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Love, Death & Robots v3 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 03 Giugno 2022 nel canale CINEMA

“Volume 3 | L’analisi dei singoli episodi del terzo capitolo della serie animata, prodotta tra gli altri da David Fincher, che ci porta ancora una volta tra amore, morte e automi più o meno intelligenti e senzienti, con una certa originalità tra i vari generi cinematografici utilizzati”


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Il terzo capitolo della serie animata nata nel 2019 per mano di Tim Miller riporta gli spettatori in futuristici mondi possibili con la consueta varietà di generi. Quello centrale resta ovviamente la fantascienza e intorno ad essa ruotano commedia, dramma, orrore e sentimento. Non manca l’azione, questa volta in dosi un po’ eccessive a scapito di una certa profondità seminata negli altri due volumi (qui la nostra recensione del secondo), che brillavano maggiormente per fantasia e oscurità. Particolarmente affascinanti gli episodi 2 e 9, il primo per intensità psicologica, il secondo per estetica ricca sia nel costume della protagonista che nella coreografia su cui si intreccia la storia.


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episodio 1 | Tre Robot: Strategie d’uscita | voto 7,8

Dopo la visita alla città in veste di turisti, stavolta i tre robot compiono un nuovo viaggio come ricercatori per comprendere i motivi per cui la razza umana si è estinta.

Seguito del (secondo, poi diventato) primo episodio del volume 1 della serie, ci porta ancora una volta in un pianeta Terra in cui degli umani restano solo le carcasse. Come i conduttori di un documentario, i tre robot ci conducono tra le macerie e le miserie dell’uomo, citando anche “and thanks for all the fish” di Guida galattica per autostoppisti. Attendiamo nuovi sviluppi nei prossimi capitoli.
Divertente, sarcastico, brillante.


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episodio 2 | Un brutto viaggio | voto 8,7

Un enorme crostaceo piomba a bordo di una nave e prende possesso della stiva. Dopo aver fatto razzia di una parte della ciurma, inizia a comunicare tramite un cadavere col navigatore Torrin costretto dagli altri a dialogare col mostro. Il quale per nutrirsi ha bisogno di essere portato su un’isola.

Il miglior episodio della stagione (non a caso è diretto da David Fincher, che è anche tra i produttori della serie) è un continuo gioco psicologico di rimandi, tra chi è convinto di avere il potere e chi farà di tutto per vincere definitivamente. Una sfida all’ultimo sangue in cui solo chi è in grado di empatizzare e comprendere fino in fondo l’altro troverà la salvezza. Lo spessore e la profondità ci sono e  si avvertono in ogni fotogramma.
Cupo, cinico, spietato.


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episodio 3 | La pulsazione della macchina | voto 7,5

Dopo la perdita della sua partner, l’astronauta Martha resta sola su una delle lune di Giove. Impossibilitata a comunicare con qualcuno, costretta a trascinare il corpo della collega per utilizzare l’ossigeno della sua tuta, cerca di raggiungere il mezzo da sbarco distante chilometri. Ma con l’assunzione di morfina per sopportare il dolore al braccio rotto, iniziano le allucinazioni.

Un pianeta (o per meglio dire, satellite) sconosciuto, una missione in cui interviene un inconveniente che costa caro. Il successivo sviluppo in favore di un viaggio “altro” fa lavorare la fantasia degli autori che si sbizzarriscono in visioni armoniose e messaggi di leggerezza.
Poetico, colorato, lisergico.


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episodio 4 | La notte dei minimorti | voto 8,2

Una coppia intenta ad amoreggiare selvaggiamente all’interno di un cimitero, scatena un’apocalisse zombie. Che innesca una serie di eventi a catena che porteranno l’umanità verso il disastro definitivo.

Stop motion divertente per la velocità con cui si snoda ed acuto nella realizzazione asciutta, semplice e diretta. L’escalation è degna di un film di due ore racchiuse invece in sette minuti brillanti in cui vengono attraversati una quantità di film precedenti dai medesimi temi. Le inquadrature da lontano e le piccole dimensioni delle scenografie rendono perfettamente la metafora della pochezza umana di fronte al suo inesorabile destino.
Essenziale, rapido, definitivo.


