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The Sandman | stagione 1 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 20 Agosto 2022 nel canale CINEMA

“La serie Netflix tratta dalla premiata graphic novel di Neil Gaiman, lavora armoniosamente su alcune trame verticali necessarie allo sviluppo di quella orizzontale, in una costruzione che brilla per una sceneggiatura solida accanto a un impianto visivo di rara bellezza.”


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Nel tentativo di far tornare in vita il figlio maggiore perito a Gallipoli, l’aristocratico Roderick Burgess appassionato di occulto cerca di imprigionare la Morte con un rituale magico. Ma al suo posto viene catturato Morfeo cui vengono sottratti un elmo, un sacchetto di sabbia e un rubino, strumenti che gli conferivano il potere di controllare e dirigere i sogni degli umani. Bloccato all’interno di una sfera di vetro osserva i propri carcerieri usare le sue capacità per ottenere una vita più lunga della norma e accrescere i propri averi. Cento anni dopo, il regno di Morfeo abbandonato dai suoi sudditi, liberi così di esercitare i propri poteri senza limiti, cade ormai a pezzi con conseguenze catastrofiche per gli umani alcuni dei quali dopo la cattura del dio dei sogni non si sono mai risvegliati.


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La serie tratta dalla premiatissima graphic novel di Neil Gaiman pubblicata da DC Comics tra il 1988 e il 1996 in 75 albi raccolti in 10 volumi, inizia con una sequenza che va a disegnare il protagonista e il suo mestiere, tracciando uno stile verbalmente affabulatorio e visivamente immaginifico, con una qualità immediatamente altissima. I toni lividi che seguono descrivono un 1916 inglese in cui il senso di mistero avvolge le scene mescolandosi a toni drammatici in maniera molto equilibrata. Ogni passaggio è codificato da regole precise e comprensibili che aumentano la sospensione dell’incredulità anche nello spettatore più esigente (come l’aderenza con la realtà dell’encefalite letargica, realmente diffusasi tra il 1916 e il 1917, da cui Gaiman trasse ispirazione). I molti dettagli donano una gran densità a tutto l’impianto scenico arricchendolo di un fascino raro. Fascino che viene accresciuto da effetti speciali di notevole fattura accanto a una fotografia, prevalentemente notturna specialmente all’inizio, più che all’altezza della situazione, dipingendo visivamente un’atmosfera molto avvolgente con una cura che arriva fino ai sontuosi titoli di coda.


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Lo scorrere degli episodi, uno diverso dall’altro, mostra la profonda e determinata ambizione di costruire qualcosa di molto vasto. La trama orizzontale e quelle verticali procedono bene insieme, rette da una sceneggiatura ben articolata nell’attraversare la narrazione di Sogno e della sua ricerca degli oggetti che gli servono per riavere indietro i poteri con cui sistemare le cose. La prima metà descrive diversi personaggi che Morfeo incontra per raggiungere il suo scopo, la seconda parte si concentra su un’unica storia in cui un nuovo personaggio interviene a complicare i piani. Ma il fatto che l’intreccio trovi una linea chiara da seguire e quindi un approdo finale, invece di aiutare diminuisce un po’ la potenza evocativa della serie.


