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Misura e calibrazione della saturazione

Bene.
Adesso rifammi gli stessi esempi in CMY, cioè usando due primari per volta a pari intensità, ma in stampa.

Ciao.
 
Girmi ha detto:
Adesso rifammi gli stessi esempi in CMY, cioè usando due primari per volta a pari intensità, ma in stampa.

scusa ma della stampa non mi interessa molto e non ci metto becco... I video non sono brisa CMYK...

nella stampa mi pare ci sia la presenza preponderante del foglio bianco e inoltre, dico forse, bisogna considerare anche la luce incidente. Sembra proprio un altro mondo, capovolto... :D
 
Luciano Merighi ha detto:
I video non sono brisa CMYK...
Chi ha parlato di CMYK?
Leggi molto attentamente il seguito.

Io ho parlato, un po' subdolamente lo ammetto, di CMY e stampa.
Non mi sono riferito a sistemi di stampa cartacea o altri sistemi riflettenti.

In realtà io mi riferivo alla pellicola cinematografica, che è appunto composta da strati CMY su un supporto trasparente, e che direi ha abbastanza a che vedere con i film.

Immagino tu conosca il sistema di proiezione cinematografica che è assolutamente paragonabile a quello digitale.

Entrambi sono sistemi trasmittenti ed in entrambi i casi abbiamo una lampada, dei filtri colorati, uno sbarramento (costituito da zone trasparenti e/o opache alla luce) ed uno schermo.

Nei proiettori digitali lo sbarramento sono le matrici che possono diventare più o meno trasparenti a seconda della quantità di segnale elettrico che le attraversa.
Se non passa segnale sono nere (0 digitale), quando il segnale è al massimo (255 digitale) sono trasparenti (non divaghiamo su tecnologie diverse dal LCD che tanto non cambia nulla ai nostri fini).

Nella pellicola cinematografica invece è la densità dello strato di colore a determinare il grado di trasparenza.

La vera differenza nei due sistemi è che in quello digitale la luce passa per filtri colorati Verde, Rosso o Blu (i filtri colorano la luce di conseguenza e con un processo inverso a quello di Newton, attraverso un prisma vanno a ricomporsi in un'immagine colorata).

Mentre nella pellicola cine sono direttamente gli strati CMY a filtrare la luce e comporre l'immagine colorata.

Alla luce di questo, come giudicheresti la saturazione delle stesso identico verde scuro o magenta scuro o qualunque altro colore spettrale meno luminoso visto al cinema o col vp di casa?

Per identico intendo proprio con uguali coordinate xyY.


Ciao.
 
Ultima modifica:
"Ho visto la luce..."

Forse ci siamo: intravedo uno spiraglio. Ma prima di continuare in quella che secondo molti (a ragione) ho trasformato quasi in un opera di esorcismo, serve un bel reset.

Vado a memoria ma credo che Girmi non sia d'accordo principalmente su tre cose. La prima è la definizione di "saturazione". Credo che su questo sia più utile tornare più tardi. Anche sull'utilità di misurare e calibrare i complementari torneremo poi. Da qui in avanti vorrei soffermarmi principalmente sulla quella che Girmi definisce scherzosamente una mia "minchiée extraordinaire":

Girmi ha detto:
Quello su cui non siamo d'accordo è che tu dica che una tinta mantiene la propria saturazione al calare della luminosità (relativa).
Rimanendo sul verde tu dici RGB 0.255.0 o 0.128.0 o 0.63.0, ecc… hanno la stessa saturazione. Questo è sbagliato.
E invece io insisto. E ripartirò proprio da quello su cui tu sei d'accordo:

Girmi ha detto:
Per il fenomemo del metemerismo che hai citato, in soldoni la capacità dell'occhio di adattarsi a diverse condizioni di visione, la tua pupilla si allargherà un po' e tu percepirai lo stesso spettro alla stessa luminosità.
Perfetto su questo siamo d'accordo.

Veniamo ora ad uno degli errori che commetti:

Girmi ha detto:
...Prendi il tuo proiettore e mettilo ad 1 mt dallo schermo e proietta un'immagine completamente bianca...

... Se in questa condizione prendi un prisma e provi a rifare l'esperimento di Newton ... quello che ottieni è la scomposizione del fascio di quella luce bianca nello spettro cromatico che la compone.

