Test Canvas HiFi: la sintesi tra soundbar, sistema stereo e design
A metà strada tra una soundbar di fascia alta e un impianto hi-fi a componenti separati, Canvas HiFi ridefinisce il concetto di sistema audio stereo per musica e intrattenimento, con ottima timbrica, gamma bassa articolata e coerente e il filtro BACCH 3D che riesce a ricreare un palcoscenico ampio e preciso.
Le innovazioni tecnologiche hanno modificato sensibilmente le abitudini dei consumatori e hanno trasformato radicalmente molti mercati: pensiamo ad esempio alla diffusione degli smartphone, ai laptop o alle fotocamere e ai lettori MP3.
Home cinema e Hi-Fi non sono un’eccezione: la diffusione di soundbar, speaker wireless e sistemi multi-room ha portato una ventata di novità che sta tuttora riscrivendo il rapporto tra gli utenti e l’intrattenimento.
Questa breve introduzione serve per introdurre Canvas HiFi, un prodotto decisamente atipico che si propone di risolvere le esigenze di chi cerca un unico dispositivo per ascoltare musica, film, serie TV o qualsiasi tipo di sorgente audio.
In questa recensione andrò a raccontarvi cos’è, come funziona, quali sono le prestazioni e a chi è indirizzato questo sistema compatto, che offre anche una discreta versatilità in fase di installazione.
Sommario
La recensione in breve
Canvas HiFi vuole ridefinire il concetto di sistema audio stereo per musica e intrattenimento. Si pone a metà strada tra una soundbar di fascia alta e un impianto hi-fi a componenti separati, pur differendo da entrambi. La costruzione è di alto livello, così come le prestazioni. L’equilibrio complessivo, la firma sonora e il filtro BACCH 3D riescono a ricreare un palcoscenico ampio, supportato da una gamma bassa articolata e coerente. Non è un sistema multicanale, ma si sposa comunque bene con film e serie TV. Il posizionamento in ambiente non è complicato, ma richiede un minimo di attenzione: la simmetria dell’ambiente circostante lo aiuta a esprimere tutte le sue qualità.
I punti di forza:
- Alta qualità del suono: le resa è equilibrata e convincente
- Efficacia del filtro BACCH 3D: espande il fronte sonoro e aumenta il coinvolgimento
- La calibrazione automatica migliora sensibilmente le prestazioni
- Ottima qualità costruttiva e design curato
I compromessi:
- Non è un impianto home cinema con suono avvolgente
- È un prodotto pensato per una specifica tipologia di utente
- Il prezzo è piuttosto elevato
- Per rendere al meglio necessita di ambienti simmetrici
Verdetto:
Una soluzione indirizzata a una nicchia ben precisa, che ricerca un sistema ben suonante, bello da vedere e capace di integrarsi perfettamente con qualsiasi TV. Il prezzo di listino riflette il mercato di riferimento: non è sicuramente un acquisto consigliato a chiunque, ma per il target a cui si rivolge vale assolutamente la spesa.
Caratteristiche e design
Canvas HiFi nasce in Danimarca dall’incontro tra Laust Nielsen e Kim Neeper Rasmussen, rispettivamente il CEO e il CTO della compagnia nata nel 2022. La visione dei fondatori è sempre stata cristallina: creare un sistema audio capace di fondersi perfettamente con il televisore, sia dal punto di vista meccanico che da quello estetico. La scopriamo la prima volta al CES 2024 (ne abbiamo parlato in questo articolo), mentre nell'agosto dello stesso anno riceve un EISA Award come miglior Soundbar Premium 2024-2025.
Gli obiettivi erano altrettanto ambiziosi anche sul fronte delle prestazioni: rivaleggiare con un sistema Hi-Fi tradizionale, quanto meno nel ricreare una perfetta musica d’atmosfera. Cos’è quindi Canvas HiFi? La risposta non è così diretta, perché si tratta di un prodotto che non è facile inquadrare nelle categorie convenzionali. Non è una semplice soundbar, né il classico impianto stereo. Racchiude l’essenza di entrambi, pur non somigliando a nessuno dei due.
Il design è dichiaratamente ispirato alla tradizione danese e ai prodotti di Bang & Olufsen. L’aspetto è quello di una largo diffusore piatto integrato all’interno di uno chassis sottile per un sistema stereo, ma decisamente più generoso di una classica soundbar. L’ingombro cambia leggermente in funzione dell’installazione.
