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Prima i russi, poi gli americani e adesso i tedeschi: la Roma passerà di mano?

kaljeppo ha detto:
Domani il giorno del giudizio......
Io finchè non c'è l'ufficialità non ci credo,troppe illusioni,russi,americani,fioranelli....io credo che la Sensi stia ancora tentando l'impossibile
 
invece penso che siamo giunti al capolinea dell'amministrazione sensi: considerato il difficile momento finanziario, le banche cercano di recuperare il possibile, concedere ancora fiducia ai sensi che non sono riusciti ad appianare neanche mezzo euro dei debiti pregressi significherebbe, per unicredit, accumulare ancora crediti in forma di interessi. Procastinare ancora l'acquisizione del gruppo, non avendo riscontri, è solo una perdita di liquidità.
Certo la roma non rimarrà in mano ad una banca, ma non vedo chi possa aggiudicarsi un'asta con base 120 milioni...:eek:
 
basta che nun famo la fine della lazio!!!!

due anni di Baraldi (leggi capitalia) con svendita di tutti i migliori giocatori, e poi venduta al più spinto politicamente...una manna per noi giallorossi, la fine dei sogni per i cuginetti!!!

P.S. chi tifa Roma non perde mai!!
Daje Roma, Daje!!!
 
A questo punto non ci resta che aspettare e magari sperare nel progetto dell'azionariato "popolare" supportato da qualche "nome" illustre..... con il portafoglio a organetto
Forza Roma..... sempre.... e comunque vada....
Carlo
 
maraja72 ha detto:
due anni di Baraldi (leggi capitalia) con svendita di tutti i migliori giocatori, e poi venduta al più spinto politicamente..

La lazio aveva un debito enorme, doveva ripianare (tutt'ora
sta pagando a rate il fisco) la Roma come società non ha
debiti ed anzi chiude in attivo sempre.
Quindi se verrà scorporata come sembra da Italpetroli
è una società sanissima senza alcun bisogno di rientrare di niente.

Il problema è se Unicredit sceglierà l'acquirente sulla base delle
proprie convenienze e non al miglior offerente.
 
Nicot ha detto:
la Roma come società non ha
debiti ed anzi chiude in attivo sempre.

allora la cosa non è chiara....

il debito di circa 400 milioni di euro di chi è...

poi se la società roma è in attivo perchè si fa la guerra ai sensi e perchè i sensi si sono dovuti impegnare le mutande e perchè si parlava di case, ville, ed altre proprietà, che restano ai sensi (fonte tutti i TG)...

:confused:
 
koss ha detto:
allora la cosa non è chiara....

il debito di circa 400 milioni di euro di chi è...

Della Italpetroli, che è la holding controllante la a.s. Roma.
Visto che per ripianare il debito i Sensi dovranno cedere delle
propietà tra cui la a.s. Roma questa passerà di mano ma a quel punto
singolarmente al di fuori della holding.
L a.s. Roma spa è una società completamente senza debiti per cui
chiunque la prenda non avrà pendenze come invece la Lazio del
post Cragnotti.
 
si vabbè se non è zuppa è pan bagnato, il buco da qualche parte cè ed è riconducibile ai sensi quindi dire che la società roma non è in perdita è raccontarla ad un bambino dell'asilo:rolleyes: , mettiamola così: la bella rosella sensi e il suo enturage fanno falle da tutte le parti ma la as roma è a posto:D , poi se vogliamo dire che con il calcio si guadagnano soldi e si fanno utili diciamolo pure!
sono anni che si parla di cedere la as roma, mah..........
 
Nicot ha detto:
L a.s. Roma spa è una società completamente senza debiti per cui chiunque la prenda non avrà pendenze come invece la Lazio del
post Cragnotti.

A me risulta che la Roma ha "debiti di funzionamento" per 54 milioni di Euro di cui 21 milioni per stipendi giocatori (saldati però a Maggio).
Il patrimonio netto è di appena 6,5 milioni di Euro, che necessita di un robusto aumento di capitale, o un taglio alle spese (71,6 milioni di Euro) o la vendita dei pezzi più pregiati della rosa. Purtroppo la Italpetroli (Sensi) possiede il 67% delle azioni della AS Roma per cui i debiti della stessa ricadono pure sulla società giallorossa.........
 
Dunque, a quanto pare la prima udienza si è chiusa con un nulla di fatto, rimandato tutto a giovedì. Indiscrezioni dicono che unicredit abbia la situazione in pugno in quanto Angelucci abbia già una sorta di accordo per rilevare il 59% delle azioni.
La sensazione è comunque che i sensi verranno esclusi da ogni ambito, anche dirigenziale.
Avete qualche info sul sig. Angelucci?
 
Andrews ha detto:
Purtroppo la Italpetroli (Sensi) possiede il 67% delle azioni della AS Roma per cui i debiti della stessa ricadono pure sulla società giallorossa.........

