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Test TV Hisense 55U7 4K HDR
Test TV Hisense 55U7 4K HDR
Emidio Frattaroli - 23 Febbraio 2021
“La serie U7 di Hisense è dotata di pannello LCD MVA con 72 zone di local dimming, tecnologia quantum dot per un gamut colore molto ampio e compatibilità con tutti i principali standard HDR, Dolby Vision, HLG e HDR10+ compresi, il tutto con un rapporto qualità prezzo particolarmente elevato”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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In Italia, dopo lo stop registrato tra marzo e aprile, il mercato dei TV ha registrato numeri decisamente incoraggianti con crescite a doppia cifra per la quasi totalità dei marchi. Tra quelli che hanno fatto meglio nel 2020 c'è Hisense che può contare su un'offerta molto variegata, con prodotti che partono dai 32" dei modelli 'entry level', per arrivare fino ai 75" della serie A7100. Benché la maggior parte dei TV siano dotati di pannelli LCD e retroilluminazione LED edge tradizionale, Hisense offre anche due serie con pannelli LCD MVA di qualità elevata e retroilluminazione con LED blu e Quantum Dots rossi e verdi, per gamut estesi e ottima potenza luminosa. Hisense li chiama ULED ma si tratta di TV con tecnologia QLED, esattamente come Samsung e TCL.

  
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Al momento le serie di TV con questa tecnologia sono due, in particolare la U8 e la U7, con la disponibilità di due soli 'tagli' per la serie U8 (55" e 65") e tre tagli per la serie U7 (50", 55" e 65"). In tutti e due i casi, viene utilizzato un pannello con tecnologia VA (Vertical Aligment) di tipo multi-domain, con sub-pixel suddiviso in otto diverse zone per aumentare il più possibile l'angolo di visione. Ricordiamo infatti che la tecnologia LCD VA è caratterizzata da un ottimo rapporto di contrasto nativo (tipicamente 5.000:1) ma ha un angolo di visione limitato: se ci si sposta anche soltanto di una trentina di gradi, il rapporto di contrasto e la saturazione scendono rapidamente. Suddividendo i vari pixel in più zone è possibile mitigare questi limiti; attualmente i migliori risultati sono ottenuti dai pannelli con 12 domini differenti.

 
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La retroilluminazione invece è di tipo ibrido, con local dimming a 72 zone (per il modello da 55"), composta da LED blu e Quantum Dots verdi e rossi, per aumentare l'efficienza luminosa e le dimensioni del triangolo di gamut. La serie è compatibile con l'audio Dolby Atmos e anche con tutti i maggiori standard HDR, quindi con HDR10, HLG, HDR10+ e Dolby Vision. Il telaio è tradizionale e si sviluppa in profondità per qualche centimetro per far 'spazio' all'unità di retroilluminazione di tipo 'direct LED'. Le finiture sono molto buone davanti, con un supporto molto elegante ma che 'alza' la base del TV di soli 7cm e che lascia poco spazio ad una possibile soundbar (consigliatissima). La parte posteriore è un po' meno accattivante ma con utilizzo intelligente di alcuni spazi per il passaggio dei cavi di collegamento.

 
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Il sistema operativo è l'ottimo VIDAA 4.0 che abbiamo già apprezzato nel laser TV che abbiamo testato in questo articolo. I menu che guidano alla prima installazione sono ben fatti e 'amichevoli' e l'avvio delle applicazioni è rapido e senza problemi. Segnaliamo la presenza di Netflix, Prime Video, Youtube, DAZN, Rakuten TV oltre a Rai Play, Chili, TIM Vision e Infinity. Manca all'appello Disney+ e qualche altra applicazione per streaming di qualità come la Digital Concert Hall dei Berliner.

 
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Il parco di connessioni è sufficiente; sono due gli ingressi per il segnale d'antenna, rispettivamente per segnali 'SAT' e per il 'Digitale Terrestre' in standard DVB-T2, quindi pienamente compatibile con gli standard del 'dopo lo switch-off'. Abbiamo poi quattro ingressi HDMI (tre sul lato ed uno posteriore), tutti di tipo 2.0 con pieno supporto al 4K 60p a 10 bit per componente. C'è l'uscita ottica, un paio di USB 2.0, un ingresso composito con audio stereo analogico, lo slot CI+ 1.4 e il WiFi a 2,4 e 5GHz, oltre alla presa di rete LAN. Manca l'uscita cuffie, le connessioni USB 3.0

