Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter YouTube

Stranger Things | s4 v2 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 15 Luglio 2022 nel canale CINEMA

“Stagione 4 Volume 2 | La chiusura della quarta stagione della serie culto di Netflix punta in alto con grandi performance tra cui spiccano quelle affidate alla giovane Sadie Sink che interpreta Max e a Joseph Quinn che si cimenta in un classico dei Metallica i quali dopo la visione si sono esaltati come il resto degli spettatori”


- click per ingrandire -

Dopo aver scoperto il passato di Vecna e la sua identità prima di diventare un’orribile e spietata creatura del Sottosopra, questi mostra a Nancy la visione di Hawkins devastata da enormi crepe nel terreno, finendo poi per liberare la ragazza. Che comprende che tutto ciò accadrebbe se Vecna dovesse mietere una nuova vittima. Assieme agli altri escogita un piano per attirare il mostro usando come esca Max che si offre volontariamente. Undici percepisce mentalmente quello che sta succedendo e, compreso che hanno bisogno del suo aiuto cerca di andar via dalla base in cui viene tenuta per farle ritrovare i poteri. Owens è d’accordo a lasciarla andare ma Brenner la seda sostenendo che non sia ancora pronta per una prova tanto imponente. Dopo essere riusciti a fuggire dalla prigione in Russia in cui oltre a diversi Demogorgoni c’è anche un esemplare di Mind Flayer allo studio dei sovietici, Hopper e Joyce, insieme a Murray, Enzo e Yuri, cercano di contattare Owens e di tornare negli Stati Uniti. Intanto dal Sottosopra, Eddie e Dustin provano per quanto gli è possibile di attirare le forze del male per diminuire la forza di Vecna e permettere agli amici di isolarlo e batterlo così più facilmente.


- click per ingrandire -

Il secondo volume della quarta stagione della serie dei Duffer Brothers (qui la recensione della stagione 4, volume 1) della durata totale di quasi quattro ore, parte dalle varie sospensioni che per un mese hanno lasciato col fiato sospeso gli spettatori. La difficoltà di Undici nel gestire la rabbia diventa sempre più palpabile, e d’altronde tutto quello che ha subìto (e continua a subire) giustificherebbe quasi ogni carneficina quando mossa per difesa. Le sofferenze, le restrizioni, le privazioni, per lei sono all’ordine del giorno ma in questo capitolo la sua crescita compie uno scatto notevole in favore di consapevolezza, indipendenza e maturità. Eddie è una delle cose migliori di questa intera stagione. Il suo essere e voler apparire diverso, stravagante e allegramente nerd risulta fastidioso per alcuni ma mitico per altri. L’interpretazione di Master of Puppets dei Metallica ha dato al brano più o meno l’effetto ottenuto nel primo volume da Running Up That Hill, con in più la band che ha omaggiato la performance di Joseph Quinn rendendola così immortale.


- click per ingrandire -

Gli altri personaggi confermano l’intensità generata nei primi sette episodi (anche se non c’è Suzie, che sicuramente ritroveremo più avanti). Oltre agli eroici Hopper e Joyce che si ritrovano insperatamente, e a tutti gli altri ragazze e ragazzi che crescono nel corpo ma restano preadolescenti nelle speranze, spiccano Nancy e Max. La prima da brava neogiornalista indaga con un ardore non comune e senza volerlo fa esprimere al sempre meno spavaldo Steve cose che quando stavano insieme non sarebbe stato in grado neanche di concepire. La seconda fa di tutto per lottare, non tanto contro la minaccia sovrannaturale di Vecna, quanto contro il suo terreno passato composto da affetti disfunzionali che l’hanno resa ruvida fino al momento in cui ha incontrato Lucas. Che ora, nonostante venga a più riprese tenuto a distanza, prova comunque a starle vicino per farle credere di meritare sul serio un futuro migliore.