- 122,6 x 36,9 x 12,6 centimetri (L x A x P) montato a parete
- 122,6 x 37,3 x 19,8 centimetri (L x A x P) a pavimento con i piedini
In dotazione viene fornito un supporto universale che si adatta a entrambe le configurazioni e include uno sportello per nascondere i cavi. Il sistema è costruito in MDF ed è rinforzato con sei bracci verticali all’interno, brevettati dalla compagnia danese col nome di tecnologia BridgeBrace.
Il volume interno è notevole: sono 24 litri, una misura che rimanda più ai diffusori da libreria che alle soundbar ed è uno dei motivi per cui Canvas HiFi è un prodotto fuori dagli schemi. Il mobile in MDF ospita una configurazione stereo con tweeter, midwoofer e radiatori passivi, tutti realizzati da SB Acoustics:
- Due tweeter con cupola in seta da 29 millimetri, guida d’onda progettata da Canvas e flangia frontale in alluminio pressofuso;
- Due midwoofer a lunga escursione da 165 millimetri, con cono in carta e chassis in alluminio pressofuso;
- Due radiatori passivi ovali a lunga escursione da 127 x 203 millimetri.
Gli altoparlanti SB Acoustics sono pilotati da quattro amplificatori in Classe D con una potenza di 250 W complessivi. Tutti gli speaker sono ricoperti da una griglia magnetica in tessuto Kvadrat o in legno: le finiture sono in tutto tredici e si possono scegliere in fase di acquisto.
Il sistema è adatto per TV dai 55 agli 85 pollici: la struttura portante non cambia ma si può ordinare la griglia frontale in modo che corrisponda alla larghezza del televisore. In questo modo Canvas HiFi appare sempre come l’estensione naturale dello schermo, senza gli antiestetici sbalzi tipici delle soundbar tradizionali.
Il produttore dichiara una risposta in frequenza compresa tra 30 Hz e 20 kHz. L’ottimizzazione del suono è affidata a un DSP (Digital Signal Processor) quad-core da 300 MIPS (milioni di operazioni al secondo), che gestisce anche il filtro BACCH 3D, basato su algoritmi proprietari di BACCH Labs che consentono all'ascoltatore di sperimentare un suono 3D spazialmente accurato da una coppia di diffusori stereo. Per la conversione da digitale ad analogico è presente un DAC Burr-Brown a 192 kHz / 24-bit.
Canvas HiFi mette a disposizione una porta HDMI con eARC, un ingresso combinato analogico / digitale ottico, Bluetooth e Wi-Fi. Supporta Google Cast, AirPlay 2, Roon, Tidal, Spotify Connect e DLNA. Per controllarne il funzionamento si utilizza il telecomando del TV collegato e l’app per iOS e Android. Un telecomando dedicato è disponibile come accessorio opzionale. I prezzi partono da 3.700 euro con griglia in tessuto nero.
L’app per iOS e Android
L’applicazione per dispositivi mobili non è un requisito necessario per sfruttare Canvas HiFi, almeno sulla carta. Il sistema si può controllare anche senza, acquistando il già citato telecomando opzionale o utilizzando quello del TV connesso tramite HDMI.
Rinunciare all’app è pero quasi impossibile, visto che al suo interno si trovano numerose funzioni capaci di migliorare significativamente l’esperienza d’uso. L’abbinamento con iPhone è immediato: è sufficiente che lo smartphone sia collegato alla rete Wi-Fi creata da Canvas.
Con gli smartphone Android è invece richiesto un passaggio in più: bisogna prima lanciare l’app Google Home, aggiungere il Canvas all’elenco dei dispositivi e completare il processo. Al primo avvio si viene accolti da una procedura guidata per impostare tutte le regolazioni di base.
Dopo pochi passaggi si arriva alla pagina principale che mette in evidenza le funzioni più importanti. Su tutte spicca la calibrazione acustica ambientale: vengono effettuate una serie di misurazioni tramite i microfoni integrati nello smartphone, in modo da correggere l’influenza dell’ambiente e migliorare così la qualità del suono.
Prima di avviare la procedura bisogna indicare le dimensioni della stanza: sotto i 20 metri quadrati, da 20 a 40 metri oppure oltre i 40 metri. La taratura dura circa un minuto: per concluderla bisogna aspettare che compaia la scritta “Calibrate” in basso. Toccandola si carica il profilo corretto nella memoria di Canvas HiFi.