I debiti della italpetroli impediscono investimenti nel calcio
in quanto non puoi usifruire di ulteriori linee di credito.
Negli ultimi 5 anni, la as Roma si è sempre mantenuta senza entrate
esterne ma solo grazie ai suoi utili, ed ogni bilancio riusciva a chiuderlo
praticamente in pari. Lo scorso anno visto il mancato ingresso in
Champions league fu costretta a cedere Aquilani per pareggiare le uscite.
Nonostante ciò ha conseguito risultati sportivi di alto livello.
Oggi, visto il secondo posto in campionato probabilmente non avrà
necessità di vendere per far cassa a meno di precise scelte tecniche.
Fatto sta che chiunque voglia acquisirla non dovrà far fronte
a nessun debito esterno se non la normale gestione.
I sensi hanno dimostrato che se sei bravo puoi fare grandi cose senza
sperperare.
Come tu dici i debiti di funzionamento sono saldati normalmente nella normale gestione semestrale.
 
kaljeppo ha detto:
Avete qualche info sul sig. Angelucci?


A parte che sono dei "banditi" della sanità privata niente.:eek:

Spero vivamente che ci si sbagli con Angelini


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Angelucci, chiesto il sequestro di sei cliniche
"Prestazioni irregolari o inesistenti"
Per la Corte dei Conti un danno per la Regione Lazio di 134 milioni

ROMA - Sei cliniche "San Raffaele" del gruppo Tosinvest Sanità degli Angelucci sono state poste sotto "sequestro conservativo ante causam" dalla Corte dei conti. Lo ha scritto ieri sul suo sito online il quotidiano Terra. I magistrati contabili vogliono insomma cautelare le casse del servizio sanitario regionale e, in particolare, quelle della Asl Rm H dei Castelli romani, dai possibili danni erariali, stimati in 134 milioni. Danni che dovranno però essere accertati anche nel procedimento penale aperto dalla procura di Velletri contro l'operato dei dirigenti della clinica San Raffaele di quella città, di ispettori e funzionari compiacenti che, secondo i magistrati avrebbero eseguito ricoveri finti per finte riabilitazioni.

Le cliniche San Raffaele poste sotto sequestro (ma la cui attività non è stata interrotta) sono quelle di Velletri, di Roma (in via della Pisana e al Portuense), di Cassino e di Sulmona.
Sono pesanti le accuse per i dirigenti Tosinvest: al San Raffaele di Velletri, 8 ricoveri su 10 sono apparsi al magistrato orientati a finte riabilitazioni. Nessuno controllava né denunciava quanto accadeva anche quando nella clinica ci sono stati casi di Tbc. Bastava spendere il nome degli Angelucci per superare ostacoli burocratici e accaparrarsi la benevola compiacenza degli ispettori. Questo scrisse più di un anno fa il gip Roberto Nespeca nelle 836 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare che ha messo sotto accusa l'impero sanitario, immobiliare, editoriale e finanziario di Antonio e Giampaolo Angelucci.

A Velletri, secondo l'accusa, con la complicità di alcuni medici di base, si eseguivano ricoveri finti. Un ispettore della Asl Rm H, il 18 giugno 2007, diceva a un collega: "L'80% dei ricoveri di riabilitazione al San Raffaele? Patologie finte". Poi arrivò la nuova norma (riabilitazione solo dopo il ricovero): "Aooh", ghignava l'ispettore, "ho impegnative del San Raffaele che fanno ridere... Il medico scrive: "Si richiede ricovero in day hospital"". Negli atti degli inquirenti, anche le affermazioni di un dirigente della RmH su soldi e appartamenti per alti funzionari della Regione.

"Abbiamo piena fiducia nei magistrati contabili", scrive il presidente della San Raffaele spa, Carlo Trivelli. "Ovviamente riteniamo la misura ingiustificata e per questo i nostri legali hanno presentato istanza di revoca del provvedimento". "Auspichiamo", conclude Trivelli, "di poter, al più presto, dimostrare la legittimità dell'operato del nostro centro di Velletri e la conformità alle disposizioni legislative delle attività svolte".

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Ultima modifica:
Potevo mancare? Forse sì, ma volevo intervenire.

A chi dice che se hai un debito lo devi ripianare rispondo: giusto! Ma le banche sui debiti delle persone e delle società ci guadagnano, per loro l'importante è avere le garanzie che il debito possa essere ripianato ma nella normalità il rientro viene richiesto solo in caso di gravi indizi che questo non sia possibile. Normalmenete chi ha un debito con la banca continua ad averlo perchè la banca ci guadagna. Nella fattispecie le proprietà della famiglia Sensi doppiano in valore il debito nei confronti delle banche solo che dopo tutta sta pubblicità chi comprerebbe mai un palazzo dai sensi al valore di mercato se purenderlo dalla banca a metà del valore?
E' indubbio che dietro ci sia stata una manovra, economico/politica atta ad indebolire una famiglia dopo che il capofamiglia è venuto a mancare (immagino solo quanti erano pronti a fargliela pagare visto il temperamento del grande Franco Sensi).
A chi non vede l'ora che la banca si prenda tutto per mandare via i Sensi dico che la banca non amministrerà la società per farla vincere ma per venderla a qualsiasi costo, quindi andiamo male, molto male. I Sensi hanno ottenuto dei grandissimi risultati contro calciopoli e Moratti (tralascio di riscrivere tutto quello che c'è dietro l'Inter vincente, non me va) ma se arriva Angelucci altro che Lotito.....