 
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Caratteristiche dichiarate

Diagonale: 54,6"
Pannello: LCD MVA 8bit + FRC
Risoluzione: 3840 x 2160
Tip HDR: Dolby Vision, HDR 10, HLG, HDR10+
Tipo audio: Dolby Atmos, 20W totali (2x10W )
Processore: HI-VIEW Engine
Ricevitore: DVB-T2, DVB-S2, HEVC 60p
Common Interface: Plus 1.4
Formati video: ..AVI,.WMV,.MP4,.MOV,.3GP,.MKV,.MPG,.MPEG,.VOB,.FLV,.WebM,.OGM
Formati audio: .wma,.wmv,.mp4,.FLAC,.MP2,.MP3
Formati immagini: .jpeg,.bmp,.PNG,.GIF,.mpo
OS Smart TV: VIDAA 4.0
App: Netflix, Prime Video, YouTube, Rakuten, Rai Play, DAZN, Chili, TIM Vision, Infinity
Ingressi: 4x HDMI 2.0 (di cui 1x ARC), 1 CVBS + audio LR
Uscite: 1x audio TOSlink (rear)
Uscita cuffie: no
Calibrazione bianco: 2 punti + 20 punti
Calibrazione gamma: si (preset)
Calibrazione colore: 6 assi (sat, hue, lum)
USB: 2x (2x 2.0)
WiFi: si (24GHz, 5GHz)
Lan / Bluetooth: Si / Si (n.d.)
Telecomando: ERF3A72, non retroilluminato 
Consumo stand-by: 0,5W
Consumo: 140 watt
Consumo annuo: 205 kWh - classe "B"
Prezzo suggerito al pubblico: 

Per maggiori informazioni: hisense.it/televisori/tv-50-pollici-hisense-50u7qf

 

Pagina 2 - Misure in REC BT.709

 
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Il TV appena acceso si posiziona nella modalità predefinita 'Standard' con qualità d'immagine mediocre, ovvero con bilanciamento del bianco bluastro, gamma elevato e tutti gli algoritmi di riduzione del rumore e interpolazione dei fotogrammi accesi. In altre parole, è il solito disastro condiviso dalla totalità dei costruttori, che però può peggiorare con la modalità 'Dinamica' e con quella 'Sport'. Le modalità predefinite più interessanti sono quelle denominate 'Cinema Diurno' e, soprattutto, 'Cinema Notturno', con differenze sui valori del gamma (giustamente più bassi nella modalità 'diurna') e sulla potenza della retroilluminazione. Il TV non ha un sensore di illuminanza 'ambientale', quindi la selezione della modalità migliore in ambiente scuro oppure illuminato è completamente manuale. 

  
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Come già anticipato in apertura, il pannello LCD è di tipo MVA, quindi con sub-pixel RGB suddivisi in più zone (domìni) per mitigare i limiti sull'angolo di visione. Come saprete sicuramente il segnale video 'televisivo', che provenga dalle antenne terrestri o satellitari, dallo streaming oppure dal Blu-ray Disc, ha soltanto la componente di luminanza (ovvero 'Y') alla massima risoluzione, mentre le due componenti di crominanza (Cb e Cr) sono ad un quarto della risoluzione. Ad esempio, anche il Blu-ray Disc 4K ha soltanto la componente di luminanza alla risoluzione completa (3840x2160) mentre i segnali di crominanza sono ad un quarto, quindi 'solo' alla risoluzione full HD (1920x1080). Ebbene, il TV Hisense alimentato con segnali RGB a risoluzione 4K da PC (quindi con tutte e tre le componenti alla massima risoluzione) mostra sul pannello solo metà risoluzione verticale per le componenti rossa e blu del segnale, come già rilevato per altri TV con tecnologia LCD MVA.Nessun problema per la componente verde e per i segnali di luminanza: questo limite non ha comunque alcun effetto sulla percezione della risoluzione e del dettaglio di immagini televisive.

 
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Arriviamo quindi al bilanciamento del bianco e ai valori del gamma in condizioni di default, quindi nella modalità predefinita 'Standard', con una netta dominante bluastra e valori del gamma così elevati da farci spostare i limiti del nostro grafico. Nella modalità predefinita 'Cinema notturno' le cose vanno incredibilmente bene, con un bilanciamento sensibilmente più vicino al riferimento (scarti entro il 5% in più per il blu e in meno per il rosso) e con valori del gamma più bassi anche se ancora mediamente elevati. Il rapporto di contrasto nativo è di circa 5.000:1 ed è tra i migliori mai misurati in queste condizioni e senza attivare il local dimming. Per essere più chiari, la modalità 'Cinema notturno' è già ottima e permette di raggiungere prestazioni sorprendenti.