- click per ingrandire -

Per quello che riguarda i reparti tecnici, lavorano tutti in maniera eccellente ma, specialmente in questo secondo volume, uno è davvero meritevole di larghi elogi. Il montaggio è calcolato al fotogramma, il modo in cui vengono incastrate le singole inquadrature fa pensare al cesellare di un orafo sul pezzo più pregiato cui abbia mai lavorato. Il che scatena sempre effetti diretti sullo spettatore che non può esimersi dal provare le sensazioni più disparate, dall’adrenalina nelle scene d’azione alla commozione per una perdita (definitiva) o una vittoria (temporanea), completamente avvinto e coinvolto dai sempre più emozionanti accadimenti. Tutto sostenuto dalla solita fotografia sporca e satura che mira a sovraesporre i meravigliosi e coloratissimi anni ’80 in favore di toni più drammatici e paradossalmente più veri perché carichi di un vuoto che viene riempito da orribili mostri. Una metafora non da poco, magnificamente affiancata da effetti speciali da riferimento e scenografie da cult.


- click per ingrandire -

La sceneggiatura non è certamente da meno. La linea tra chi è buono o tenta di esserlo e chi è cattivo perché non si sforza di comprendere, diventa sempre più spessa. E i buoni fanno sempre più fatica a restarlo, ma soprattutto a vincere, specialmente stavolta. L’ingiustizia non risparmia nessuno generando reazioni disparate da cui dipende non un singolo evento ma la sopravvivenza. Come in partite a scacchi tra bianchi e neri, c’è chi si batte con spirito positivo perché il bene vinca anche a costo di mettersi a dura prova, rischiando conseguenze estreme e chi sbaglia indirizzo nel dare colpe, ammassando sensazioni e pregiudizi, affibbiando etichette piuttosto che provare ad aprire gli occhi. Fino ad arrivare a chi per destino e scelta, privo di pietà alcuna, decide di distruggere ogni cosa, lasciando per ultima la speranza.


- click per ingrandire -

Quando si guarda Stranger Things si ha la netta sensazione che tutto sia possibile, non nel senso delle ormai abusate dimensioni parallele in cui ogni evento può essere mutato a piacere creando un danno anche alla storia più solida, ma nel senso che anche l’ultimo essere sulla Terra possa cambiare le cose, non solo per sé stesso ma anche per le persone più (o meno) care se non addirittura per l’intero pianeta. Per i personaggi della serie il tempo per condurre una vita canonica è sempre poco, i personaggi cercano comunque di ritagliarsi lo spazio per una normalità ampliamente meritata ma concessa a rate. Certo, l’avventura vissuta con tanta foga e importanza vale qualche sacrificio. Altri sacrifici invece non si ingoiano tanto a cuor leggero. Il fatto che un personaggio importante scompaia per sempre è molto duro da accettare, nonostante una fine epica che lo proietta in una sorta di Olimpo della serie.


- click per ingrandire -

Ad aggravare la cosa sono arrivate le improvvide dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da Millie Bobby Brown secondo la quale sarebbe stato opportuno eliminare qualcun altro per non appesantire il plot. Ovviamente la risposta dei fratelli Duffer non si è fatta attendere, ridimensionando giustamente la figura della giovane attrice a quello che è il suo fortunatissimo ruolo, con opportuni giri di parole e riprendendo il riferimento a una delle serie più sanguinose di sempre, Il trono di spade, che è decisamente altra cosa rispetto a Stranger Things. La tregua che per i personaggi, visto il finale, non ci sarà, mentre per gli appassionati spettatori si traduce in attesa sfibrante, dovrebbe durare circa un anno e mezzo, perché sebbene le previsioni di questi tempi potrebbero essere fallaci, la produzione ha intenzione di far arrivare sugli schermi la quinta stagione all’inizio del 2024. Che sarà anche l’ultima. Ma i Duffer hanno già annunciato uno spin-off e la fondazione di una loro casa di produzione. Come si chiamerà? Upside Down, ça va sans dire.


