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Roma hi-fidelity 2019: parte 5

Report di Fabio Angeloni , pubblicato il 23 Dicembre 2019 nel canale AUDIO

“Nuova puntata del nostro reportage della kermesse romana sull'alta fedeltà, con le salette di LP Audio, distributore dei marchi Elac e Moon e la saletta del punto vendita Home Cinema Solution con ATC, Bergmann, dCS, Innois, Koetsu e Studer Revox”

Home Cinema Solution: ATC, Bergmann, dCS, Innois, Koetsu, Studer Revox


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Nessuno meglio di Simone Berti riesce fisicamente ad impersonare la figura retorica della sineddoche, "la parte per il tutto". Chi non lo conosce? Anche questo è un interrogativo retorico, che però non prevede risposta, poiché tra gli appassionati e gli operatori del settore quando ci si riferisce a "Simone" o "al Berti" si richiama automaticamente anche l'ampio e fornito negozio di audiovideo sito a Ponte San Giovanni, ad un tiro di schioppo da Perugia, denominato "Home Cinema Solution/HCS", partner della consociata al Sud, "Cinema&Sound", che ha sede a Casalnuovo di Napoli. Grazie a questi due ampi spazi strategicamente dislocati nello stivale, pieni di ogni meraviglia sonora e visiva, da anni è divenuto un Babbo Natale degli adulti sempre pronto ad inverare i desideri degli appassionati di tutto il Paese. Parlo di una persona dotata di un riconosciuto spirito imprenditoriale e innovativo che appena vede qualcosa di interessante ne fa uno screenshot mentale immediato che stampa mentalmente in 3D per iniziare a cercarla dovunque al fine poi di poterla riproporre nelle sue sale.

Negli anni Simone Berti ha distribuito la gamma professionale dei videoproiettori JVC (quelli la cui sigla è preceduta dal prefisso "RS"), dichiarando di selezionarli accuratamente in relazione alle qualità dei percorsi ottici. Agli ormai defunti Top Audio Video di Milano sonorizzava i suoi bei set audiovideo con i correntosi finali multicanale Bryston 9B-SST: allora ne possedevo un esemplare che avevo acquistato dopo averne potuto studiare le caratteristiche solo sui depliant, cercando di captarne le attitudini sonore con la lettura delle rare recensioni esistenti; ma l'unico secondo esemplare visto in vita mia lo ascoltai proprio da lui, in quella occasione.

Nel 2009 si inventò il processore video Cinescaler e non contento, subito dopo (nel 2010), estrasse dal suo cilindro gli schermi di proiezione ad alto contrasto Skyline. Nel 2012 iniziò a distribuire il processore video Darbee Darblet DVP 500, quando ancora nessuno sapeva bene cosa fosse e in tempi in cui erano ancora in mens Dei i due fortunati modelli dei lettori universali HD Oppo che lo avevano onboard, il 103D e 105D (Darbee Visual Presence) e la coppia darbeezzata di Lumagen Radiance, il 2143 e il Pro UltraHD: il suo economico modello standalone DVP 500 e i 4 successivi device citati utilizzavano infatti gli algoritmi di Paul Darbee al fine di aumentare dettaglio e profondità di immagine. I miei amici modenesi, dopo averne assaporati i visibili effetti soprattutto in termini di incremento della tridimensionalità nelle immagini proiettate sul suo schermo (il film in visione era "Robocop") non persero tempo e al TAV ne acquistarono ipso facto qualche esemplare, traendo poi dall'uso giornaliero un giudizio particolarmente positivo.


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Nel 2013, invece, ideava e realizzava l'A.R.C.A., un mediaplayer multimediale PC based con muro delle copertine (una feature piuttosto rara e desiderata, ai tempi). Tutto questo pur continuando a distribuire marchi prestigiosi quali Aragon e Acurus (brand entrambi imparentati con Dan D'Agostino, il secondo dei quali attualmente commercializza anche magnifici pre immersivi dal suono caldo che turbano i miei sonni), e producendo speaker autoamplificati Ekos Acoustic, dalla profondità e dall'impatto visivo analoghi a quelli di un quadro.C'è, infine, sempre lui dietro alla recente distribuzione italiana esclusiva del primo videoproiettore laser HT a tecnologia DLP vobulata UHD/4K della Optoma, l'UHZ-65, dall'abbagliante emissione di 3.000 lumen massimi, votato per l'uso in HDR e/o con schermi di grande superficie. La lista potrebbe essere ancora lunga, ma per non annoiare mi fermo qui.


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Per gli appassionati di audio e video - e in particolare per l'AVMag Roman Panel - HCS ha sempre rappresentato un porto sicuro in cui poter valutare dal vivo le prestazioni delle ultime macchine commercializzate dai vari brand: le numerose sale audiovideo (da qualche anno affiancate da sale anche solo audio) dei suoi negozi in cui nel tempo sono stati organizzati interessanti eventi hanno sempre consentito a chi le visitava di farsi un'idea piuttosto realistica sullo stato dell'arte della tecnologia.


