Io ho un'opinione ben chiara, che temo mi renderà incredibilmente impopolare agli occhi di buona parte degli utenti...
Io, a differenza tua, non ho un'opinione ben definita. Ho dovuto - di fronte all'evidenza - cambiarne troppe per pensare di essere arrivato a quella assoluta e definitiva. Insomma, amo crogiolarmi nel dubbio

.
[Attenzione: SPOILER! Può anche darsi che, per invidia e perfida cattiveria, me la goda a suscitar dubbi anche negli altri :asd: :asd: :asd: ...!!!].
Però - così a spanne - i nostri punti di vista non son per nulla distanti.
Ho già accennato - in altro thread - a un episodio che ritenni molto rivelatore di determinati meccanismi che agiscono nella nostra testolina di comuni mortali (esclusi naturalmente coloro che se ne ritengono immuni...

).
Là ero però o.t. e fui sbrigativo e di conseguenza non del tutto chiaro; pertanto ho deciso di riproporre il racconto in modo più preciso e dettagliato, per la gioia di chi legge :eekk: .
Fu un compagno di scuola a contagiarmi con la passione dell'hi-fi.
Ebbe vita facile: il confronto tra il suono che riproduceva il mio radioregistratore a cassette (!!!) e quello di uno qualsiasi degli impianti(ni) in funzione nei vari negozi specializzati era davvero improponibile (quanto sognare...).
Nel giro di pochi anni, fui a mia volta responsabile del "contagio" nei confronti di due amici, con cui in seguito condivisi la passione per un par di decenni e oltre.
Ci si scambiava i componenti per provarli in configurazioni diverse, ci si incontrava periodicamente per "sessioni d'ascolto" nelle reciproche abitazioni (così anche l'effetto degli ambienti, molto diversi fra loro, veniva messo alla prova).
Il fatto è che uno dei due giunse pian piano a superarmi, dal punto di vista dell'attenzione alla "messa a punto", finché non riuscii più a seguirlo. Nel senso che non sempre avvertivo i miglioramenti qualitativi che lui ogni volta mi comunicava di aver avvertito e che tentava di condividere con me.
Mi riferisco a cavi, inserimento della spina nella presa di corrente in un senso piuttosto che nell'altro, ciabatte "evolute", edizioni diverse dello stesso album... Tutto questo nel suo piccolissimo ambiente, con le Sonus Faber Electa Amator addossate alla parete di fondo e a poca distanza dal punto d'ascolto.
Beh - pensavo - evidentemente ha un orecchio più fino del mio (cosa del tutto plausibile e probabilmente vera).
Ed eccoci all'episodio emblematico. Va premesso che da qualche tempo mi ero dedicato allo studio intenso della batteria; esperienza molto coinvolgente e interessante anche dal mio particolare punto di vista audiofilo.
Un giorno l'amico mi fece ascoltare un paio di brani jazz; purtroppo non ricordo quali. Secondo lui, il piatto della batteria era molto più bello, ricco di armoniche ma nel contempo corposo in una configurazione rispetto all'altra (credo la scheda phono interna di un pre Jeff Rowland, alternata con altro pre-phono esterno, ma potrebbero essere state anche la versione Lp 180 gr. rispetto alla versione 45 gg. dello stesso album...Non è questo il punto).
Niente! Per me non c'erano differenze. Ero invece incantato, praticamente ipnotizzato, dalla bellezza delle figurazioni che il batterista alternava sul piatto (ride); solo che per me erano UGUALMENTE belle, per quante commutazioni effettuasse.
In pratica non riuscivo a capire perché dovessi andare a cercare eventuali (PICCOLE?) differenze nella riproduzione, laddove se ne percepivano di macroscopiche nell'esecuzione, così come ci veniva in ogni caso riproposta in modo godibilissimo in entrambe le... varianti.
Glielo feci notare: "Ma senti 'sto batterista che creatività, che fantastico lavoro al ride, che gamma di sonorità riesce a estrarre da quel piatto!".
Lui, a sua volta, NIENTE! Come se non mi stesse a sentire. Non rispose proprio al mio input, del tutto concentrato su quelle differenze per lui così importanti ma, ai miei occhi, apparentemente impermeabile all'evento MUSICALE che veniva riprodotto, cioè a quanto per me era SOSTANZA.
Questo, ripeto, è un episodio emblematico, ma non l'unico.
Ne ho vissuti parecchi, persino stando... dall'altra parte della barricata!
Ho assistito a concerti dove l'amico in parte a me trovava fantastico l'evento, mentre io faticavo a sopportare la pessima qualità del suono (distorsione, volume esasperato, bassi rimbombanti e confusi...) che l'entusiasta addetto al mixer riusciva a far produrre dal sistema P.A.).
Quindi... nessuna conclusione: finale aperto.