Nella home viene riportato il grafico che mostra la risposta in frequenza pre e post calibrazione, con la possibilità di attivare o disattivare le correzioni. Subito sotto si trova la voce BACCH 3D, che regola il funzionamento dell’omonimo filtro. Che cos’è BACCH 3D? Band-Assembled Crosstalk Cancellation Hierarchy è una soluzione acustica inventata dal professor Edgar Choueiri dell’Università di Princeton e che abbiamo ascoltato più volte in numerosi eventi, comprese un paio di edizioni al Monaco High-End.
L’obiettivo dichiarato consiste nel ricreare un suono tridimensionale utilizzando un impianto stereo compatto, un traguardo non semplice da raggiungere a causa del fenomeno conosciuto come crosstalk o diafonia. Per capire meglio di cosa parliamo, facciamo un passo indietro.
L’apparato sensoriale umano sfrutta vari tipi di informazione per ricostruire l’origine dei suoni in ambiente: il tempo impiegato per arrivare all’orecchio destro è diverso da quello richiesto per l’orecchio sinistro, così come il volume percepito.
Questa capacità di localizzare i suoni, perfetta nel mondo reale, entra però in crisi quando ci troviamo di fronte un sistema stereo come una soundbar o il Canvas stesso. In un impianto tradizionale, i diffusori sono distanziati tra loro e questo permette al cervello di separare più chiaramente le informazioni.
Nei sistemi compatti la separazione tra i canali destro e sinistro è molto ridotta (per via delle dimensioni) e questo genera il crosstalk: il segnale destinato all’orecchio sinistro viene captato anche dal destro e viceversa, con un ritardo minimo. Questa “contaminazione” confonde il nostro apparecchio uditivo e ci porta a percepire una scena molto più ristretta e piatta.
BACCH 3D interviene applicando un filtro di cancellazione che ripulisce il segnale, assicurando che ogni orecchio riceva esclusivamente le informazioni ad esso destinate e ripristinando una corretta immagine stereo tridimensionale.
Per il corretto funzionamento, nell’applicazione viene richiesta la distanza a cui è seduto l’ascoltatore (dai 2,5 ai 4,5 metri). Si può infine modificare il Master Tuning (la firma sonora) scegliendo tra Neutral e Organic, attivare la Loudness e l’HDMI Volume Boost, che incrementa il livello del segnale di 10 dB.
La prova di ascolto
La configurazione che ho usato per i test include un TV OLED Loewe Stellar da 55 pollici (ne ho parlato in questo confronto con Panasonic Z95B e Sony Bravia 8 II) e il Canvas HiFi installato con la sua base da pavimento. L’integrazione tra schermo e sistema audio è davvero ottima: l’insieme funziona molto bene, formando un tutt’uno coerente ed esteticamente molto riuscito. Il merito va suddiviso tra il sistema di montaggio e il design.
Il supporto per TV è studiato molto bene: non c’è soluzione di continuità tra schermo e il Canvas, tanto da poter ingannare un osservatore esterno, inducendolo a pensare che si tratti di un unico prodotto. Le linee pensate dai designer fanno poi il resto: sono eleganti, minimaliste e permettono al sistema di armonizzarsi con la maggior parte dei televisori in commercio.
Anche il retro è ben rifinito, seppur con qualche compromesso in più rispetto al lato frontale. Lo spessore non è sicuramente quello di una soundbar, ma se si considera l’ampio volume interno e la dimensione degli speaker, non si può che riconoscere l’ottimo lavoro svolto dai progettisti.
La gestione dei cavi è altrettanto curata: lo sportello centrale in metallo li mantiene ordinati, quasi completamente celati alla vista e assicura un rapido accesso (basta sfilarlo verso l’alto per rimuoverlo). Al primo avvio consiglio caldamente di eseguire la calibrazione acustica ambientale: ho potuto ascoltare Canvas con e senza taratura, in varie posizioni, e le differenze sono importanti.
La più significativa riguarda i bassi: la vicinanza ad alcune superfici (un mobile ad esempio) può gonfiarli, rendendo l’ascolto non solo meno corretto ma anche più faticoso, sul lungo periodo. La calibrazione acustica riporta le basse frequenze sotto controllo, evitando che sopravanzino i medi e “sporchino” la chiarezza del suono.