Questo (nei limiti di una rappresenta grafica ovviamente)

La sintesi additiva si basa su concetti un po' diversi da quelli della sintesi sottrattiva e si basano sula fisiologia dell'occhio umano e sulla esistenza di tre tipi di sensori organici (detti coni) che reagiscono a tre spettri diversi che in parte si sovrappongono. Per questo motivo, è possibile fare "credere" al nostro sistema occhi cervello che un proiettore sta proiettando il giallo mentre, al contrario, lo spettro del giallo non c'è! Al suo posto ci sono solo gli spettri del verde e del rosso che eccitano gli stessi coni che sarebbero eccitati da uno spettro giallo.

Per questo motivo, se metti un prisma davanti ad un proiettore LCD, CRT, SXRD, D-ILA o LCoS mentre proietta un bianco, NON otterrai lo spettro completo che hai pubblicato ma avrai sempre e solo gli spettri dei colori primari selezionati dai filtri dicroici utilizzati dai vari proiettori.

Per i DLP con ruota colore RGB o per quelli a 3 chip è lo stesso. La lampada emette su un certo spettro (diverso da lampada a lampada - UHP, Xeon etc.) e i filtri dicroici selezionano tre parti di quello spettro. Sul sito del Manuti, in tutte le prove strumentali, è possibile vedere il grafico dello spettro ottenuto con Colorfacts e il Gretag Eye-One Pro:

JVC%20DLA-HD100%20Spectral%20Scan%20100%20IRE%20def.jpg


Si tratta dello spettro del bianco del JVC HD100. La recensione completa è al seguente indirizzo:

http://www.htprojectors.com/htprojectors/preload.asp?ID=252&PROD=3491






... continua
 
Torniamo al beneamato verde. Da quello che ho letto, sei d'accordo con me e Luciano sul fatto che lo stesso verde (generato con segnale 0R, 255G, 0B) ma a luminosità differenti, abbia la stessa saturazione. O meglio, sia percepito dal nostro sistema occhi-cervello, alla stessa saturazione.

Ebbene, prendiamo il Kuro Extreme Contrast (grazie Pioneer!): un display in cui nel riprodurre il "verde" gli altri due primari sono al di sotto dei livelli misurabili dalla mia strumentazione e dai miei occhi. In pratica, per questo aspetto è un display ideale:

http://www.avmagazine.it/articoli/sorgenti/156/ces-2008-day-2_3.html

Anche se immagino che tu, Girmi, conosca benissimo il funzionamento di un display al plasma, riassumerò brevemente il concetto base per tutti gli altri che stanno lurkando la discussione.

Nei display al plasma, l'intensità luminosa di ogni pixel viene modulata esattamente come nei DLP. Il pixel o si accende o si spegne. Ergo, per modularne l'intensità luminosa, questi vengono accesi e spenti molto velocemente, in modo simile a come vengono ruotati i microspecchi dei DLP.

Quindi, ricordardo che questo esempio riguarda solo ed esclusivamente il sub-pixel del "verde" e che gli altri sub-pixel del "rosso" e del "blu" rimangono sempre spenti, se il nostro display al plasma dovrà emettere un verde assoluto alla massima intensità luminosa (quindi 0R, 255G, 0B), nell'unità di tempo lascerà quasi sempre acceso il sub-pixel del verde.

Se il nostro stesso display dovesse emettere un verde con segnale 0R, 128G, 0B, il sub-pixel del verde nell'unità di tempo sarà un po' più spento ma avrà lo stesso identico spettro di quello con segnale in ingresso pari a 0R, 255G, 0B. Dico questo non solo per averlo letto su qualche autorevole libello ma per averlo misurato, nella fattispecie più volte su display CRT, in attesa di ripetere la misura quando qualche azienda si degnerà di darci in prova un display al plasma.

Detto questo Girmi, spero che basti la logica per comprendere che la mia non è né una teoria, né una"minchiée extraordinaire". Se poi ti serve anche una misura, appena mi sarò rimesso, scenderò in lab (fa un po' freddo) e ti posterò qualche spettro di "verde" di un CRT, acquisito con vari segnali in ingresso.

Per ora mi fermo qui per evitare di mettere troppa carne al fuoco, lasciando la discussione degli altri due argomenti (ruolo dei complementari e definizione di saturazione) appena avremo chiarito la sostanza di quella che secondo te è una michiata e invece secondo me un fatto.

