Foxtrot59
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Jakob, colgo nelle tue parole una grande passione e un'apprezzabile profondità di pensiero.
Quello che meno condivido è il tuo atteggiamento un po' troppo fideistico e soprattutto generalizzato nella capacità e nella buona fede dei recensori. Sicuramente ci sono persone con le caratteristiche che tu descrivi, ma, appunto, non farei di ogni erba un fascio.
Ricordiamoci che siamo nell'era del marketing, palese e spesso occulto.
Hai riferito della tua esperienza coi Sugden. O.k.
Ma hai idea di quante recensioni da moderatamente positive a ultra-positive ho avuto occasione di leggere in alcuni decenni di interesse per questo hobby? In pratica: tutte!
Tutti apparecchi che ti avrebbero portato alle conclusioni cui sei giunto riguardo i Sugden? La vedo dura.
Quante pensi ne abbia lette, di negative?
Non era questo, comunque, l'argomento principe della discussione.
Si tratta(va) di scoprire cosa è fisicamente possibile fare nell'àmbito della tecnologia stereofonica e cosa no.
Se si riuscisse a stabilire una volta per tutte che determinate caratteristiche non sono prerogativa di un impianto stereofonico, non esisterebbe recensore/utente/orecchie di pipistrello che possa ragionevolmente sostenere il contrario, creando, oltretutto, immotivate aspettative, destinate con tutta probabilità a far sorgere delusioni e frustrazioni negli acquirenti*. Ti pare?
Il cervello umano ha caratteristiche per certi versi portentose.
Prendi la fotografia (e il cinema) in bianco e nero: è irreale, eppure siamo in grado di apprezzarla (e molto).
Fai conto che la riproduzione stereofonica sia come la fotografia in bianco e nero - in campo audio.
Anch'essa è irreale, perché non è in grado di riprodurre TUTTE le informazioni spaziali possibili; eppure siamo in grado di apprezzarla (e molto).
Prova però a pensare a come ti sentiresti se, durante una mostra di fotografie in bianco e nero, sentissi dei frequentatori parlare con saccenza dei realistici (fedeli) colori del tramonto presenti in una di quelle fotografie.
Ecco, di fronte a certi commenti io mi sento così.
*Che poi la frustrazione sia una potente molla che può spingere a ulteriori acquisti...pare sia un fatto acquisito.
Quello che meno condivido è il tuo atteggiamento un po' troppo fideistico e soprattutto generalizzato nella capacità e nella buona fede dei recensori. Sicuramente ci sono persone con le caratteristiche che tu descrivi, ma, appunto, non farei di ogni erba un fascio.
Ricordiamoci che siamo nell'era del marketing, palese e spesso occulto.
Hai riferito della tua esperienza coi Sugden. O.k.
Ma hai idea di quante recensioni da moderatamente positive a ultra-positive ho avuto occasione di leggere in alcuni decenni di interesse per questo hobby? In pratica: tutte!
Tutti apparecchi che ti avrebbero portato alle conclusioni cui sei giunto riguardo i Sugden? La vedo dura.
Quante pensi ne abbia lette, di negative?
Non era questo, comunque, l'argomento principe della discussione.
Si tratta(va) di scoprire cosa è fisicamente possibile fare nell'àmbito della tecnologia stereofonica e cosa no.
Se si riuscisse a stabilire una volta per tutte che determinate caratteristiche non sono prerogativa di un impianto stereofonico, non esisterebbe recensore/utente/orecchie di pipistrello che possa ragionevolmente sostenere il contrario, creando, oltretutto, immotivate aspettative, destinate con tutta probabilità a far sorgere delusioni e frustrazioni negli acquirenti*. Ti pare?
Il cervello umano ha caratteristiche per certi versi portentose.
Prendi la fotografia (e il cinema) in bianco e nero: è irreale, eppure siamo in grado di apprezzarla (e molto).
Fai conto che la riproduzione stereofonica sia come la fotografia in bianco e nero - in campo audio.
Anch'essa è irreale, perché non è in grado di riprodurre TUTTE le informazioni spaziali possibili; eppure siamo in grado di apprezzarla (e molto).
Prova però a pensare a come ti sentiresti se, durante una mostra di fotografie in bianco e nero, sentissi dei frequentatori parlare con saccenza dei realistici (fedeli) colori del tramonto presenti in una di quelle fotografie.
Ecco, di fronte a certi commenti io mi sento così.
*Che poi la frustrazione sia una potente molla che può spingere a ulteriori acquisti...pare sia un fatto acquisito.
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