Mi sembra che si stia dando troppa importanza ad una cosa che era già risaputa da decenni, io stesso lo avevo scritto pochi giorni fa, non ricordo se in questa o in un'altra discussione, nel dubbio, riassumo

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Più o meno una trentina di anni fa ho posseduto per un po' di tempo un pre+finale della Phase Linear, ditta fondata da Bob Carver che nel pre aveva inserito una manopola per "allargare" la scena sonora (era un po' patito di "olografia sonora").
La cosa funzionava, man mano che la si ruotava la scena si allargava oltre i confini dei due diffusori, nessuna meraviglia, era cosa abbastanza conosciuta , come dice Lancetti, la si ottiene sfasando e miscelando opportunamente i due segnali e inviandoli incrociati, si può anche filtrare opprtunamente la parte che si invia.
Con alcuni brani un pochino di enfasi non guastava, se poi i diffusori erano posti un po' troppo vicini per questioni "ambientali" era la soluzione ideale, il tutto con un circuitino per nulla complicato.
La cosa non prese molto piede (sapete come sono i "puristi"), lo stesso principio è stato utilizzato in alcuni pre per cuffie, per cercare di ricreare la scena cui siamo abituati e non il "suono nella testa" tipico di questo tipo di ascolto, si è cercato di riprodurre elettronicamente la risposta in frequenza e fase dei suoni che arrivano ai due padiglioni, ma sfalsati e modificati dalla presenza della testa e dei padiglioni auricolari.
Anche qui i risulati sono stati vari.
Per venire invece alla riproduzione con i normali diffusori entra in gioco un elemento importante, il cervello che in tempo reale elabora i segnali e poi "ci fa immaginare" quello che vuole lui, in base alle esperienze pregresse e, cosa molto importante, con l'aiuto delle informazioni visive che si ricevono contemporaneamente al suono.
Ci sono molti fenomeni che si accavallano e producono gli effetti più strani o meglio, che il nostro cervcello, a volte ingannato, ci "fa immaginare di sentire".
Vi sarà capitato di essere in mezzo al traffico e di sentire la sirena di una ambulanza senza vederla, il più delle volte non si capisce la provenienza del suono, poi la vedete, in lontananza ed immediatamente il suono diventa direzionale, era ovvio che arrivava da quella parte, ma senza vederla non lo capivate.
Esiste, tra i tanti, l'effetto "ventriloquo", credo che tutti sappiano (spero

) che non è il pupazzo che sta parlando, ma vedendolo muovere la bocca mentre il suo animatore non la muove (si spera), se non ci pensate e non ragionate vi sembra che sia il pupo a parlare, il cervello è abituato ad associare una voce al movimento delle labbra e automaticamente ci trasmette quella sensazione.
Se dallo stesso diffusore arriva lo stesso suono, ma prima più alto e poi più basso di livello, od anche assieme, automaticamente il cervello pensa che una sorgente sia più vicina dell'altra, perchè nella pratica avviene così ed ecco che si crede di sentire un suono provenire più davanti o più indietro.
In uno dei testi che avevo indicato nella discussione relativa all'acustica ambientale e, precisamente: "F. Tool - Sound Reproduction - The Acoustics and Psychoacoustics of Loudspeakers and Rooms" si parla anche di questi pseudo ascolti di segnali che sembrano arrivare da ogni dove, mentre escono sempre e solo dai due diffusori.
Con i sistemi descritti prima si può simulare una "scena" più larga, ma non si potrà mai simulare un suono posteriore o da parti strane a meno che i suoni non si combinino in modo strano e casuale nell'ambiente.
Si può certo farlo con sistemi digitali, vedasi le soundbar Yamaha, in cui si lavora sulla fase e sui ritardi e, cosa molto importante, sfruttando le rilfessioni dell'ambiente, che deve essere simmetrico, altrimenti si perde tutto o quasi.
Teoricamente se si facesse una registrazione con due microfoni omnidirezionali, magari posizionati con tecnica A-B, e si riproducesse il tutto con due diffusori con diffusione perfettamente omnidirezionale e risposta in frequenza e fase esattamente uguali a quella dei microfoni e nello stesso ambiente di registrazione probabilmente si otterrebbero risultati
quasi simili all'originale, ma anche qui non si potrebbe riprodurre il fronte posteriore, il segnale uscirebbe dai due frontali, ci vorrebbe almeno un terzo microfono rivolto verso le spalle ed un terzo canale con un diffusore apposito posteriore.
In alcune registrazioni di organo fatte con 2 microfoni, effettuate in grandi chiese, si utilizza un terzo microfono posto nella navata centrale ed opportunamente direzionato per captare il riverbero dell'ambiente, il suo segnale viene poi sapientemente miscelato con quello dei due micro che erano posti più vicino all'organo per captare principalmente il suono diretto.
Il risulato solitamente è ottimo, ma con un impianto stereo non si potrà comunque sentire il riberbero che ci avvolgerà come era nella chiesa, se il nostro ambiente è sufficientemente riverberante, ma non troppo, avremo certo una buona sensazione, ma non sarà mai quella originale.
Anni fa ho effettuato delle registrazioni in una chiesa di musica sacra di un "coro + basso continuo" per un CD, con soli due microfoni (contemporaneamente con DAT e analogico a 2 piste), ottimo risultato (erano contenti), buon riverbero e scena, ma nessun suono alle spalle, di lato, in alto o da altre parti, il coro era lì, davanti allascoltatore, ben posizionanti i vari coristi, nessun buco tra i diffusori, ma tutto finiva lì.
Ciao