Dimenticavo: non sto continuando la discussione per narcisismo, cattiveria o perché sono un minchione. Almeno lo spero! Lo sto facendo per due motivi. Il primo è che sono convinto che provare ad esorcizzare i tuoi fondamenti è per me un utile esercizio, visto che uno degli aspetti principali del mio mestiere è "spiegare le cose". Da questo thread potrebbe nascere un buon articolo sulle misure da troppo tempo in cantiere.

Il secondo motivo, che ho accenato anche nel thread della misura del gamma (che ancora langue, sob!), è che, dopo l'adeguato e augurato successo nell'esorcismo, il tuo apporto alla causa della misura della saturazione potrebbe essere molto rilevante. Dal mio punto di vista basterebbe indirizzare le tue sterminate conoscenze sul colore nella direzione giusta: quella della sintesi additiva. Non sottrattiva! :p

Emidio
 
Girmi ha detto:
Mentre nella pellicola cine sono direttamente gli strati CMY a filtrare la luce e comporre l'immagine colorata.

Alla luce di questo, come giudicheresti la saturazione delle stesso identico verde scuro o magenta scuro o qualunque altro colore spettrale meno luminoso visto al cinema o col vp di casa?

Per identico intendo proprio con uguali coordinate xyY.


Ciao.

riguardo alla struttura fisica della pellicola, non ho informazioni.
L'uso di CMY mi fa pensare però a sintesi sottrattiva... e quindi ad un contesto diverso. Evidentemente nella pellicola lo stesso fascio di luce passa attraverso più strati che possono filtrare e quindi sottrarre le componenti.
In una proiezione elettronica RGB i tre fasci luminosi convergono in modo indipendente solo sullo schermo, o se vogliamo, nell'occhio.
Vista la differente natura fisica dei due procedimenti, avremo senz'altro dei gamut completamente diversi.

Ma se al cinema o nell'home-cinema misuriamo lo stesso xyY, direi che senza nessun dubbio abbiamo lo stesso colore ad identica saturazione e sarebbe lo stesso anche se Y fosse diverso...
 
Emidio Frattaroli ha detto:
Nei display al plasma, l'intensità luminosa di ogni pixel viene modulata esattamente come nei DLP. Il pixel o si accende o si spegne. Ergo, per modularne l'intensità luminosa, questi vengono accesi e spenti molto velocemente,
Beh.... veramente io non la sapevo così :eek:

Da Wiki : Variando gli impulsi di corrente che scorrono attraverso le diverse celle migliaia di volte al secondo, il sistema di controllo può aumentare o diminuire l'intensità di ogni colore di ogni sottocella per creare miliardi di diverse combinazioni di verde, rosso e blu

Come vedi si parla di intensità di colore non di intensità luminosa la quale nei Plasma dovrebbe essere regolata da maggior ampiezza del voltaggio di controllo dei singoli pixel.

Scusate... sembrerebbe un intervento OT.... ma visto che si parla di saturazione.... credo che qualcosa centri No ???

ciao :cool:
 
benegi ha detto:
Beh.... veramente io non la sapevo così :eek:

Da Wiki ...
lo stesso articolo di Wiki.it che parla del più grande plasma al mondo fatto da Sharp da 108" (ma non era un LCD?) e della straordineeeeria luminosità di 1000 lux (ma non si misura in lumen?)?

Un articolo pieno zeppo di castronerie.

Anyway, se vuoi approfondire il funzionamento del plasma, apri una discussione nel forum opportuno :)

Emidio
 
Emidio Frattaroli ha detto:
lo stesso articolo di Wiki.it
Era il primo che mi è capitato da una veloce ricerca ;)

No Non voglio approfondire il funzionamento dei plasma.... vorrei solo che si dicessero cose che hanno un reale riscontro..... onde evitare in chi lurka come me questo 3ad..... eventuali confusioni :)

Anche se, a dire il vero, il 3ad è talmente arzigolato e tecnico che diventa di difficile apprendimento oltre che, da quel che si desume, soggettivo. :eek:

ciao :cool:
 
Luciano Merighi ha detto:
riguardo alla struttura fisica della pellicola, non ho informazioni.
L'uso di CMY mi fa pensare però a sintesi sottrattiva... e quindi ad un contesto diverso...
In realtà le cose sono ben diverse e differenti, se parliamo di negativo, di positivo e di stampa digitale. Ma eviterei di finire in altri argomenti che ci porterebbero troppo lontano, proprio ora che la luce è sempre più vicina. :)

Magari potremmo tornarci dopo, in una discussione dedicata.