 
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La calibrazione è un'operazione semplice e veloce grazie al controllo delle componenti RGB sia su due punti, sia su 20 punti, con interventi precisi e ben modulabili. Il risultato che vedete, con deviazioni estremamente contenute, è stato ottenuto quasi esclusivamente con la calibrazione su due punti e con modifiche dal menu di calibrazione a 20 punti quasi esclusivamente sui primi tre step della scala dei grigi. Anche la linearità della curva di luminanza 'torna nei ranghi', con valori del gamma a cavallo tra 2,3 e 2,4 con una tenuta costante anche nelle primissime sfumature.

 
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Ottime notizie anche per la qualità della riproduzione dei colori, anche nella modalità predefinita 'Cinema notturno', con piccole deviazioni sia in fase che in saturazione. Il risultato dopo la calibrazione del bilanciamento del bianco è sorprendente ed è in linea con i primi della classe, dal costo ben superiore. Per la calibrazione dei colori primari e secondari, ho privilegiato la precisione sui colori tra il 25% e il 50% di saturazione che è praticamente perfetta. Tra l'ottimo e l'eccellenza la precisione delle tinte più sature, soprattutto per la fase.

 

Pagina 3 - Misure in HDR, visione e conclusioni

 
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In modalità HDR la situazione è appena più complessa. Prima di tutto, non c'è suddivisione tra le impostazioni del bilanciamento del bianco tra le modalità in SDR e HDR e questo è in parte seccante ma può essere anche un vantaggio: una volta sistemato il bilanciamento del bianco in SDR, si vivrà 'di rendita' anche per le immagini in HDR. La modalità predefinita che viene caricata all'avvio è la solita 'Standard' che è un annunciato disastro e che ho deciso di sottolineare per tutti i TV, anche per quelli di fascia più elevata. Il grafico più a destra invece rappresenta il picco di luminanza massimo che può essere raggiunto in relazione all'area del pannello 'eccitata' dal segnale test. Ebbene, per piccole zone, come succede per tanti altri TV LCD con local dimming dotato di poche zone indipendenti, ha una forte limitazione in potenza e riesce a superare di misura i 400 NIT per le zone più piccole. Con i segnali ad area più generosa, si sale decisamente anche se, statisticamente, gli elementi delle immagini formattate in HDR che hanno bisogno di potenza sono quelle più piccole. Con segnali standard e con area utile al 10% e con la calibrazione, il TV arriva comunque a sfiorare i 600 NIT.

 
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Per gli integralisti della calibrazione, attenzione alla modalità HDR perché, come spesso succede, gli step di calibrazione nella modalità '20 punti' non corrispondono a quanto atteso e sono spostati più 'in alto'. Nell'immagine qui in alto potete osservare il risultato della 'calibrazione' del 10% di intensità del segnale in ingresso che ha effetto in realtà sulla 'barra' del 20% della scala di grigi; diventa 'blu' praticamente solo quella. Quindi, per chi vorrà effettuare giustamente una calibrazione specifica per le modalità HDR - magari usando come base uno degli altri bilanciamenti del bianco predefiniti - dovrà fare attenzione e verificare quali step andare a modificare. Per velocizzare il processo, consiglio di effettuare una calibrazione su due punti prendendo come riferimento per le basse luci il 10% di segnale in ingresso, andando poi a modificare tutto il resto singolamente con gli step discreti successivi.

 
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Il mio personale risultato della calibrazione è ottimo ed è qui in alto a sinistra; rimane 'fuori' dall'eccellenza soltanto il 5% della scala dei grigi. Der resto, al 5% di intensità del segnale in ingresso, ho misurato 0,09 NIT, quindi un livello già nella 'zona' di visione mesopica, quindi con dominante poco visibile e comunque già ad un livello tale da mettere in crisi molti strumenti di misura. Non vi accanite quindi al 5% e mettete invece in 'sicurezza' il livello al 10%. Allo stesso modo, sulle alte luci ho preferito non esagerare con il togliere blu e verde ai livelli più alti in modo da non sottrarre troppa dinamica. Nel grafico a destra osservate la curva di riferimento in verde con clipping a 1.000 NIT, la curva gialla che cattura le impostazioni di default e quella rossa che è il risultato della modulazione delle componenti RGB su 20 punti. Ricordate che nella calibrazione del bilanciamento del bianco, quando modificate le tre componenti RGB potete sempre scegliere se aggiungere o togliere, quindi potete modificare direttamente anche la luminanza...