L’equilibrio è tra i principali pregi di Canvas HiFi: i bassi sono dinamici e profondi ma controllati, i medi hanno un buon livello di dettaglio e le alte frequenze sono sempre molto chiare, mai squillanti. Ho apprezzato in particolar modo la riproduzione delle voci, ad esempio in brani come I Lose Control di Teddy Swims, con una notevole estensione in gamma dinamica che va ben oltre il livello offerto da una soundbar.
Le voci femminili sono probabilmente rese ancora meglio: l’interpretazione live di Alicia Keys in Fallin’ è vellutata ma diventa più graffiante quando sale di intensità, pur senza diventare mai sibilante. Solo avvicinandosi al volume massimo si nota una leggera flessione nella coerenza timbrica: i bassi tendono a gonfiarsi un pochino, sporcando quella naturalezza del suono mantenuta fino ai livelli medio-alti.
Sempre parlando di volume, dopo aver provato la Canvas HiFi nel grande show-room di Audio Quality, ho avuto la conferma che il sistema è a proprio agio anche in ambienti piuttosto grandi. Consiglio però di attivare la funzione HDMI Volume Boost: come segnalato dal produttore, alcune app per lo streaming hanno un livello di uscita più basso, specialmente con tracce multi-canale.
Avere questo margine di guadagno extra è fondamentale perché permette di raggiungere una pressione sonora che è mediamente molto generosa. Con le impostazioni di base, la scena non è ampissima: le voci restano ancorate al centro e il fronte sonoro si espande appena oltre i limiti fisici del sistema.
L'attivazione del filtro BACCH 3D cambia però l’esperienza in quasi tutte le situazioni: la scena si apre, la voce è sempre ben centrata ma su un palcoscenico che diventa molto più grande e le dona molto più respiro. Questa maggior spazialità permette di individuare con precisione l’origine dei suoni e la posizione degli strumenti.
L’efficacia di BACCH 3D è evidente con tutte le tipologie di contenuti. Nella versione live di Kiss From a Rose di Seal, il salto di qualità è netto: Canvas HiFi colloca i musicisti attorno al cantante, invece di concentrare tutta la musica più verso il centro. Si ha più la sensazione di assistere a un concerto dal vivo, che di ascoltare una registrazione riprodotta da un sistema compatto.
BACCH 3D è fondamentale anche per la fruizione di film e serie TV: non si limita ad allargare il fronte, ma ricrea un suono decisamente più avvolgente. Le carrellate laterali sono rese ottimamente e i dialoghi sono sempre chiari, anche nelle sequenze più concitate. Con le giuste tracce, si ha la chiara sensazione che il suono si estenda fin dietro le spalle, aumentando il coinvolgimento.
Non parlerei però di surround virtuale vero e proprio: come abbiamo visto descrivendo il funzionamento della tecnologia, si tratta di una filosofia differente. Va tenuto bene a mente che Canvas HiFI non è un sistema multi-canale e non ambisce nemmeno ad esserlo. C’è un’ottima ricostruzione dell’immagine stereo che riesce a svilupparsi lateralmente superando anche la posizione dell'ascoltatore, ma senza mai dare l'illusione di una sorgente sonora posta effettivamente alle sue spalle.
Nelle scene iniziali di Mad Max: Fury Road, la voce del protagonista/narratore è ben isolata dalle altre, restituendo correttamente l’impressione che siano ricordi che riecheggiano nella mente di Max. La stessa precisione la ritroviamo nell’episodio La Battaglia dei Bastardi di Il Trono di Spade: la resa è sporca e caotica proprio come il regista l’ha immaginata, a testimonianza del fatto che Canvas HiFi sa gestire la complessità delle tracce cinematografiche con la stessa efficacia dimostrata con la musica.
L’ultimo tassello da analizzare è il Master Tuning, cioè il profilo acustico predisposto dal produttore. Le opzioni sono due: Neutral e Organic. La prima è pensata per garantire la massima accuratezza e trasparenza, tramite una risposta in frequenza il più piatta possibile. Organic parte invece da presupposti molto diversi e porta la firma dell’ingegnere acustico Benno Baun Meldgaard.
Questo profilo non si basa su misurazioni in camera anecoica ma è stato calibrato in un vero ambiente domestico per riprodurre la percezione naturale del suono in situazioni di utilizzo comuni. L’ascolto ne rivela subito il carattere: non è un profilo neutro ma ha un timbro ben preciso e una scena più aperta.