Emidio
 
benegi ha detto:
il 3ad è talmente arzigolato e tecnico che diventa di difficile apprendimento oltre che, da quel che si desume, soggettivo. :eek:
Nessun problema.

D'altra parte, come ho già detto, da questo thread partirà un succoso articolo sulle misure sul colore in cui le parole d'ordine saranno "sintesi" e "semplicità".

E poi, se riusciremo a convincere anche Girmi... :)

Emidio
 
Luciano Merighi ha detto:
Ma se al cinema o nell'home-cinema misuriamo lo stesso xyY, direi che senza nessun dubbio abbiamo lo stesso colore ad identica saturazione e sarebbe lo stesso anche se Y fosse diverso...

mi devo correggere e bacchettare...
misurando lo stesso punto xyY ma avendo certamente riferimenti a gamut diversi, potremo certamente dire che si tratta dello stesso colore ma essendo il valore della sua saturazione relativo al gamut usato, non potremo affermare che questa sia quantitativamente la stessa... :rolleyes:
in sostanza, pur essendo lo stesso verde, se nell'home cinema si collocasse ad esempio perfettamente al 75% di saturazione sul grafico CIE rispetto al gamut PAL, non è detto che lo stesso colore corrisponda ad un verde saturo al 75% se riferito al gamut della pellicola.
 
Emidio Frattaroli ha detto:
La sintesi additiva si basa su concetti un po' diversi da quelli della sintesi sottrattiva e si basano sula fisiologia dell'occhio umano …
Emidio scusa, ma continuando a rapportare la saturazione ai sistemi di sintesi o alla fisiologia umana o ai sistemi di riproduzione, non si arriverà mai a nulla.

La saturazione non riguarda questo, ma il colore i sé.

Ai sistemi di riproduzione bisogna arrivarci in relazione alla misurazione della saturazione, ma finché non si chiarisce questa cosa sia è inutile parlarne.

…, è possibile vedere il grafico dello spettro ottenuto con Colorfacts e il Gretag Eye-One Pro:

Si tratta dello spettro del bianco del JVC HD100.
Infatti, quello è lo spettro del bianco.
Se invece misuro lo spettro del solito verde con la stessa strumentazione, spettrofotometro Eye-One Pro, questo cambia molto al calare della sua luminosità. Oggetto del test un monitor CRT.



In questo caso ho usato l'utility PatchTool che è compresa in BabelColor.

Puoi chiedere ad Andrea di rilevare lo stesso spettro del verde con una serie di schermate di diverse intensità.
Nel mio esempio sono le solite 100%, 75%, 50%, 25%, ma nel Data Raw, che trovi in allegato per le tue verifiche, i campioni sono molti di più.

Continua…
 

Allegati

Ultima modifica:
…segue.
Emidio Frattaroli ha detto:
Nei display al plasma, l'intensità luminosa di ogni pixel viene modulata esattamente come nei DLP. Il pixel o si accende o si spegne. Ergo, per modularne l'intensità luminosa, questi vengono accesi e spenti molto velocemente, in modo simile a come vengono ruotati i microspecchi dei DLP.
Eccellente spiegazione. Peccato che sia sprecata.

Avevo accennato al fatto che sarebbe stato inutile parlare di altre tecnologie proprio perché non fanno alcuna differenza ai fini della determinazione della saturazione.

Tu stai semplicemente parlando di sistemi a diffusione d'errore, meglio conosciuto come dither.
Questo sistema (e non lo spiego certo a te ma lo riassumo per chi legge) permette la creazione delle diverse sfumature dei colori utilizzando uno o più colori base e miscelandoli non utilizzandone intensità diverse (cosa impossibile con queste tecnologie) ma modulandone la frequenza, come nel caso dei retini da stampa, o la persistenza, come nei casi da te descritti.

In questi sistemi i colori base utilizzati sono sempre alla loro massima saturazione (basta guardare una pagina stampata con un lentino per vedere il retino composto da punti ciano, magenta, gialli e neri) e la loro intensità non è modulabile, ma questo non significa che lo debba essere il risultato del dither applicato.