- click per ingrandire -

VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 9 Potenziale 9,5

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIO/ALTA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 9 Senso 8 Qualità 9
Giudizio Complessivo 8,6

Stranger Things | stagione 4 volume 2
fantastico, horror, drammatico, commedia, avventura | USA | 1 lug 2022 | 2 ep / 117 min | Netflix

ideatori The Duffer Brothers (Matt e Ross Duffer)

personaggi interpreti
Undici Millie Bobby Brown
Peter Ballard / Henry Creel / Uno / Vecna Jamie Campbell Bower
Eddie Munson Joseph Quinn
Jim Hopper David Harbour
Joyce Byers Winona Ryder
Murray Bauman Brett Gelman
Dmitri Antonov / Enzo Tom Wlaschiha
Yuri Ismaylov Nikola Duricko
Dustin Henderson Gaten Matarazzo
Maxine "Max" Mayfield Sadie Sink
Lucas Sinclair Caleb McLaughlin
Nancy Wheeler Natalia Dyer
Robin Buckley Maya Hawke
Steve Harrington Joe Keery
Erica Sinclair Priah Ferguson
Michael "Mike" Wheeler Finn Wolfhard
William "Will" Byers Noah Schnapp
Jonathan Byers Charlie Heaton
Argyle Eduardo Franco
Karen Wheeler Cara Buono
Martin Brenner Matthew Modine
Sam Owens Paul Reiser
Crissy Cunningham Grace Van Dien
Jason Carver Mason Dye
Fred Benson Logan Riley Bruner
Tenente Sullivan Sherman Augusutus
Billy Hargrove Dacre Montgomery
 

critica IMDb 8,9 /10 | Rotten Tomatoes critica 8,7 /10 utenti nd | Metacritic critica 8,8 /100 utenti nd

camera Arri Alexa LF, Arri Alexa Mini
aspect ratio 2 : 1

 

Articoli correlati

The Umbrella Academy s3 | la recensione

The Umbrella Academy s3 | la recensione

Stagione 3 | La terza stagione della serie superhero di Netflix possiede ancora una volta una qualità estetica notevole, non supportata stavolta da una sceneggiatura forte e al contempo sensibile come nei due capitoli precedenti che l’avevano resa un prodotto di punta della piattaforma
Obi-Wan Kenobi | la recensione della miniserie

Obi-Wan Kenobi | la recensione della miniserie

La serie Disney+ sul maestro Jedi della saga di Star Wars si sviluppa bene nel tessere i rapporti tra i vari personaggi, su cui spicca quello di Leia bambina. Peccato per diverse ingenuità che abbassano la qualità di un prodotto che avrebbe dovuto essere all’altezza delle elevate aspettative.
Peaky Blinders | stagione 6 | la recensione

Peaky Blinders | stagione 6 | la recensione

L’ultima stagione della serie Netflix con Cillian Murphy mantiene intatta una qualità enorme perché resta fondata non sull’effetto immediato ma sul carisma degli interpreti, una sceneggiatura cesellata e una cura dei dettagli che solo un prodotto britannico è in grado di portare avanti con tanta potenza ed efficacia
Bang Bang Baby | la recensione

Bang Bang Baby | la recensione

La nuova serie italiana su Amazon Prime Video gode di una partenza fulminante, grazie a interpreti di spessore, le ottime sceneggiatura e regia e un montaggio serrato. Peccato per alcune ingenuità nella seconda parte che ne indeboliscono un po’ il mirabile impianto.
Stranger Things | s4 v1 | la recensione

Stranger Things | s4 v1 | la recensione

Stagione 4 Volume 1 | I primi sette episodi della quarta stagione della serie dei Duffer Brothers, ambientata nei favolosi anni ’80, confermano la qualità già espressa nei capitoli precedenti, tra citazioni, canzoni che tornano alla memoria e suggestioni audiovisive di rara densità
Love, Death & Robots v3 | la recensione