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episodio 5 | Morte allo squadrone della morte | voto 6,7

Inviata per indagare su misteriosi omicidi, una squadra di berretti verdi si ritrova faccia a faccia con un orso grizzly meccanico, violento e invulnerabile. Il gruppo viene salvato da un militare che gli svela che l’animale è frutto di un esperimento segreto della CIA, che però ne ha perso il controllo.

Rispetto alla linea tracciata dalla serie, non brilla né per originalità né per profondità. Un episodio alquanto evitabile, anche se con una certa dose di azione che però non conduce da nessuna parte interessante.
Animalesco, marziale, ribelle.


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episodio 6 | Sciame | voto 7,8

Dopo aver passato due anni a stretto contatto con una razza aliena cooperante, il ricercatore Simon Afriel passa a un nuovo progetto che prevede l’esplorazione di una razza insettoide chiamata Sciame. Una volta incontrata la collega Galina Mirny, inizia a comprendere a fondo le dinamiche che sono il fondamento della specie. Ma la sua missione include lo sfruttamento dello Sciame che rischia così di ritrovarsi sottomesso.

Molto interessante e intenso nel raccontare un universo ben organizzato come potrebbe esserlo quello di un formicaio o di un alveare. Consta di diverse coniugazioni, da quello tra l’uomo e la donna a quello tra l’essere umano e quello animale. E fino alla fine non sappiamo se le sorti degli uni e degli altri andranno verso la salvezza o verso la distruzione.
Armonioso, biologico, oscuro.


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episodio 7 | Mason e i ratti | voto 7,5

Nella Scozia di un imprecisato futuro, il fattore Mason non riesce a debellare un gruppo di ratti che con armi varie difende la conquista del fienile dell’uomo. Che ingaggia una ditta di derattizzazione high tech che utilizza metodi alquanto bellicosi.

Il carattere da commedia che contrappone l’uomo e i topi, un po’ come Tom e Jerry, rende questo episodio avvincente, passando da un’intenzione al suo opposto con una naturalezza gustosa e ricca di densità. L’esito tutt’altro che scontato è la perfetta ciliegina sulla torta.
Truculento, resistente, ironico.


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episodio 8 | Sepolti in sale a volta | voto 7,2

Una squadra di Marines viene inviata a liberare un ostaggio dalle mani dei ribelli. Rinvenuti diversi corpi all’interno di una caverna, vengono attaccati da un gruppo di ragni killer responsabili di quelle morti. Ma nella fuga si imbattono in una gigantesca creatura che sembra poterli manipolare.

Simile per tema all’episodio 5, è decisamente più ricercato, sia nella forma che nel contenuto. Le forze che attaccano i nostri eroi sono molteplici e gli scopi che prevedono di raggiungere sono ammantati da un alone di profonda e dolorosa oscurità, proprie del carattere della serie.
Mostruoso, claustrofobico, cupo.


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episodio 9 | Jibaro | voto 8,4

Durante il loro viaggio nella giungla, un gruppo di conquistadores e sacerdoti viene sterminato da una misteriosa donna coperta d’oro e gioielli la cui voce induce gli uomini a combattere tra di loro. Solo un soldato sordo scampa all’agguato e riesce a fuggire. Ma l’incontro con la donna provoca in entrambi una forte attrazione che culmina in una danza istintiva e animalesca.

Secondo miglior episodio della stagione, evocativo e distruttivo al tempo stesso, riesce a unire due esseri complementari, uno mosso da un istinto quasi animale, l’altro dall’indottrinamento militare. Il sordo che non viene attaccato dal canto manipolatorio della sirena (opposto a Ulisse che si fece legare all’albero della nave pur di poterlo udire) sembra potersi unire, non solo carnalmente a una creatura che pensa di potersi fidare di lui. La danza che li muove rappresenta un magnifico parallelo che sostituisce la comunicazione verbale e lega i due in maniera a tratti soave altri stridente.
Dorato, metaforico, crudele.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 7,5 Potenziale 8,5

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 7 Senso 7,5 Qualità 8,5
Giudizio Complessivo 7,7

Love, Death & Robots | volume 3
animazione, fantascienza, drammatico, commedia, horror, avventura, sentimentale, azione | 20 mag 2022 | 9 ep / 14 min | Netflix

ideatore Tim Miller produttori Joshua Donen, David Fincher, Jennifer Miller, Tim Miller

critica IMDb 7,4 /10 | Rotten Tomatoes critica 7,7 /10 utenti 4,2 /5 | Metacritic nd

 

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