Se ho un verde scuro su un DLP, quello che importa non è che nei pochi millisecondi nei quali lo specchietto è girato questo emetta un verde puro.
Quello che invece importa è che nell'unità di tempo totale, il frame, il risultato del tempo di persistenza del verde puro e della sua assenza, i nero, si sommano e danno come risultato percepibile, sia dal mio occhio che dallo spettrofotometro, un verde scuro.

Se il nostro stesso display dovesse emettere un verde con segnale 0R, 128G, 0B, il sub-pixel del verde nell'unità di tempo sarà un po' più spento ma avrà lo stesso identico spettro di quello con segnale in ingresso pari a 0R, 255G, 0B. Dico questo non solo per averlo letto su qualche autorevole libello ma per averlo misurato, nella fattispecie più volte su display CRT, in attesa di ripetere la misura quando qualche azienda si degnerà di darci in prova un display al plasma.
Il testo che ho effettuato io, vedi sopra, dimostra esattamente il contrario e non è che mi aspettassi un risultato diverso.

Prova a farlo anche tu e pubblica anche quei gamut sballati che dicevi così ci ragioniamo sopra.

Dimenticavo: non sto continuando la discussione per narcisismo, cattiveria o perché sono un minchione.
Preciso che anch'io lo faccio solo perché sono più che sicuro delle mie affermazioni, finora ampiamente dimostrate, e credo che sia utile che l'argomento sia sviscerato compiutamente.

Ciao.
 
Luciano Merighi ha detto:
riguardo alla struttura fisica della pellicola, non ho informazioni.
Brevemente, esistono molti tipi di pellicola, ma le principali sono le negative e le invertibili (cioè le diapositive). Al cinema non si usa la pellicola per diapositve.
I film sono girati con pellicole negative e stampate su un altra negativa per ottenere il primo originale positivo. La stampa della pellicola cinematografica invece usa la tecnica dell'internegativo per ottenere un positivo da un altro positivo.
Anche se le pellicole per i vari usi differiscono fra loro sotto diversi aspetti, a struttura chimica è fondamentalmente simile, si tratta sempre di strati fotosensibili ai primari, ma è il diverso processo di sviluppo che colora e conserva o scarta, a seconda, il materiale impresso.

Il risultato nella pellicola cine sono appunto tre strati CMY.

È logico che in tutti questi passaggi il colore rimane sempre allo stesso stato di saturazione (senza considerare la relativa perdita qualitativa dovuta ai passaggi).

Ma se al cinema o nell'home-cinema misuriamo lo stesso xyY, direi che senza nessun dubbio abbiamo lo stesso colore ad identica saturazione e sarebbe lo stesso anche se Y fosse diverso...
Al di là della tua giusta osservazione sui diversi gamut, uno spazio CMY è assolutamente sovrapponibile ad uno spazio RGB e quindi il senso di questa tua affermazione non cambia.

In realtà poco importa se vediamo o misuriamo un colore a casa con un vp digitale o al cinema su pellicola.
Una rampa di rossi tipo questa avrà sempre il colore puro solo nel punto centrale e quindi solo lì alla massima saturazione.

Ciao.
 
Girmi ha detto:


I testo che ho effettuato io, vedi sopra, dimostra esattamente il contrario e non è che mi aspettassi un risultato diverso.

non per insistere ma la saturazione di un colore è funzione della distanza della sua coordinata xy da quella del bianco. NON è legata alla luminosità Y! Anche Boscarol nel suo esempio mostra quattro colori, ciascuno a due luminosità differenti ma nonostante ciò, parole sue, sempre alla stessa saturazione...

Nell'esempio spettrale che posti, c'è sempre solo lo spettro del verde, ovviamente a diverse potenze di emissione ma sempre collocato nella stessa lunghezza d'onda e quindi anche allo stesso punto xy. Siccome non vi è mai traccia delle emissioni spettrali del blu e del rosso, la sua distanza dal bianco non varia. Quindi è un verde a diversa luminosità ma sempre alla stessa saturazione, data appunto la mancanza delle altre emissioni spettrali. La saturazione, fino a che G > 0, è anche la massima in riferimento al gamut usato.