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Nella bella sala romana, perfettamente trattata sotto il profilo acustico (ed aiutata da molti tappeti strategicamente collocati e dal disaccoppiamento meccanico di ogni singolo dispositivo), Home Cinema Solution ha dimostrato un set prestigioso, contenuto in rack Artigian Audio, composto dal giradischi Bergmann Galder T.T. (18.700€), con braccio Odin (6.100€) e testina MC Kiseki Purpleheart (2.990€), dal DAC/lettore di rete dCS  modello Bartók (12.000€), dal server Innuos Zen MKIII (2.099€), dal pre ATC SCA2 (8.812€), dagli speaker ATC SCM 100 SL (18.725€) e, comodamente accucciato a fondo sala, dietro al set, anche un poderoso finale a 6 canali ATC P6 (25.770€). Nell'angolo destro, un po' in disparte, campeggiava il massiccio registratore a bobine Studer Revox A812, pronto a riprodurre i meravigliosi nastri di quell'indiscutibile eccellenza italiana che è l'Hemiolia Records di Claudio Valeri e Pietro Benini su cui prima o poi spero di poter tornare a parlare.


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È forse l'elevato livello di progettazione e di realizzazione il motivo per il quale continuo ad imbattermi nei bei giradischi danesi dal design lineare ed asciutto, tipicamente scandinavo, Bergmann, o forse anche per la loro caratteristica di utilizzare il cuscino d'aria come perfetto disaccoppiatore per il piatto e per il sistema elettronico installato sul braccio tangenziale. Il giradischi presente da Home Cinema Solution era abbinato alla pregiatissima testina Kiseki, i cui natali in passato erano stati a lungo attribuiti all'inesistente giapponese Mr. Goro Fokadu, quando in realtà il vero papà era sempre stato l'olandesissimo Herman van den Dungen.


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Per il resto dell'impianto usciamo dalla zona euro e ci spostiamo in zona Brexitiana. Il lettore di rete/DAC Bartók del marchio britannico dCS, pur essendo il modello d'ingresso della gamma, non ha certo bisogno di presentazioni, essendo dotato di ingressi AES/EBU e USB asincrono, piattaforma Ring DAC, streaming fino a 24 bit/384 kHz da reti DLNA, upsampling DXD/DSD, supporto MQA e DSD DoP, uscite RCA/XLR con variazione di livello, filtri digitali, uscita cuffia in classe A e terminali word sync.


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Per far comprendere la qualità del server musicale Innuos (altro marchio britannico, fondato 10 anni fa) mi limiterò a ricordare che il modello Zen MKIII deriva dal modello superiore ZENith SE, che è provvisto di uscite analogiche (RCA/PinJack) e digitali (ottico e coassiale) e che sfrutta una alimentazione lineare con condensatori Mundorf specificamente progettata da Sean Jacobs.


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Dell'altrettanto britannico marchio di altoparlanti ATC (Acoustic Transducer Company) sottolineo la diffusa presenza nel mondo pro per via dell'affidabilità costruttiva e della linearità di emissione. Il sistema di altoparlanti SCM 100 SL custom è privo di amplificazione e di crossover, dunque nasce per essere collegato ad un amplificatore finale dotato di crossover attivo, esattamente qual è il P6. Si tratta di un diffusore che, nella versione amplificata, è dotato di amplificazione da 200 Watt in gamma bassa (diffusa mediante un woofer professionale da 32 cm, che adotta la tecnologia Super Linear Magnet), 100 Watt in gamma media (erogata grazie ad un driver da 75 mm a cupola morbida) e 50 Watt in gamma acuta (emessa tramite un nuovo tweeter da 25 mm), per una sensibilità di 88dB e impedenza nominale di 8 ohm della versione passiva, un SPL massimo di 115dB e un peso di 57 chilogrammi.

Il finale multicanale a 6 canali/dual mono P6 (dal peso di 50 chilogrammi), naturalmente dotato di crossover attivo interno con equalizzazione di fase, ha un rapporto segnale/rumore migliore di 105dB, un design a componenti discreti a bassissimo rumore e sui 3 canali per parte (rispettivamente su 8, 16 e 6 Ohm) garantisce esattamente le erogazioni in Watt della versione amplificata degli speaker, anche se nasce per alimentare gli speaker passivi più grandi, gli EL-150 SLT. L'SCA-2, infine, è un pre che usa circuitazione a componenti discreti a bassissimo rumore, ha uno stadio opzionale di ingresso phono RIAA a bassissimo rumore ed è costruito (come, immagino, il resto) nel Regno Unito.


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Dal set scaturiva, come immaginabile, un suono molto naturale, caldo, al contempo corretto e godibile, assolutamente non affaticante, favorevolmente considerato da tutti i visitatori che infatti riempivano la sala senza soluzione di continuità, ma che per trattenere ancora un po' le piacevoli sensazioni ricavate dall'ascolto la abbandonavano, invece, con studiata lentezza, con il risultato di farla risultare sempre affollata. Ottimo lavoro, Mr. Berti!

 

 

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