante sono i QD-OLED, schermi basati su emettitori organici blu con Quantum Dot rossi e verdi. La luce emessa dalle componenti organiche (OLED) viene assorbita dai Quantum Dot che la utilizzano per generare la corrispettiva componente cromatica, in modo da ottenere una configurazione RGB per ciascun pixel.

Anche i MicroLED si possono combinare con i Quantum Dot: in questo caso non c'è una sorgente luminosa che serve ad innescare i Quantum Dot: questi ultimi sono incorporati direttamente nei microscopici LED che fungono come base per generare la luce (tre per ogni pixel, quindi parliamo sempre di RGB).

DAI DISPLAY FOTOLUMINESCENTI A QUELLI ELETTROLUMINESCENTI


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Tutte le tipologie di TV Quantum Dot che abbiamo descritto rientrano nella tipologia definita fotoluminescente. Cosa significa? I Quantum Dot fotoluminescenti non generano luce propria ma assorbono i fotoni (cioè la luce) emessi tramite altre sorgenti (LED o OLED) per poi riemetterli nuovamente generando una precisa componente cromatica. Il prototipo NanoLED presentato al CES differisce nettamente poichè si basa su Quantum Dot elettroluminescenti, cioè su nanocristalli capaci di generare autonomamente luce tramite l'applicazione di corrente. La configurazione degli emettitori è RGB.

La struttura dei NanoLED è più semplice rispetto a un QD-OLED o a un LCD con Quantum Dot. Questa caratteristica è importante perché, secondo Nanosys, permetterà di realizzare schermi più sottili e scalabili per qualsiasi tipologia di prodotto, da quelli per visori di realtà virtuale agli smartphone, fino ad arrivare ai TV di qualsiasi diagonale. Il minor numero di componenti dovrebbe anche incidere positivamente sui costi di produzione, con il potenziale di ridurli ulteriormente tramite i processi di stampa inkjet, applicabili ai NanoLED.

In pratica si potrebbe arrivare a stampare interi schermi e ad integrarli praticamente ovunque, data la struttura semplificata e la maggiore efficienza energetica: si parla ad esempio dei parabrezza delle auto per ottenere degli HUD (Heads-Up Display) con cui tenere sott'occhio le informazioni, oppure degli occhiali "smart" con schermi per la realtà aumentata. Al momento si tratta però di un potenziale che richiederà ancora diversi anni di sviluppo prima di trovare le prime applicazioni pratiche. Lo ammette la stessa Nanosys, che ritiene più probabile un debutto su schermi più piccoli, per via dei minori costi da sostenere al fine di avviare le linee produttive.

Fonte: CNET



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