 
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Le prestazioni sul gamut sono sorprendenti già in condizioni di default e diventano ottime dopo la calibrazione. La copertura del gamut DCI-P3 non è completa ma non manca poi molto e per i feticisti dei 'numeri', siamo al 90% della copertura secondo lo spazio CIE uv 1976, ovvero quello percettualmente più uniforme e che ha più senso prendere come riferimento. Qualche incertezza da segnalare c'è soltanto tra i verdi ad elevata saturazione, problema comune a TV ben più blasonati.


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Installazione e visione del 55U7QF mi hanno sorpreso positivamente su quasi tutti gli aspetti. Archiviate le disastrose prestazioni nella modalità predefinita 'Standard' e selezionata quella predefinita 'Cinema notturno', le immagini mi hanno convinto ben oltre la sufficienza per dinamica, ricchezza di sfumature e coerenza cromatica anche con contenuti in alta definizione. Non sono un grande estimatore degli algoritmi di interpolazione dei fotogrammi e il sistema utilizzato da Hisense non è sicuramente tra i migliori. Il pannello arriva al massimo a 60Hz, quindi ha senso attivarlo soltanto per contenuti che sono nativamente a 24 oppure 25 fotogrammi al secondo. Il de-interlaccio dei segnali ad alta definizione è nella media ma quello che più mi ha convinto è la buona qualità d'immagine generale. Se aggiungiamo la calibrazione, la qualità sale ulteriormente e il TV può tranquillamente competere con i marchi più blasonati che costano anche più di tre volte tanto. Le 72 zone sono più che sufficienti, soprattutto con contenuti SDR e la potenza luminosa è sovrabbondante anche per visualizzare un TG ad ora di pranzo, con il soggiorno irradiato da una valanga di fotoni.


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Il TV è compatibile con segnali HDR10, HDR10+ e Dolby Vision e li ho provati tutti, con qualche piccolo vantaggio sul tone mapping dinamico del Dolby Vision con i contenuti più difficili. Anche in HDR, le impostazioni predefinite vanno ben oltre la sufficienza anche se, in questo caso, la calibrazione del bilanciamento del bianco e dei colori è in grado di far fare al TV un vero salto di qualità. Con la calibrazione, il picco di luminanza per le zone dell'immagine più piccole scende sotto i 400 NIT ma tra l'ottimo contrasto nativo del pannello (circa 5.000:1) e la buona programmazione delle zone di local dimming, il risultato è ottimo, a patto di stare davanti al TV. Uno dei punti deboli di questo U7 è l'angolo di visione; nonostante l'utilizzo di un buon pannello MVA con 8 diversi domini, già superati i 20 gradi dall'asse, il contrasto inizia a scendere assieme alla luminanza e alla saturazione dei colori, il bilanciamento del bianco si 'riscalda' e diventano evidenti anche gli aloni delle zone di local dimming.

 
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Del resto, con il TV a 2 metri e mezzo e con un divano da tre posti, gli occhi delle persone sedute esternamente sul divano avranno un angolo di circa 14 gradi rispetto al centro dello schermo, quindi ancora in zona 'di sicurezza'. L'altro punto debole del TV è la riproduzione audio che copre una banda limitata, non scende al di sotto dei 120Hz ma è comunque in grado di generare una pressione sonora discreta, anche se con distorsione apprezzabile sullo spettro medio-basso. In buona sostanza, la qualità della riproduzione audio non è all'altezza delle ottime prestazioni video. Il giudizio complessivo è comunque molto positivo e quello sul rapporto qualità/prezzo ancora più elevato: il TV ha attualmente uno street-price di circa 700 Euro IVA inclusa ed è sicuramente un ottimo affare.

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 7,6

Costruzione 7,5
Versatilità 7,5
Menu e taratura 8,5
Prestazioni in SDR 8,5
Prestazioni in HDR 7,5
Riproduzione audio 5,5
Rapporto Q/P 8,5

Per maggiori informazioni: Per maggiori informazioni: hisense.it/televisori/tv-50-pollici-hisense-50u7qf