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Il rapporto tra mortale e divino assieme all’accostamento tra storia e mitologia fanno la fortuna di The Sandman. Il carattere superiore del protagonista non gli consente l’empatia verso gli umani perché diversamente rischierebbe di essere divorato, sia da scelte più morbide ma inappropriate, che da chi preferirebbe vederlo scomparire. Ma questo crea anche una distanza, non soltanto con gli esseri mortali, che potrebbe lasciarlo solo e soprattutto perdente. Roderick Burgess detto il Magus riduce per errore Morfeo a una preda, portandolo a un livello nettamente inferiore. Ma il fatto di sapersi immortale fa sì che nonostante un lasso di tempo lunghissimo, il dio dei sogni non si scomponga mai. Un momento chiave in cui anche quelli che sembrano meno avidi non fanno niente per lasciarlo libero, mostrando tutti i limiti dell’umanità proprio a chi in qualche modo tentava di alleviarne le fatiche. La caratterizzazione di Johanna Constantine risulta quella di una forte determinazione mista a una certa freddezza e distanza rispetto a una donna comune. Il suo modo di porsi con Morfeo è quasi da pari a pari, il che sebbene da una parte crei una patina di presunzione, dall’altra la rende un intrigante osso duro. L’incontro con Lucifero appare inizialmente come pacifico in quanto avviene tra due creature sovrannaturali. Ma ben presto si tramuta in una sfida tra dèi cruenta, affascinante e devastante per le conseguenze cui potrebbe portare. Gwendoline Christie passa dai valorosi princìpi di Brienne di Tarth alla furia dell’angelo della luce caduto, ma ancora una volta in un perverso contrasto tra l’algido del suo aspetto e il passionale del suo essere interiore.


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La verità è un fuoco purificatore.
Il quinto episodio è tra i migliori della serie. Ricco di atmosfera (sottolineata da musica tensiva), mostra le intenzioni dell’inquietante John Dee e la sua capacità di volgere verso la verità libera da imposizioni le parole delle persone divenute senza saperlo sue schiave. Eliminando ogni velo e maschera si giunge a qualcosa di scomodo e netto cui nessuno è abituato. Si creano così imbarazzo, fastidio e disprezzo ma anche in qualche modo un senso di liberazione. Ma l’effetto Perfetti sconosciuti che nel film di Paolo Genovese veniva risolto senza vittime, qui porta verso un orrore irreparabile. Morte è la sorella di Morfeo, che insieme a Destino, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio (i cui nomi in lingua inglese iniziano tutti per D, quarta lettera dell’alfabeto, e il numero quattro in molte culture viene considerato maledetto fino ad aver generato persino la cosiddetta tetrafobia) formano la famiglia degli Eterni. Al contrario della sua immagine canonica viene mostrata come una madre misericordiosa per quanti si ritrovino improvvisamente nel mondo dei più, conferendole un aspetto leggero e confortante. Il personaggio mortale di Hob Gadling è l’unico a sfuggirle per una sorta di scommessa che lo vede alle prese con una tanto desiderata immortalità della quale a un certo punto avrebbe dovuto stancarsi. Con lui Morfeo si ritrova con la stessa cadenza, attraversando i secoli tra ciò che muta inevitabilmente e ciò che invece non cambia mai.


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Stai sognando tesoro. Tutto è possibile.
Il Corinzio muove la trama orizzontale e in essa si muove con la disinvoltura, la sicurezza e la sicumera di un protetto. Il suo spirito cinico e degenere si nutre di quanti pensano di poter raggiungere la pace attraverso la sopraffazione altrui e il suo fascino perverso si spande sempre di più senza incontrare mai ostacoli. Il suo obiettivo è restare libero da Morfeo e a questo scopo si mette alla ricerca di Rose Walker, una ragazza separata dal fratellino anni prima, che nonostante il suo carattere forte e gentile finirà per diventare la possibile arma di distruzione di Morfeo. Il suo destino parte da radici molto complesse che come in un puzzle sono sparse ovunque e la cui composizione è tutt’altro che scontata e semplice.


