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Roma hi-fidelity 2019: ultime sale e conclusioni

di Fabio Angeloni , pubblicato il 31 Gennaio 2020 nel canale AUDIO

“Giungiamo così alla fine della nostra avventura al Roma Hi-fidelity 2019 con qualche rapido cenno su sale in cui abbiamo avuto meno tempo di soffermarci ma che sarebbe però stato un peccato far passare sotto silenzio”

Brianza Audiolab, Audio Graffiti, Evoluzione Hifi

Terminiamo il nostro reportage dal Roma Hi-Fidelity con qualche rapido abstract su sale in cui abbiamo avuto meno tempo di soffermarci, il cui contenuto sarebbe però stato un peccato far passare sotto silenzio.

Brianza Audiolab


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In questa sala, grazie ad un SMAP Grace Design M905 Reference Monitor Controller con display separato, abbiamo ascoltato due differenti coppie di speaker di Brianza Audiolab di Mauro Garavaglia, brand nato nel 2016 dalle ceneri di MG Audio. Entrambe le coppie di altoparlanti, dal favorevole rapporto qualità/prezzo, fanno parte della serie OSLo, Old School Loudspeakers, sono orientate orizzontalmente come i gloriosi monitor americani del tempo (JBL) e nascono "da una rivisitazione dei grandi classici della scuola americana con i princìpi che hanno segnato i fondamenti dell'HiFi contemporanea di marchi storici come AR, Advent, Dahlquist". Le Piccole Monitor, 2 vie in sospensione pneumatica, 8 Ohm di impedenza, 87dB di sensibilità (a partire da 1.720€ alla coppia), erano collegate ad un finale di Axiomedia (45W per canale, con primi 10Watt erogati in classe A, a potenze superiori con commutazione in classe AB), con fonte liquida da PC. L'esordio della sessione è avvenuto con il classico "Keith don't go", tratto da "Acoustic Live" di Nils Lofgren, che riproduceva bene la voce e offriva un suono gradevole di stampo, per l'appunto, "old school".

Si è poi passati ad "Only a woman's heart", di Eleanor McEvoy. La stanza era piccola come quasi tutte quelle allocate al piano superiore, dunque in questo pezzo più rarefatto si avvertivano maggiormente risonanze indesiderate dovute all'interazione con un ambiente acusticamente non trattato. Si è infine commutato sulle grandi. I grandi speaker Classic Monitor erano abbinati ad un finale Electrocompaniet AW-250R (in precedenza li vidi abbinati a pre e finale S.A.E.), con sorgente Gold Note CD1000 MkII. Si tratta di un 4 vie in sospensione pneumatica con impedenza di 4 Ohm e sensibilità di 88dB, la cui gamma ultra alta è generata da un supertweeter a nastro (a partire da 2.500€ alla coppia). La voce sullo stesso pezzo diventava qui più poderosa e in generale tutta la gamma media e bassa - naturalmente - assumeva maggiore presenza.


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Si terminava con "I hear you breathing in", tratto da "Envoy", di Eleanor McEvoy. Il suono rimaneva equilibrato, anche qui pienamente aderente alla "old school".Segnalo che BA è anche un laboratorio di riparazione/refurbishing/renewing di elettroniche ed aggiorna anche quei radioni che tipicamente vedevamo trasportare in spalla accesi, vicini all'orecchio, da neri americani, e dona loro nuova vita grazie all'implementazione dei più aggiornati protocolli radio bluetooth o grazie all'inserimento delle elettroniche in bei case lignei originariamente destinati "ad uso enologico"!

Audio Graffiti: Kii Audio 


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Audio Graffiti sta facendo un ottimo lavoro per far conoscere agli audiofili i suoi speaker Kii Three (da 12.200€), che abbiamo già ascoltato prima a Milano e poi a Rimini. La stanza era una delle piccole site al secondo piano, non trattata, con un'unica seduta costituita da una poltroncina monoposto (il fatto ha senso, tenute presenti le caratteristiche di emissione del DSP), ed in essa erano presenti un lettore CD/server Rokna Audio Wavedream Net (8.900€), un server di rete Naim e uno stabilizzatore di rete NUPRiME Pure AC-4 (849€).