Love, Death & Robots v3 | la recensione

Volume 3 | L’analisi dei singoli episodi del terzo capitolo della serie animata, prodotta tra gli altri da David Fincher, che ci porta ancora una volta tra amore, morte e automi più o meno intelligenti e senzienti, con una certa originalità tra i vari generi cinematografici utilizzati
Better call Saul | stagione 6 p. 1 | la recensione

Better call Saul | stagione 6 p. 1 | la recensione

Il prequel di Breaking Bad continua a sorprendere per l’assoluta qualità estetica e tecnica con cui conduce lo spettatore all’interno della storia, che anche quando sembra aver raggiunto il massimo possibile, sposta l’asticella una tacca più in alto con grande cura e rara potenza



Commenti (2)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: bradipolpo pubblicato il 15 Luglio 2022, 15:36
Semplicemente fantastica. Punto.
Spero che, una volta conclusa, si degnino di rilasciare i BD (che fra l'altro, almeno in USA, sono fermi alle prime due stagioni)
Commento # 2 di: pace830sky pubblicato il 15 Luglio 2022, 17:31
Sì, è migliore della stagione 3 (che ho rivisto) le 12 ore di durata complessiva volano ed alla 9.a puntata dispiace quasi che sia già finita.

Che cosa ha di straordinario? Solo psicologi e psicoanalisti potrebbero dirlo, senz' altro c'é la nostalgia degli anni '80 e della adolescenza (quella che si è vissuta o che si sarebbe voluta vivere) il mito dell' amicizia, il mito della famiglia che ti scegli come surrogato di quella che ti è capitata alla nascita, la forza dei sentimenti che ti da il coraggio di rischiare la vita per salvare, certo, il mondo, ma soprattutto gli amici e le persone care ecc ecc

Ma la cosa che gli psicologi dovrebbero spiegare è questa figura di super-eroina così forte da salvare il mondo dal Male Assoluto e così fragile da aver bisogno del sostegno di un piccolo nerd che la ami, così bisognosa di affetto familiare da chiamare papà un bastardo che sembra l'archetipo della società patriarcale e nonostante questo bistrattare (vedi stagione 3) l' uomo più simile ad un vero padre che le sia capitato, come tutti gli adolescenti (nelle fiction almeno).

Ma non c'é solo questo, il personaggio si evolve, se nella prima stagione vediamo Undi entrare in scena come essere quasi asessuato per poi scoprire che è una bambina capace di innamorarsi di un suo coetaneo, nella quarta stagione la vediamo entrare in scena infagottata di straccetti che vorrebbero renderla credibile come vittima di bullismo, per poi tornare allo stadio infantile (grazie anche al moderato uso del digitale) nei numerosi flashback (*) ed infine quasi sbocciare nelle scene finali, finalmente non più infagottata, nei panni di una graziosa adolescente (credo che Millie Bobby Brown avesse 17 anni nel periodo delle riprese).

Tutto bene: ma perché uno spettatore adulto si dovrebbe appassionare a tutto ciò? Bisogno di esprimersi nell' ambito degli affetti familiari, e, nel caso del maschio, il sogno di essere lui stesso il nume protettore della sua stessa famiglia? Tutto ciò ha a che fare con il tema ricorrente (vedi serie come 24 e Bosch ) dell' eroe maschio-bianco-anzianotto impegnato per intere stagioni televisive a soccorrere dai cattivi di turno la sua stessa figlia (inevitabilmente) femmina e (altrettanto inevitabilmente) tanto indipendente quanto sventata?

Sicuramente c'é della psicologia dietro tutto ciò e forse basta osservare per scoprirne la carte senza nemmeno essere esperti della materia...

(*) che hanno la funzione narrativa di spiegone del come-e-perché-siamo-giunti-a-tutto-ciò