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The Sandman è una serie che spinge chi la avvicina a recuperare la graphic novel di Gaiman, perché a parte le poche differenze con l’originale, tutte non fondamentali e che anzi rendono la storia ancor più attuale, esercita un potere di attrazione enorme, forte di un immaginario dalla costruzione certosina, sia per una sceneggiatura che per le dimensioni che assume rischia costantemente di perdere di credibilità e invece non esce mai dai binari, che per un impianto visivo degno di opere di rara bellezza. Molto di ciò che viene seminato, all’inizio non del tutto comprensibile, trova poi una collocazione e una spiegazione chiare. Ma non tutto, come ad esempio quello che è successo tra Morfeo e Nada, una giovane donna che qui vediamo in una sola enigmatica scena all’inferno. C’è quindi da aspettarsi che verrà rivelato nei prossimi capitoli in cui sappiamo che interverrà l’ambiguo Desiderio. La prima stagione riassume i primi due volumi a fumetti, Preludi e notturni (1988-1989) e Casa di bambola (1989-1990), per cui ci si può aspettare un totale di quattro o cinque stagioni. Di una serie che sicuramente non è per tutti i palati ma che diventerà senza dubbio un nuovo punto di riferimento tra i prodotti Netflix, all’interno della cui Top 10 oscilla tra i primi posti dal momento della sua uscita.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 8 Potenziale 9

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO/ALTO

visione
Intrattenimento 7 Senso 7,5 Qualità 9
Giudizio Complessivo 7,8

The Sandman | stagione 1
fantastico, drammatico, avventura | USA | 5 ago 2022 | 10 ep / 48 min | Netflix

ideatori Neil Gaiman, David S. Goyer, Allan Heinberg basata sull’omonimo fumetto di Neil Gaiman, Sam Kieth, Mike Dringenberg

personaggi interpreti
Morfeo / Sogno Tom Sturridge
Roderick Burgess / Magus Charles Dance
Johanna Constantine Jenna Coleman
John Dee / Dottor Destiny David Thewlis
Ethel Cripps Dee / Madame Daudet Joely Richardson
Lucifer Gwendoline Christie
Lucienne Vivienne Acheampong
Matthew Cable / il Corvo Patton Oswalt (voce)
Nada Deborah Oyelade
Abel Asim Chaudhry
Caino Sanjeev Bhaskar
Il Corinzio Boyd Holbrook
Morte Kirby Howell-Baptiste
Jed Walker / the Sandman Eddie Karanja
Rose Walker / il Vortice Vanesu Samunyai (Kyo Ra)
Unity Kinkaid Sandra James-Young
Lyta Razane Jammal
Hector Hall Lloyd Everitt
Hal Carter John Cameron Mitchell
Bette Munroe Emma Duncan
Judy Daisy Head
Desiderio Mason Alexander Park
Disperazione Donna Preston
Hob Gadling Ferdinand Kingsley
Gilbert Stephen Fry

critica IMDb 7,9 /10 | Rotten Tomatoes critica 7,7 /10 utenti 4,2 /5 | Metacritic critica 66 /100 utenti 4,6 /10

 

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: Marco Marangoni pubblicato il 21 Agosto 2022, 14:33
Davvero ben riuscita.
Avevo timore che banalizzassero le trame di Gaiman, ma sono stato felicemente smentito.
Commento # 2 di: bradipolpo pubblicato il 21 Agosto 2022, 19:06
Visti oggi i primi 5 episodi, scaricati a suo tempo in netflix.
Davvero ben fatta.
Ricordatevi dell'episodio bonus aggiunto un paio di giorni fa
Commento # 3 di: AlbertoPN pubblicato il 22 Agosto 2022, 08:33
La serie è ben fatta, molto lenta a tratti, ma nel complesso ben riuscita.

Essendo immersi nell'universo DC sono più che appezzate le incursioni di altri personaggi come Costantine e Lucifer Morningstar, sebbene in pieno stile Netflix abbiano cambiato sesso ed etnia, quasi una (spiacevole) costante a mio modo di vedere, così come la farcitura di scene ed amori omosessuali, appiccicati qua.e la a dimostrare la nuova normalità, o forse l'utopia di una certa fetta di popolazione.

Al netto di queste idiozie politically correct, il prodotto è ben confezionato e con una CG, seppure altalenante a livello di qualità generale, tendenzialmente sempre ottima e credibile. Per me una delle migliori dell'anno prodotte da Netflix.