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Entrato una prima volta ho trovato un "Killing in the name" di "Rage against the machine" che spingeva davvero moltissimo. Mi sono allarmato. Come detto in altre occasioni, si tratta di speaker autoamplificati con DSP che hanno sempre suonato bene, ma qui - letteralmente - stavano spaccando, malgrado fossero state poste in un ambiente con struttura, materiali e dimensioni inidonee, a conferma di quanto le contromisure dirette a correggere l'interazione ambientale e un programma idoneo possano far esprimere un impianto al meglio.

Si è passati a "Smack my bitch up" di "The prodigy". Il suono manteneva una incredibile poderosità sonora. La gamma ultra bassa quasi decomponeva l'ascoltatore anche grazie alla pletora di woofer che letteralmente avvolgono lo chassis degli speaker. Le casse scendevano molto in frequenza, esibendo un suono abbastanza incredibile per il loro form factor, senza effetto di mascheramento su una gamma medio alta che rimaneva invece sempre limpida e perfettamente intelligibile.

Con "Guglielmo Tell" tratto da "Gioachino Rossini Overtures" di Orchestra Rossini Quartet questi speaker mostravano di saper usare indistintamente il guanto di ferro e quello di velluto, destinato a far scoprire le più delicate nuance agli amanti della musica classica.


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Wim Weijers, Sales Manager Europe di Kii Audio anche in questa occasione spiegava che il posizionamento degli speaker attaccati al muro normalmente comporta problemi sonori insuperabili, ma in questo caso il suono veniva "rivolto in avanti" grazie all'operato del DSP, che attenuava immensamente gli effetti provocati dalle riflessioni e più in generale dalle interazioni con l'ambiente, e determinava un riallineamento temporale, riducendo la velocità della gamma alta e aumentando la lentezza di emissione tipica della gamma bassa.

Se ne traeva l'impressione di una riproduzione al contempo naturale e viva.

Evoluzione Hifi: McIntosh e Sonus Faber


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La sala di Evoluzione Hi-Fi (di Frascati) era priva di qualsivoglia trattamento ambientale (tali non potendosi considerare la solita testiera del letto smontato, la tenda laterale e la moquette); in assenza di indicazioni più specifiche, purtroppo ogni persona che entrava chiedeva alla mediatrice musicale, invero gentile e disponibile con tutti, quali erano gli speaker in funzione.


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Si ascoltava musica liquida somministrata ad un amplificatore integrato da 200 Watt per canale McIntosh MA8900, e poi inviata, di volta in volta, a tre coppie di casse Sonus Faber, le Sonetto (1.820€), le Olympica III (11.800€) e le Minima Amator II (4.000€).

Le belle Olympica III (nella foto, al centro) nella loro elegante livrea di legno scuro con linee orizzontali chiare intarsiate e la mascherina anteriore "filettata" suonavano  Anita Baker "Caught up in the rapture", tratto da "Rapture".

Il connubio McIntosh/Sonus Faber funzionava ottimamente, dando ragione a quel "Word of McIntosh" che abbraccia la gestione di entrambi i marchi, insieme ad altri. L'MA8900, il bell'occhioni blu, infatti, lavorava in souplesse e non scomponeva mai il suo bel suono caldo, ottimamente riprodotto dalle Olympica III.

Sono ricapitato in sala in un'altra occasione e ho trovato il famoso treno di Hugh Masekela, "The coal train", tratto da "Hope", brano usato spesso come disco test. Non sono in grado di riportare se si trattasse della versione CD o SACD, fatto sta che questo classico era riprodotto ai massimi livelli su tutte le frequenze, in particolare con una sostenuta (forse anche un po' troppo?) gamma bassa. Bravi!