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Test TV Hisense 55U7 4K HDR

Recensione di Emidio Frattaroli , pubblicato il 23 Febbraio 2021 nel canale 4K

“La serie U7 di Hisense è dotata di pannello LCD MVA con 72 zone di local dimming, tecnologia quantum dot per un gamut colore molto ampio e compatibilità con tutti i principali standard HDR, Dolby Vision, HLG e HDR10+ compresi, il tutto con un rapporto qualità prezzo particolarmente elevato”

Misure in HDR, visione e conclusioni

 
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In modalità HDR la situazione è appena più complessa. Prima di tutto, non c'è suddivisione tra le impostazioni del bilanciamento del bianco tra le modalità in SDR e HDR e questo è in parte seccante ma può essere anche un vantaggio: una volta sistemato il bilanciamento del bianco in SDR, si vivrà 'di rendita' anche per le immagini in HDR. La modalità predefinita che viene caricata all'avvio è la solita 'Standard' che è un annunciato disastro e che ho deciso di sottolineare per tutti i TV, anche per quelli di fascia più elevata. Il grafico più a destra invece rappresenta il picco di luminanza massimo che può essere raggiunto in relazione all'area del pannello 'eccitata' dal segnale test. Ebbene, per piccole zone, come succede per tanti altri TV LCD con local dimming dotato di poche zone indipendenti, ha una forte limitazione in potenza e riesce a superare di misura i 400 NIT per le zone più piccole. Con i segnali ad area più generosa, si sale decisamente anche se, statisticamente, gli elementi delle immagini formattate in HDR che hanno bisogno di potenza sono quelle più piccole. Con segnali standard e con area utile al 10% e con la calibrazione, il TV arriva comunque a sfiorare i 600 NIT.

 
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Per gli integralisti della calibrazione, attenzione alla modalità HDR perché, come spesso succede, gli step di calibrazione nella modalità '20 punti' non corrispondono a quanto atteso e sono spostati più 'in alto'. Nell'immagine qui in alto potete osservare il risultato della 'calibrazione' del 10% di intensità del segnale in ingresso che ha effetto in realtà sulla 'barra' del 20% della scala di grigi; diventa 'blu' praticamente solo quella. Quindi, per chi vorrà effettuare giustamente una calibrazione specifica per le modalità HDR - magari usando come base uno degli altri bilanciamenti del bianco predefiniti - dovrà fare attenzione e verificare quali step andare a modificare. Per velocizzare il processo, consiglio di effettuare una calibrazione su due punti prendendo come riferimento per le basse luci il 10% di segnale in ingresso, andando poi a modificare tutto il resto singolamente con gli step discreti successivi.

 
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Il mio personale risultato della calibrazione è ottimo ed è qui in alto a sinistra; rimane 'fuori' dall'eccellenza soltanto il 5% della scala dei grigi. Der resto, al 5% di intensità del segnale in ingresso, ho misurato 0,09 NIT, quindi un livello già nella 'zona' di visione mesopica, quindi con dominante poco visibile e comunque già ad un livello tale da mettere in crisi molti strumenti di misura. Non vi accanite quindi al 5% e mettete invece in 'sicurezza' il livello al 10%. Allo stesso modo, sulle alte luci ho preferito non esagerare con il togliere blu e verde ai livelli più alti in modo da non sottrarre troppa dinamica. Nel grafico a destra osservate la curva di riferimento in verde con clipping a 1.000 NIT, la curva gialla che cattura le impostazioni di default e quella rossa che è il risultato della modulazione delle componenti RGB su 20 punti. Ricordate che nella calibrazione del bilanciamento del bianco, quando modificate le tre componenti RGB potete sempre scegliere se aggiungere o togliere, quindi potete modificare direttamente anche la luminanza...

 
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Le prestazioni sul gamut sono sorprendenti già in condizioni di default e diventano ottime dopo la calibrazione. La copertura del gamut DCI-P3 non è completa ma non manca poi molto e per i feticisti dei 'numeri', siamo al 90% della copertura secondo lo spazio CIE uv 1976, ovvero quello percettualmente più uniforme e che ha più senso prendere come riferimento. Qualche incertezza da segnalare c'è soltanto tra i verdi ad elevata saturazione, problema comune a TV ben più blasonati.