Nel mio piccolo ho a che fare con parecchie banche per lavoro e sinceramente i tifosi delle banche non li capisco: queste cadono sempre in piedi, loro guadagnano sulle crisi e sui problemi della gente, pagano poche tasse rispetto a quanto guadagnano e tengono in mano le sorti degli stati. Se la Sensi fosse riuscita a fregarli io sarei stato ancora più orgoglioso di lei di quanto non lo sono ora.
 
Arnold Layne ha detto:
Nel mio piccolo ho a che fare con parecchie banche per lavoro e sinceramente i tifosi delle banche non li capisco: queste cadono sempre in piedi, loro guadagnano sulle crisi e sui problemi della gente, pagano poche tasse rispetto a quanto guadagnano e tengono in mano le sorti degli stati.

Hai perfettamente ragione..;) la realtà è proprio questa...:( In realtà penso sempre che siano le banche a governare gli Stati e non viceversa....:rolleyes:
 
be se avete notato la loro potenza, si era fatto un G8 per tassarle ma alla fine non se ne è fatto niente....

comunque è una porcheria, secondo me dovrebbero impedire di avere agganci fra società, cioè società che sono padrone in tutto o in percentuale di altre, bisognerebbe tenere separate le contabilità e i destini, azioni che si incrociano, fatture fasulle che si scambiano, etc. etc....

in questo modo non se ne esce mai...
 
Ma senza questi avvoltoi delle banche che adesso stanno guadagnando con tutti i crediti che vantano nei confronti della Roma....la Roma esisterebbe o sarebbe stata cancellata per bancarotta?
E' una domanda.
 
batmax63 ha detto:
.la Roma esisterebbe o sarebbe stata cancellata per bancarotta?
E' una domanda.

La Roma come società non ha debiti (non consideriamo i debiti di gestione)
quindi non rischia nulla.

La holding che la controlla (italpetroli) ha debiti verso le banche per circa 300 e passa milioni.
In realtà il piano di rientro del debito della Italpetroli nei confronti di unicredit è stato siglato nel 2008 e prevedeva 12 anni.
Dopo il primo anno in cui La IP (italpetroli) non ha rispettato le prime scadenze UCG (unicredit)
ha cominciato a fare pressioni per ottenere delle propietà per ripianare il debito.

Tralasciando il fatto che questo comportamento di UCG è quanto meno singolare, le
banche in genere hanno comunque convenienza a far maturare interessi anche se non
rientrano subito delle somme, dopo solo 1 anno dalla ridefinizione del piano di rientro
è un po' presto esigere tutto il debito, tralasciando il fatto che ci sono aziende molto
più indebitate della IP che non subiscono alcuna pressione dalle banca magari magari per
conoscenze o presenze incrociate nei vari consigli di amministrazione, tralasciando il fatto che la IP
ha denunciato UCG per anatocismo (e sarebbero circa 80 i milioni in interessi calcolati su altri interessi),
tralasciando tutte le voci di interessi incrociati che portavano a fare pressioni sulla famiglia Sensi per
vendere la Roma da anni, diciamo che andare allo scontro, anche solo un arbitrato, non conveniva a
nessuno.

Quindi, premesso che la Roma in caso di "pericolo" di fallimento IP poteva essere venduta e non
rischiava nulla, in realtà nemmeno IP ha mai rischiato di fallire.
 
Finalmente è stata firmata lettera d'intenti per la ristrutturazione del debito di Italpetroli.Adesso non ci resta che attendere un compratore...
 
iafaccio ha detto:
Finalmente è stata firmata lettera d'intenti per la ristrutturazione del debito di Italpetroli.

Il debito non è ristrutturato ma completamente
estinto.

I compratori, che fino a ieri sembrava facessero la fila, ora sono
misteriosamente scomparsi.

Ora che non ci si può più nascondere dietro la presunta volontà
dei Sensi a NON vendere, cosa portata avanti da anni, guarda caso
la banca non ha un compratore nonostante il prezzo è
dimezzato rispetto alle (presunte) offerte degli anni scorsi.

A farsi pubblicità sui giornali dicendo che si è interessati alla Roma per
poi dare la colpa ai Sensi se non si chiude sono bravi in tanti, a portare
i soldi sul serio nessuno.

Forse i risultati conseguiti spaventano?
Forse la aspettavano in tribunale per poi passare come salvatori della patria?

In fondo chiunque si presenta ora è costretto o quasi a fare meglio e non
può nemmeno fregiarsi come salvatore dal momento che non c'è
niente da ripianare.
 
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