UHDBD e HDR nella videoproiezione... dubbi e perplessità

Mitchan

New member
Ciao,
avrei bisogno del vostro aiuto per comprendere meglio questo nuovo formato UHDBD in relazione alla videoproiezione

Partendo da questa tabella --> https://www.avforums.com/attachments/upload_2018-1-29_14-28-2-png.972568
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non mi capacito di come i proiettori consumer di nuova generazione possano rendere una corretta esperienza "HDR", anche ( ma non solo ) in relazione alle specifiche necessarie per una corretta visualizzazione su TV

Prendo ad esempio l'Optoma UHZ65... copre uno spazio colore del 75% circa DCI-P3.... quindi praticamente un REC709... no? Come luminosità diamo per buoni i classici 106 nits, ed un livello del nero da DLP

Date queste premesse, in cosa si discosta da un classico BluRay visto su un JVC X5900 (tanto per fare un esempio)?
Quest'ultimo usera praticamente lo stesso spazio colore.... avrà un nero decisamente più basso e come luminosità i classici 50 circa...

Dove stanno le differenze? Si riduce il tutto alla risoluzione maggiore e qualche nits in più?

Senza considerare che gli UHDBD vengono codificati in HDR (immagino 1000nits di picco?) e almeno DCI-p3, quindi il proiettore deve adattare il tutto alle proprie caratteristiche.... quindi si riduce la gamma dinamica, i colori...etc etc

Davvero dove sbaglio con i miei ragionamenti?
 
Ultima modifica:
Non sbagli. L'HDR e dolby vision vero lo vedi solo sulle tv. Quello che vediamo con i nostri vpr è solo un pallido tentativo appena appena sufficiente, ma nemmeno.
 
Che peccato però. Non sarebbe male se all'interno dei metadati dinamici inserissero anche il profilo x il dolby cinema o uno analogo hdr10+ con max 100 nits... in modo da dare meno spazio di manovra al tone mapping dei videoproiettori, e magari impostare su proiettore la massima luminanza ottenuta a schermo (rilevata x esempio con un colorimetro o analoghi) per rendere ancora piu preciso il tone mapping

Poi mi urta questa "difficoltà" nell'ottenere lo spazio colore DCI... perché dico io?!?!? Non si era stabilito che solo i LED fornissero uno spettro colore adeguato? Leggevo sempre sul forum qui che la nuova versione sviluppata da nn so chi forniva anche lumen a sufficienza x l'hdr....
Perché quindi continuare con lampade, laser e filtri colore che segano le prestazioni?
 
Osservazione piu' che giusta. In realta' l'HDR come il Dolby Vision sono e resteranno a lungo una peculiarita' quasi esclusiva dei tv. Basti pensare ai costi esorbitanti dei vpr Jvc (tanto per citare un brand), che nonostante la tecnologia implementata posso solo dare un buon riscontro in termini di spazio colore....Senza pensare ai costi....
 
proiettori consumer che risolvano il DCI P3 ci sono (EPSON 9300, JVC7900), ma con l'ausilio di una lente che abbassa inevitabilmente la luminosità.
Pertanto sì, il GAMUT è esteso, ma la luminosità insufficiente per HDR...quindi o HDR o DCI P3
 
Le premesse sono sbagliate.

Ci sono film HDR che vengono proiettati nelle sale Dolby Cinema, con luminanza di 106 NIT e rapporto di contrasto di 1.000.000:1 (un milione a uno). Ne ho visti alcuni di film e ho visitato ben cinque sale Dolby Cinema. La più piccola ma anche la più bella (la più sensazionale sala mai vista nella mia vita) riempiva uno schermo da appena 7,5 metri di base, con un solo proiettore Christie Digital laser, il tutto sempre con una luminanza di 106 NIT e un livello del nero sensazionale, reso possibile dalla doppia modulazione. Io ero a circa 6 metri di distanza e mi sono emozionato.

Ebbene, 100 NIT che arrivano da svariati metri quadrati di immagine, sono più che sufficienti per "credere" che un sole, un faro di una macchina, il riflesso della luce su una cromatura o su uno specchio, siano "accecanti". Perché l'importante non è soltanto il livello massimo di luminanza ma anche quello del nero (ambiente compreso) e il rapporto di riproduzione. Se lo schermo di un cinema emettesse 1.000 NIT dovremmo indossare gli occhiali e la visione di un film sarebbe un'esperienza più faticosa.

