Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Roma hi-fidelity 2019: parte 7

Report di Fabio Angeloni , pubblicato il 13 Gennaio 2020 nel canale AUDIO

“Nuova puntata del nostro reportage della kermesse romana sull'alta fedeltà, con le salette di Exhibo distributore di marchi come Klipsch, Sennheiser, TEAC e Jamo e di Audioplus con Lamm, Marten, Soulution, TechDAS tra gli altri”

Exhibo: Neumann, Jamo, Klipsch, Sennheiser, TEAC


- click per ingrandire -

La derivazione latina della parola Exhibo (“mostrare”) è talmente palese da non sfuggire a nessuno. E in effetti - se mi si passa il calembour - nella mostra Hi-Fidelity Exhibo mostrava (forse ho un po’ esagerato, eh?) alcuni prodotti dei numerosi marchi che distribuisce da oltre 60 anni, periodo in cui ha costituito un solido punto di riferimento nel comparto professionale: mi riferisco a Neumann, Klipsch, Sennheiser e TEAC, ma anche e soprattutto agli impianti PA di QSC, ai mixer (in particolare, live) di Allen&Heat, alle aste e ai supporti live e da studio di Konig&Meyer, ai microfoni broadcast di Rycote, ai pannelli acustici di Vicoustic. Molti di questi brand producono anche oggetti più tipicamente audiofili (Jamo, Klipsch, Sennheiser e TEAC) e/o destinati agli amanti dell’home theater come i diffusissimi speaker Klipsch, che hanno tweeter caricati a tromba, analoghi a quelli installati nelle sale cinema in cui siamo abituati a sederci.

Più in generale mi riferisco a marchi affermati che producono macchine da musica (intese anche come device atti a catturarla e registrarla, non solo a riprodurla) interessanti e ben suonanti, cui il pubblico tributa un interesse mai sopito anche in un mercato complesso qual è l’attuale.Avevo quindi svariati motivi per entrare a dare un’occhiata alla doppia sala di Exhibo.

In particolare l’ho fatto per ascoltare i nuovi modelli della sempiterna Sennheiser, il marchio tedesco che per lungo tempo ha accompagnato gli ascolti in cuffia degli appassionati a partire dalla iconica HD414, la prima cuffia aperta della storia (1968), che molti ricorderanno per averla indossata o ascoltata almeno una volta od anche solo per le sue caratteristiche spesse spugne color giallo-shock, venduta in ben 10 milioni di esemplari. Lo stand predisposto in fondo alla sala consentiva di estrarre da 4 teste di legno gli ultimi prodotti del marchio, al fine di poterne valutare a ragion veduta la timbrica e le caratteristiche di indossabilità. Purtroppo non ho potuto provare le “Momentum True Wireless”, modello che spicca tra i migliori wireless in-ear del momento, dotato di bluetooth 5.0, aptX a bassa latenza e connettore USB-C.


- click per ingrandire -

Un altro buon motivo per visitare Exhibo era costituito dagli speaker Jamo, di cui ricordo un suono piacevole ed equilibrato oltre al fatto che per un tempo lunghissimo aveva come testimonial quel sassofonista, autentico mostro della fusion, che risponde al nome di David Sanborn. Jamo è un marchio danese sorto nel 1968 (in concomitanza con la presentazione di quella HD414 - di cui sopra - che ha fatto la fortuna di Sennheiser) che offre una nutrita gamma di speaker per interni ed esterni, per uso stereo o HT (anche per uso inconfigurazioni Atmos), passivi o amplificati, e che si spinge fino alla costruzione di soundbar dal design raffinato. In sala erano presenti due coppie di speaker da pavimento, una C95 II (due vie) e una C97 II (tre vie), delle bass reflex con una sensibilità di 89dB, impedenza di 6 Ohm e tenuta in potenza continua, rispettivamente, di 165 e 180 Watt. Purtroppo non ho potuto effettuare un ascolto degno di nota per via del volume un po’ troppo contenuto e di un certo affollamento dello specifico punto della sala, ma sono certo che presto accadrà in un’altra occasione.


- click per ingrandire -

Neumann non era presente in sala, ma non c’è appassionato che non ricordi dello storico marchio il microfono a siluro MD 441-U presente in tanti spettacoli televisivi o in studi di registrazione per via della strepitosa, “profonda” resa acustica: un autentico pezzo di bravura che giustifica la longevità di un brand che non smette mai di stupire per la qualità progettuale e di realizzazione dei propri prodotti.

I quasi 70 anni passati dalla nascita di TEAC, invece, consentono di saltare le presentazioni, visto che il noto marchio giapponese (riveniente dalla fusione tra Tokyo Television Acoustic Company e Tokyo Electro-Acoustic Company) è sinonimo di registrazione in tutte le sue forme, e dal medesimo gruppo dipendono anche TASCAM e il marchio di élite Esoteric.


- click per ingrandire -

Dall’Arkansas non proviene solo un noto presidente americano, ma anche l’amato colonnello dell’esercito americano (no, non è il Sanders di KFC, perché qui si dà fiato alle trombe!) Paul Klipsch, che dal 2002 (aveva 98 anni) non è più con noi. Chi non conosce almeno uno tra i modelli Klipschorn, Heresy, La Scala o La Belle alzi la mano. Dopo un passaggio di proprietà Klipsch è divenuto un marchio in grado di offrire una gamma di prodotti più accessibile al grande pubblico e, come detto in apertura, i suoi tweeter caricati a tromba, unitamente ai bei woofer dal caratteristico color rame della serie Reference, affollano le sale home theater di tanti appassionati che ne considerano favorevolmente anche le peculiari caratteristiche di alta efficienza e quindi l'opportunità di pilotarle con amplificatori a wattaggio assai contenuto.


- click per ingrandire -

Klipsch non è solo speaker da pavimento, ma anche altro ispirato alla serie Heritage come gli altoparlanti compatti amplificati The Sixes (che con connettori di ingresso RCA e collegamento bluetooth sono pronte a tutto, persino ad essere collegate ad un giradischi o ad un subwoofer), le preziose cuffie HP-3 accoppiate al loro amplificatore e lo speaker wireless The Tree II, che ho avuto modo di provare con piacere collegandolo al mio cellulare Android grazie alla disponibilità del mediatore tecnologico presente in sala.


- click per ingrandire -

Non posso che confermare il piacere che ho avuto a poter vedere, toccare, indossare, accendere, direi quasi giocare con i vari device presenti nella sala di Exhibo per tutto il tempo che ho ritenuto utile. Con un ultimo gioco di parole, ringrazio Exhibo, che “mostra” tanta compiacenza e disponibilità verso i visitatori!