Una rampa di rossi tipo questa ••••••• avrà sempre il colore puro solo nel punto centrale e quindi solo lì alla massima saturazione.
none!
la massima saturazione la raggiunge nel punto centrale e la mantiene verso destra fino a che non diventa nero, solo in quel momento con le tre componenti uguali, cioè zero, si ha anche saturazione zero.
La risposta spettrale mostrerebbe da sinistra a destra la presenza via via calante delle componenti G e B, fino al centro dove, da li fino a destra, avremmo solo la componente R con quindi la sua distanza dal bianco ovvero la sua saturazione, massima; fino, come già detto, ad un valore di R > zero.

il punto è sempre questo: convincersi o no che un colore possa avere la stessa saturazione a diverse luminosità....
Oppure, la saturazione è qualità o quantità?
Chi vivrà vedrà...
 
Ultima modifica:
Luciano Merighi ha detto:
non per insistere ma la saturazione di un colore è funzione della distanza della sua coordinata xy da quella del bianco.
Assolutamente, no. Mettiti "dinta 'a capa" che esiste tutto un modo colorato al di fuori del tiangolino di gamut misurato in xy
Riguarda le prove col vettorscopio che, guarda caso, serve proprio a misurare la saturazione di un segnale video.

La misura spettrografica del verde è perfetta per la risposta ad Emidio, se provi anche tu con PatchTool ed il file che ho allegato, vedrai che tutto lo spettro varia.

NON è legata alla luminosità Y!
Magari invece della solita reiterata affermazione frutto solo di errate deduzioni personali, sarebbe ora che si vedesse anche qualche dato tecnico.
Io ho dato diverse prove strumentali che è il contrario di quanto dici.

Anche Boscarol nel suo esempio mostra quattro colori, ciascuno a due luminosità differenti ma nonostante ciò, parole sue, sempre alla stessa saturazione...
Luciano, è evidente che non hai capito quell'esempio, ma io te lo ha già molto ben spiegato.
Non dimostra assolutamente quello che dici. Prova a rileggere i post 83 e 84.

la massima saturazione la raggiunge nel punto centrale e la mantiene verso destra fino a che non diventa nero, solo in quel momento con le tre componenti uguali, cioè zero, si ha anche saturazione zero
Prova solo per un attimo ad usare la logica.
Ti sembra logico che un valore passi molto gradatamente da 0 a 100 in un senso ma abbia solo una gradazione, da 100 a 0, nell'altro?

Oppure, la saturazione è qualità o quantità?
Secondo te la massima purezza di un colore è un fatto quantitativo? :rolleyes:

Comunque ripeto, questo è il mio terreno. Se vuoi invitare alla discussione Boscarol o chiunque altro tu ritenga più esperto di me, dato che evidentemente ne tu ne Emidio siete in grado di riconoscermi tale ruolo, fallo pure.
Vedrai che ti confermeranno quanto ho scritto finora.


Ciao.
 
Ultima modifica:
Girmi ha detto:
Assolutamente, no. Mettiti "dinta 'a capa" che esiste tutto un modo colorato al di fuori del tiangolino di gamut misurato in xy
semmai esistono altri modi di rappresentarlo, ciascuno funzionale ad un certo scopo e comunque visto che parliamo di display e affini, con quel triangolino dobbiamo copulare.
Ora che ci penso potresti ricordarmi la tua definizione di saturazione?

Riguarda le prove col vettorscopio che, guarda caso, serve proprio a misurare la saturazione di un segnale video.
hai interpretato in modo arbitrario l'immagine del vettorscopio, esso non misura affatto la saturazione. La visuale aggregata UV, è in questo caso l'intensità del colore verde. Intensità che va considerata nelle formule opportune assieme alla luminanza Y. Il risultato è che dalla trasformazione YUV>RGB avremo nella prima e nella seconda colonna anche valori di R e B crescenti dall'alto al basso, mentre nella terza colonna avremo solo componente G. Un calo di saturazione si avrà quindi solo nelle prime due colonne ma non nella terza dove c'è solo un calo di luminosità...
Magari invece della solita reiterata affermazione frutto solo di errate deduzioni personali, sarebbe ora che si vedesse anche qualche dato tecnico.
Io ho dato diverse prove strumentali che è il contrario di quanto dici.
veramente i molti screen grab che hai postato (complimenti per l'impegno...), mi parevano corredati da didascalie a volte abbastanza arbitrarie oppure poco pertinenti...;)

Luciano, è evidente che non hai capito quell'esempio, ma io te lo ha già molto ben spiegato.
Non dimostra assolutamente quello che dici. Prova a rileggere i post 83 e 84.
forse non sono io che non l'ho capito... e proprio quei due post mi paiono "reiterate affermazioni"