Il grande divario tra un DLP come l'Optoma e un D-ILA come il JVC è proprio il rapporto di contrasto nativo che è quasi di due ordini di grandezza: 500:1 per l'Optoma e circa 50.000:1 per un JVC di fascia media. Si tratta di un passaggio simile a quello tra un LCD con tecnologia VA e un OLED. Da anni consiglio di non scendere sotto gli 80 NIT quando si scelgono schermi e proiettori. Eppure continuo a vedere troppo spesso immagini troppo grandi oppure schermi con gain troppo basso, col risultato di pretendere di vedere il miracolo in HDR con meno di 50 NIT (alcune volte anche meno di 30) e ovviamente il "miracolo" non accade.

L'alta definizione aveva tra le specifiche uno schermo TV con luminanza massima di 100 - 120 NIT e al cinema ci si accontentava di 50 NIT. Con l'HDR siamo passati a 1.000 NIT e potenzialmente fino a 10.000 mentre il cinema è salito a 100 NIT anche se nel prossimo futuro è probabile che salirà a 500 NIT grazie alle nuove tecnologie LED (vedi Samsung Cinema Onyx)...

Però "La potenza è nulla senza controllo"... come recitava tempo fa uno spot sugli pneumatici. Potrei parafrasarlo in "la luminanza è nulla senza rapporto di contrasto nativo contenuto"...

Emidio
 
Io sottolineerei questo:

"con caratteristiche e qualità video inarrivabili da qualsiasi videoproiettore cinematografico presente e futuro"

Direi che è detto tutto ed il futuro segnato ( li è già presente ) ...
 
Detto cio' mi pare che la visione di contunuti HDR rimane ad appannaggio di macchine da videoproiezioni ben distanti dall'utilizzo "consumer". Al comune appassionato rimane l'utilizzo di un display Oled per non sacrificare uno degli elementi sopra citati.
 
Quindi se uno, non avendo un JVC, prende uno schermo a guadagno unitario per migliorare il nero, automaticamente penalizza l'HDR: ho capito giusto?
 
Prima di tutto un gain 1.0 non è considerato basso, al contrario! Ci sono schermi (quelli fonotrasparenti, ad esempio) che hanno gain anche inferiore a 0,75.

Altri schermi ad alto contrasto quelli che assorbono la luce ambiente (soprattutto dall'alto, con questo), possono avere gain anche inferiori a 0,75. Per fortuna quelli più recenti hanno gain di 0,85 e anche 0,9. Recenti come questo.

In ogni modo non è il gain in sè il problema. Il vero problema è che bisognerebbe raggiungere almeno 75 NIT, col riferimento che sarebbe in realtà a 100 NIT, e il tutto non con il "collo tirato", ovvero con la lampada al massimo, bensì con la lampada in ECO, così per avere "qualche ora" di margine prima di passare in alta potenza.

Ora questi benedetti NIT li puoi raggiungere con uno schermo piccolo con gain basso. Oppure con uno schermo grande con gain alto. La matematica per fortuna non è ancora un'opinione, quindi i conti si fanno presto.

Se un proiettore "millanta" 2.000 lumen, spesso dopo la calibrazione ci accorgiamo che dobbiamo rinunciare quasi al 20% del flusso luminoso dichiarato, che si riferisce per altro alla lampada alla massima potenza (la lampada dura meno, c'è più rumore). Con la lampada in eco, perdiamo un altro 20-25%.

Poi ci accorgiamo anche che il massimo flusso luminoso che ci è rimasto, dopo la calibrazione e in eco, è meno dei due terzi di quello dichiarato ma non basta: si riferisce alle condizioni in cui l'obiettivo è in posizione "Wide" poiché in posizione "tele" perdiamo anche il 30% (se non di più in alcuni casi).

Ecco quindi che un proiettore che dichiara 2.000 lumen, dopo la calibrazione, con lampada in "eco" e sistemato sullo scaffale moto lontano dallo schermo (quindi con obiettivo in "tele"), ha meno della metà dei lumen dichiarati.

Ebbene con 900 lumen, su 3 metri di base con gain 1.0, è impossibile andare sopra i 60 NIT. Se mi "accontento" di 2,5 metri di base invece vado oltre gli 80 NIT. E ti assicuro che quei 20 nit in più fanno la differenza in HDR.

Purtroppo continuo a vedere installazioni con schermi enormi, gain troppo bassi e proiettori lontanissimi, con meno di 50 NIT di picco di luminanza. E ci sono installatori che continuano a chiamarla HDR...

Secondo me una installazione vera con HDR da 100-120 NIT, non l'hanno mai vista.

Emidio
 
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