Io direi semplicemente che, oltre un certo punto, diviene una mera questione di onanismo mentale.
L'impianto "assoluto" non solo non esistera` mai (perche` la fisica e la meccanica quantistica ci dicono che e` semplicemente impossibile, vedasi principio di indeterminazione di Heisenberg, per fare dei parallelismi), ma, soprattutto...a che cosa, ed a chi, servirebbe?
Probabilmente, la diatriba non e` tanto tra ascoltoni e misuroni, che mi sembra una roba da bambini, troppo semplicistica (se stanno a mena` li regazzini, aho`...), quanto tra chi ricerca la riproduzione dell'evento reale...e chi cerca l'illusione dello stesso.
Parra` una stronzata, ma se ci riflettete (animo, gente, usare la massa spugnosa posta in mezzo alle orecchie), non e` una sottigliezza: il primo approccio e`, temo, castrante in partenza, perche` impone una frustrante ricerca della "purezza" per tramiti (gli apparecchi) che sono, per limiti intrinseci, "impuri", e quindi si prefigge un obiettivo per definizione inarrivabile.
Il secondo approccio, invece, ammette ogni possibile deformazione del messaggio originale per ricrearne l'illusione, turlupinando l'ascoltatore ed il suo sistema uditivo: cosa certamente arrivabile, forse non ancora oggi, ma sicuramente nel breve termine.
Vabbe`, perdonate la digressione filosofica, ma all'1,20 AM, dopo tre bottiglie di vino ed una di grappa, si rischia di diventare mistici...
Ciao,
Andrea