Prova solo per un attimo ad usare la logica.
Ti sembra logico che un valore passi molto gradatamente da 0 a 100 in un senso ma abbia solo una gradazione, da 100 a 0, nell'altro?
meglio usare la matematica... calcola, partendo dai valori RGB dei bollini rossi del tuo esempio nel post #116, i valori HSB (spazio creato con lo scopo di avere una rappresentazione più intuitiva rispetto alla percezione umana) e vedrai che seguendoli da sinistra a destra H sarà sempre uguale, da sinistra al centro S crescerà fino a 100, B sarà 100 costante.
Dal centro a destra, S rimarrà costante a 100 mentre B calerà. Con 1,0,0, S sarà ancora =100. Con 0,0,0 avremo anche S e B = 0
Usando invece la logica, perchè avrebbero dovuto concepire HSB in questa maniera, con S indipendente da B?

Secondo te la massima purezza di un colore è un fatto quantitativo? :rolleyes:
mi sembra chiaro che lo considero qualitativo...

Comunque ripeto, questo è il mio terreno. Se vuoi invitare alla discussione Boscarol o chiunque altro tu ritenga più esperto di me, dato che evidentemente ne tu ne Emidio siete in grado di riconoscermi tale ruolo, fallo pure.
Vedrai che ti confermeranno quanto ho scritto finora.

veramente se tu volessi dare un'occhiata ad esempio qui:
http://www.boscarol.com/pages/fondamenti/1_colore.pdf
pagina 20, 21 dalla definizione di saturazione:

"La saturazione esprime la quantità di tinta di un colore, non in termini assoluti (come fa la pienezza) ma giudicata in proporzione alla sua brillanza. Quando varia la brillanza di un colore varia la sua pienezza ma non la sua saturazione, che per definizione non dipende dalla brillanza",

sembra che Boscarol dia una definizione abbastanza chiara
Ovviamente meglio guardare anche le definizioni di pienezza e brillanza, oltre al resto...

Insomma se cali il nostro caro rosso 255,0,0 fino a 128,0,0, abbassi la brillanza e di conseguenza la pienezza ma essendo la saturazione=pienezza/brillanza (pag.21 stesso link) essa rimane costante. Questo rapporto va considerato in forma indicativa e non strettamente matematica.
 
Ultima modifica:
Voglio stare al tuo gioco, Girmi.

Anche perché credo che su una cosa tu abbia ragione da vedere: meglio analizzare lo spettro.

Sul fatto che tu abbia glissato su alcune inesattezze (es. sullo spettro di un proiettore che non ha il giallo etc.), tornerò dopo come anche sui colori complementari etc.

Come ho detto qualche post fa, una cosa alla volta.

E poi sono ancora convalescente e in lab meglio non scendere per misurare il W10000: rischierei di prendere freddo.

Ripartiamo!

Qualche post fa, davanti al mio esempio concreto di due display con diversa luminosità o proiettori identici a diversa distanza, hai convenuto con me che quel "colore", benché a luminanza diversa, può anche avere la stessa saturazione.

Perfetto. Eppure continui a dire che lo stesso monitor con verde 0R, 255G, 0B e 0R, 128, 0B ha due saturazioni diverse. Per farti capire che ti sbagli ho proceduto nel modo seguente.

2008_01_17_g0.jpg


Ho preso un monitor CRT Philips e lo ho collegato al portatile, ho esteso il desktop, ho aperto paint di windows, ho proiettato un pattern con verde e ho collegato un Eye-one Pro a Babelcolor.

L'idea era di prendere due monitor con luminosità differenti. Sono ancora in convalescenza e non potendo uscire per andare in ufficio mi sono arrangiato e le misure le ho fatte con lo stesso monitor, prima con contrasto a 100 e poi con contrasto a 80.




- click per ingrandire -

Nel primo caso, il verde al centro è pari a 0R, 205G, 0B.




- click per ingrandire -

Nel secondo caso, il verde al centro è pari a 0R, 255G, 0B.




- click per ingrandire -

Il grafico dello spettro nei due casi è praticamente coincidente e le differenze rientrano nelle tolleranze di ripetibilità di tutta la catena (scheda grafica, monitor, strumento e posizionamento).

Ergo, se sei d'accordo con me quando dici che la saturazione del "verde" 0R, 255G, 0B di due display con luminosità differente può essere identica, immagino che l'esempio reale appena fatto possa bastare.


... continua
 
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