Personalmente l’ho trovato molto piacevole sia con la musica sia con film/serie TV: dona un tocco di vivacità in più agli strumenti, espande le voci e, se usato in sinergia con BACCH 3D, aumenta il coinvolgimento. Non è però l’ideale in ogni scenario: se il mix di partenza ha già un’impostazione simile, la colorazione può diventare eccessiva e poco naturale. Tende inoltre a perdonare meno le sorgenti di bassa qualità.
In sintesi: se si cerca un profilo da impostare una volta e non toccare più, allora Neutral è perfetto; se invece si vuole sperimentare a seconda del contenuto, Organic offre spesso uno spunto in più. Attenzione però al posizionamento. Per far funzionare a dovere il sistema, BACCH 3D incluso, l’installazione deve essere il più possibile simmetrica rispetto alle pareti laterali e al punto di ascolto. Senza questa accortezza, si rischia di sporcare la ricostruzione della scena e di vanificare l’equilibrio acustico.
Conclusioni
Canvas HiFi è un prodotto non semplice da inquadrare e da spiegare a chi non lo ha mai ascoltato. Si inserisce in una nicchia ben definita: è pensato per chi desidera un sistema stereo compatto, senza cavi in giro o amplificatori separati, accettando al contempo un ingombro superiore a quello di una comune soundbar.
Anche il design ricopre un ruolo fondamentale: la perfetta integrazione con i TV è un elemento distintivo che parla direttamente al target di riferimento. Per chi ripone poca attenzione all’estetica, l’esborso richiesto è sicuramente meno giustificato.
Attenzione però a non sottovalutare le prestazioni: Canvas HiFi restituisce un suono equilibrato e una scena abbastanza ampia, grazie alla tecnologia BACCH 3D. Il basso è piuttosto articolato, sufficientemente veloce e ben integrato, con una coerenza temporale che i subwoofer delle soundbar quasi mai riescono a raggiungere. Resta però un impianto stereo: chi cerca un'esperienza multicanale deve tenerlo bene a mente perché, per quanto la qualità sia alta, l'effetto complessivo non è lo stesso.
Il prezzo di listino è sicuramente importante e colloca il prodotto nella fascia alta del mercato. Se però si rientra in quel segmento specifico, la costruzione molto curata e le prestazioni offerte giustificano l'investimento.
Perfetto per…
- Chi cerca un sistema stereo compatto di alta qualità
- Chi vuole la massima pulizia, senza cavi in vista o elettroniche sparse per l’ambiente
- Chi ha un occhio di riguardo per il design e cerca una perfetta integrazione estetica con il TV
Meno adatto per…
- Una vera esperienza home cinema: Canvas HiFi non è un sistema multicanale e non vuole esserlo
- Chi preferisce gestire tutto dal telecomando: per sfruttare al meglio il sistema, l’app per iOS e Android è praticamente obbligatoria
Per maggiori informazioni: sito ufficiale, distributore italiano Tecno Style
Elenco rivenditori con il prodotto in dimostrazione:
AUDIO QUALITY, Via Vittoria 5A, San Lazzaro di Savena
ANTOLINI MICHELE HI-FI, via Colonnello Giovanni Fincato 174, Verona
AV SOLUTION, via Dante 9, Padova
BANDINI, Via Vignolese 550, Modena
BANG&OLUFSEN, piazza della Parrocchia 18, Bolzano
BEO TREVISO, piazza Santa Maria Maggiore 6, Treviso
CREMONESI EXPERT, via degli Alpini 37, Bagnolo Mella
DAGOSTINI LAB, Via Francesco Catel 37, Roma
DOM HOME, via Gallarate 39, Milano
ELEKTRO REICHALTER, via Vittorio Veneto 55, Bressanone
ELETTROCASA, Via dell'Industria 42, Arzignano
ELETTROVIDEO, via Don Michelazzo 14, Marano
F.LLI GHEGIN, Via dei Carpani 2, Castelfranco Veneto
GAMBELLI, Via Marsala 13, Pesaro
HI FI ON WHEELS, Peintenstraße 1A, Brunico
HI-FI FOREST, viale Italia 202/C, Conegliano
HI-TECH AUDIO VIDEO, Via Montesuello 16, Brescia
PASOTTI STORE, via Volturno 20, Pavia
PROLINE, via Piave 158, Azzate
VIDEOELETTRONICA, largo corona d'Italia 26, Bassano Del Grappa
VIDEOSELL, via Carlo Porta 3, Trezzano Sul Naviglio
Sommario
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