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Installazione e visione del 55U7QF mi hanno sorpreso positivamente su quasi tutti gli aspetti. Archiviate le disastrose prestazioni nella modalità predefinita 'Standard' e selezionata quella predefinita 'Cinema notturno', le immagini mi hanno convinto ben oltre la sufficienza per dinamica, ricchezza di sfumature e coerenza cromatica anche con contenuti in alta definizione. Non sono un grande estimatore degli algoritmi di interpolazione dei fotogrammi e il sistema utilizzato da Hisense non è sicuramente tra i migliori. Il pannello arriva al massimo a 60Hz, quindi ha senso attivarlo soltanto per contenuti che sono nativamente a 24 oppure 25 fotogrammi al secondo. Il de-interlaccio dei segnali ad alta definizione è nella media ma quello che più mi ha convinto è la buona qualità d'immagine generale. Se aggiungiamo la calibrazione, la qualità sale ulteriormente e il TV può tranquillamente competere con i marchi più blasonati che costano anche più di tre volte tanto. Le 72 zone sono più che sufficienti, soprattutto con contenuti SDR e la potenza luminosa è sovrabbondante anche per visualizzare un TG ad ora di pranzo, con il soggiorno irradiato da una valanga di fotoni.


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Il TV è compatibile con segnali HDR10, HDR10+ e Dolby Vision e li ho provati tutti, con qualche piccolo vantaggio sul tone mapping dinamico del Dolby Vision con i contenuti più difficili. Anche in HDR, le impostazioni predefinite vanno ben oltre la sufficienza anche se, in questo caso, la calibrazione del bilanciamento del bianco e dei colori è in grado di far fare al TV un vero salto di qualità. Con la calibrazione, il picco di luminanza per le zone dell'immagine più piccole scende sotto i 400 NIT ma tra l'ottimo contrasto nativo del pannello (circa 5.000:1) e la buona programmazione delle zone di local dimming, il risultato è ottimo, a patto di stare davanti al TV. Uno dei punti deboli di questo U7 è l'angolo di visione; nonostante l'utilizzo di un buon pannello MVA con 8 diversi domini, già superati i 20 gradi dall'asse, il contrasto inizia a scendere assieme alla luminanza e alla saturazione dei colori, il bilanciamento del bianco si 'riscalda' e diventano evidenti anche gli aloni delle zone di local dimming.

 
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Del resto, con il TV a 2 metri e mezzo e con un divano da tre posti, gli occhi delle persone sedute esternamente sul divano avranno un angolo di circa 14 gradi rispetto al centro dello schermo, quindi ancora in zona 'di sicurezza'. L'altro punto debole del TV è la riproduzione audio che copre una banda limitata, non scende al di sotto dei 120Hz ma è comunque in grado di generare una pressione sonora discreta, anche se con distorsione apprezzabile sullo spettro medio-basso. In buona sostanza, la qualità della riproduzione audio non è all'altezza delle ottime prestazioni video. Il giudizio complessivo è comunque molto positivo e quello sul rapporto qualità/prezzo ancora più elevato: il TV ha attualmente uno street-price di circa 700 Euro IVA inclusa ed è sicuramente un ottimo affare.

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 7,6

Costruzione 7,5
Versatilità 7,5
Menu e taratura 8,5
Prestazioni in SDR 8,5
Prestazioni in HDR 7,5
Riproduzione audio 5,5
Rapporto Q/P 8,5

Per maggiori informazioni: Per maggiori informazioni: hisense.it/televisori/tv-50-pollici-hisense-50u7qf

 

 

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Commenti (2)

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Commento # 1 di: llac pubblicato il 24 Febbraio 2021, 08:59
Dopo l’infelice esperienza con Philips avevo messo nella lista dei desideri un po di TV tra cui L'Hisense il calo di prezzo e la prova superata con buoni commenti da parte della redazione mi hanno convinto per l'acquisto , arriverà Lunedì prossimo.

Ora devo capire ( rileggendo bene l'articolo) se posso provare a correggere quanto segnalato non disponendo di strumenti di calibrazione.

Non vedo l'ora di vedere come funzionerà con l'apple TV 4k con HDR e DV .

Ciao
Luca
Commento # 2 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 26 Febbraio 2021, 19:58
Ciao Luca.

Come già scritto nel test, in modalità predefinita 'Cinema notturno', il TV va già molto bene. Per sfruttarlo al meglio puoi provare come minimo la calibrazione di luminosità e contrasto con i segnali test (puoi trovarne in questo link), senza strumentazione.

Per il massimo, serve almeno un colorimetro (dai 120 Euro dello SpyderX, ai 285 Euro del Display Pro Plus) mentre alcuni software, come HCFR oppure DisplayCAL, sono addirittura gratis.

Emidio